Alle Porte di Asgard

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20/10/2021
In questa giornata a Roma venivano celebrati i Terminalia, festività dedicata al dio Terminus, protettore dei confini, i...
24/02/2021

In questa giornata a Roma venivano celebrati i Terminalia, festività dedicata al dio Terminus, protettore dei confini, in onore del quale si svolgevano importanti celebrazioni sia private che pubbliche. Questa festività era fondamentale per i Romani, in quanto permetteva la conclusione dell’anno trascorso e, contestualmente, l’inizio di quello nuovo (il 23 febbraio era l’ultimo giorno dell’antico calendario romano) e, sopratutto, ribadiva i confini tra possedimenti terrieri nonché l’importanza, l’inviolabilità e la sacralità dei confini dello Stato, essenziali alla sua sicurezza e prosperità: una prospettiva alquanto opposta alla sempre più preponderante opera di demolizione concettuale e ideale dei confini cui si assiste oggi.

"Bisogna, adunque, essere golpe a conoscere e’ lacci, e lione a sbigottire e’ lupi. Coloro che stanno semplicemente in s...
08/01/2021

"Bisogna, adunque, essere golpe a conoscere e’ lacci, e lione a sbigottire e’ lupi. Coloro che stanno semplicemente in sul lione, non se ne intendano."
(Niccolò Machiavelli - Il principe, XVIII)

25/12/2020

Le Tredici Notti che vanno dal 24 dicembre al 6 di gennaio rappresentano un periodo spiritualmente importante. Le tradizioni legate a questo speciale momento dell’anno sono diverse, oggi le abbiamo dimenticate e sono rimaste sepolte dalla modernità frenetica e dall’atmosfera di sfrenata baldoria che caratterizza le feste di fine anno.

A differenza di quello che ci viene implicitamente richiesto dalla società, questo momento dovrebbe essere dedicato all’introspezione più profonda, al fine di ricevere intuizioni che possano guidarci attraverso l’anno nuovo che sta per cominciare.

Nell’antichità i momenti di passaggio erano vissuti in modo diverso rispetto a oggi. Era risaputo, infatti, che fossero periodi delicati, che non appartenevano né a un tempo né a un luogo precisi. Pertanto, erano accompagnati con rituali appositi volti ad allontanare quanto di maligno potesse interferire con la sacralità del momento. Le Tredici Notti facevano – e fanno ancora – parte di un momento sacro: sono giorni a cavallo tra l’anno vecchio e quello nuovo, motivo per cui in passato ci si dedicava alla purificazione. Ecco che, allora, si accendevano fuochi (si vedano per esempio il falò di Yule e la tradizione del ceppo natalizio ), si rifletteva e si lasciava che il passato scivolasse via per accogliere a braccia aperte il futuro. Una delle attività maggiormente svolta in questo periodo dell’anno era la filatura, a voler simboleggiare l’atto di prendere in mano i fili della propria vita, riavvolgerli e filarne di nuovi. I doni che oggi ci scambiamo durante le festività, un tempo erano unicamente simbolici: il compito di consegnare strenne e regali era relegato a figure femminili – come per esempio la Befana – e più tardi maschili (Babbo Natale) solo nelle favole da raccontarsi intorno al focolare. Nella realtà, invece, rappresentavano i doni ricevuti durante l’anno, le cose per cui essere profondamente grati e di cui fare tesoro anche nell’anno venturo.

“Le Tredici Notti Sante” è, inoltre, il titolo di una conferenza tenuta da Rudolf Steiner ad Hannover il 26 dicembre 1911. In essa, Steiner fece cenno a un’antica saga conosciuta in Norvegia come “Il canto del sogno”. Tale saga è esemplificativa di questo periodo dell’anno e ne riassume la simbologia. Diceva Steiner: «Essa è la leggenda che in modo meravigliosamente bello ci racconta di come Olaf Asteson venga iniziato — mediante forze naturali — allorché egli cade addormentato la sera di Natale, dorme durante i tredici giorni e le tredici notti fino al 6 gennaio e vive tutte le vicissitudini che l’essere umano deve sperimentare attraverso le incarnazioni dall’inizio del mondo fino al Mistero del Golgota. Racconta di come, avvicinandosi al 6 di gennaio, Olaf Asteson abbia la visione dell’intervento nell’umanità dello Spirito-Cristo, di cui lo Spirito-Michele è il precursore. […] Il poema racconta di come, in questo sogno durante i tredici giorni e le tredici notti, Olaf Asteson venga condotto attraverso tutto ciò che l’uomo deve esperire a
causa della tentazione luciferica. Così […] diverrà sempre più possibile per gli uomini
riconoscere come le forze spirituali intessono e agiscono, e come le Feste non siano state
istituite da un arbitrario capriccio, ma dalla saggezza cosmica che opera nella storia quasi sempre senza che gli uomini ne siano coscienti.»

