Arcidiocesi Modena Nonantola

Arcidiocesi Modena Nonantola Pagina ufficiale dell'Arcidiocesi di Modena-Nonantola, gestita dall'Ufficio per le Comunicazioni Sociali.

Questa pagina vuole essere dedicata a condividere iniziative, eventi, proposte, da parte di tutti gli uffici diocesani!

29/05/2026

25/05/2026


25/05/2026
23/05/2026

Comunicazione del 23 maggio 2026

Il vescovo Erio Castellucci ha nominato i cinque vicari zonali: Don Daniele Bernabei per il vicariato di Mirandola-Finale; Don Andrea Zuarri per il vicariato di Carpi; Don Alberto Zironi per il vicariato di Modena-Nonantola; Don Luca Fioratti per il vicariato della Pedemontana; Don Martino Lofek per il vicariato della montagna.

20/05/2026

Modena, 20 maggio
Comunicato Stampa 15-2026

Precisazioni sulle vicende di San Benedetto e di San Pietro. Illustrato il progetto culturale a San Bartolomeo
La conferenza stampa si è tenuta in arcivescovado. Sono intervenuti l’arcivescovo Castellucci, i legali Della Fontana e Gibertini e il vicario generale Giuliano Gazzetti. Il punto sull’unificazione
L’Arcidiocesi di Modena-Nonantola ha fornito alcune precisazioni relative alle vicende giudiziarie relative alle parrocchie di San Benedetto e di San Pietro. È stato anche illustrato un progetto culturale per la chiesa di San Bartolomeo, nato dalla collaborazione tra Arcidiocesi e Amici dell’organo Aps realtà profondamente radicata nel territorio. La Conferenza stampa si è tenuta oggi, nel Salone arcivescovile, alla presenza dell’arcivescovo Erio Castellucci, che ha rivolto un pensiero alle vittime della violenta aggressione che si è verificata sabato 16 maggio, in via Emilia Centro, ringraziando i soccorritori e tutte le persone che si sono prodigate a dare una mano, in quelle ore difficili. «Si sta delineando, sempre di più, il dramma dell’isolamento, con questi disagi – prima personali e poi sociali – che sfociano in patologie e infine nella violenza». L’arcivescovo ha anticipato che la Chiesa locale sta pensando a «un’iniziativa volta a far riflettere sull’effetto di certi atti criminali» nella comunità.
L’arcidiocesi ha convocato la Conferenza stampa per «fare chiarezza» su alcune affermazioni e notizie false relative a San Benedetto e San Pietro, che alcuni settori continuano a fomentare, anche attraverso mail e accuse infondate, su cui sono intervenuti i legali Alberto Della Fontana (civilista) e Giovanni Gibertini (penalista). Erano presente anche il vicario generale Giuliano Gazzetti e i parroci don Matteo Malavolti (San Benedetto) e don Paolo Monelli (San Pietro).
San Benedetto
Nel suo intervento il legale Della Fontana ha offerto un brevissimo excursus sulla vicenda relativa a San Benedetto, partendo da quando, nel 2022, gli ex-parroci (don Giovanni Braglia e don Dariusz Mikoda) andarono in Tribunale per contestare la decisione dell’arcivescovo di sollevarli dalla guida della parrocchia e la conseguente richiesta di rilascio dei locali parrocchiali occupati. Don Giovanni Braglia rivendica di aver costruito, a titolo personale e a proprie spese, l’immobile destinato all’opera caritativa “Casa Betania”, che risultava invece finanziata dall’arcidiocesi, anche attraverso i fondi 8xmille, come confermato dal Tribunale di Modena, che ha preso in esame la documentazione pertinente (contratti, fatture e altre spese). Altri fondi sono giunti dalla Fondazione di Modena, previa richiesta di finanziamento che rispondeva a un’«opera parrocchiale». Persino una lettera di monsignor Bartolomeo Santo Quadri (arcivescovo dal 1983 al 1996), che gli ex parroci presentano come “elemento nuovo”, è già stata presa in esame dal giudice competente e valutata come elemento di prova della natura parrocchiale di Casa Betania. Il Tribunale ha quindi determinato che l’immobile sia parrocchiale, ma gli ex parroci continuano a occuparlo. La decisione è stata appellata dal legale degli ex-parroci, ma si dovrà aspettare per la prima udienza il gennaio 2027 per volontà di quest’ultimo. «Casa Betania è quindi un’opera parrocchiale. E questo è già stato ampiamente valutato dal Tribunale competente», ha detto Della Fontana, che aggiunge: «Finora ci siamo limitati a difenderci di fronte alla causa degli ex parroci, ma stiamo valutando altre azioni, presso il Tribunale di Modena, per