26/02/2025
Omelia di Padre Lorenzo ( 23-02-2025 )
Dal Vangelo secondo Luca Lc 6,27-38
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro.
Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio». Parola del Signore.
Davanti a una parola del Vangelo come quella di oggi non possiamo non andare a quella parola che Sant'Agostino scrisse dopo la conversione in uno dei suoi sermoni è il Vangelo che mi spaventa è proprio così ed è bene lasciarci spaventare da questo Vangelo stiamo reggendo la continuazione di quel discorso iniziato da Gesù domenica scorsa con le beatitudini e siamo in effetti in quel discorso chiamato secondo San Matteo discorso della montagna dove c'è l'immagine del discepolo che segue Gesù che segue per imitare Gesù per diventare come Gesù, il Vangelo mi spaventa perché chi può confrontarsi con queste parole, basterebbero poche delle tante che avete ascoltato e l'ascolto è fondamentale soprattutto quando ci si imbatte in pagine come queste non a caso Gesù oggi inizia proprio con questa parola, a voi che ascoltate perché Gesù inizia così? Perché c'è ascolto e ascolto San Giacomo nella sua lettera dice di ascoltare con attenzione perché per non essere come quelli che si guardano allo specchio vedono la propria immagine riflessa nello specchio poi vanno via e non si ricordano più come sono hanno perso l'immagine riflessa nello specchio quell'immagine deve rimanere invece impressa perché è l'immagine di Dio, presente nel nostro cuore noi siamo creati a immagine e somiglianza di Dio, è questa l'immagine, la nostra immagine al di là dell'immagine esteriore, fisica che abbiamo c'è un'immagine interiore ed è lì da lì dobbiamo attingere per ascoltare pagine come quelle di oggi, ripeto, basterebbero poche delle tante espressioni che Gesù ci ha comunicato quest'oggi, anzi, ne basterebbe una sola per farci veramente tremare, amate i vostri nemici. Perché dunque l'ascolto? perché è questione di fede ancora, certo sapete che a pie sospinto io ricordo l'atto di fede che siamo chiamati a pronunciare di fronte alla parola del Vangelo, ma non basta il Vangelo quest'oggi dobbiamo aggiungere qualcosa di più l'atto di fede in qualche modo inizia col Vangelo che è la parola di Dio scritta, ma chi è la parola di Dio? è questo testo che abbiamo letto? No, la parola di Dio è Gesù Cristo, nostro Signore che è la parola di Dio fatta carne che è quel verbo che si è fatto carne che avete sentito ripetere nel tempo di Natale, il verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi verbo, parola. Inizia dunque col Vangelo con la parola scritta ma è una persona e termina e guardate che questa è la struttura della messa alla quale partecipiamo termina con la parola fatta pane con l'Eucaristia allora è pieno l'atto di fede non siamo protestanti siamo cattolici, i protestanti hanno solo la scrittura allora qui dunque in modo particolare quest'oggi che dobbiamo attingere, da qui dobbiamo attingere dall'Eucaristia perché che cosa è l'Eucaristia? tante cose si sono dette e si possono dire solo l'Eucaristia ma quella che tra le tante che prediligo è quella che ha dato titolo all'esortazione apostolica scritta da Papa Benedetto XVI dopo il Sinodo che è l'incontro con i Vescovi che discutono su cose di fede, quando è stato fatto sull'Eucaristia che Papa Benedetto ha titolato “Sacramentum Caritatis” cioè il sacramento della ca**tà il sacramento dell'amore questa è l'Eucaristia quel corpo e quel sangue ci comunicano l'amore di Dio, amate i vostri nemici nessuno è in grado di amare i propri nemici, perché portiamo dentro di noi una ferita profonda che ci impedisce di manifestare questo amore in pienezza, ricordate il comandamento amare Dio e il prossimo ma come? Amare Dio con tutto il cuore con tutta l'anima con tutta la mente con tutte le forze con tutto, non c'è fuori niente e il prossimo come se stessi, cioè anche i nemici dobbiamo comprendere anche questo anche i nemici, dunque abbiamo questa ferita che ci impedisce di accogliere ascoltare questa parola e viverla, c'è chi lui è in grado i santi, in modo particolare quella forma di santità che è il martirio, il martire sapete non è uno che come si comprende di solito uno che dà la vita per mantenere fedeltà alla prova di Dio, al Cristo, non è questo il martire dobbiamo comprendere il martire è qualcosa di più e l'immagine dopo Gesù naturalmente è il primo martire santo Stefano, il quale mentre veniva lapidato dopo aver alzato gli occhi al cielo e aver contemplato la gloria nel cielo si rivolge sugli lapidatori chiedendo perdono per loro, il martire è colui che mentre dà la vita per Cristo, perdona i propri uccisori perdona i propri nemici e il martirio dov'è? non siamo chiamati per adesso, chi lo sa domani però ricordiamoci una cosa è bene ricordarle queste cose che facilmente poi si dimenticano, il martirio è precisamente dentro il sacramento del battesimo che noi abbiamo ricevuto, cioè noi col battesimo siamo chiamati a Dio piacendo a dare la vita e dare la vita è amare i propri nemici, ma ripeto per noi questo è impossibile a causa di quella ferita che ci impedisce di mostrare questo amore, lo scopriamo facilmente non è non c'è da fare tanti discorsi e non c'è neanche da pensare a qualche nemico, spesso ahimè e questo succede tra fratelli, sorelli, tra mogli, mariti, tra genitori, figli, genitori, ogni volta che io sento del risentimento del rancore della rabbia ecco che io non solo non amo il nemico, ma questo forse è ancora più importante faccio del fratello il nemico, cioè lo creo io il nemico in qualche modo attraverso questo