Chiesa Cristiana Evangelica ADI Molfetta

Chiesa Cristiana Evangelica ADI Molfetta Chiesa Cristiana Evangelica "Assemblee di Dio in Italia" (A.D.I.) Ente Morale di Culto (D.P.R. 5.12.1959 n.1349 - Legge 22.11.1988 n.517)

25/12/2021

GIUDICI 6:14

"VA’ CON QUESTA TUA "

"Allora il SIGNORE si rivolse a lui e gli disse: «Va’ con questa tua forza e salva Israele dalla mano di Madian; non sono io che ti mando?"

Gedeone era un uomo che temeva Dio. Apparteneva alla tribù di Manasse, dove si praticava il culto di Baal. Un giorno, Dio lo chiamò ad andare contro un esercito invasore di centotrentacinquemila madianiti. Ma cosa significa l'espressione "Va' con questa tua forza"? Certamente Dio non si riferiva alla tribù di Gedeone, perché era la più piccola tra tutte; né poteva riferirsi alla sua famiglia, perché era la più povera. La "forza" di Gedeone andava ricercata nella Parola che Dio gli aveva indirizzato: "Sono io che ti mando".
Ma prima di liberare Israele dai madianiti, bisognava distruggere l'altare di Baal e ristabilire il culto al Signore. Dopo questo, Gedeone chiamò le tribù di Israele a difendere il paese. Migliaia di israeliti si offrirono volontari per la battaglia, ma Dio disse a Gedeone di ridurre le forze a soli trecento uomini. In questo modo, l'onore per la vittoria sarebbe andato soltanto al Signore.
Purtroppo, anche il numero di credenti determinati a compiere ad ogni costo l'opera di Dio è piuttosto esiguo. Ricordiamo comunque che la nostra forza per vincere ci viene esclusivamente dal Signore.
"Le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze" (2 Corinzi 10:4).

23/12/2021

GIOVANNI 8:9

SOLI CON GESÙ

"Essi, udito ciò, uscirono a uno a uno, cominciando dai più vecchi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo"

Soli con Gesù! Che posto beato e santo! Che benedetto rifugio in cui l'anima può ripararsi dalle seduzioni di satana, dalle accuse del mondo e dalle afflizioni della vita! Dolce luogo in cui il cuore può aprirsi e sussurrare le sue vicissitudini all'orecchio dell'infinito amore, e dell'inesauribile compassione!
Soli con Gesù! Se il popolo di Dio vi dimorasse con costanza, la testimonianza cristiana avrebbe un altro spessore! L'umiltà, la gentilezza e l'amore caratterizzerebbero ogni azione condotta da un credente! La santità sarebbe impressa sulla fronte, in modo che tutti potrebbero leggerla! Come si giudicherebbero meno gli altri, e più sé stessi! Che pace, accettazione e gioiosa sottomissione alle vie di Dio!
Cerca di stare il più possibile da "solo con Gesù". Allora il passaggio alla gloria sarà splendente come la luce del sole, sia che avvenga tra i portali del sepolcro o tra le nuvole del cielo.

20/12/2021

GIOSUE’ 5:2

NEL DI DIO

"In quel tempo il SIGNORE disse a Giosuè: «Fatti dei coltelli di pietra, e torna di nuovo a circoncidere i figli d'Israele»"

Quando due milioni circa di israeliti attraversarono il fiume Giordano, gli abitanti di Canaan furono colti da terrore (cfr. Giosuè 2:9). Questo poteva sembrare il momento più adatto per affrontare la battaglia e conquistare il paese promesso da Dio. Ma non erano nella giusta relazione con il Signore per impossessarsi della Terra Promessa.
Durante i quarant'anni di deserto, gli israeliti avevano trascurato la pratica della circoncisione, un simbolo del patto con Dio (cfr. Geremia 9:25,26). Prima di assumere il comando del popolo di Dio, Mosè stesso aveva dovuto circoncidere suo figlio (cfr. Esodo 4:24-26; Genesi 17:7-14). Anche la nuova generazione doveva ubbidire a questa disposizione stabilita dall'Eterno. Questo atto di ubbidienza era necessario per godere della continua guida e protezione da parte del Signore.
Dio non è ansioso che facciamo qualcosa per Lui. Prima di ogni cosa, è di vitale importanza umiliarsi sottomettendosi alla Sua Parola.

