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Monteleone verso l’ordinazione diaconaleIl seminarista, originario di Pavullo, attualmente in servizio presso la parrocc...
23/10/2026

Monteleone verso l’ordinazione diaconale

Il seminarista, originario di Pavullo, attualmente in servizio presso la parrocchia a Cibeno di Carpi: «Un dono del Padre, non solo a me ma alla comunità

Nella Basilica abbaziale di Nonantola, sabato 24 ottobre, alle 20.30, il seminarista Sebastian Monteleone sarà ordinato diacono per l’imposizione delle mani e la preghiera dell’arcivescovo Erio Castellucci. Originario della parrocchia di Sant’Antonio di Padova a Pavullo, attualmente Sebastian svolge il servizio pastorale nella parrocchia di Sant’Agata a Cibeno di Carpi.
DI SEBASTIAN MONTELEONE *
La Sacra scrittura e la storia della Chiesa ci attestano come, lungo i secoli, il Signore abbia sempre manifestato il suo amore, concedendo ai membri del suo popolo i suoi doni. Però, è particolare il fatto che il dono che Dio concede a un suo eletto non è mai solo per sé, ma chiede sempre che sia rimesso in gioco, speso a servizio del popolo, proprio come ci dice San Paolo: «a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune» (1Cor 12,7). Alcune figure che ci testimoniano questo sono Abramo, Mosè, Salomone, i profeti, Maria… (per rimanere nella Bibbia) ma anche tutti i santi e le sante che hanno costellato questi venti secoli di cristianità.
Ora, anche a me Dio Padre vuole fare un dono da ridonare a mia volta: l’ordinazione diaconale. Nello specifico vuole donarmi, attraverso lo Spirito Santo che il vescovo invoca con l’imposizione delle mani, il suo Figlio Gesù, che «è venuto per servire e dare la propria vita» (Mc 10,45), perché lui stesso possa operare in me e rimanere nella mia mente, nel mio cuore, nel mio agire per rendermi capace di fare quello che lui ha fatto e fa per noi: chinarsi e lavarci i piedi (cf. Gv 13,1-15). Inoltre, questo dono, a differenza di altri, comporta dei compiti ministeriali ben definiti, che vanno svolti in comunione con gli altri confratelli diaconi, con i presbiteri e con il vescovo, a servizio del popolo di Dio. Essi riguardano la liturgia, la parola e la carità. Dice il Concilio Vaticano II: «appartiene al diacono, […] amministrare solennemente il battesimo, conservare e distribuire l’eucaristia, assistere e benedire il matrimonio in nome della chiesa, portare il viatico ai moribondi, leggere ai fedeli la sacra Scrittura, istruire ed esortare il popolo, presiedere al culto e alla preghiera dei fedeli, amministrare i sacramentali, presiedere al rito dei funerali e della sepoltura. [I diaconi siano anche] dediti alle opere di carità e assistenza » ( Lumen gentium 29). Mi auguro che, per la nostra comunità diocesana, questo evento sia un’occasione per lasciarci mettere in discussione dalla vita di Cristo servo, per chiederci se il nostro modo di servire assomigli sempre più al suo. E, poiché la comunità cristiana è un corpo formato da molte membra (cf. 1Cor 12,12-30), spero anche che sia l’occasione per interrogarsi sul dono che Dio fa a ciascuno di noi e per aiutarci a trovare la forma concreta con cui possiamo spenderlo, nella vita e nella Chiesa.

