27/06/2026
Si racconta che,all’alba del 27 giugno, le navi di Barbarossa erano già disposte minacciose a poche miglia dalla costa, pronte ad attaccare. La popolazione tutta, colta da giustificato panico, invocò la protezione dell'apostolo Sant’Andrea, quella di Santa Trofimena di Minori, la più antica reliquia già eletta patrona di tutta la costiera, e quella di San Matteo venerato a Salerno e di Santa Maria a Mare.Non solo Amalfi, infatti, ma tutto il comprensorio amalfitano sarebbe stato messo a ferro e fuoco, se non si fosse scatenata prodigiosamente una violenta tempesta, che portò scompiglio tra la flotta degli assalitori affondandone molte navi (la falca di uno di quei vascelli è esposta ancora nel museo della cattedrale) e costringendo le restanti a ripiegare lungo le coste della Sardegna, dove i saraceni continuarono imperterriti i saccheggiamenti di tutto ciò che incontravano al loro passaggio. Ad Amalfi, scongiurato il pericolo, si gridò subito al miracolo. È da allora che, con l’approvazione della Santa Sede, iniziarono i festeggiamenti in onore del Santo in corrispondenza con quella data, non solo ad Amalfi, ma anche a Minori ed a Salerno, dove però tale ricorrenza è solo menzionata mentre le processioni sono state soppresse già da molti decenni, restando però la consuetudine di intonare a gloria le campane all’alba del grande giorno.