riottenere l’utilizzo di quei locali». La decisione non è stata ancora presa. Nell’occasione è intervenuto anche il parroco don Malavolti, costretto a ricavarsi altri spazi abitativi, vista l’impossibilità di accedere alla canonica. «La vita parrocchiale è un po’ ferita. Si è creata una situazione difficile», sostiene don Malavolti, che mantiene un rapporto cordiale con gli ex parroci. «Io per me non chiedo niente. Ma ci sono spazi di cui la comunità ha bisogno, come la cucina, viste le numerose attività in corso, e anche Casa Betania, che manterrebbe la sua finalità caritativa». È stato fatto di tutto per trovare una soluzione. «Persino il Dicastero per il clero ha tentato una mediazione, per circa sei mesi, che poi è fallita», ha detto monsignor Castellucci.
San Pietro
A differenza di quanto accade a San Benedetto, la vicenda di San Pietro è «definitivamente chiusa», spiega il legale Gibertini. E il tutto è nato su iniziativa della Procura della Repubblica di Modena e della Guardia di Finanza – e non dell’arcidiocesi o della parrocchia – che «hanno registrato alcuni trasferimenti provenienti dall’abbazia considerati indebiti». La vicenda si è poi conclusa con la remissione della querela. «La risoluzione è stata agevolata dalla restituzione delle somme trasferite alla parrocchia, in maniera bonaria, nell’interesse della comunità». Il legale ha anche smentito le voci secondo cui sarebbe stata l’arcidiocesi a mandare via i benedettini da Modena. «È falso. L’ordine aveva già programmato questa partenza, ancor prima che emergesse la vicenda giudiziaria». E né la parrocchia né l’arcidiocesi «hanno mai effettuato alcun passaggio in questo senso». Si tratta quindi – ribadisce Gibertini – di una «scelta autonoma» dei benedettini che, prima della loro partenza, erano in pochi. A sua volta il parroco don Paolo Monelli, ex religioso accolto in arcidiocesi, subentrato nel 2022, ha raccontato l’impegno della comunità di San Pietro, che ora conta su un Consiglio di affari economici e un Consiglio pastorale, grazie anche all’unione con la parrocchia di San Francesco. Sono state aperte le porte anche alla comunità francofona e si eseguono attività pastorali che prima non venivano realizzate.
San Bartolomeo
È stato presentato anche il progetto relativo alla chiesa di San Bartolomeo, via dei Servi, che «ospiterà attività culturali e musicali volte a valorizzare il suo patrimonio artistico», come sottolineato da monsignor Gazzetti. A tale proposito l’Arcidiocesi ha sottoscritto una Convenzione con Amici dell’organo Aps. L'Associazione Amici dell'Organo APS, dal 1995 attiva sul territorio nella promozione del patrimonio artistico e in particolare organario della città e della provincia, organizza dal 1997 la Rassegna musicale ArmoniosaMente, tra le più vaste a livello nazionale, che coinvolge tante località della Diocesi, raggiungendo anche i più piccoli borghi. Nella Chiesa di San Bartolomeo l’arcidiocesi ha trasferito un pianoforte da concerto e un organo da studio, che insieme al grande organo del 1903 presente in chiesa permettono la promozione di un'attività culturale notevole e di livello, anche in concerto con le varie istituzioni culturali della città.
Unificazione di Modena-Nonantola e di Carpi
L’arcivescovo Erio Castellucci è stato anche interpellato sul processo di unificazione tra l’arcidiocesi di Modena-Nonantola e la diocesi di Carpi, finora rallentato dagli importanti mutamenti che si sono registrati nella Santa Sede, a partire dalla morte di papa Francesco, nell’aprile 2025, seguita dall’elezione a Pontefice del cardinale Robert Prevost (Leone XIV), prima prefetto del Dicastero dei vescovi, che seguiva con attenzione i processi di unificazione. L’ultimo cambiamento è stato apportato dalla nomina di monsignor Edgar Peña Parra a nunzio apostolico per l’Italia, al quale monsignor Castellucci ha chiesto un’udienza per conoscere i prossimi passi da seguire.

La Chiesa è vicina alle vittime e ai loro familiari dopo gli eventi del 16 maggio a ModenaL'arcivescovo Castellucci: «Ne...
17/05/2026

La Chiesa è vicina alle vittime e ai loro familiari dopo gli eventi del 16 maggio a Modena
L'arcivescovo Castellucci: «Nei cuori di tutti abitino sentimenti di pace, il rispetto reciproco e il coraggio del bene».