17/12/2021

GIONA 1:1-3

ATTENZIONE A "SCENDERE"

"La parola del SIGNORE fu rivolta a Giona, figlio di Amittai, in questi termini: «Àlzati, va' a Ninive, la gran città, e proclama contro di lei che la loro malvagità è salita fino a me». Ma Giona si mise in viaggio per fuggire a Tarsis, lontano dalla presenza del SIGNORE. Scese a Iafo, dove trovò una nave diretta a Tarsis e, pagato il prezzo del suo viaggio, si imbarcò… "

Giona non volle andare a Ninive, la capitale del crudele impero assiro. Egli pensò di poter scegliere da solo dove servire Dio, ignorando la Sua volontà e cercando di costringere il Signore a cambiare idea. Forse gli sembrò una risposta alle sue preghiere allorché arrivato a Giaffa scopri che una nave stava salpando proprio quel giorno in direzione di Tarsis. Ma anche se tutto sembrava filare liscio, la Scrittura descrive la sua condotta ricorrendo al verbo "scendere": prima "scese a Giaffa, poi "era sceso nel fondo della nave, e infine Giona stesso dichiara "io sono disceso fino alle radici dei monti" (Giona 1:3,5; 2:7).
Le circostanze sembrarono favorire il suo piano dandogli una grande tranquillità al punto che "dormiva profondamente" sulla nave (1:5). Tuttavia, le circostanze che spingono ad eludere la volontà di Dio non portano mai ad una conclusione favorevole. Giona pensava di essersi lasciato dietro i problemi, ma queste "buone opportunità" terminano sempre "nell'abisso". Spesso siamo più perseveranti nel pianificare la nostra rovina che nel cercare di fare la volontà di Dio.
Giona pagò "il prezzo del suo passaggio", non realizzando che alto prezzo stava pagando per soddisfare il proprio io. Dio amava troppo questo profeta per permettere che prosperasse nelle sue vie egoistiche.
"il Signore corregge quelli che egli ama, e punisce tutti coloro che riconosce come figli" (Ebrei 12:6).

15/12/2021

GIOBBE 6:1,2,4

DIO NON DIMENTICA I SUOI FIGLI

"Allora Giobbe rispose: «Ah, se il mio travaglio si pesasse, se le mie calamità si mettessero tutte insieme sulla bilancia! Infatti le saette dell'Onnipotente mi trafiggono, lo spirito mio ne succhia il veleno; i terrori di Dio si schierano in battaglia contro di me"

Dopo una settimana di silenziosa contemplazione delle sofferenze di Giobbe, Elifaz, il più anziano dei suoi amici, fu il primo a prendere la parola. L'esperienza lo aveva portato a credere che ogni sofferenza non era che il risultato del peccato. Quindi disse a Giobbe: "Io per me ho visto che coloro che arano iniquità e seminano tormenti, ne mietono i frutti" (Giobbe 4:8). Cercò quindi di spingere l'amico a confessare il suo peccato.
Bildad e Tsofar concordarono con Elifaz. Ignorando le insinuazioni degli amici che lo accusavano di essere un ipocrita, Giobbe invocò una valutazione più approfondita della sua situazione: "Ah, se il mio travaglio si pesasse!".
Egli si sentiva amareggiato per le parole di Elifaz, ma soprattutto trafitto dalle "saette dell'Onnipotente".
L'esperienza di Giobbe ci può aiutare a rimanere fedeli malgrado le circostanze avverse. Attraverso le sue sofferenze impariamo che Dio non soltanto ha il completo controllo di ogni circostanza, ma è all'opera per compiere in noi la Sua perfetta volontà. Non dobbiamo sorprenderci di essere fraintesi o dover quindi affrontare dolori e sofferenze.

