Parrocchia S. Martino Carano

Parrocchia S. Martino Carano Pagina facebook della parrocchia di S.Martino Carano-Mirandola Orari delle messe estivo:
Feriale ore 7
Prefestiva ore 17
Festive ore 8 10

Calendario parrocchiale del mese di Settembre
01/09/2026

Calendario parrocchiale del mese di Settembre

Oggi nel giorno del primo anniversario dell’ordinazione sacerdotale di padre Chadrack cui la Comunità di S.Martino fa i ...
23/08/2026

Oggi nel giorno del primo anniversario dell’ordinazione sacerdotale di padre Chadrack cui la Comunità di S.Martino fa i migliori auguri

Gesù ci rivolge questa domanda:
E voi, proprio voi (così si esprime il testo greco), tu, proprio tu, chi dici che io sia?

Non si può arrivare ad avere risposte da Gesù se non si risponde prima a domande su di Lui, se non si mette in chiaro chi è Lui per noi, se non dichiariamo la nostra disponibilità ad accogliere la sua rivelazione. Si potrebbe dire che Gesù è colui che tu vuoi che egli sia per te. Ma chiaramente si raccomanda che la scelta soggettiva sia corretta, corrispondente alla realtà dei fatti!
Ma il racconto della confessione di Pietro non è fatto di sole domande, vi sono delle affermazioni positive chiare, che integrate con il contesto immediato successivo si riconducono a tre fondamentali certezze: Gesù di Nazaret è più di un profeta, è il Messia di Dio con la grandezza trascendente che gli attribuiscono le Scritture; la comprensione della qualità messianica di Gesù si ottiene pienamente alla luce della Pasqua, per cui fuori di questa si professa un «Gesù parziale», si dovrebbe «tacere» per non tradirlo; discepolo autentico di Gesù è di chi confessa e assume l’identità autentica di Gesù.
Gesù a Cesarea imposta una rivelazione molto importante, che fissa da una parte chi è veramente Gesù e dall’altra apre su chi è veramente il discepolo e può dirsi tale.
In entrambi i casi l’identità è data da una luce sconcertante, ma vittoriosa: è la Croce. Il che vuol dire alla fine una cosa: soltanto un amore così totale di Gesù per gli uomini e degli uomini per Gesù svelano la verità di entrambi.

Signore,salvami!Oggi, l’esperienza di Pietro ci presenta situazioni che abbiamo vissuto anche noi più di una volta. Chi ...
09/08/2026

Signore,salvami!

Oggi, l’esperienza di Pietro ci presenta situazioni che abbiamo vissuto anche noi più di una volta. Chi non ha visto sfumare i suoi progetti e non ha avuto la tentazione dello scoraggiamento o della disperazione? In tali circostanze, dobbiamo ravvivare la fede e dire come il salmista: «Mostraci, Signore, la tua misericordia e dacci la tua salvazione» (Sal 85,8).

Nelle antiche credenze, il mare era il luogo dove abitavano le forze del male, il regno della morte, minacciante per l’uomo. Al “camminare sull’acqua” (cf. Mt 14,25), Gesù ci indica che con la sua morte e risurrezione trionfa sul potere del male e della morte, che ci minaccia e cerca di distruggerci. La nostra esistenza non é forse come una fragile barca, agitata dalle onde, che attraversa il mare della vita e che spera di arrivare ad un traguardo che abbia senso?.

Pietro credeva di avere una fede chiara ed una forza molto solida, ma «cominciando ad affondare, gridò» (Mt 14,30); Pietro aveva rassicurato Gesù che era disposto a seguirlo fino alla morte, ma la sua debolezza l’impaurì e negò di conoscere il Maestro negli eventi della Passione. Perché Pietro affonda precisamente quando comincia a camminare sull’acqua? Perché invece di guardare Gesucristo, guardò il mare e questo gli fece perdere forza e, da quell’istante, la sua fiducia nel Signore s’indebolí ed i piedi non seppero andare più avanti. Ma Gesù «stese la mano [e] l’afferró» (Mt 14,31) e lo salvó.