* seminarista

Modena, 21 ottobreCSC 2/2026In Duomo l’esecuzione dell’oratorio di San Geminiano, vescovo e protettore di ModenaÈ la pri...
21/10/2026

Modena, 21 ottobre
CSC 2/2026

In Duomo l’esecuzione dell’oratorio di San Geminiano, vescovo e protettore di Modena
È la prima esecuzione che avviene in tempi moderni e sarà interpretata venerdì 23 ottobre dall’Orchestra Barocca di Bologna

Venerdì 23 ottobre, alle ore 21.00, nella cornice del Duomo di Modena, il Festival Grandezze & Meraviglie presenta, con il patrocinio dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola, la prima esecuzione assoluta in tempi moderni dell'Oratorio di San Geminiano, vescovo e protettore di Modena, composto a Vienna nel 1705 dalla musicista Catterina Benedetta Grazianini e cantato avanti le altezze serenissime di Brunswick e di Modena. L'esecuzione è affidata all'Orchestra Barocca di Bologna diretta da Paolo Faldi, affiancata dai solisti Naoko Tanigaki, Maria Dalia Albertini, Aloisa Aisemberg e Davide Benetti. L'evento riscopre una delle poche compositrici attive nella Vienna imperiale del primo Settecento, riportando a Modena la memoria in musica del prodigio con cui San Geminiano liberò la principessa Flavia.
Nel 1705 Modena e il Ducato estense sono sotto occupazione francese e il duca Rinaldo e la duchessa Carlotta Felicita di Brunswick-Lüneburg sono in esilio. Si recano a Vienna per ottenere aiuto dalle truppe imperiali austriache il cui intervento diretto sarà decisivo. Modena e il ducato verranno liberati nel 1706. L’evocazione dell’episodio del Santo Protettore di Modena che, in qualche misura, soccorre l’Impero, pare alludere alla richiesta di protezione di Modena
Eseguito nel 1705 alla corte di Vienna alla presenza dei duchi di Modena e Brunswick, l'oratorio testimonia la straordinaria fortuna che le compositrici emiliane ottennero presso la corte asburgica nei primi decenni del Settecento. La partitura della bolognese Catterina Benedetta Grazianini narra la liberazione dalla possessione demoniaca della principessa Flavia per intercessione di San Geminiano. La struttura rispetta i canoni dell'oratorio barocco, alternando recitativi, arie con archi o continuo e ritornelli strumentali, fino all'impiego coloristico dell'oboe. Il testo e le vicende musicali riannodano un legame profondo tra la produzione sacra di livello europeo e la storia religiosa e civile modenese.
L'Orchestra Barocca di Bologna, nata nel 1702 e rifondata per valorizzare i giovani talenti della musica antica, svolge un'intensa attività concertistica internazionale, partecipando a rassegne prestigiose quali il Festival di Regensburg, Bologna Festival e le Giornate Barocche di Medicina. Diretta dal suo fondatore Paolo Faldi, oboista, flautista e docente presso il Conservatorio di Padova, la formazione è specializzata nella riscoperta di opere inedite su strumenti d'epoca. Il cast vocale riunisce affermati specialisti della prassi barocca: i soprani Naoko Tanigaki e Maria Dalia Albertini, il contralto Aloisa Aisemberg e il basso Matteo Bellotto, esecutori attivi nei principali teatri e festival d'Europa.
La biglietteria apre mezz’ora prima del concerto.

È consigliata la prenotazione.
Per prenotarsi: www.grandezzemeraviglie.it - tel. 059 214333 – 3458450413.

Modena, 19 settembre 2026CSI 2 - 2026«Portiamo il Vangelo nella vita quotidiana»L’assemblea interdiocesana tenutasi dall...
19/09/2026

