Confraternita di San Vito
In contemporanea alla costruzione del Duomo di Monreale, viene costruita la Chiesa di San Vito (1174 - 1182). Per secoli il quartiere di san Vito dove nasce la Chiesa è stato in una condizione di degrado, proprio perché il Duomo con le sue bellezze e tesori rendeva la chiesa di San. Vito insignificante, tanto che i santuvitari erano persone definite ignoranti, sporche ec
c...:mentre coloro che abitavano nei pressi del Duomo erano persone di una certa elevatura. Dai fascicoli dell'archivio storico Comunale infatti si evince che, intorno al 1700 vi fu una lite tra i santuvitari e quelli del "Giardino della Grande corte" perché avevano usato l'atrio della Chiesa di San Vito come luogo per fare l'autopsia a coloro che erano morti per cause sconosciute, tanto che per l'andare e ve**re dei carri funebri, l'attuale via San. Vito era chiamata "la via del carro Funebre"
L'interno è a croce latina a tre navate, (del `700) le finestre sembrano di stile veneziano. Nel 1582 viene fondata la "Compagnia dei laici" allogata nella chiesa di San Vito per volere di Don Michele Trainito (con atto testamentario presso il Notaro Giuseppe D'Amico il 29 luglio 1582). Essendo Monreale sprovvisto di un territorio pianeggiante e vasto, quale spazio per la sepoltura degli stessi monrealesi, si costituirono alcune "compagnie", (chiamate in seguito confraternite), per la costruzione di luoghi di culto, (chiese) nei quali, coloro che avevano contribuito alla costruzione degli stessi, venivano sepolti, formando spesso delle vere e proprie catacombe. Tutti coloro che avevano un certo censo erano chiamati " compagni fondatori " e certamente avevano un posto di privilegio nel luogo sottostante la chiesa. Nel 1896 la compagnia di San Vito è sostituita dalla Confraternita di San Carlo Borromeo - Vescovo, che durerà fino al 1904. Carlo Borromeo era il santo protettore glorioso della "compagnia dei laici" di San. Chi voleva entrare nella confraternita doveva perseverare per tre mesi, frequentando la confessione e comunione (Concilio di Trento) e passati i tre mesi il maestro dei Novizi ne dava notizia ai Superiori e il Governatore sentito l'Ordinario lo proponeva a tutti i confrati.(vedi statuto)
Il giorno della candelora ogni novizio ammesso, portava una candela al Santo Protettore ricevendo la benedizione dell'Ordinario. Il maestro dei Novizi insieme ai visitatori degli infermi ed alcuni confrati, aiutavano il novizio alla vestizione dell'abito, alla visiera di tela bianca con l'insegne di S. Carlo, il cordone, il mantello con il cappuccio e il cappello di color rosso. In ogni chiesa vi potevano essere più di una confraternita, sempre però sotto la giurisdizione della confraternita fondatrice, perché le ristrettezze economiche, spesso non permettevano di costruire un nuovo tempio. Tutto questo perdurò fino al 1850 periodo in cui i Prefetto di Monreale su atto deliberativo fece costruire il Cimitero Comunale, dando la possibilità a tutti coloro che non potevano entrare nella confraternita sia per il numero (pari a 100) sia per problemi giuridici o spirituali di essere sepolti nel luogo comune. Sempre nell'anno 1582 a san. Vito vi fu la stesura dei primi capitoli (andati perduti). Solo nel 1709 viene riformulato il capitolo e modificato nel 1828.