17/04/2025
Non ero sicuro si scrivere qualcosa in occasione di questa Pasqua; le vicende personali e le vicende
mondiali (che spero non sentiamo distanti) mi hanno molto segnato. Ma il silenzio non mi aiuta, mi
fa sentire complice di quel rumoroso baccano di odio, violenza, morte, che grida assordante in
questi tempi incerti e tristi, distogliendo le nostre orecchie da quelle “Parole” che condurrebbe
ciascuno di noi a vivere e scegliere diversamente, umanamente.
La festa della Pasqua, è la festa dell’Agnello.
Agnello di Dio
C’è qualcuno che offre la vita, che lo fa al posto di, è la festa di chi ci mostra un altro modo,
un’altra via, un altro stile: mite, umile, amorevole, innocente.
Che togli i peccati del mondo
Un sacrificio che è a favore dei peccatori e non del peccato che va estirpato. In questo senso
nessuno di noi è innocente, tutti abbiamo peccato e pecchiamo. Se tu non fossi una persona di fede,
e non credessi nel peccato, sappi che hai sbagliato anche tu e anche per questi errori Lui ha offerto
la sua vita; perché non essere credenti, non essere cristiani, appartenere ad un’altra confessione
religiosa non ti assolve dai tuoi errori. Chi assiste alle vicende contemporanee, non potrà
colpevolmente affermare che è giusto, necessario, plausibile, la morte degli innocenti, le stragi dei
bambini, le morti violenti, le uccisioni, le bombe, i riarmi, le guerre commerciali, la violenza cieca
sulle donne, le discriminazioni e Dio solo sa, quante violenze nascoste e dimenticate sono il pane
quotidiano di tanti uomini e donne.
Abbi pietà di noi
Non è semplicemente una richiesta di assoluzione, di perdono; è il desiderio di avere in noi la sua
stessa pietà, di avere in noi la sua misura, la sua giustizia. E’ un bisogno collettivo, di noi, non di me
soltanto, ma di tutti. Lo so, un linguaggio difficile, quasi impossibile per chi pensa che questo “noi”
sia limitato a quelli di casa, a quelli che amo, a quelli della mia cerchia, a quelli del mio gruppo
religioso, a quelli del mio partito, a quelli della mia nazione, a quelli che sono dei miei confini…
Non lasciare che questa Pasqua sia ostaggio delle grida insensate di questi potenti di turno, non
permettere che quelle parole parlino per te, che ti definiscano e che ti mascherino di inumanità.
Non grideremo, ma parleremo, anche a costo di essere rifiutati, osteggiati, derisi.
Dona a noi la Pace
E’ il vero dono della Pasqua!! “Pace a voi”. Quella che viene dall’alto, anzi meglio quella che
scaturisce dal cuore, che nasce da dentro e che i trattati possono pallidamente balbettare. E’ la pace
di chi si sente amato, di chi ha incontrato l’amore. La pace non è assenza di qualcosa ma è pienezza
di tutto, sei in pace perché sei pieno, perché la tua vita è piena. Come potrebbe esserci pace nel
mondo in cui l’uomo è derubato, defraudato? “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la da
il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore” (Gv 14, 27).