L'inesistente moschea di Via Puppa (quartiere Sucate) a Milano

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L'inesistente moschea di Via Puppa (quartiere Sucate) a Milano La mitica moschea di via Puppa a Milano Letizia Moratti cade in una trappola nascosta nella Rete. Sindaco rispondi!!", è il testo del messaggio.

Un utente che si nasconde dietro il nick Lucah chiede via Twitter al sindaco di Milano, che domenica prossima sfiderà Giuliano Pisapia al ballottaggio, cosa intenda fare sulla questione moschee. Non di tutte in generale, ma di una in particolare: quella che sorge in via Giandomenico Puppa, arteria principale del quartiere Sucate. "Il quartiere Sucate dice no alla moschea abusiva in via Giandomenic

o Puppa! Il sindaco, sconfitta malamente da Pisapia al primo turno delle elezioni comunali, risponde senza alcuna esitazione. La sua Milano avrà tolleranza zero con i luoghi di culto abusivi: "Nessuna tolleranza per le moschee abusive. I luoghi di culto si potranno realizzare secondo le regole previste dal nuovo Pgt", ovvero il Piano di governo del territorio (l'equivalente del vecchio Piano regolatore). Peccato per lei che via Puppa non esista, però, così come il (poco credibile) quartiere di Sucate: per la Moratti, insomma, si tratta dell'ennesima promessa a vuoto.

“Penso di aver assistito ad uno dei più straordinari spettacoli che chiunque abbia mai potuto vedere. Verso le 10 di sta...
14/03/2024

“Penso di aver assistito ad uno dei più straordinari spettacoli che chiunque abbia mai potuto vedere. Verso le 10 di stamattina stavo sbirciando sul parapetto quando ho visto un tedesco agitare le braccia e due di loro sono usciti dalle loro trincee e sono venuti verso i nostri. Stavamo per sparargli quando abbiamo visto che non avevano i fucili quindi uno dei nostri uomini è uscito per incontrarli e in circa due minuti il terreno tra le due linee di trincee era brulicante di uomini e ufficiali di entrambi i lati, che si stringevano le mani e si auguravano un felice Natale. Da quello che ho intuito la maggior parte di loro sarebbe ben felice di tornare a casa, come noi del resto. Per tutta la giornata nessuno ha sparato un colpo”.

—tenente Alfred Dougan Chater

“Penso di aver assistito ad uno dei più straordinari spettacoli che chiunque abbia mai potuto vedere. Verso le 10 di stamattina stavo sbirciando sul parapetto quando ho visto un tedesco agitare le braccia e due di loro sono usciti dalle loro trincee e sono venuti verso i nostri. Stavamo per spara...

L’idea che una donna, per di più un’attrice famosa per la sua bellezza, potesse inventare una tecnologia così rivoluzion...
11/03/2024

L’idea che una donna, per di più un’attrice famosa per la sua bellezza, potesse inventare una tecnologia così rivoluzionaria quanto il sistema di comunicazione a spettro espanso era difficile da accettare per molti nei circoli scientifici e tecnologici dell’epoca.

Hedy Lamarr, nata a Vienna nel 1914 e deceduta nel 2000, rimane una delle figure più affascinanti e poliedriche del Novecento, incarnando una doppia identità straordinariamente contrastante e complementare. Da un lato, fu celebrata come una delle attrici più glamour di Hollywood, ammirata per la ...

Il libro fu bandito dai nazisti nel 1936 per ordine diretto di Adolf HI**er, che lo interpretava come un’allegoria polit...
07/03/2024

Il libro fu bandito dai nazisti nel 1936 per ordine diretto di Adolf HI**er, che lo interpretava come un’allegoria politica sul trattamento degli ebrei in Europa, e le sue pagine furono bruciate in quanto ritenute propaganda ebraica. “Il lato oscuro di Bambi c’è sempre stato, ma quello che accade a Bambi alla fine del romanzo è stato in parte nascosto dalla Disney, che si è impadronita della storia e l’ha resa un patetico film su un principe e una famiglia borghese. Ai limiti dell’idiozia”, dichiara senza eufemismi Jack Zipes, professore emerito di letteratura tedesca e comparata all’Università del Minnesota, specializzato nello studio dell’impatto culturale delle fiabe.

La storia di “Bambi, la vita di un capriolo” di Felix Salten non è semplicemente un racconto di formazione ambientato nella natura; è un’opera densa di significati, un palcoscenico su cui si riflettono le tensioni sociali, politiche e culturali che agitavano l’Europa del primo dopoguerra. ...

I colori della bandiera lituana (giallo, verde e rosso), riuscirono a intrecciare sport, politica e cultura pop in un si...
04/03/2024

I colori della bandiera lituana (giallo, verde e rosso), riuscirono a intrecciare sport, politica e cultura pop in un simbolo indimenticabile intrecciando sport, politica e cultura pop in un potente simbolo di libertà, unione e resistenza.

