14/08/2026
13 agosto 2026
Discorso alla città del parroco don Gaetano Amore Luca
“Signor Sindaco
Signor Presidente Arciconfraternita del SS.mo Sacramento
Signor Presidente del Comitato Festa Patria
Carissimo Comitato Festa Patria,
Carissimi Fratelli e Sorelle,
ieri pomeriggio mentre stavamo sistemando il sagrato per l’incontro con il cardinale Pizzaballa, mi ferma un bambino di circa sei anni e mi chiede che cosa stessimo facendo. Glielo dico, concludendo la mia dettagliata spiegazione con quella che oggi nei manuali del marketing avrebbe pieno diritti di essere annoverata come una vera e propria “call to action”: “e tu non vieni a Messa stasera?”
E lui, con determinazione assoluta e poco infantile:
”Ma che Messa e Messa?! Stasera sta l’eclissi del sole, e mica me la posso perdere! Anzi senti a me, se vuoi ve**re pure tu?”
Lì per lì mi era balzata nella mente una bella sacra risposta, della serie “ma che cosa dici mai! Come fai a dire una cosa del genere?”
Ma poi questo sacro sobbalzo ha lasciato il posto a due pensieri:
il primo è che i desideri dei bambini sono sempre sacri e spesso siamo noi adulti a profanarli e banalizzarli con la nostra superficialità o presunta superiorità (ci occupiamo di cose serie!);
il secondo è che durante l’eclissi solare totale avviene qualcosa di strano. In pieno giorno, il sole - che è la nostra certezza, la nostra luce - viene coperto. Non si spegne, ma viene nascosto per qualche minuto da un corpo più piccolo, più oscuro, la luna. E in quel momento proviamo davvero un brivido. Abbiamo paura che la luce non torni mai più.
I Padri della Chiesa questa paura non l’avevano perché potevano affermare che: Maria est luna, Christus est sol.
Cristo è il Sole di giustizia, come dice il profeta Malachia. Un sole che non conosce tramonto. Maria è la luna. La luna non ha luce propria. Sarebbe un masso morto, opaco, se non fosse illuminata dal sole. Tutta la sua bellezza è luce riflessa.
Maria non oscura Gesù, lo rivela. Come la luna, Lei ci permette di guardare il sole durante un'eclissi, senza rimanere accecati. Nessuno di noi può fissare il sole a occhio n**o. Ci accecherebbe. Ma durante l'eclissi, attraverso quel disco oscuro, possiamo finalmente contemplarne la corona, la sua bellezza immensa e misteriosa.
Così è Maria. Nessuno di noi può comprendere fino in fondo il mistero di Dio. Ma guardando Maria, la sua umiltà, il suo "sì", la sua piccolezza, noi riusciamo a vedere Dio senza esserne schiacciati. Maria non si mette al posto del sole. Si mette davanti, per farcelo contemplare in lei.
Il problema è quando noi facciamo l'opposto: mettiamo noi stessi, i nostri peccati, le nostre paure, le nostre ideologie davanti al sole; e allora sì, è eclissi vera. Una vera eclissi di fede. Il sole c'è ancora, ma noi non riusciamo più a vederlo.
Uno dei primi Padri della Chiesa Origene (intorno al 250 d.C.) nelle sue Omelie sulla Genesi (I, 7) parla addirittura di un certo Mysterium Lunae:
«Come si dice del Sole e della Luna che sono i due grandi luminari nel firmamento del cielo, così anche in noi Cristo e la Chiesa»; e così, «come il Sole e la Luna illuminano i nostri corpi, così Cristo e la Chiesa illuminano le nostre anime». Origene sottolinea come tutta la gloria della Chiesa sta nell’essere recettiva della Luce che è Cristo; tutta la sua capacità di illuminare il mondo le deriva dal suo essere rivolta a Lui.
C'è stato un giorno in cui il Vangelo ci dice che ci fu un'eclissi.
"Era circa mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, il sole si eclissò" - ci dice Luca (Lc 23,44).
In quel momento, sotto la croce, c'era lei, Maria.
Immaginate la scena. Il Sole, suo Figlio, si stava spegnendo. Il buio era totale. Ogni madre in quel momento direbbe: "È finita. La luce è morta". “Si è spento, noi diciamo addirittura estinto”.
E invece Maria è rimasta lì. Perché? Perché una madre sa, come la luna sa, che anche quando il sole è coperto, non è morto. È solo nascosto per un momento, per poi tornare più splendente di prima.
Maria è la donna dell'eclissi del Sabato Santo.
Quel giorno in cui tutto taceva, in cui gli apostoli erano scappati, in cui la fede della Chiesa era ridotta a un lumicino in una stanza. Quel lumicino era Lei. Lei custodiva la luce quando tutta la terra era al buio.
Lei è l'unica che ha creduto che il sole sarebbe risorto il mattino dopo.
Quanti di noi vivono le fasi drammatiche di un’eclissi interiore?
L’eclissi di un dolore improvviso, l’eclissi di una malattia inaspettata, l’eclissi atroce della perdita di un figlio, l’eclissi di un lavoro che tarda ad arrivare, di un licenziamento immeritato, di un matrimonio distrutto, di una amicizia che si spegne senza evidenti ragioni.
Ebbene, in quell'eclissi, non cercate con la forza il sole di una semplice soluzione. Non arrendetevi all’oscurità a tempo indeterminato.
Cercate la luna. Cercate Maria. State vicino a Lei.
Lei vi insegna a stare nel buio senza disperarsi.
Lei, come ci insegna il Libro dell’Apocalisse, è “Una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi" (Ap 12,1).
Alla fine dei tempi, l'immagine si capovolge. Non è più la luna che sta davanti al sole. È la donna che è vestita di sole. Perché Maria, che per tutta la vita ha riflesso la luce di Cristo, alla fine ne è stata totalmente rivestita, assunta in Cielo, trasfigurata.
Santa Maria della Madia,
tu che sei arrivata sulle sponde della nostra Città
in una oscura fredda notte di tanto tempo fa,
per diradare le tenebre della nostra disperazione
per illuminare la nostra incredulità,
per incoraggiarci a non gettare la spugna
nel portare a termine progetti insperati,
tu che lasciasti il Vescovo Romualdo
e l’intero suo popolo nello stupore della tua meravogliosa presenza,
continua a ve**re nelle nostre vite, nelle nostre storie, nella nostra Monopoli.
Quando il giorno si fa buio e il cuore ha paura,
rimani accanto a noi.
Non spegnere la nostra attesa.
Insegnaci a custodire la luce,
insegnaci a non lasciarci accecare dai bagliori della rabbia e dell’istinto
e lasciaci sognare ad occhi aperti un futuro luminoso di pace,
finché non tornerà il Sole che non tramonta mai Gesù Cristo tuo Figlio
e nostro unico Signore.
Amen.”