mio atteggiamento interiore di incapacità di amare perché il cristiano sono tante le suggestioni di oggi cerchiamo di coglierne il cristiano, in realtà non ha amici non dovrebbe avere nemici, scusate non dovrebbe avere nemici tranne uno, “il diavolo” è il nemico e non va amato, va odiato e con il diavolo i figli del diavolo il diavolo ha dei figli che sono i peccati che sono le passioni malvagie, ma il cristiano non dovrebbe avere nemici perché il cristiano non dovrebbe avere nemici, in San Luca, questo non è messo in evidenza così come è messo in evidenza in San Matteo, che riporta proprio lo stesso discorso di San Luca l'ha messo bene in vista in rilievo il Cardinale Martini in un corso di esercizi proprio sul discorso della montagna non ci avevo mai notato perché non sono Cardinale Martini certamente nei suoi studi ma lui mi colpì quando disse qual è il centro del discorso della montagna cioè il centro del discorso che da domenica scorsa stiamo facendo insieme a San Luca in San Matteo sono tre capitoli cinque, sei, sette, il centro è il Padre Nostro, questo svela tante cose che cosa svela prima di tutto? che noi abbiamo in cielo un Padre, dunque tra di noi siamo tutti fratelli ecco perché il cristiano, non ha di suo dei nemici, perché ognuno è un fratello una sorella, come titola la seconda o terza enciclica di Papa Francesco Fratelli Tutti, va capita questa parola ma non possiamo fermarci su ogni cosa ma veramente quando noi preghiamo il Padre Nostro noi facciamo del Padre Nostro, il Padre di tutti ecco perché il cristiano non può non deve avere dei nemici allora che cosa fare? il Vangelo lo svela, pregare per i nemici fino a far diventare amici, Gesù lo dice molto chiaramente quest'oggi, amate invece i vostri nemici fate del bene e prestate senza sperarne nulla benedite, chi vi maledice, chi vi maledice fino alla frase decisiva questo Padre Nostro che noi recitiamo, senza cogliere nella profondità tra l'altro quando hai qualche nemico nel senso che hai dei rancori del risentimento dell'ira di qualcuno prova a recitare il Padre Nostro ma recitalo bene però come recitiamo il Padre Nostro? ci siamo messo fermati sulle parole sono sette domande lo recitiamo così ma la frase che racchiude il Padre Nostro nel Vangelo di oggi è proprio questo siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro Celeste, allora è amore, allora è amore, allora non ho più nemici e quando faccio così fatica, perché sono convinto che ci impegniamo o almeno chi cerca di diventare amico di Gesù di diventare teofilo come stiamo facendo qualche domenica, qualcuno magari si impegna e si accorge che non ce la fa perché non ce la fai, perché non dipende da te questo dipende da te qualcos'altro due cose dipendono da te, la prima è riconoscere che se tu hai un nemico o ti crei un nemico perché hai queste ferite nel cuore è perché tu hai peccato, invece guardiamo il peccato dell'altro, bella la frase di Gesù, non guardare la pagliuzza nell'occhio di tuo fratello e non vedi la trave che è nel tuo occhio, la trave è il tuo peccato, la pagliuzza è il peccato del fratello, tu vedi la pagliuzza perché non vedi il tuo peccato, se vedi il tuo peccato, tu accusi te stesso; i padri del deserto questi monaci sapienti sapete, come chiamavano coloro che ti mettevano alla prova dei benefattori, sei maltrattato è un tuo benefattore, sei calunniato è un tuo benefattore, non sei capito è un tuo benefattore, ti fa del bene, perché ti aiuta a vedere il tuo peccato e allora non vedi quello dell'altro, cosa fare, allora di nuovo, primo quando te la prendi con qualcun altro facendo lo tuo nemico, quando non è il tuo nemico è perché non hai guardato il tuo peccato, secondo prendere il tuo peccato la tua ferita la tua incapacità di amare e portarla ai piedi della croce ci siamo, allora ci siamo proprio perché in questa pagina del Vangelo è infisso il legno della croce e devi crocifiggere dunque il tuo cuore prendere il tuo peccato la tua ferita chiamala come vuoi e portarla ai piedi della croce e lasciarti lavare dal sangue preziosissimo di nostro Signore Gesù Cristo cioè l'Eucarestia, ci siamo tornati lì l'Eucarestia questo chiediamo in questa celebrazione del Signore è il Vangelo, che mi spaventa dicevo all'inizio, riprendendo la frase di Sant'Agostino e deve spaventarmi perché c'è un sano spavento che è il santo timore di Dio, che anche questo richiederebbe una spiegazione, basti questo, il timore di Dio ,che cos'è tra le altre cose? Quella delicatezza con la quale io agisco nei confronti di Dio e dei fratelli, posso solo fermarmi qua perché appunto richiederebbe una spiegazione intera e a Dio piacendo se ci sarà l'occasione qualche altro Vangelo ci torneremo, Dio agisce delicatamente nei miei confronti, dicevo qualche omelia fa mi è ricordata una persona, con la che ho incontrato questa settimana in confessione, che ascolta le omelie quando quel giorno quella domenica, dissi i doni e le grazie di Dio sono senza sforzo, cioè Dio agisce nei nostri confronti senza sforzo, senza fatica, delicatamente è gentile è una luce gentile scusate ma le cose mi vengono di getto, Dio, agisce in qualche modo con timore nei nostri confronti, perché agisce con gentilezza con delicatezza secondo la poesia di John Henry Newman “luce gentile” ecco il timor di Dio quella capacità di essere delicati gentili non è una parola così, no la delicatezza con la quale io tratto il fratello, il nemico, fino a farlo diventare amico, questo è espresso solo con l'eucaristia, il sacramento dell'amore perché dov'è ca**tà e amore! Li c'è Dio. Amen