10/04/2026
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La storia dellโarte molfettese di pari passo alla pietร popolare questโanno si arricchisce di un capitolo che sa di riscoperta. In occasione della ricorrenza di San Liborio (solitamente commemorata il 9 aprile), la chiesa di Santo Stefano a Molfetta torna ad ospitare un tesoro che mancava da esattamente cinquantโanni.
Grazie alla sinergia tra lโArciconfraternita di Santo Stefano e il Museo Diocesano Molfetta, la statua lignea del Santo รจ stata temporaneamente trasferita dal deposito museale alla chiesa, offrendo ai cittadini lโopportunitร di ammirare unโopera sottratta per decenni allo sguardo pubblico.
Non si tratta solo di unโesposizione artistica, ma di un recupero della memoria storica locale. La statua, di autore ignoto e di proprietร dellโArciconfraternita di Santo Stefano dal Sacco Rosso, rappresenta Liborio, il vescovo di Le Mans noto per la sua profonda umiltร e per lโimpegno civile e spirituale profuso in ventinove anni di episcopato. Lโesposizione culminerร nella celebrazione liturgica di domenica 12 aprile (Santa Messa ore 10.30) quando i fedeli torneranno a recitare unโantica novena che, nellโOttocento, rappresentava un appuntamento fisso per la comunitร molfettese.
Il testo della novena, recuperato dagli archivi, rivela aspetti curiosi della figura di San Liborio.
Oltre al suo profilo biografico โ lโabbandono dei "diletti terreni" per lo studio delle scienze umane e sacre โ il Santo รจ storicamente invocato come protettore contro mali fisici molto specifici.
Secondo lโantica preghiera, a Liborio รจ riconosciuto il privilegio speciale di intercedere per chi soffre di calcoli, coliche e malattie nefritiche. Un dettaglio che, al di lร della fede, ci parla di una medicina del passato che cercava nel sacro un sollievo a sofferenze allora difficilmente curabili. L'antifona finale in latino recita infatti: "Oret Deum Altissimum, ne pro culpa peccaminum morbo vexemur calculi" , ovvero โpreghi il Dio Altissimo affinchรฉ non siamo tormentati dal morbo dei calcoli a causa dei nostri peccatiโ.
Un invito alla riscoperta non solo religioso: visitare la chiesa di Santo Stefano in questi giorni significa osservare da vicino un pezzo del patrimonio ligneo del territorio e immergersi in una tradizione che affonda le radici nella "divina ispirazione" che portรฒ, secoli fa, alla traslazione delle reliquie del Santo attraverso lโEuropa, accompagnata da cronache di grandi festeggiamenti e solennitร .
Un'occasione per riscoprire un "protettore potente" che, dopo mezzo secolo di silenzio nel Museo Diocesano, torna a parlare alla sua cittร attraverso la bellezza della sua effige.