19/05/2026
Cosa sono le Veglie?
Una veglia per il superamento dell’omotransbifobia è un atto di preghiera: un tempo condiviso di Parola, silenzio e intercessione, in cui una comunità cristiana sta davanti a Dio portando ferite e speranze, forze e fatiche, personali e comunitarie.
Queste veglie nascono nel 2007, dopo il suicidio di un giovane omosessuale a Torino, quando gruppi di cristiani LGBT+ e genitori scelgono di rispondere alla violenza con la preghiera. Negli anni si diffondono in molte città italiane, coinvolgendo parrocchie, comunità religiose, chiese evangeliche e gruppi ecumenici.
Non sono una protesta, né un dibattito o una presa di posizione politica,
ma momenti di preghiera condivisa capaci di generare ascolto, relazioni e percorsi pastorali stabili. Proprio perché sono preghiera, aprono uno spazio di trasformazione: affidano a Dio ciò che ferisce e chiedono alle chiese di essere casa, luogo sicuro, comunità capace di ascolto. Molte chiese in Italia ne riconoscono il valore e le considerano una responsabilità pastorale. Ogni anno un versetto biblico accompagna le veglie.
Per il 2026 è stato scelto Isaia 43,1 – una parola rivolta a vite ferite e sradicate, che afferma riconoscimento, dignità e appartenenza.
Nasce in un contesto di identità spezzata, in cui le persone avevano perso terra, nome e ruolo, e richiama un Dio che restituisce chiamando ciascuno per nome.
Non nega la ferita, ma afferma che non ha l’ultima parola.