Nel tessuto culturale degli anni ’90, un singolare episodio televisivo ha catturato l’essenza di un momento storico unico, intrecciando sport, politica e cultura pop in un simbolo indimenticabile. Durante un episodio della celebre serie “Friends” Lisa Kudrow, nei panni di Phoebe Buffay, indo...

09/12/2017
lettura interessante
29/07/2017

lettura interessante

Il 29 luglio 2013 veniva rapito il gesuita romano a Raqqa, in Siria. Una vita dedicata al dialogo, unica via per disinnescare la trappola dell’odio fondamentalista “La Chiesa ha rifiutato lo …

E quando il treno fa ritardo…
22/02/2017

E quando il treno fa ritardo…

IL VERO PRIMO DISCORSO DEL PRESIDENTE TRUMP“Gli Stati Uniti sono il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze...
10/11/2016

IL VERO PRIMO DISCORSO DEL PRESIDENTE TRUMP

“Gli Stati Uniti sono il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. Qui ho imparato, da mio padre e dalla vita, il mio mestiere di imprenditore. Qui ho appreso la passione per la libertà.

Ho scelto di scendere in campo e di occuparmi della cosa pubblica perché non voglio vivere in un Paese illiberale, governato da forze immature e da uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare.

So quel che non voglio e, insieme con i molti americani che mi hanno dato la loro fiducia in tutti questi anni, so anche quel che voglio. E ho anche la ragionevole speranza di riuscire a realizzarlo, in sincera e leale alleanza con tutte le forze liberali e democratiche che sentono il dovere civile di offrire al Paese una alternativa credibile al governo delle sinistre e dei comunisti.

La vecchia classe politica americana è stata travolta dai fatti e superata dai tempi.

L'autoaffondamento dei vecchi governanti, schiacciati dal peso del debito pubblico e dal sistema di finanziamento illegale dei partiti, lascia il Paese impreparato e incerto nel momento difficile del rinnovamento e del passaggio a una nuova Repubblica Federale. Mai come in questo momento Gli Stati Uniti, che giustamente diffidano di profeti e salvatori, hanno bisogno di persone con la testa sulle spalle e di esperienza consolidata, creative ed innovative, capaci di darle una mano, di far funzionare lo Stato.

Noi crediamo nell'individuo, nella famiglia, nell'impresa, nella competizione, nello sviluppo, nell'efficienza, nel mercato libero e nella solidarietà, figlia della giustizia e della libertà.

Se ho deciso di scendere in campo è perché sogno, a occhi bene aperti, una società libera, di donne e di uomini, dove non ci sia la paura, dove al posto dell'invidia sociale e dell'odio di classe stiano la generosità, la dedizione, la solidarietà, l'amore per il lavoro, la tolleranza e il rispetto per la vita.

Noi vogliamo rinnovare la società americana, noi vogliamo dare sostegno e fiducia a chi crea occupazione e benessere, noi vogliamo accettare e vincere le grandi sfide produttive e tecnologiche del mondo moderno. Noi vogliamo un governo e una maggioranza che sappiano opporsi con la massima determinazione alla criminalità, alla corruzione, alla droga. Che sappiano garantire ai cittadini più sicurezza, più ordine e più efficienza.

La storia americana è ad una svolta. Da imprenditore, da cittadino e ora da cittadino che scende in campo, senza nessuna timidezza ma con la determinazione e la serenità che la vita mi ha insegnato, vi dico che è possibile farla finita con una politica di chiacchiere incomprensibili, di stupide baruffe e di politica senza mestiere.

Vi dico che possiamo, vi dico che dobbiamo costruire insieme per noi e per i nostri figli, un nuovo miracolo americano”.

Prima di tutto vennero a dire che "il Corano è la m***a", e fui contento, perché tutti i musulmani sono terroristi e nes...
02/09/2016

Prima di tutto vennero a dire che "il Corano è la m***a", e fui contento, perché tutti i musulmani sono terroristi e nessunocitocchilalibbertà.

Poi vennero a rappresentare un menage a trois con la Trinità, e stetti zitto, perché i preti sono antipatici.

Poi vennero a ridicolizzare Michael Jackson dopo la sua morte, e mi misi a ridere, perché è un cantante sopravvalutato e soprattutto è americano.

Poi vennero a immaginare il futuro Aylan Kurdi se fosse sopravvissuto, ritraendolo come uno scimmione che rincorre una ragazza, e fui sollevato, perché non se ne può più e potrebbero restare a casa loro a farsi bombardare.

Infine vennero a puntare il dito sul magna magna nell'edilizia italiana, sulle scuole "costruite in modo anti-sismico" che diventano polvere in pochi secondi, sul malcostume nostrano di costruire baracche di sabbia e spacciarle per castelli in pietra. E a quel punto mi incazzai, perché nessuno si può permettere di fare satira sui nostri morti.

Indirizzo

Via Puppa, Quartiere Sucate
Milan
00000

Sito Web

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