Parrocchia Santa Lucia Mistretta - ME Santuario di Maria SS.ma dei Miracoli

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Parrocchia Santa Lucia Mistretta - ME Santuario di Maria SS.ma dei Miracoli Pagina gestita con amore e Fede, riguardante feste ed eventi nella parrocchia,nella comunità amastratina e delle tradizioni locali.

Un viaggio tra eventi religiosi, usanze secolari e momenti di comunità che uniscono Mistretta e i dintorni. Salve a tutti voi parrocchiani di Santa Lucia, finalmente la Parrocchia apre le sue porte a internet rendendo così più attivo e moderno il suo rapporto con la Comunità. Su questo portale infatti è possibile ottenere informazioni su qualunque attività parrocchiale; dai ritiri spirituali alle

SS Messe, dagli appuntamenti settimanali alle attività caritative, dal catechismo alla pastorale giovanile.

San Benno di Meißen, vescovo e patrono della città di Monaco di Baviera, è una figura simbolica per la Chiesa tedesca.Be...
16/06/2026

San Benno di Meißen, vescovo e patrono della città di Monaco di Baviera, è una figura simbolica per la Chiesa tedesca.
Benno nacque nell'XI secolo, probabilmente attorno al 1010, in Germania. Fu vescovo di Meißen per oltre 40 anni e si distinse per la sua devozione, la promozione della cultura e della fede cristiana tra le popolazioni slave e per il sostegno alla riforma della Chiesa. Dopo la sua morte nel 1106, fu canonizzato da Papa Adriano VI nel 1523, divenendo uno dei santi più venerati nel sud della Germania.
Significato del nome Benno: di origine germanica, potrebbe significare "orso" o "coraggioso come un orso".

16/06/2026

🌿 «Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano»
(Mt 5,44)
☀️ Gesù insegna qualcosa di molto difficile, ma anche molto importante.
💭 È facile voler bene a chi ci vuole bene e ci tratta con gentilezza.
💛 Gesù però invita i suoi discepoli ad andare oltre.
🕊️ Chiede di non lasciare che la rabbia, il rancore o l'odio prendano il posto dell'amore nel cuore.
🌧️ Ricorda che Dio fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi e manda la pioggia su tutti.
🌱 Il suo amore non esclude nessuno e non si ferma davanti agli errori delle persone.
💖 Per questo Gesù invita a pregare anche per chi ci ha ferito o fatto soffrire.
✨ È una strada difficile, ma capace di portare pace e di spezzare la catena dell'odio.
🌟 Con l'aiuto di Dio possiamo imparare ogni giorno ad amare come ama il Padre.

16/06/2026
15/06/2026

Signore Gesù,
Tu che hai spezzato la catena della vendetta
con la forza mite del Tuo amore,
rendi il mio cuore simile al Tuo.
Quando il male mi sfiora,
donami la grazia di non rispondere con durezza,
ma con quella libertà interiore
che nasce solo da Te.Fa’ che io non sia prigioniera dell’offesa,
né schiava del risentimento,
ma donna di pace,
capace di sorprendere il male
con un gesto di bontà.
Insegnami a camminare “due miglia”
con chi fatica ad amare,
a donare senza paura,
a perdonare senza misura,
a credere che la luce è più forte dell’ombra.Resta Tu la mia forza,
la mia difesa,
la mia dolcezza invincibile.
Amen ❤️🛐

📖 VangeloIo vi dico di non opporvi al malvagio.Dal Vangelo secondo MatteoMt 5,38-42🕯️ In quel tempo, Gesù disse ai suoi ...
15/06/2026

📖 Vangelo
Io vi dico di non opporvi al malvagio.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,38-42

🕯️ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: "Occhio per occhio" e "dente per dente". Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l'altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.
E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.
Da' a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».