Modena, 19 settembre 2026
CSI 2 - 2026
«Portiamo il Vangelo nella vita quotidiana»
L’assemblea interdiocesana tenutasi dall’arcivescovo Castellucci a Gesù Redentore
Monsignor Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi, ha presieduto l’assemblea interdiocesana tenutasi oggi, alle 9.30, nella chiesa parrocchiale di Gesù Redentore. L’appuntamento – dal titolo “Mi ha detto tutto quello che ho fatto” (Gv 4, 29-39) – ha ripreso il tema dell’Iniziazione cristiana, già affrontato a metà giugno, sempre a Gesù Redentore.
«La formazione cristiana è quando il Vangelo incontra la vita – ha commentato monsignor Castellucci, citando l’incontro tra Gesù e la samaritana –. La donna non è rimasta colpita tanto dalla richiesta di acqua da parte del Signore o dallo scambio di battute sul luogo in cui adorare Dio, quanto dal fatto che lui è entrato nella sua vita e l’ha svelata; l’ha fatto senza metterla sul banco degli imputati, senza condannarla, come invece avevano l’abitudine di fare tutti gli altri». Per l’arcivescovo, l’impegno pastorale dev’essere incentrato «sulla relazione più che sulle strutture». Con la «fine della cristianità» - ha osservato monsignor Castellucci – la Chiesa ha l’opportunità di «adottare gradualmente una catechesi integrale, dove l’annuncio dottrinale sia immerso in proposte esperienziali» ispirate alle prime comunità cristiane che «erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare del pane e nelle preghiere» (At 2,42).
A tale riguardo, è stato distribuito ai presenti il sussidio “Il dono dell’acqua e del pane”, che corrisponde alla Lettera pastorale 2019-2020 “Se tu conoscessi il dono di Dio”. Il sussidio – spiega Castellucci – parla dell’Iniziazione cristiana, che ora si allarga a più fasce d’età, rilanciando anche la pratica del “Vangelo nelle case”. È anche disponibile, sul portale www.passidivita.net, un sussidio a sostegno dei «percorsi di formazione integrale nelle comunità» che – anticipa l’arcivescovo – sarà presentato «in ciascuno dei cinque vicariati (Mirandola-Finale, Pedemontana, Montagna, Modena-Nonantola e Carpi, ndr)». Nell’occasione, i vicari hanno condiviso le prime attività svolte nei suddetti territori. Inoltre, sono state illustrate sette esperienze pastorali nel territorio, che vanno dal Vangelo nelle case al servizio verso chi soffre.
Interpellato dalla stampa locale, l’arcivescovo ha parlato del cammino di unificazione delle Chiese di Modena-Nonantola e di Carpi. «Abbiamo realizzato due terzi dell’unificazione – osserva Castellucci –. Sono stati unificati organismi pastorali sotto forma di servizi e il territorio è stato organizzato in cinque vicariati. L’ultimo passaggio, cioè l’unificazione giuridica, è nelle mani della Santa Sede».
Il commento al Vangelo è stato guidato da don Giacomo Violi, direttore del Servizio di apostolato biblico e di formazione teologica. «Gesù non aspetta la samaritana – commenta –, ma la incontra al pozzo, disarmato da pregiudizi morali, sociali e religiosi». «Il Signore è disarmato, incontrabile e umile – aggiunge –. Le nostre fragilità possono diventare il luogo in cui Dio ci raggiunge».
È intervenuto anche monsignor Maurizio Trevisan, vicario per l’Area pastorale interdiocesana, sottolineando l’importanza di «un’esperienza di formazione a 360 gradi, che abbracci tutte le dimensioni dell’uomo». Si tratta – ha proseguito, citando l’arcivescovo – di passare da una proposta «prevalentemente cognitiva» a una «formazione integrale», che tenga di elementi come la fraternità e la frazione del pane. L’intervento di monsignor Trevisan si è concluso con l’annuncio di alcuni appuntamenti, tra cui la preghiera interdiocesana per la pace, che si terrà il 4 ottobre, solennità di san Francesco d’Assisi, a Carpi, nella chiesa di San Nicolò.

16/09/2026

Modena, 16 settembre
CS 20-2026

Lutto per don Ettore Pini
È salito alla Casa del Padre lunedì 14 settembre. Aveva 96 anni. Ordinato sacerdote nel 1955, è stato segretario e cancelliere arcivescovile e ha ricevuto il titolo di prelato d’onore di Sua Santità. Dal 2016 si è trasferito in Polonia, dove si terranno i funerali

