26/05/2026
Testimonianza del fratello Renato Mattei
Fino all'ultimo respiro
Desidero narrare qualcosa della mia tormentata ma benedetta vita. Lo faccio nella speranza che la mia storia, possa ispirare anche in voi la mia stesse passione. Condividendo gli stessi ideali di liberta, pace, amore, giustizia, accoglienza e condivisione possiamo intraprendere la stessa missione di dare il pane della vita, quindi gioia, soprattutto ai sofferenti, ai disperati e a tutti bisognosi dell'amore di Dio, e per questo, Padre nostro, ti preghiamo.
Nei momenti bui della vita, e ne ho avuti tanti, il Signore ha sempre provveduto a sollevarmi e salvarmi. Ringrazio il Padre nostro che mi ha fatto superare i novant'anni, Voglio servirlo, pregando, amando il mio prossimo e i nemici. Chiedo al Signore, mio Dio, di darmi la forza di continuare a evangelizzare fino alla fine.
Ringrazio il Signore per l'amore dei miei genitori e parenti che mi hanno insegnato ad amare Dio e il prossimo, a pregare e a leggere e meditare la Bibbia.
Racconto come i miei nonni materni frequentarono la Chiesa evangelica. La mamma del mio bisnonno Diofebo Roncaglia, una di Modena, emigrò a Ginevra, nella Svizzera francese per svolgere l'attività di import-export di frutta e verdura. Suo figlio Diofebo, che ebbi l'opportunità di conoscere a Milano, quando avevo sette anni, intraprese a Ginevra l'attività di calzolaio, facendo scarpe su misura.
Lo seguirono la moglie Cecilia, il figlio Guglielmo con la moglie Beatrice Ottani e la figlia Vittoria, nata nel 1903.
Mia mamma, Amelia Roncaglia, nacque a Plampalais (Ginevra) il 18 ottobre 1906 e mori a Milano I'8 ottobre 1988 a ottantadue anni esatti
Mio zio Athos Roncaglia naeque nel 1911 e mori a Milano a circa novant'anni.
«Dio è amore» era la frase che da bambino vidi scolpita sulla parete della chiesa evangelica battista di via Paolo Sarpi a Milano. Quella frase mi è rimasta nel cuore e ha accompagnato tutta la mia vita.
Sono nato il 12 febbraio 1931 in una casa popolare di via Jacopino da Tradate. Mia madre era evangelica, mio padre cattolico. Crescendo fui educato nella fede evangelica ma anche in quella cattolica. Questo mi rese aperto al dialogo e all’incontro tra confessioni diverse.
Da giovane frequentai la Scuola Domenicale e ascoltai con interesse le predicazioni del pastore Scrajber, di Paolo Albergo e di altri fratelli che parlavano del Vangelo con semplicità e passione.
A diciotto anni partecipai al campo studi internazionale di Agape-Prali. Fu un’esperienza decisiva: lì conobbi il pastore battista Saccomani, il valdese Tullio Vinay e tanti studenti e professori. Dormivamo sotto le tende, pregavamo insieme e parlavamo di fede, filosofia e vita.
Negli anni successivi mi impegnai molto nella vita della chiesa: contribuì alla ricostruzione dell’Unione giovanile battista dopo la guerra, svolsi incarichi comunitari e partecipai ai rapporti con altre chiese evangeliche.
Durante il periodo del Sessantotto iniziai a predicare il Vangelo nelle strade, nei mercati, sugli autobus, negli ospedali e nelle RSA, specialmente nei reparti psichiatrici. Parlavo di Gesù ovunque trovassi persone disposte ad ascoltare.
Partecipai attivamente alle attività ecumeniche e al confronto sul documento BEM (Battesimo, Eucaristia, Ministero). Organizzai anche incontri aperti nei C.R.A.L. delle banche, dove persone di ogni fede — o anche senza fede — potevano discutere liberamente di temi biblici e spirituali.
Nel 1990 ricevetti dal Dipartimento teologico dell’Unione Battista l’attestato di «predicatore locale». Da allora ho predicato in diverse comunità battiste della Lombardia.
Ho cercato di portare il Vangelo anche fuori dagli ambienti religiosi tradizionali: ho frequentato riunioni di atei, agnostici e laici; ho parlato con giovani satanisti incontrati al Parco Sempione; ho aiutato tossicodipendenti, persone senza dimora, ex carcerati e famiglie in difficoltà. Alcuni li abbiamo accolti persino in casa nostra.
Nel tempo ho frequentato anche le sinagoghe di Milano e ho instaurato un rapporto di stima con il rabbino Laras, apprezzando molto il suo studio dei profeti.
Nel 1998 partecipai alla nascita del Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano insieme a evangelici, cattolici, ortodossi e anglicani. In quegli anni collaborammo con il cardinale Martini e successivamente ricevetti, insieme ad altri, un riconoscimento per l’impegno ecumenico dall’arcivescovo Dionigi Tettamanzi.
Oggi vivo con mia moglie Mariuccia presso la Casa Albergo Sant’Angela Merici di Casazza (BG). Continuiamo a partecipare alle attività spirituali della struttura, proponendo letture bibliche, preghiere e inni. Durante il lockdown del Covid19 ci occupammo anche delle celebrazioni nella ca****la della RSA.
Da anni incoraggiamo e sosteniamo persone sole, malate o scoraggiate, anche semplicemente con una telefonata e una preghiera.
Concludo con una preghiera:
“Padre nostro, Dio d’amore e di pace,
dacci di dimorare in te e nel tuo amore.
Fa’ di noi delle pietre viventi,
edificate per formare una casa spirituale,
un sacerdozio santo,
fondate sulla pietra angolare,
il tuo figlio Gesù Cristo,
il cui sangue ci purifica e unisce.
Fa’ che ogni pietra sia preparata da te,
resa capace di reggere il peso che tu le dai e che
sia in armonia e simmetria con le altre.
Signore, ogni pietra tu la metti
al suo posto e la valorizzi
secondo i suoi doni e la usi
secondo la sua funzione.
La pietra che ha versato
il suo sangue per noi, ci renderà uniti e
potenti col suo Santo Spirito.
Vieni e dimora in noi
anche se siamo poveri peccatori.
Amen.”