Dopo la sua risurrezione, il Signore non permette che il suo apostolo affondi nel rimorso e nella disperazione e gli restituisce la fiducia con il suo generoso perdono. Verso chi devo dirigere lo sguardo nella lotta della vita? Quando osservo che il peso dei miei peccati e dei miei errori mi trascina e mi sommerge, lascio che il buon Gesù mi stenda la sua mano e mi salvi?

Portatemeli qui—————————————————————Oggi, Gesù ci dimostra quanto Gli sta a cuore la nostra partecipazione nel suo lavor...
02/08/2026

Portatemeli qui

—————————————————————

Oggi, Gesù ci dimostra quanto Gli sta a cuore la nostra partecipazione nel suo lavoro di redenzione. Lui che ha creato il cielo e la terra dal nulla, avrebbe potuto —allo stesso modo— creare facilmente un fastuoso banchetto per soddisfare quella moltitudine.

Ma preferì realizzare il miracolo partendo solo da quello che i suoi discepoli potevano consegnarGli. «Non abbiamo che cinque pani e due pesci!» (Mt 14,17), gli dissero. «Portatemeli qua» (Mt 14,18), rispose loro Gesù. Ed il Signore realizzò la moltiplicazione da una risorsa così piccola —da non poter alimentare neppure una famiglia normale— per dar da mangiare a circa cinquecento famiglie.

Il Signore fece lo stesso nel banchetto nuziale di Cana. Lui che creò tutti i mari, poteva facilmente riempire con il vino più pregiato quelle giare capaci di contenere più di cento litri, partendo dal nulla. Ma, ancora una volta preferì che le sue creature partecipassero nel miracolo, facendo riempire, prima, i recipienti d’acqua.

Lo stesso metodo, possiamo rinvenirlo nella celebrazione dell'Eucaristia. Gesù comincia non dal nulla, e neppure da cereali o dall'uva, ma dal pane e dal vino, che implicano in sé il lavoro delle mani umane.

Il Cardinale Francesco Saverio Nguyen von Thuan, prigioniero dei comunisti vietnamiti dal 1975 al 1988, si chiedeva come avrebbe potuto favorire il Regno di Cristo e badare al suo gregge mentre cercava di sopportare la brutale sofferenza della sua condanna all’isolamento. Consapevole del poco che poteva fare dalla cella della sua prigione, pensò, che almeno ogni giorno, avrebbe potuto offrire al Signore i suoi “Cinque pani e due pesci” e lasciare che Iddio facesse il resto. Ed il Signore moltiplicò quei piccoli sforzi trasformandoli in un testimonio che ha ispirato non solo i vietnamiti, ma tutta la Chiesa. Oggi il Signore chiede a noi, suoi moderni discepoli, che «diamo alle moltitudini qualcosa da mangiare» (cf. Mt 14,16). Non importa quel poco o molto che abbiamo: diamolo al Signore e lasciamo che Lui realizzi le moltiplicazioni.

Calendario parrocchiale del mese di Agosto
01/08/2026

Calendario parrocchiale del mese di Agosto

Un tesoro nascosto nel campo; un mercante che va in cerca di perle prezioseOggi, il Vangelo vuole farci guardare dentro,...
26/07/2026

Un tesoro nascosto nel campo; un mercante che va in cerca di perle preziose

Oggi, il Vangelo vuole farci guardare dentro, trovare qualcosa di nascosto: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo» (Mt 13,44). Quando parliamo di tesoro ci riferiamo a qualcosa di eccezionale valore, della massima importanza, non a cose o situazioni che, benché amate, restano fugaci, ferraglia a buon mercato, come le soddisfazioni e i piaceri temporali: quello che tanta gente si affanna a cercare all’esterno, e che la delude dopo averlo trovato e sperimentato.