L’arcidiocesi è in lutto per la scomparsa di don Ettore Pini, deceduto nella notte di lunedì 14 settembre, all’età di 96 anni, a Wielopole Skrzyńskie (Polonia).
Lo ricordano nella preghiera monsignor Erio Castellucci, arcivescovo-abate di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi, il presbiterio diocesano e le comunità da lui servite, unitamente ai suoi familiari.
Nato il 2 settembre 1930, don Pini è stato ordinato diacono nel 1954 e sacerdote nel 1955. Nello stesso anno, è stato nominato ca****lano a Ganaceto, il suo paese natale, con l’incarico di cerimoniere dell’arcivescovo ausiliare.
Tra gli incarichi ricoperti, don Pini è stato segretario arcivescovile dal 1957 al 1982, durante gli episcopati di monsignor Giuseppe Amici e di monsignor Bruno Foresti; cancelliere arcivescovile; cancelliere e giudice presso il Tribunale ecclesiastico regionale emiliano.
È stato anche mansionario del Capitolo metropolitano e parroco di Sant’Agostino (1982-1985). Durante il suo ministero, don Pini ha ricevuto i titoli di ca****lano di Sua Santità e prelato d’onore di Sua Santità.
Nel 2016 si è trasferito in Polonia, dove ha trascorso i suoi ultimi dieci anni di vita terrena. Oggi, alle 17.00, si terrà la preghiera del Rosario nella ca****la del cimitero di Rzegocin. Domani è prevista l’esportazione, il trasferimento della bara con la salma alla chiesa parrocchiale di Wielopole Skrzyńskie, dove si terranno il Rosario alle 13.30 e la Messa alle 14.00. Venerdì 18 settembre, nello stesso orario (14.00), si terrà la Messa esequiale, preceduta dal Rosario alle 13.30. Seguirà la tumulazione presso il cimitero parrocchiale di Wielopol-Rzegocin.
Don Pini verrà ricordato anche a Modena, con una Messa in suffragio che si terrà sempre venerdì, alle 18.00, in Duomo.

 Arcidiocesi Modena Nonantola
14/09/2026


Arcidiocesi Modena Nonantola

Arcidiocesi di Modena-Nonantola        Diocesi di Carpi                                                      Modena, 30 ...
30/06/2026

Arcidiocesi di Modena-Nonantola Diocesi di Carpi

Modena, 30 giugno 2026
CSI 2 - 2026

La raccolta fondi per le vittime del terremoto in Venezuela
L’iniziativa del Servizio Caritas: un gesto di prossimità alle vittime dello sciame sismico che ha devastato la costa centrale del Paese sudamericano. La vicinanza dell’arcivescovo Erio Castellucci. I vescovi venezuelani: «Le donazioni, l’unico strumento di aiuto in queste ore. Beni raccolti potrebbero non arrivare»
Le Chiese di Modena-Nonantola e di Carpi, attraverso l’arcivescovo-abate Erio Castellucci, hanno manifestato la propria vicinanza al popolo del Venezuela, fortemente colpito dallo sciame sismico che il 24 giugno si è abbattuto sulla costa centrosettentrionale del Paese sudamericano, lasciando 1.719 morti e oltre 3mila feriti (cifre accertate al 30 giugno dalle autorità locali), 50mila dispersi e un totale di 6,7 milione di persone colpite. Monsignor Castellucci ha assicurato le proprie preghiere per le vittime e per i loro familiari. Tra loro si contano diversi connazionali, poiché il Paese ospita una comunità di circa 150mila italiani che vi risiedono.
In risposta all’emergenza, Caritas Venezuela ha aperto diversi punti di raccolta nelle diocesi del Paese, inclusa la sede della Conferenza episcopale del Paese a Caracas (Montalbán). È inoltre attivo un Piano di contingenze che prevede l’erogazione di aiuti, ventiquattro ore su ventiquattro, nelle zone più colpite, tra cui La Guaira e Los Palos Grandes. In corso anche una mappatura dei bisogni nelle zone di disastro e l’allestimento di chiese e strutture ecclesiali, come rifugi temporanei e centri di distribuzione.
Il Servizio Caritas, seguendo le indicazioni di Caritas Italiana, invita la comunità a «sostenere gli interventi attraverso donazioni economiche per garantire flessibilità e rapidità nella risposta». Lo chiede anche il segretario generale della Conferenza episcopale venezuelana, monsignor José Antonio De Concçeiçao Ferreira:. «L’unico canale di aiuto efficace riguarda lo stanziamento diretto di risorse economiche. I beni materiali, anche se raccolti con buona volontà, tarderebbero settimane, o addirittura mesi, ad arrivare alla popolazione, causa problemi infrastrutturali e ostacoli burocratici». L’invito alla «preghiera» e alla «solidarietà operante» è stato ribadito domenica 28 giugno, in tutte le Chiese del Paese sudamericano, dove si è tenuta una Giornata di preghiera per le vittime, per i dispersi e per tutti coloro che sono stati colpiti dal maxi terremoto.