Il giorno della nascita di Gesù è posto, non a caso, all’inizio dei tredici giorni: rappresenta l’origine dell’uomo, della sua divinità interiore. E’ un giorno, diceva Steiner, in cui all’essere umano è stato dato un messaggio importante che non deve essere sottovalutato: «“Uomo, puoi trovare in te le potenti forze che ti doneranno ciò che, nel vero senso della parola, si può chiamare la pace dell’anima”. La vera pace dell’anima è presente soltanto quando essa ci rende capaci di sapere sempre che in noi vive qualcosa che, se ne abbiamo giustamente cura, può e deve guidarci alle altezze divine, alle forze Divine.»

Questa ballata ci mostra che, se da un lato l’esteriorità della Natura sembra morta o comunque dormiente, dall’altro essa si risveglia interiormente. Anche in noi, esseri umani non separati dalla Natura, viviamo un periodo di risveglio interiore, e la sua luce viene ben rappresentata dall’albero natalizio, sul quale le luci fanno contrasto con il fogliame scuro, emergendo dall’ombra. Se in questo momento dell’anno riuscissimo a connetterci con l’anima della Natura, potremmo scoprire di possedere doti di veggenza.

Vediamo, dunque, nella pratica come poter sfruttare le energie delle Tredici Notti.

I dodici giorni a partire dal 24 dicembre sono ognuno lo specchio dei mesi che verranno e a essi è dedicato anche un segno zodiacale:

24 dicembre: Capricorno, gennaio
25 dicembre: Acquario, febbraio
26 dicembre: Pesci, marzo
28 dicembre: Ariete, aprile
29 dicembre: Toro, maggio
30 dicembre: Gemelli, giugno
31 dicembre: Cancro, luglio
1 gennaio: Leone, agosto
2 gennaio: Vergine, settembre
3 gennaio: Bilancia, ottobre
4 gennaio: Scorpione, novembre
5 gennaio: Sagittario, dicembre

Vi starete chiedendo quale sia la funzione del sesto giorno del primo mese dell’anno, che tutti noi conosciamo con il nome di Epifania. Avremo occasione di parlarne in modo più approfondito tra due settimane, a ogni modo la parola “epifania” dovrebbe già rispondere alla domanda. Significa, infatti, “manifestazione” (quella del divino nella realtà): il 6 gennaio, tredicesimo e ultimo giorno facente parte della tradizione delle Tredici Notti Sante, ha il compito di “manifestare”, di riassumere ciò che sarà il nuovo anno per noi.

Se riuscissimo ad ascoltare (non con le orecchie, bensì con il cuore e con l’anima) il messaggio che queste Tredici Notti Sante hanno da portarci, riusciremmo a fare pronostici importanti per l’anno venturo e a indirizzare al meglio le nostre energie verso la nostra realizzazione personale.

dobbiamo stare con noi stessi e cercare di essere ricettivi nei confronti di tutto ciò che ci riguarda: ritagliamoci un momento di raccoglimento in cui annotare, giorno per giorno e per tredici giorni, i sogni fatti durante la notte, gli avvenimenti importanti o rilevanti per noi accaduti durante il giorno, segniamo le nostre ispirazioni, le immagini che ci colpiscono anche solo per un momento, gli avvenimenti mondiali, il tempo atmosferico… Diamo libero sfogo all’immaginazione e cerchiamo di pensare al modo in cui le qualità, gli avvenimenti, le azioni di questi tredici giorni potrebbero manifestarsi in futuro, assegniamo a ogni giorno un colore, ricordandoci che quel colore corrisponderà a un mese preciso dell’anno futuro. Conserviamo le nostre pagine di diario e ricordiamoci che a esse corrisponderà l’andamento del nuovo anno, quindi confrontiamole con quello che accadrà di mese in mese.

Questa  Natività è una delle più antiche è del 1257Scolpita in un blocco di  calcare , si trova  a Sovicille Siena.
25/12/2020

Questa Natività è una delle più antiche è del 1257
Scolpita in un blocco di calcare , si trova a Sovicille Siena.

Che Padre Sole vi sostenga sempre
20/12/2020

Che Padre Sole vi sostenga sempre

Sappi, fratello, che l'esatta preparazione delle aquile dei Filosofi è considerata il primo grado della perfezione e che...
28/11/2020

Sappi, fratello, che l'esatta preparazione delle aquile dei Filosofi è considerata il primo grado della perfezione e che per conoscerlo si richiede un abile ingegno.
Infatti non pensare che questa Scienza sia giunta a qualcuno di noi per caso o per immaginazione fortuita, come crede stupidamente il volgo ignorante. Invece abbiamo penato molto e a lungo, abbiamo passato innumerevoli notti insonni, abbiamo sopportato pazientemente molta fatica e molti sforzi per conquistare la verità.
Perciò, apprendista studioso, sappi per certo che non otterrai nulla senza sforzo e fatica, specie nella prima opera, mentre la seconda è realizzata dalla sola natura senza usare le mani, solo applicando un moderato fuoco esterno.