10/12/2021

GEREMIA 5:31; 6:10

DILETTARSI NELLA

"I profeti profetano bugiardamente; i sacerdoti governano agli ordini dei profeti; e il mio popolo ha piacere che sia così… ecco, la parola del SIGNORE è diventata per loro un obbrobrio, non vi trovano più nessun piacere"

Era deplorevole che il regno di Giuda non trovasse "più alcun piacere" nella "parola dell'Eterno".
Quando quelli che si definiscono cristiani vivono giorno dopo giorno senza leggere la Parola di Dio - anno dopo anno senza leggerla mai interamente - appare chiaro che anch'essi "non vi trovano più alcun piacere".
Allontanarsi dal messaggio di Dio è il primo passo verso l'apostasia; poiché leggere e meditare la Scrittura è vitale per il nostro benessere spirituale. Un vero credente si diletta nella Parola di Dio; per lui è più desiderabile dell'oro (cfr. Salmo 19:10).
La nostra società si è allontanata dalla "parola del SIGNORE". Paolo peraltro insegnò ai credenti di Tessalonica che il giorno del Signore non sarebbe venuto prima dell'apostasia (cfr. 2 Tessalonicesi 2:1-3).
Molti che professano di essere cristiani abbandoneranno il Signore come fece Dema (cfr. 2 Timoteo 4:10) e come viene predetto nel libro di Giuda.
"Perché si sono infiltrati fra di voi certi uomini (per i quali già da tempo è scritta questa condanna); empi che volgono in dissolutezza la grazia del nostro Dio e negano il nostro unico Padrone e Signore Gesù Cristo" (Giuda 4)

08/12/2021

GENESI 3:1

UNA E NON UN CASO

"Il serpente era il più astuto di tutti gli animali dei campi che Dio il SIGNORE aveva fatti. Esso disse alla donna: «Come! Dio vi ha detto di non mangiare da nessun albero del giardino?»"

Dio mise Adamo ed Eva in un ambiente perfetto e provvide per ogni loro bisogno. Li autorizzò a nutrirsi del frutto di tutti gli alberi, con esclusione di uno. Il divieto che concerneva questa pianta in particolare aveva lo scopo di mettere alla prova la loro lealtà e ubbidienza.
Satana ha sempre cercato di separare l'uomo dal Suo Creatore e spingerlo a confidare in sé stesso. Come prima cosa, parlò Eva a dubitare dell'amore di Dio chiedendo: "Come! Iddio v'ha detto...". In tal modo insinuò che Dio voleva negare loro qualcosa di buono, e che quindi non aveva veramente a cuore il loro bene.
La mossa successiva fu di minare la fiducia di Eva nella Parola di Dio, contraddicendola: "No, non morrete affatto". Dubitare del Signore porta facilmente a contraddire la Sua Parola. Infine, satana fece leva sui desideri naturali di Eva e attraverso di lei fece peccare anche Adamo.
II maligno li portò a credere che erano in grado di decidere da soli cosa sarebbe stato meglio per loro. Scelsero di disubbidire a Dio, e il peccato entrò nel mondo. La conseguenza fu che l'umanità divenne egoista e testarda.
Satana si presenta spesso come un "angelo di luce" e inganna molti citando versetti della Scrittura che, presi isolatamente, sembrano avvalorare i suoi ragionamenti. Leggere la Bibbia nella sua interezza è quindi l'unica salvaguardia contro scelte errate.