È possibile effettuare una donazione tramite bonifico
all’Iban IT 89 B 05387 12900 000000030436, intestato a Caritas diocesana di Modena-Nonantola,
oppure
all’Iban IT 86 X 05387 23300 000001422974 intestato a Caritas diocesana di Carpi, inserendo la causale “Emergenza Venezuela”.

Nelle prime ore post-sisma, la Chiesa Italiana ha manifestato la propria solidarietà, attraverso lo stanziamento di 500mila euro dai fondi 8xmille destinati a interventi di soccorso. «Ogni sofferenza, soprattutto quella dei più poveri e fragili, riguarda tutti e chiede a tutti responsabilità, solidarietà, cura», ha commentato il cardinale e presidente della Cei Matteo Maria Zuppi.
Altro aiuto importante è arrivato da papa Leone XIV, mediante l’invio di 100mila euro di primo soccorso. «Giunge a noi l’abbraccio della Chiesa universale. Ci sentiamo meno soli», è il ringraziamento di monsignor Jesús González de Zárate, presidente dei vescovi venezuelani.

Arcidiocesi di Modena-Nonantola        Diocesi di Carpi                                                      Modena, 13 ...
13/06/2026

Arcidiocesi di Modena-Nonantola Diocesi di Carpi

Modena, 13 giugno 2026

CSI 1 - 2026

«Un nuovo metodo di iniziazione cristiana»
L’arcivescovo Castellucci ha tenuto l’assemblea pastorale interdiocesana a Gesù Redentore.
Si è tenuta questa mattina, nella chiesa di Gesù Redentore, l’assemblea pastorale interdiocesana, presieduta dall’arcivescovo Erio Castellucci, alla presenza di sacerdoti, religiosi, operatori e fedeli di Modena-Nonantola e di Carpi. Nell’occasione l’arcivescovo ha parlato dell’importanza di una «Chiesa in uscita» e di «un nuovo paradigma dell’iniziazione cristiana» che possa esprimersi attraverso «un rinnovamento della metodologia». Per Castellucci si tratta di «tenere quanto di buono è già stato fatto», dando vita a una «visione più integrale e globale» della formazione. L’invito – ha proseguito – è quello di «partire dall’esperienza concreta e avere l’elasticità necessaria a ricavare il Vangelo dalla realtà di tutti i giorni». L’arcivescovo ha così parlato di «nuovi strumenti», anche digitali – che è un’esigenza emersa dal Sinodo – per superare le proposte «solamente dottrinali, spesso incasellate nell’anno scolastico». L’esempio è quello delle «prime comunità cristiane che sperimentavano, nelle case «le quattro dimensioni dell’Annuncio, dell’unione fraterna, della frazione del pane (l’Eucaristia) e della preghiera». Per Castellucci è importante la «dimensione esperienziale, fondata dall’accoglienza dell’umano» a cui, citando l’enciclica Gaudium et Spes, la Chiesa «non è indifferente».
L’appuntamento è stato introdotto dal commento biblico a cura di don Giacomo Violi, che ha tenuto una riflessione sull’incontro di Filippo e l’eunuco etiope (Atti 8,26-40).
È stata anche presentata la piattaforma digitale “Passi di vita”, proposta dall’Ufficio catechistico regionale dell’Emilia-Romagna e consultabile attraverso il portale www.passidivita.net. Castellucci ha spiegato che la piattaforma nasce per «una formazione integrale alla vita di fede, dagli zero ai novantanove anni».
È intervenuto anche monsignor Maurizio Trevisan, vicario episcopale per l’ambito pastorale, che ha parlato del percorso di unificazione. Il vicario ha illustrato i risultati delle venti assemblee vicariali realizzate nel territorio, alle quali hanno partecipato i presbiteri e 227 laici. Dai territori – ha detto – nasce l’esigenza di «rallentare il passo e camminare tutti insieme, in ascolto delle comunità», affinché l’unificazione nasca dal basso. La partecipazione dei laici è stata contrassegnata dalla «franchezza» e non sono mancate «difficoltà, resistenze o richieste di cambio di rotta».
Ma è prevalso il dialogo costruttivo, che ha dato priorità a temi come la «formazione», la «conoscenza reciproca», la tessitura di «relazioni autentiche» (al fine di «camminare insieme» e, soprattutto, la crescita nella «comunicazione», partendo dalla «condivisione» di quello che si fa già. Inoltre, i responsabili dell’ambito Annuncio, Simone Ghelfi, e prossimità, Francesco Panigadi, hanno presentato l’avanzamento dei lavori dei Servizi pastorali.
L’appuntamento si è concluso con un momento di preghiera interreligiosa, che ha visto la partecipazione dell’arcivescovo e di altri leader religiosi. Erano presenti infatti Adil Laamane, in rappresentanza dell’Unione delle comunità islamiche di Modena, Pierangela Panini, del Consiglio delle chiese cristiane di Modena (la cui presidenza spetta quest’anno alla Chiesa evangelica metodista); Vimalaratana Tero, monaco della comunità buddhista Tempio Maitri Vihara di Spilamberto.

