Insigne Chiesa Collegiata di Sant'Agrippina - Mineo
Elevata sul colle dove un tempo sorgeva la fortezza di Mineo, severa e gentile per le sue possenti linee architettoniche, i magnifici stucchi, i marmi e gli affreschi, si trova la vetusta chiesa parrocchiale dedicata a S. Agrippina, patrona della città. Essa vanta origini antichissime, fu consacrata nell'VIII secolo dal vescovo di Catania San Se
vero e sorge sull'antico sacello rupestre che aveva accolto i resti mortali della Vergine e Martire Agrippina, trasportati da Roma a Mineo da alcuni monaci greci. All'intercessione di Santa Agrippina, fra VIII e IX secolo, la città attribuì le iniziali vittorie della locale guarnigione bizantina contro le prime incursioni saracene. Evento ricordato anche nello stemma civico. Durante il periodo dell'egemonia islamica in Sicilia, nonostante le limitazioni del culto cristiano, rimase viva la "memoria" del sepolcro della Santa, divenuto meta di pellegrinaggi per le sue proprietà taumaturgiche. Ricostruito dai Normanni nel XII secolo, il tempio prese la forma di una chiesa ad aula mononave con abside orientata, facciata a torre e ingresso principale a Nord, aperto verso il principale polo commerciale della città o "foro di S. Agrippina", nei cui pressi si sviluppava anche la Giudecca. Ingrandita agli inizi del XV secolo, alla chiesa furono aggiunte tre absidi con cornice ad archetti trilobati di gusto gotico, e una ca****la funeraria con magnifico affresco raffigurante, su canoni estetici di derivazione bizantina, la "Dormizione di Maria". La chiesa divenne Collegiata nel 1556 e ricevette la dignità di matrice con bolla pontificia nel 1582, titolo in seguito contestato dalle altre due parrocchie di Mineo e interdetto all'uso. A seguito dei danni provocati dal terremoto del 1693, fu ricostruita nella seconda metà del Settecento. La caratteristica singolare di questa Chiesa è la planimetria a croce greca, ovvero con transetto mediano. Ha tre navate separate tra loro da sedici colonne, e una cupola centrale. All’interno vi si trovano inoltre tredici altari, l'atrio sormontato dalla loggia campanaria, e il presbiterio rialzato dove è collocato il grande coro ligneo del collegio dei canonici. Ancora altre sedici colonne stanno addossate alle pareti perimetrali e tutte insieme sostengono le arcate e le cupolette, che sormontano le cappelle gentilizie con loro altari. Bellissimi gli stucchi di scuola palermitana del 1786 e il meraviglioso coevo ciclo di affreschi di Sebastiano Monaco, con la storia di S. Agrippina, che decora la volta e la cupola. Fra le altre opere d’arte di gran pregio, la ca****la della Natività con gruppo scultoreo in legno policromo, la custodia del SS. Sacramento, il coro capitolare del ‘700, la statua tardogotica in legno policromo e stucco di S. Agrippina, attribuita a Vincenzo Archifel (1500), il fercolo argenteo seicentesco, tele d'autore, statue, argenti e parati sacri di straordinaria fattura. Degni di nota inoltre sono il sarcofago di Angela de Guerriero con motivi a grottesche del XVI secolo, il portale della ca****la di S. Agrippina di scuola gaginesca del 1554, l'altare maggiore in cristallo dipinto, oro e lapislazzuli del 1857, e preziosi paliotti in seta e oro di fine '700.