06/12/2021

GALATI 5:14-16

MANIFESTARE L' DI CRISTO

"Poiché tutta la legge è adempiuta in quest'unica parola: «Ama il tuo prossimo come te stesso». Ma se vi mordete e divorate gli uni gli altri, guardate di non essere consumati gli uni dagli altri. Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne"
L'amore deve essere il principio a cui ispirarsi in ogni decisione. La Scrittura ci ordina di amare tutti. Ma dobbiamo mostrare amore in modo particolare agli altri credenti (cfr. Giovanni 13:35) poiché fanno parte con noi del Corpo di Cristo. "Siamo membra gli uni degli altri" (Efesini 4:25), cioè intimamente connessi come lo sono le varie membra di un organismo. Cristo è il Capo, e "noi siamo membra del suo corpo" (Efesini 5:30).
Nessuna parte può essere separata dal corpo senza danneggiare tutto l'insieme, poiché tutte le parti dipendono l'una dall'altra. Non possiamo ignorare l'obbligo di amare gli altri "di cuore, intensamente" (1 Pietro 1:22), persino coloro che reputiamo indegni del nostro amore. Manifestare l'amore di Cristo permette di superare divisioni e amarezze e ristabilire così l'unità dello Spirito.
Dio odia le divisioni. Non importa se abbiamo delle valide ragioni da parte nostra: dobbiamo fare ogni tentativo per ristabilire la comunione fraterna. In questo Dio non ammette eccezioni.
"se uno viene sorpreso in colpa, voi, che siete spirituali, rialzatelo con spirito di mansuetudine. Bada bene a te stesso, che anche tu non sia tentato" (Galati 6:1).

04/12/2021

FILIPPESI 2:6,7

LO STESSO SENTIMENTO DI GESÙ

"Il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l'essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma svuotò se stesso, prendendo forma di servo"

Pensiamo a cosa rinunciò il Figliuolo di Dio quando lasciò il trono del cielo per essere accolto in una mangiatoia. Egli, dopo aver esercitato la Sua onnipotenza nella creazione, divenne un debole neonato e fu avvolto in fasce. Dopo essere stato l'Amato del Padre, mai sgradito, mai incompreso, ed aver ricevuto l'incessante adorazione delle schiere celesti, divenne un Nazareno disprezzato, incompreso persino dai Suoi discepoli, guardato con diffidenza da coloro che era venuto a benedire e salvare. E alla fine fu oggetto di scherno, divenne bersaglio di sputi, fu crocifisso e ucciso come un criminale.
Mi chiedo: rifletterà ognuno di noi su tutto questo, ed esiterà ancora a fare dei banali sacrifici per il Signore? Siamo convinti che siete pronti a dare per Cristo non soltanto un po' delle vostre sostanze, ma molto di più. Crediamo sia vostro desiderio non stimare più del dovuto la vostra stessa vita, per completare con gioia il vostro corso e il ministero che avete ricevuto dal Signore Gesù.
Non ci siano riserve: doniamoci interamente a Colui al quale apparteniamo e che vogliamo servire, e allora non potrà esserci nessuna delusione. Ma se iniziamo a dubitare di essere stati chiamati a determinate rinunce, se rimaniamo turbati in quanto non ci aspettavamo certi disagi o privazioni, il nostro servizio cesserà di essere libero, felice ed efficace. "Dio ama un donatore allegro".

01/12/2021

EZECHIELE 18:29

ABBANDONARE IL

"Ma la casa d'Israele dice: "La via del Signore non è retta". Sono proprio le mie vie quelle che non sono rette, casa d'Israele? Non sono piuttosto le vie vostre quelle che non sono rette?"

