Costruita a partire dal 1493 e ultimata soltanto a metà del XIX secolo. I suoi lavori vennero spesso interrotti nei secoli a causa della la sua posizione. infatti, è posta su un ipogeo cimiteriale, in quanto luogo privilegiato per ospitare le sepolture. Nel periodo napoleonico, in cui si introdusse anche in Italia l'uso dei cimiteri esterni al centro abitato, vennero ripresi i lavori per il comple
tamento della chiesa ad opera dei fratelli Antonio ed Enrico Celli. Nel 1798 la facciata subì un importante lavoro di restauro, seguito da un secondo intervento nel 1919, come ricorda l'iscrizione riportata immediatamente sotto il timpano: Piae fidelium oblationes hanc frontem restaurarunt MCMXIX (Le pie offerte dei fedeli restaurarono questa facciata).La chiesa potè definirsi completa nei lavori solo nel 1891. L’edificio si divide in tre navate: la centrale misura 28x12x8 m., le due laterali misurano 28x4x6 m.. L'altare maggiore è di raffinata fattura in stile barocco, dono del principe Francesco Caracciolo Stella; l'altare di S. Antonio è in pietra antica di Sicilia, oggi introvabile. Tra gli arredi più pregiati occorre nominare le due statue di ottima fattura della B.V Assunta e di S.Lucia entrambe della fine del ’700 ed il prezioso organo risalente allo stesso periodo. Altro importante edificio religioso è la ca****la di Santa Lucia, ubicata sui monti che circondano l'abitato e da cui si gode della visuale dell'intera vallata di Isernia. Nei pressi della chiesetta vi è una grotta in cui una leggenda locale vuole essersi rifugiata la santa nel tentativo di sfuggire ai suoi persecutori; in suo onore, è consuetudine recarsi l'ultima domenica di agosto in prossimità della ca****la e trascorrervi l'intera giornata, assistendo alla messa e accampandosi per un lauto pranzo familiare.