Il tesoro che propone Gesù si trova sepolto nella parte più profonda della nostra anima, nel nucleo stesso del nostro essere. È il Regno di Dio. Consiste nell’incontrarci amorosamente, in modo misterioso, con la Fonte della vita, della bellezza, della verità e del bene, e nel rimanere uniti alla stessa Fonte fino a quando, trascorso il tempo del nostro pellegrinaggio e liberi di tutta la chincaglieria inutile, il Regno del cielo che abbiamo cercato nel nostro cuore e che abbiamo coltivato nella fede e nell’amore, si apra come un fiore e appaia la brillantezza del tesoro nascosto.

Alcuni, come San Paolo o lo stesso buon ladrone, si sono trovati improvvisamente o in modo impensato nel Regno di Dio, perché le vie del Signore sono infinite, però, normalmente, per arrivare a scoprire il tesoro, bisogna cercarlo intenzionalmente: «Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose» (Mt 13,45). Forse questo tesoro lo trovano solo quelli che non si danno per vinti facilmente, quelli che non si accontentano di qualsiasi cosa, gli idealisti, gli avventurieri.

Nell’ordine temporale, degli inquieti ed anticonformisti diciamo che sono persone ambiziose, e nel mondo dello spirito, sono i santi. Loro sono disposti a vendere tutto pur di poter acquistare il campo, come dice San Juan de la Cruz: «Per possedere tutto, non possedere nulla di nulla».

«Un nemico ha fatto questo!»Oggi, Cristo. Sempre Cristo! Da Lui discendiamo; da Lui procedono tutti i beneficiosi germi ...
19/07/2026

«Un nemico ha fatto questo!»

Oggi, Cristo. Sempre Cristo! Da Lui discendiamo; da Lui procedono tutti i beneficiosi germi seminati nella nostra vita. Dio ci visita —come dice il Kempis— con il conforto e con la desolazione, con il sapore dolce e con l’amaro, con il fiore e con la spina, con il freddo e con il caldo, con la bellezza e con la sofferenza, con la gioia e con la tristezza, con il coraggio e con la paura... perché tutto ciò è stato redento in Cristo (anche Lui ebbe paura e la vinse). Come ci dice San Paolo, «tutto concorre al bene di coloro che amano Dio» (Rom 8,28).

Tutto ciò é certo ma... esiste un mistero di perversione che non procede da Dio e che ci sovrasta e che danneggia il giardino di Dio che è la Chiesa. E vorremmo che Dio fosse “addirittura” più autorevole, che fosse più operante, che si imponesse dominasse di più e non permettesse l’agire di questa forza desolatrice: «Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla [la zizzania]?» (Mt 13,28). Questo lo diceva il Papa Giovanni Paolo ll nel suo ultimo libro “Memoria e Identità”: «Soffriamo con pazienza la misericordia di Dio», che aspetta fino all’ultimo momento per offrire la salvazione di tutte le anime, specialmente di quelle più bisognose della sua misericordia («Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura»: Mt 13,30). E giacché Lui è il Signore di ogni persona e della storia umana, muove i fili della nostra esistenza, rispettando la nostra libertà, in modo che —assieme alla prova— ci da la grazia soprabbondante per resistere, per santificarci, per andare verso di Lui, per essere offerta permanente, per far crescere il Regno.

Cristo, divino pedagogo, ci introduce nella sua scuola di vita attraverso ogni incontro, ogni avvenimento. Ci viene incontro; ci dice —Non abbiate paura. Coraggio! Io ho vinto il mondo. Sono con voi tutti i giorni fino alla fine (cf. Jn 16,33; Mt 28,20). Ci dice pure: -Non giudicate; piuttosto —come me— aspettate, abbiate fiducia, pregate per quelli che sbagliano, santificateli come membri che avete molto a cuore perché formano parte del vostro stesso corpo.

Il seminatore uscì a seminareOggi, consideriamo la parabola del seminatore. Ha una forza e una bellezza speciali perché ...
12/07/2026

Il seminatore uscì a seminare

Oggi, consideriamo la parabola del seminatore. Ha una forza e una bellezza speciali perché è parola dello stesso Signore Gesù.