La Chiesa di Modena-Nonantola, attraverso l'arcivescovo Erio Castellucci, ha manifestato la propria vicinanza e solidarietà alle vittime del fatto di violenza che si è verificato sabato 17 maggio, a Modena, quando l'auto guidata da Salim El Koudri, giovane 31enne, italiano, di origini marocchine, è piombata sulla folla ferendo otto persone, due delle quali in condizioni di gravità.
«Modena è una città ferita da questa violenza insensata, che si è abbattuta su persone innocenti e su tutti i cittadini, profondamente colpiti e addolorati», ha commentato l'arcivescovo. «Come Chiesa siamo vicini alle vittime e alle loro famiglie e cerchiamo di sostenere l’azione di tutti coloro che credono nella pace, non solo a livello geopolitico, ma anche a livello civile». Inoltre, durante le celebrazioni odierne, le comunità parrocchiali hanno affidato, nella preghiera dei fedeli, «le vittime del grave episodio di violenza accaduto ieri pomeriggio nel centro di Modena; preghiamo per i feriti e i loro familiari: nei cuori di tutti abitino sentimenti di pace, il rispetto reciproco e il coraggio del bene». Anche il presidente della Cei e arcivescovo di Bologna, Matteo Maria Zuppi, ha espresso la sua solidarietà in una lettera al sindaco di Modena Massimo Mezzetti: «Prego per i feriti e sono certo che la forza dimostrata da tanti sul momento è quella che permetterà di affrontare la tragedia».

«Preferirei essere chiamato per nome». Questa sera la presentazione alla Facoltà teologica dell’Emilia-RomagnaIl volume,...
08/05/2026

«Preferirei essere chiamato per nome». Questa sera la presentazione alla Facoltà teologica dell’Emilia-Romagna
Il volume, a cura di “Nostro Tempo”, raccoglie le Lettere alla città e le Lettere pastorali del primo decennio dell’arcivescovo Erio Castellucci alla guida della Chiesa di Modena-Nonantola. Interverrà anche il cardinale Zuppi
Mancano poche ore alla presentazione del volume «Preferirei essere chiamato per nome» – Un decennio alla guida della Chiesa di Modena-Nonantola (2015-2025), che si terrà alle 18 a Bologna, presso la Facoltà teologica dell’Emilia-Romagna (Fter), sala della Traslazione del Convento di San Domenico (Piazza San Domenico, 13). Interverranno l’arcivescovo Erio Castellucci, il cardinale Matteo Maria Zuppi e Fausto Arici, rispettivamente Gran Cancelliere e Preside della Fter, insieme a Gianni Festa, docente di Storia della Chiesa. Il volume, pubblicato nel 2025, a cura del Settimanale diocesano “Nostro Tempo”, dorso di “Avvenire”, raccoglie le Lettere alla città e le Lettere pastorali scritte dall’arcivescovo Castellucci nei suoi primi dieci anni di ministero episcopale a Modena-Nonantola. Nell’introdurre la presentazione padre Gianni Festa ha ricordato che l’arcivescovo è stato presidente della Fter e commenta: Il motivo della presentazione di questo libro è riposto proprio nell’affetto che la facoltà gli dimostra e anche nella gratitudine nei suoi confronti». Dal volume emerge anche una caratteristica particolare di monsignor Castellucci che, secondo padre Festa, consiste nel saper coniugare il pensiero nella «pratica pastorale». Nella sua prefazione il vicario generale Giuliano Gazzetti ripercorre così la prima fase di ministero episcopale di Castellucci: «Sono stati anni di grandi trasformazioni anche nel tessuto ecclesiale e in quello sociale». Scrive monsignor Gazzetti: «Tante volte hai sottolineato come i cristiani non possano scegliere tra la difesa della vita nascente e un migrante o un indigente, perché al centro deve essere “l’essere umano prima delle categorie”, come intitolasti la tua prima Lettera alla città, in occasione della solennità di San Geminiano 2016

Lutto nella Chiesa di Modena-Nonantola per la scomparsa di don Romeo VenturelliÈ scomparso venerdì 1 maggio, don Romeo V...
02/05/2026

Lutto nella Chiesa di Modena-Nonantola
per la scomparsa di don Romeo Venturelli

È scomparso venerdì 1 maggio, don Romeo Venturelli all’età di 86 anni. Lo ricordano nella preghiera l’arcivescovo Erio Castellucci e il presbiterio diocesano, unitamente ai fratelli Silvano, Gianni ed Ebe, ai nipoti e famigliari tutti e alle comunità parrocchiali da lui servite.