Parola del Signore 🛐

Gesù spezza la logica della vendetta e introduce la logica dell’amore disarmato: non si tratta di subire passivamente, ma di rispondere al male con una libertà più grande, che disinnesca la spirale della violenza e apre spazi di pace.
«Occhio per occhio»: la legge del limite
La legge antica non era una licenza alla vendetta, ma un argine: impediva che la risposta al male fosse sproporzionata.
Gesù però va oltre: non basta limitare la vendetta, bisogna spezzare la logica stessa del male.
«Non opporvi al malvagio»:
non passività, ma forza interiore
Questa frase non significa: “Lasciati calpestare”.
Significa: non rispondere al male
con lo stesso linguaggio del male.
È un invito a una forza più alta, quella che non si lascia trascinare nella reazione istintiva.
È la libertà di chi non si fa definire dall’offesa ricevuta.
«Porgi l’altra guancia»: un gesto profetico
Nel mondo ebraico lo schiaffo sulla guancia destra
era un gesto di disprezzo.
Porgere l’altra guancia non è subire,
ma rifiutare di entrare nel gioco dell’umiliazione.
È dire:“Tu non decidi il mio valore. Io resto libero.”
È un atto di dignità, non di debolezza.
«Lascia anche il mantello»: la libertà del cuore
La tunica era il minimo indispensabile.
Il mantello serviva anche come coperta notturna.
Gesù indica una libertà radicale:
nessuno può toglierti ciò che doni tu per primo.
Il male perde potere quando non trova appigli nel cuore.
«Fanne due miglia»: la sorpresa dell’amore
Il soldato romano poteva costringere chiunque
a portare un carico per un miglio.
Gesù dice:“Vai oltre.
Spiazza il male con la generosità.”
È la logica del Regno: non il minimo indispensabile,
ma l’eccedenza dell’amore.
«Da’ a chi ti chiede»: il cuore che non si chiude
Il discepolo non vive nella paura di perdere,
ma nella fiducia che Dio provvede.
La generosità è la forma concreta della libertà interiore.
Il male si spezza non con la forza,
ma con la mitezza coraggiosa.
La vendetta ci incatena; il perdono ci libera.
La vera forza è non lasciarsi trasformare
dal male che si subisce.
L’amore eccedente è la firma di Dio nel mondo.

San Vito, venerato anche come san Vito di Sicilia o san Vito martire (Mazara del Vallo, III secolo Lucania, 15 giugno 30...
15/06/2026

San Vito, venerato anche come san Vito di Sicilia o san Vito martire (Mazara del Vallo, III secolo Lucania, 15 giugno 303), fu un giovane cristiano che subì il martirio nel 303 durante la grande persecuzione voluta dall’imperatore Diocleziano.
È venerato come santo da tutte le chiese che ammettono il culto dei santi, annoverato tra i santi ausiliatori e il suo culto si estende in tutta l'Europa sin dai primi secoli dopo il suo martirio.
La sua memoria liturgica ricorre il 15 giugno.
Dalla fonte della sua vita la cosiddetta Passio, nacque in Sicilia a Mazara da padre pagano[ e lo vuole incarcerato sette anni perché cristiano. Secondo una passio del VII secolo il fanciullo siciliano Vito, rimasto orfano di madre, fu affidato alle cure della nutrice Crescenzia e dal pedagogo Modesto, che lo fecero convertire alla fede cristiana. Dopo aver operato già molti miracoli, Vito sarebbe stato fatto arrestare insieme ai due tutori dal preside Valeriano su istigazione del proprio padre. Avrebbe subito torture e sarebbe stato gettato in carcere senza che però avesse rinnegato la propria fede. I tre sarebbero stati liberati miracolosamente da un angelo e si sarebbero recati in barca in Lucania per continuare il loro apostolato. La leggenda vuole che, durante il viaggio, i tre fossero nutriti da un'aquila che portava loro cibo e acqua finché sbarcarono alla foce del Sele sulle coste del Cilento.
Acquistata sempre maggior fama di guaritore presso il popolo dei fedeli, fu condotto a Roma dove sarebbe stato perfino supplicato dall'imperatore Diocleziano di liberare il figlio dal demonio, ma, pur ottenuto il miracolo, l'imperatore li fece arrestare e li sottopose a torture; vennero immersi in calderoni pieni di pece bollente ma rimasero illesi, furono quindi gettati in pasto ai leoni ma le bestie divennero mansuete. Furono infine torturati nella carne, ma vennero liberati da degli angeli che li riportarono presso il fiume Sele, dove morirono per le sofferenze il 15 giugno dell'anno 303.
Le salme dei tre martiri Vito, Modesto e Crescenzia sarebbero state in seguito sepolte dalla pia matrona Fiorenza in un luogo chiamato Marianus. Difatti, San Vito è protagonista anche nella storia di Polignano a Mare, nella provincia di Bari. Si dice che dopo il martirio, una pia matrona, di nome Fiorenza, in balia di una tempesta nel Sele, chiese aiuto a Dio che le inviò in soccorso San Vito.
La principessa per ringraziare il santo decise di dare degna sepoltura a lui e ai suoi compagni in un "locus marianus" come richiesto da San Vito stesso. Fiorenza diede ordine ai suoi uomini di fare ricerche su questo misterioso luogo, senza alcun risultato. La principessa ormai rassegnata decise di seppellire i tre corpi lì dove li aveva trovati.
Dopo tempo suo fratello si ammalò e addolorata chiese di nuovo aiuto a Dio; apparsole in sogno San Vito, le disse che avrebbe guarito suo fratello se lei avesse seppellito lui, Modesto e Crescenzia nel "locus marianus". Desta dal sonno, Fiorenza ritrovò davanti a sé un giovane medico che le chiese, in cambio della guarigione di suo fratello, di poter andare con loro nel “locus marianus” che le rivelò trovarsi in Puglia, presso il Castrum Polymnianense, oggi San Vito (Polignano a Mare). Organizzata la flotta, dopo 24 giorni di navigazione giunsero nel bellissimo porto dove la principessa ebbe cura di far costruire una chiesa in onore dei tre martiri e acquistati alcuni poderi in loco li donò ai monaci benedettini perché potessero venerare per sempre i Santi Martiri.
La Basilica nata nel 900 d.C. fu distrutta nel 1300 dagli Ottomani e ricostruita quasi un secolo dopo dai veneziani, che furono scacciati dal feudatario del luogo. Nel 1700 la basilica fu donata all'ordine benedettino, e destinata ad abbazia; successivamente divenne del Regio Demanio. Nel 1866 fu venduta ai Marchesi La Greca, che ancora oggi sono proprietari dell’intero edificio, fatta esclusione per la chiesa, di proprietà del Fondo di Edifici di Culto del Ministero dell'Interno e data in concessione alla Chiesa Matrice Santa Maria Assunta dove la domenica si celebra la messa.
Un'altra leggenda devozionale lo vede protagonista sempre in Sicilia, a Regalbuto, dove, fermatosi per riposare nel luogo dove ora sorge la chiesa dei cappuccini, avrebbe incontrato dei pastori disperati perché alcuni cani avevano sbranato un bambino; allora il Santo, richiamati i cani, si sarebbe fatto restituire da essi i resti del corpo del bambino a cui avrebbe ridonato la vita.
Altri miracoli attribuiti al Santo sono quelli di Sapri. Il primo secondo cui San Vito avrebbe fatto arrivare un bastimento carico di grano alla città in un periodo di grave carestia; il secondo attribuisce al Santo la purificazione delle acque dell'unico pozzo della città a seguito di un avvelenamento da parte dei saraceni; il terzo, più recente, attribuisce a San Vito di aver salvato dei minatori dall'annegamento a seguito della scoperta di una falda acquifera mentre erano intenti nella costruzione della galleria ferroviaria che avrebbe collegato il Cilento a Maratea.

Santa Germana Cousin, patrona dei disabili e dei malati, è un esempio toccante di purezza, fede e resistenza.Nata in Fra...
15/06/2026

Santa Germana Cousin, patrona dei disabili e dei malati, è un esempio toccante di purezza, fede e resistenza.
Nata in Francia nel 1579, Germana visse una vita di stenti e dolore: orfana di madre, malata fin dalla nascita e trascurata dalla famiglia, trovò conforto solo nella fede. Lavorava come pastorella e, nonostante l'emarginazione, offrì amore, perdono e ca**tà. Morì a soli 22 anni, e il suo corpo fu trovato incorrotto anni dopo. È molto venerata in Francia.
Significato del nome Germana: deriva dal latino Germanus, "sorella" o "fratello", ma anche "genuino" e "autentico".

Indirizzo

Piazza Unità D'Italia, 2
Mistretta
98073

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