Il messaggio è chiaro: Dio è generoso seminatore, ma la concrezione dei frutti della sua semina dipendono pure –e allo stesso tempo- dalla nostra libera corrispondenza. Che il frutto dipende dal terreno dove cade è un qualcosa che l'esperienza di tutti i giorni ce lo conferma. Per esempio, tra gli allievi di una stessa scuola e di una stessa classe, alcuni finiscono con vocazione religiosa ed altri atei. Hanno ascoltato lo stesso, ma il seme è caduto in differente terreno.

Il buon terreno è il nostro cuore. Da una parte è cosa della natura; ma soprattutto dipende dalla nostra volontà. Ci sono persone che preferiscono godere anziché essere migliori. In esse si compie quello che ci vuol dire la parabola: le cattive erbe (cioè, le preoccupazioni mondane e la seduzione delle ricchezze «soffocano la parola ed essa non dà frutto» (Mt 13,22).

Ma quelli che valorizzano l'essere, ricevono con amore il seme di Dio e lo fanno fruttificare. Sebbene per questo debbano mortificarsi. L'ha già detto Cristo: «In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv 12,24). Ci avverte pure il Signore che la strada della salvezza è stretta e scomoda (cf. Mt 7,14): quello che vale molto, costa molto. Nessuna cosa di valore si acquista senza sforzo.

Chi si lascia portare dai propri desideri avrà il cuore come una selva selvaggia. Invece gli alberi fruttiferi che vengono podati danno dei frutti migliori. Così le persone sante non hanno avuto una vita facile, ma sono modelli per l'umanità Non tutti siamo chiamati ad essere martiri, certo, ma sì a raggiungere la perfezione cristiana. Ma la virtù esige una forza che (…) richiede un lavoro lungo e molto diligente, e che non dobbiamo interrompere mai, fino alla morte. Per cui questo può essere denominato come un martirio lento e continuo

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoroOggi, Gesù ci mostra due realtà che Lo definisc...
05/07/2026

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro

Oggi, Gesù ci mostra due realtà che Lo definiscono: che Lui è chi conosce il Padre con tutta la profondità e che Lui è «mite e umile di cuore» (Mt 11,29). Possiamo scoprire lì pure due atteggiamenti necessari per poter capire e vivere quello che Gesù ci offre: la semplicità e il desiderio di avvicinarci a Lui.

Ai sapienti e a quelli che capiscono frequentemente risulta loro difficile entrare nel mistero del Regno, perché non sono aperti alla novità della rivelazione divina; Dio continua a manifestarsi ma essi credono di saper già tutto e, perciò, Dio non può più essere motivo di sorpresa. I semplici, invece, come i bambini nei loro momenti migliori, sono recettivi, somigliano a una spugna che assorbe l'acqua, hanno capacità di sorpresa e di ammirazione. Ci sono pure eccezioni, e financo, ci sono esperti in scienze umane che possono essere umili verso tutto ciò che riferisce alla conoscenza di Dio.

Nel Padre, Gesù trova il suo riposo, e la sua pace può essere rifugio per tutti quelli che sono stati corrotti dalla vita: «Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò» (Mt 11,28). Gesù è umile, e l'umiltà è sorella della semplicità. Quando impariamo ad essere felici attraverso la semplicità, allora molte complicazioni svaniscono, spariscono molti bisogni, e finalmente possiamo riposare. Gesù ci invita a seguirLo; non ci inganna: essere con Lui è portare il suo giogo, accettare l'esigenza dell'amore. Non ci verrà risparmiata la sofferenza, ma il suo peso è leggero, perché la nostra sofferenza non ci verrà causata dal nostro egoismo, ma che soffriremo solo quanto sia necessario e basta, per amore e con l'aiuto dello Spirito. Inoltre, non dimentichiamo, «le afflizioni che si soffrono per Dio vengono raddolcite dalla speranza» (Sant’Efrem).

Calendario parrocchiale del mese di luglio
01/07/2026

Calendario parrocchiale del mese di luglio

Indirizzo

S. Martino Carano
Mirandola
41037

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Parrocchia S. Martino Carano pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi