01/10/2026
LETTERA ALLA VIGILIA
DEL PRIMO VENERDI DEL MESE
Carissimi fratelli e sorelle,
vi raggiungo alla vigilia dell'inizio del nostro percorso per condividere con voi i sentimenti di grande emozione e trepidazione che ci sono nel cuore di noi sacerdoti e - ne sono certo - anche nelle tante persone che hanno deciso di intraprendere questo cammino comunitario.
Le mie parole alla vigilia di questo giorno - da cui cominceremo ad affidare tutto al Signore - sono innanzitutto di ringraziamento a Lui perché ci ha scelti («Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi» - Gv 15,16), perché ha guardato ciascuno di noi e ha detto: «Voglio che tu sia mio («Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni» - Is 43,1), voglio essere amico tuo e voglio che tu sia mio amico («Vi ho chiamati amici» - Gv 15,15), voglio che tu mi resti vicino e voglio restare vicino a te («Rimanete in me e io in voi» - Gv 15,4)».
Per questo, mentre ringraziamo il Signore per averci scelti, umilmente ma anche con forza ci rendiamo disponibili a seguirlo ovunque Egli vada (cfr. Ap 14,4).
Vorrei anche rivolgere una parola di incoraggiamento ai tanti che ancora dubitano se intraprendere o meno questo cammino:
- Se ti senti troppo piccolo per età o per esperienza, non avere paura, perché dei piccoli e dei semplici è il Regno dei Cieli (cfr. Mt 11,25; 19,14).
- Se ti senti troppo "lontano" per intraprendere questo cammino, se senti di essere un peccatore, non avere paura: Lui chiama i malati, non i sani (cfr. Mt 9,12-13).
- Se ti senti troppo impegnato, troppo indaffarato, pieno di tante cose da fare e tentato di tirarti indietro, non avere paura: di una sola cosa c'è bisogno, scegli la parte migliore (cfr. Lc 10,41-42).
- Se pensi che rispondere al Signore sia inutile perché ci hai provato tante volte o hai collezionato delusioni, non temere, perché il Signore ti ha visto e ha poggiato lo sguardo su di te in ognuna di quelle occasioni (cfr. Gv 1,48).
- Se ti senti "irregolare" perché la tua condizione di coppia, familiare o affettiva ti fa sentire "estraneo" alle dinamiche dello Spirito, non avere paura: «Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa» (1Gv 3,20).
- Se sei ammalato e dici: «Devo occuparmi della mia salute, non posso dedicarmi ad altro»; o se ti prendi cura di una persona malata, non avere paura, perché il Signore è la forza del suo consacrato (cfr. Sal 28,8).
- Se pensi di essere troppo anziano e magari il rigore dell'inverno ti scoraggia, non temere, perché il Signore ricompensa coloro che si donano a Lui con gioia (cfr. 2Cor 9,7).
- Se pensi che questo impegno sia impossibile da assumere (perché umanamente non ci si può dedicare in questo modo alle cose dello spirito), abbi coraggio: ciò che non è possibile agli uomini è possibile a Dio (cfr. Mt 19,26; Lc 1,37), perché Egli ha vinto ogni affanno del mondo (cfr. Gv 16,33) e ci chiama a vita nuova nel suo figlio Gesù Cristo (cfr. Rm 6,4).
Fratelli e sorelle, coraggio!
Il Signore ci chiama a sé:
nessuno ci rubi quel posto
vicino al suo cuore (cfr. Gv 16,22; 13,23)!