Dialogo con l’arcivescovo Erio Castellucci e Adil Lamane, referente della comunità musulmanaVenerdì 12 giugno l’appuntam...
11/06/2026

Dialogo con l’arcivescovo Erio Castellucci e Adil Lamane, referente della comunità musulmana
Venerdì 12 giugno l’appuntamento alla Palazzina Pucci con testimonianze e domande di adolescenti, insegnanti, volontari e residenti del quartiere Crocetta. Sarà inoltre presentato il “Murales della pace”

La comunità del quartiere Crocetta dialogherà con monsignor Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi, e Adil Lamane, referente della comunità musulmana a Modena e responsabile della Moschea della misericordia con sede in via Portogallo 16.
L’appuntamento, dal titolo “Il frutto della giustizia sarà la pace – Dialogo tra cristianesimo e islam per una comunità unita nella giustizia”, si terrà venerdì 12 giugno, dalle 18 alle 19.30, alla Palazzina Pucci (Largo M.A. Pucci 40, Modena).
L’iniziativa è promossa dal Gruppo volontari Crocetta Odv (Gvc) in collaborazione con il Servizio Caritas, nell’ambito della rassegna “Semi di pace – Percorsi di nonviolenza nel quartiere Crocetta”.
Prenderanno parola giovani, insegnanti, volontari e residenti che, a partire dalle loro testimonianze, proporranno ai relatori alcune domande relative a pace, violenza, scuola, luoghi comuni e altri temi caldi, che interpellano l’intera comunità.
Nell’occasione il Servizio Caritas terrà un focus anche sulla violenza virtuale sui Social e il ruolo della scuola e della comunità come palestre di democrazia.
Sarà anche presentato il Murales della pace, opera-segno curata da adolescenti, studenti e docenti del quartiere Crocetta.
I lavori si concluderanno con una testimonianza sull’impegno storico del Gvc, in servizio dagli anni Settanta, i saluti finali e la visita al Murales.

29/05/2026

25/05/2026


Indirizzo

Via Santa Eufemia 13
Modena
41121

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
Mercoledì 09:00 - 12:30
Venerdì 09:00 - 12:30

Telefono

+390592133811

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