Nato il 1° febbraio 1940, don Venturelli è stato ordinato sacerdote il 28 giugno 1964, sotto l’episcopato di monsignor Giuseppe Amici.
Tra gli incarichi ricoperti nei suoi 62 anni di ministero, don Venturelli è stato parroco delle comunità di “San Giorgio Martire” a Barigazzo, “Beata Vergine del Carmine” a Lama Mocogno (dove ha servito per 43 anni), “San Giovanni Battista” a Mocogno e “San Martino vescovo” a Montecenere. È stato anche amministratore parrocchiale di “Sant’Andrea Apostolo” Cadignano Mirasole, “Sant’Apollinare vescovo e martire” a Vaglio e “San Michele Arcangelo” a Sassostorno. Dopo decenni di servizio, nel 2018 ha lasciato la comunità di Cadignano Mirasole e nel 2023, all’età di 83, ha rassegnato le sue dimissioni dai suoi altri incarichi pastorali per limiti di età. Nell’occasione monsignor Castellucci lo ha ringraziato per il suo «per il suo prezioso, costante ed efficace servizio».

Nei primi anni di sacerdozio, don Venturelli è stato insegnante al seminario di Fiumalbo (1964) e cappellano dell’Addolorata (1966) e di Pavullo (1972), dove ha anche ricoperto l’incarico di vicario foraneo.

Oggi e domani, alle 20, è prevista la preghiera del Rosario nella chiesa di Lama Mocogno.
Il funerale si terrà lunedì 4 maggio, alle 10, nella chiesa di Vaglio, per poi proseguire per il cimitero di Camatta.

Presentato il resoconto sociale 2025 della Fondazione Ludovico Antonio MuratoriLa conferenza stampa si è tenuta oggi in ...
23/04/2026

Presentato il resoconto sociale 2025
della Fondazione Ludovico Antonio Muratori
La conferenza stampa si è tenuta oggi in arcivescovado
Sono intervenuti monsignor Gazzetti, la vicesindaca Maletti e il direttore Valenzano
È stato presentato il resoconto sociale 2024-2025 della Fondazione Ludovico Antonio Muratori (Flam). La conferenza stampa si è tenuta questa mattina, alle 11, presso il Salone arcivescovile. Sono intervenuti il presidente della Fondazione monsignor Giuliano Gazzetti (vicario generale dell’arcidiocesi), la vicepresidente Francesca Maletti (vicesindaca del Comune di Modena) e il direttore Federico Valenzano.
La Flam è stata costituita il 24 maggio 2024 da undici fondazioni preesistenti, sorte da altrettante opere pie (alcune di esse risalgono anche al 1700). L’ente gestisce un patrimonio di 383 unità immobiliari – di cui 308 a uso abitativo – e opera interventi sociali a favore di persone e famiglie in condizioni di difficoltà, attraverso assegnazione di alloggi (con canoni concordati), erogazione di borse di studio, contributi economici e altre forme di sostegno. In questa prima fase Fondazione ha anche investito 1 milione 600mila euro in ristrutturazioni e ha accompagnato e inserito decine di famiglie nelle proprie unità abitative.
Nel suo intervento monsignor Gazzetti ha ribadito l’obiettivo dell’ente, cioè «sostenere persone e famiglie in difficoltà» e favorire la loro «autonomia personale, sociale e lavorativa». La Fondazione punta anche a «garantire la sua sostenibilità», poiché da essa dipende la qualità e la sicurezza delle abitazioni. La Flam – spiega – non pretende di «risolvere l’emergenza abitativa» ma di «offrire un segno concreto» rispondendo al «bisogno di aiuto» al fine di «promuovere la dignità delle persone e famiglie accompagnate». A tale proposito la Flam ha stabilito «nuovi criteri per l’assegnazione dell’alloggio, tenendo conto non solo della dimensione economica ma anche della condizione sociale e sanitaria del nucleo».
Francesca Maletti ha sottolineato l’importanza della «decisione presa dall’arcidiocesi» di unificare le Fondazioni preesistenti dando vita a una «mappa sulle risorse a disposizione del territorio».

Indirizzo

Via Santa Eufemia 13
Modena
41121

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
Mercoledì 09:00 - 12:30
Venerdì 09:00 - 12:30

Telefono

+390592133811

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