Negli ultimi giorni di Gerusalemme, prima della cattività, i giudei avevano sofferto molto. Di conseguenza, provavano amarezza e accusavano Dio di non aver impedito che fossero vinti e umiliati dai Babilonesi.
Perché Dio aveva permesso tutto questo? Certamente non erano malvagi come Nebucadnetsar e i suoi crudeli eserciti pagani. Perché permetteva ai malvagi Babilonesi di prosperare e controllare la terra? In realtà gli israeliti avevano rifiutato di abbandonare i loro peccati, quindi, Dio non poteva benedirli o proteggerli. Nebucadnetsar era stato il Suo strumento per distruggere Gerusalemme e condurre il popolo in cattività. In seguito, come profetizzato da Geremia, il giudizio divino si sarebbe abbattuto sui Babilonesi (cfr. Geremia 50:1-3).
Le vie del Signore sono sempre perfette. Sembrano ingiuste soltanto a chi vive nella ribellione. Dio non suggerisce, ma esige che tutti si ravvedano e abbandonino il peccato (cfr. Ezechiele 18:30).
Proprio come gli idoli dovettero essere rimossi dal tempio, il peccato non può dimorare nella vita del credente: "Noi che siamo morti al peccato, come vivremmo ancora in esso?" (Romani 6:2).
Dio, con sapienza e amore, desidera che tutti abbandonino il male e godano della Sua protezione e provvidenza. "Il Signore non ritarda l'adempimento della sua promessa, come alcuni reputano che faccia; ma egli è paziente verso voi, non volendo che alcuni periscano, ma che tutti giungano a ravvedersi" (2 Pietro 3:9).

29/11/2021

ESTER 9:24,26

LA FESTA DI

"Poiché Aman... il nemico di tutti i Giudei, aveva tramato contro i Giudei per distruggerli, e aveva gettato il Pur, vale a dire la sorte, per sgominarli e farli perire... Perciò quei giorni furono detti Purim, dal termine Pur"

Aman sembrava invincibile, e il decreto volto a sterminare tutti i giudei sembrava ormai inevitabile. Il provvedimento era stato ratificato dal re persiano; e le leggi di Media e di Persia non potevano essere modificate.
Gli astrologi di Aman avevano "gettato il Pur, vale a dire la sorte" per stabilire il tempo più favorevole per lo sterminio degli ebrei. Come "giorno fortunato" di Aman fu indicato il tredicesimo giorno dell'ultimo mese. Aman non conosceva il principio divino secondo il quale "si getta la sorte nel grembo, ma ogni decisione viene dal SIGNORE" (Proverbi 16:33).
Il giorno stabilito per lo sterminio, conosciuto con il nome di Purim, venne trasformato in una grande esperienza di liberazione che i giudei non hanno trascurato di celebrare per secoli.
La festa di Purim testimonia che ciò che può apparire casuale o frutto di circostanze fortuite in realtà è opera dell'Onnipotente. Quanto è tragico che alcuni secoli dopo, quando Cristo venne per portare una liberazione ancora più grande, i giudei non Lo abbiano riconosciuto!
La condanna della morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato, ma accettando Cristo come nostro Salvatore, riceviamo liberazione dal peccato e dalla morte, e otteniamo la vita eterna.

27/11/2021

ESODO 4:13

UNA RILUTTANZA INGIUSTIFICATA

"Mosè disse: «Ti prego, Signore, manda il tuo messaggio per mezzo di chi vorrai!»"

Fu un assenso molto riluttante. Fu come dire: "Poiché hai deciso di mandare me, devo intraprendere la missione, perciò sia fatto quanto hai stabilito; ma avrei voluto che fosse un altro, e vado perché vi sono costretto". Spesso arretriamo di fronte al sacrificio o l'impegno a cui Dio ci chiama perché pensiamo di andare incontro alla nostra fine.
Cerchiamo ogni giustificazione per eludere la volontà di Dio, non realizzando che Egli ci sta chiamando fuori dalle nostre tranquille dimore lungo un percorso che include, tra le altre cose, il cantico di vittoria sulle rive del Mar Rosso; i due viaggi solitari di quaranta giorni per parlare con Dio; il volto risplendente; la visione della gloria; la sepoltura per mano di Dio stesso; e l'onore supremo di stare accanto al Signore sul Monte della trasfigurazione.

Indirizzo

Via Monteverdi, 14
Molfetta
70056

Orario di apertura

Martedì 18:30 - 20:00
Sabato 18:30 - 20:00

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