Ireneo Filalete - Entrata aperta al palazzo chiuso del Re, "Prima operazione. Preparazione del Mercurio Filosofico per mezzo delle Aquile volanti", I

1. Nigredo o opera al nero, in cui la materia si dissolve, putrefacendosi;2. Albedo o opera al bianco, durante la quale ...
28/11/2020

1. Nigredo o opera al nero, in cui la materia si dissolve, putrefacendosi;
2. Albedo o opera al bianco, durante la quale la sostanza si purifica, sublimandosi;
3. Rubedo o opera al rosso, che rappresenta lo stadio in cui si ricompone, fissandosi.

"La sequenza è: prima il nero, che rappresenta la decomposizione, o putrefazione, della Pietra al suo stato originale. Poi il bianco, dove la Pietra è al suo stadio purificato e raffinato. Segue il verde, che esprime l’immaturità e la possibilità di una crescita spirituale completa, come dimostra anche il colore della Natura in primavera, il colore dell’attesa e della speranza. Poi viene il rosso, che indica maturità, pieno sviluppo e realizzazione. Infine il giallo o cedrino, il colore dell’oro, del valore e del pregio, che è il risultato finale desiderato."

Israel Regardie – La Pietra Filosofale

28/11/2020

I ROMANI E I COLORI

Per i Romani, alcuni pigmenti non avevano lo stesso significato che assumono per noi oggi.
Di conseguenza, anche il loro impiego era molto diverso rispetto alla nostra modernità.

Ad esempio, il blu e l'azzurro non erano molto in voga: anzi, non era nemmeno considerato un colore ben definito.
Per i Romani, questo era il colore dei popoli germanici.

Ciò si evince anche dal lessico: infatti, non esiste in latino un termine per indicare questo pigmento, ma l’odierna parola deriva appunto da lingue straniere, come lingue germaniche (“blau”) o arabe (“azraq”).

Anche nella Grecia antica non v’era un termine preciso per distinguere l’azzurro, il verde, ed il grigio.

Nella cultura romana, nascere con gli occhi azzurri era visto come un segno di sfortuna per le donne, e di ridicolo per gli uomini.

Il rosso, al contrario, era di sicuro molto più amato.

In latino col termine “coloratus” era generalmente indicato qualcosa di colore rosso. Ciò resta in altre lingue moderne, come per esempio lo spagnolo.

Per i Romani, il rosso era l’unico colore degno d’esser definito tale, questo colore, infine, era utilizzato anche in alcune cerimonie religiose.

Il giallo era molto apprezzato nel mondo antico (al contrario del Medioevo e del Rinascimento, periodi in cui ha connotazioni generalmente negative), usato dalle donne specie durante le cerimonie pubbliche.

La porpora (un colore generalmente violaceo, ma ricco di sfumature, dal viola, al blu, all'indaco) era riservata solo all’imperatore e pochi membri o generali militari.

Infine, il bianco e il nero son indicati nella lingua latina con più termini: “albus” e “candidus” per il bianco (“candidus” in particolar indicava il bianco acceso, da questo deriva la parola “candidato”), e “niger” ed “ater” per il nero.

Per quanto riguarda altre tonalità intermedie dobbiamo aspettar le lingue romanze per una vera e propria terminologia.
I latini si limitavano ad associarle a oggetti e cose esistenti: ad esempio, la parola “rosa” indicava sia il fiore sia il colore.

-Bibula

Nota: la griglia dei colori non è una nostra realizzazione. Avevamo l'immagine salvata da molto tempo e l'abbiamo utilizzata come accompagnamento al post. Se qualcuno trova la fonte, ce lo segnali, così che possiamo indicarla.

PREGHIERA PER LA FESTA DEI MORTISalve Lar Familiaris. -                                               -  Salve Lari Fami...
04/11/2020

PREGHIERA PER LA FESTA DEI MORTI
Salve Lar Familiaris. - - Salve Lari Familiari -
- Salvete Di Penates. - - Salve Dei Penati -
- Salve Geni. Patris Familias. - - Salve Geni. Padri della Familia -
- Salve Vesta Mater. - - Salve Vesta Madre -
- Vobis offero puro corde hunc panam farreum - Vi offro con cuore puro il pane di farro -
- et vos omnes date mihi domo, - - e voi tutti date alla mia casa -
- familiae nostrae valetudinem - - e alla nostra familia valore -
- ac felicitatem in opere nostro. - - e felicità nel nostro operare. -

- O Mani, o Lari, o Penati noi vi invochiamo o numi potenti!
Voi che siete i protettori della famiglia e del focolare,
Voi che vegliate sulla nostra Gens,
Voi che garantite noi salute e prosperità,
Voi che tenete salde le nostre domus
Accettate le nostre offerte con benevolenza
e non distogliete lo sguardo da noi. -

01/11/2020

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