Centro Caritas di Zona "San Giovanni Paolo II “

Centro Caritas di Zona "San Giovanni Paolo II “ Il Centro Caritas di Zona e' nato nel 2005 per offrire ascolto ai bisogni delle persone in difficoltà delle 8 parrocchie della zona.

Sono attivi circa 14 operatori volontari

20/07/2026
17/06/2026

Le fragilità sociali
Sempre più famiglie e anziani soli L’Italia che non esce dalla povertà
PAOLO
LAMBRUSCHI
Mai così tanti poveri e così a lungo. Eppure, vista da vicino, la povertà pare diventata normale per troppe persone. Colpisce soprattutto famiglie e persone anziane che spesso non possono curarsi e sono rimaste intrappolate nella solitudine. Lavorare per una quota crescente non basta più per sopravvivere. Il popolo che nel 2025 ha bussato alle porte delle Caritas, stando ai dati raccolti dalla rete dei centri di ascolto, dei servizi e delle opere ha un volto ormai definito dopo un quarto del nuovo secolo. Lo conferma il Report statistico nazionale 2026 sulla povertà di Caritas Italiana presentato ieri a Roma, un atteso spaccato per leggere e approfondire dal basso le fragilità del tessuto sociale.

Lo studio, curato da Federica De Lauso e Walter Nanni del Servizio studi di Caritas Italiana, sottolinea come la povertà tenda ad assumere i contorni inquietanti di una “strutturale normalità” radicata nella vita di molte famiglie. Nel 2025 la rete Caritas in Italia ha accompagnato 282.539 persone, cifra che corrisponde ad altrettanti nuclei familiari. La crescita delle persone sostenute dalla rete Caritas è dell’1,7% rispetto al 2024, più contenuta rispetto al passato, ma senza una reale attenuazione delle difficoltà sociali. Nulla è cambiato, commentano gli autori, rispetto al 2019, anno pre-pandemia, e in dieci anni dal 2015 al 2025 il numero di persone accompagnate è cresciuto del 48%. Il 56,7% è di nazionalità straniera, il 41,6% di cittadinanza italiana, il resto sono apolidi. Complessivamente l’aiuto della rete Caritas ha raggiunto circa il 6 per mille dei nuclei familiari residenti in Italia e circa il 12% delle famiglie in povertà assoluta.

Dal punto di vista statistico resta stabile la quota di persone a rischio di povertà (18,6% dal 18,9%), mentre cresce dal 4,6% al 5,2% quella di chi vive in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale. A rendere vulnerabili le famiglie è soprattutto la progressiva erosione del potere d’acquisto dei salari dovuta all’inflazione, trainata in larga misura dall’aumento dei prezzi dell’energia.

Le famiglie con figli minori continuano a rappresentare la maggioranza (il 52%) dei bisognosi e le persone incontrate permangono in questa condizione sempre più a lungo. Diminuisce invece la quota di nuovi poveri, attestandosi al 37,6%. L’incremento di povertà più consistente dell’ultimo decennio si registra nel Nord Italia (+61,8). Le tendenze più significative segnalate dai territori vedono in cima l’aumento degli anziani poveri. In dieci anni il numero degli over 65 incontrati dalla rete Caritas è infatti cresciuto del 191%. Il nodo da sciogliere è quello tra povertà economica, invecchiamento, fragilità sanitaria, indebolimento delle reti familiari e isolamento sociale. Accanto all’invecchiamento, meno evidente, cresce la solitudine, male del nostro tempo. Nello stesso periodo le persone sole sono cresciute dal 23,8% al 32,9% per lutti o separazioni. « La povertà- sostengono i curatori del rapporto - si mostra sempre più come progressivo assottigliarsi dei legami, delle relazioni di prossimità e delle possibilità di ve**re accompagnati nei momenti di maggiore difficoltà».

Il Report evidenzia anche la crescita dei bisogni sanitari (+69%). La situazione appare più critica nel caso della sofferenza mentale, dove la percentuale di chi chiede aiuto sale all’80%. E la presenza sempre più rilevante dei lavoratori poveri. Se quasi metà (48%) degli assistiti è disoccupata, il 24% dispone di un’occupazione che non garantisce risorse sufficienti per vivere con dignità. Dieci anni fa il fenomeno si attestava al 13,3%. Nelle fasce centrali di età, il dato raggiunge picchi del 31%.

L’abitare continua a rappresentare uno snodo delicato, non solo per gli oltre 24mila incontrati, ma anche per le crescenti difficoltà legate ad affitti, utenze, spese ordinarie, condizioni precarie o inadeguate.

