11/05/2026
Domenica 10 maggio fra Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa e presidente della Fondazione Terra Santa, insieme al Vicario custodiale fra Ulises Zarza, ha incontrato a Madrid tanti pellegrini e amici della Terra Santa, in occasione del tradizionale "Día del Peregrino".
Un momento di fraternità, memoria e speranza, per ricordare quanto il pellegrinaggio non sia solo un viaggio, ma un incontro vivo con il Signore nei luoghi della sua vita.
«Si va in Terra Santa perché Gesù, che scruta i nostri cuori e i nostri desideri, ci invita a casa sua, nella sua Terra: “venite”, per fare esperienza di Lui, per rimanere con Lui: “vedete”. Cercare, ve**re e vedere sono dunque le tappe di ogni cammino verso Gesù», ha ricordato fra Francesco Ielpo.
Oggi, però, quella Terra tanto amata porta ferite profonde. La guerra ha segnato famiglie, comunità, luoghi e speranze. Per questo la vicinanza dei pellegrini, la preghiera e il sostegno concreto sono più importanti che mai.
«La realtà che vive la Terra Santa è dolorosa. La guerra ha portato sofferenza, paura, incertezza e una profonda ferita in molte famiglie; e la continuità di molte famiglie cristiane dipende, molte volte, dalla presenza di coloro che arrivano a pregare nei luoghi di Gesù», ha detto fra Ulises Zarza, sottolineando anche che «la presenza dei francescani è un segno di fedeltà».
Chi è stato in Terra Santa lo sa: quei luoghi non si visitano soltanto, si custodiscono nel cuore.
E oggi custodirli significa anche non dimenticare le “pietre vive”: le comunità cristiane che continuano ad abitare la Terra di Gesù, con fede, coraggio e speranza.
Preghiamo per la Terra Santa. Restiamo vicini a chi la custodisce. E continuiamo a desiderare il giorno in cui sarà possibile tornare pellegrini nei luoghi del Vangelo.