Alla presentazione ha partecipato il nuovo presidente dell’organismo pastorale della Cei, l’arcivescovo di Matera- Irsina e vescovo di Tricarico Benoni Ambarus, che ha sottolineato il valore ecclesiale del rapporto e la responsabilità delle comunità cristiane: « La povertà è sempre un interrogativo che interpella anzitutto la Chiesa, il suo modo di stare dentro la storia, la sua capacità di farsi prossima alle persone e ai territori piùfragili. I dati raccolti dalla rete Caritas nascono dall’ascolto quotidiano e ci chiedono di essere comunità più attente, capaci di riconoscere le ferite, custodire i legami e non lasciare sole le persone».

Nelle sue conclusioni il direttore di Caritas italiana don Marco Pagniello ha dichiarato che «i dati offrono un importante contributo per definire la povertà, ma è importante che aiutino soprattutto ad orientare le nostre scelte. Per Caritas il Report statistico è infatti uno strumento per animare le comunità, aiutare i territori a leggere ciò che cambia e sollecitare politiche più giuste e lungimiranti. Di fronte a povertà sempre più croniche, solitudini crescenti, lavoro povero e difficoltà abitative occorre costruire percorsi, alleanze e responsabilità condivise». I dati confermano infine la natura multidimensionale della povertà: nel 2025 oltre la metà delle persone accompagnate cumula almeno due ambiti di bisogno, un terzo circa tre o più. E in diverse aree l’unica risposta resta ancora quella della Caritas.

28/04/2026

SAN MICHELE, 15/04/2026
OGGETTO: RELAZIONE ANNUALE DELL’ATTIVITA’ DEL CENTRO CARITAS DI ZONA
“SAN GIOVANNI PAOLO II” IN SAN MICHELE AL FIUME. ANNO 2025
Ancora un anno di attività, ancora un anno di incontri, di richieste, di tempo donato, di gratuità
ma soprattutto di incontri, di visi, di sguardi a volte rassegnati, a volte fiduciosi. Sguardi di poveri,
dei nostri poveri che ci camminano accanto, a volte invisibili agli occhi. Nei tempi che viviamo,
contano sempre di meno in questa nostra società, dove a volte il bene e il male si confondono e
conta solo ciò che si vuol far contare e non ciò che conta davvero.
Ci avviamo al 21° anno di attività di questo nostro “Centro Caritas” nato per scommessa che resiste
ancora nel tempo, grazie a un pugno di operatori ancora disponibili a giocarsi un po' del loro tempo,
per mettere le mani dove non c’è ricompensa, ma la convinzione di fare la cosa giusta.
Il non girare la faccia di fronte a chi attraversa momenti di difficoltà, portandosi a casa un po' di
magone quando non si riescono a dare risposte, ma anche la consolazione di averci almeno provato.
Per darci una spinta e ricordarci perché lo facciamo e soprattutto per chi lo facciamo, da due o tre
mesi, una volta al mese, per chi può partecipiamo a una celebrazione Eucaristica. Perché è grazie a
Dio se la nostra attività va avanti e incide nel nostro territorio.
Da poco il nostro gruppo si è infoltito di nuovi volontari, almeno 5 tanto da pensare di allargare il
nostro campo d’azione. Infatti, stiamo prendendo in considerazione la possibilità di affrontare in
modo più impegnativo il problema della casa e del lavoro.
Ancora siamo al livello della semina, non sappiamo se questo seme ancora piccolissimo, crescerà,
noi ci proviamo.
Per quanto riguarda la nostra principale attività, continuiamo a distribuire generi alimentari a lunga
conservazione, valutando lo stato di necessità concordandoci con le assistenti sociali dei nostri due
Comuni.
Grazie, alla generosità della gente comune che sta apprezzando il nostro impegno, abbiamo la
possibilità di aiutare i nostri utenti ad affrontare momentanee difficoltà economiche, intervenendo
con il pagamento di bollette, o altri aiuti di tipo economico.
Il Banco alimentare ci fornisce il solito contributo di generi alimentari dell’AGEA oltre ad altri
prodotti che riesce a reperire. Il resto come sempre lo compriamo. Specialmente Olio di Oliva, a
volte il latte, i biscotti e la pasta. Il questo anno passato, un grosso aiuto è arrivato dal Centro
Missionario Diocesano, che ha effettuato il Campo Missionario Estivo a Piagge, e tra le sue attività
ha effettuato la raccolta cibo dalle famiglie che sono state molto generose. Un’altra attività di
raccolta è stata fatta il per la giornata del Povero il 19 dicembre presso Supermercato di San Filippo
sul Cesano in sinergia con il Banco Alimentare, che ci ha fruttato circa 17,00 q.li di alimenti a lunga
conservazione. Un grazie sentito alla C.M.A. di Barchi per l’approvvigionamento dei generi
alimentari presso il Banco alimentare di Pesaro. Per quanto riguarda i numeri, sono illustrati nel
prospetto qui di seguito sia per quanto riguarda il bilancio finanziario sia per la quantità di persone
e pacchi distribuiti.

gli operatori del Centro Caritas di Zona
“San Giovanni Paolo II”

ATTIVITA’ IN NUMERI
PACCHI CIBO DISTRIBUITI 1075
INDIGENTI X NUCLEO 66
INDIGENTI PER NUMERO. 207
MINORI 0-15 ANNI. 83
SPESE PAGAMENTO BOLLETTE. 3.586,51
INTERVENTI DI VARIO GENERE
(AFFITTI,MEDICINALI, ECC.). 989,47
ACQUISTO ALIMENTI. 6.271,84
CHI VOLESSE CONTRIBUIRE FINANZIARIAMENTE ALLA NOSTRA ATTIVITA’ :
FONDAZIONE CARITAS FANO ETS
Bcc Fano — IBAN: IT25U0851924301000000709068
Indicando la dicitura “pro centro Caritas San Michele”
(Con possibilità di certificazione per la denuncia dei redditi)
oppure:
CENTRO CARITAS DI ZONA “SAN GIOVANNI PAOLO II”
C/O PARROCCHIA REGINA DELLA PACE – SAN MICHELE AL FIUME
Bcc del Metauro — IBAN IT47Q0870009340000000205531
(Senza certificazione)
Per Informazioni: mercoledì e venerdì pomeriggio, dalle 16.00 alle 20.00: cell. 3387840228
E-Mail: [email protected]

26/04/2026

Caritas Diocesana
Al via il nuovo servizio docce per persone senza fissa dimora

Il Vescovo e il direttore della Caritas diocesana di Fano annunciano l’avvio di un nuovo servizio dedicato alle persone senza fissa dimora: uno spazio docce attivo il sabato mattina presso i locali dedicati nella sede del Centro pastorale diocesano, nato dalla collaborazione tra Caritas, Croce Rossa Italiana – Comitato di Fano e Ass. Comunità Papa Giovanni XXIII. L’iniziativa rappresenta un importante passo avanti nella costruzione di una rete di sostegno concreta e dignitosa per chi vive in condizioni di fragilità. Garantire l’accesso all’igiene personale non è solo una questione sanitaria, ma un diritto fondamentale che contribuisce al benessere psicofisico, alla tutela della salute e al mantenimento della dignità individuale. Per chi vive in strada, anche un gesto semplice come potersi fare una doccia può fare la differenza: significa prendersi cura di sè, sentirsi accolti e riconosciuti, recuperare un senso di normalità spesso compromesso da situazioni di marginalità. Il servizio è organizzato in modo da garantire l’ accesso a docce pulite e fornite di tutto il necessario per l’igiene personale. Alle persone viene fornito un kit igiene e un cambio di biancheria intima per permettere agli ospiti di indossare indumenti puliti. Per accedere al servizio le persone possono rivolgersi al centro di ascolto diocesano di Caritas oppure alla sede della Croce Rossa Italiana-Comitato di Fano.
Tutto ciò è reso possibile grazie all’impegno e alla dedizione dei volontari delle associazioni coinvolte, il cui ruolo è essenziale non solo per l’organizzazione pratica, ma anche per creare un clima di ascolto, rispetto e vicinanza umana.
I locali sono stati messi a disposizione dalla Curia e verranno intitolati alla memoria di Roberto Ansuini, medico fanese, impegnato nel volontariato attraverso l’Associazione Apito, la clownterapia e la caritas parrocchiale, deceduto il 12 dicembre scorso. Un ringraziamento particolare va anche agli enti finanziatori come la Fondazione Carifano, la Fondazione Homobonus e il Rotary Club di Fano.



Diventa volontario

Per sostenere e far crescere questa iniziativa, è aperta la ricerca di nuovi volontari. Chi desidera mettere a disposizione parte del proprio tempo può contribuire in modo concreto al miglioramento della qualità della vita di molte persone. Partecipare significa entrare a far parte di una comunità solidale e attiva, capace di generare un impatto reale sul territorio. Per informazioni e candidature è possibile rivolgersi alla sede della Caritas diocesana oppure scrivere via mail a [email protected] o via whatsapp al n. 3486189941

Indirizzo

Piazza Costanzo Micci San Michele Al Fiume
Mondavio
61040

Telefono

+393387840229

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Centro Caritas di Zona "San Giovanni Paolo II “ pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Il Luogo Di Culto

Invia un messaggio a Centro Caritas di Zona "San Giovanni Paolo II “:

Scelte rapide

Condividi