Gesù Misericordia

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📖 Geremia 17,8Egli è come un albero piantato lungo l'acqua,verso la corrente stende le radici;non teme quando viene il c...
10/06/2026

📖 Geremia 17,8
Egli è come un albero piantato lungo l'acqua,
verso la corrente stende le radici;
non teme quando viene il caldo,
le sue foglie rimangono verdi;
nell'anno della siccità non intristisce,
non smette di produrre i suoi frutti.

«Faranno dunque un’arca di legno d’acacia»
Esodo 25:10

Quando Dio ordinò a Mosè la costruzione dell’Arca dell’Alleanza, non lasciò nulla al caso.
Persino il materiale doveva essere scelto secondo il Suo progetto. L’arca non doveva essere costruita con un legno qualsiasi, ma con il legno d’acacia, un legno particolare, resistente e durevole.

L’acacia cresce nelle regioni aride e desertiche. È un albero che non dipende dalle condizioni favorevoli per sopravvivere. Le sue radici cercano l’acqua in profondità, resistendo al sole cocente, alla siccità e alle tempeste del deserto. Anche quando tutto intorno sembra morto e senza vita, l’acacia continua a vivere e a rimanere verde.

Questo legno rappresenta profeticamente Gesù Cristo.

Il Signore venne in un mondo segnato dal peccato, spiritualmente arido come un deserto. Isaia profetizzò di Lui dicendo che sarebbe cresciuto “come una radice che esce da un arido suolo” Isaia 53:2.
In mezzo a una generazione lontana da Dio, Cristo rimase puro, santo e pieno di vita.

Come l’acacia, Gesù resistette alle prove. Fu tentato nel deserto, rigettato dagli uomini, perseguitato dai religiosi del suo tempo, tradito da un amico e infine crocifisso.
Eppure non si spezzò mai. La Sua fedeltà rimase incrollabile. Nessuna prova riuscì a corrompere la Sua natura divina.

L’acacia è conosciuta anche per la sua straordinaria durevolezza. Non marcisce facilmente e resiste all’usura del tempo. Così Cristo è l’eterno Figlio di Dio, immutabile nei secoli. Gli imperi passano, le mode cambiano e le generazioni si susseguono, ma Gesù rimane lo stesso ieri, oggi e in eterno.

C’è però un dettaglio che colpisce particolarmente: l’acacia è un legno verde. Nonostante il deserto, mantiene la sua vitalità. Questo ci ricorda le parole di Gesù:

«Perché se si fanno queste cose al legno verde, che cosa avverrà al secco?» Luca 23:31.

Gesù parlava di Sé stesso come del “legno verde”: pieno di vita, giusto, santo e gradito al Padre. Se il Figlio di Dio, innocente e perfetto, ha attraversato la sofferenza, quanto più l’uomo lontano da Dio ha bisogno della Sua grazia e della Sua salvezza.

Anche il credente è chiamato a diventare un “legno verde”.
Non perché le circostanze siano sempre favorevoli, ma perché le sue radici affondano in Cristo.
Chi dimora nel Signore può attraversare deserti spirituali, prove, delusioni e battaglie senza perdere la vita che Dio ha posto dentro di lui.

Forse oggi stai attraversando il tuo deserto. Le difficoltà sembrano consumare le tue forze e tutto intorno appare sterile. Ricorda però il legno d’acacia.
Dio scelse proprio quel legno per sostenere la Sua presenza sulla terra. Il Signore continua ancora oggi a usare uomini e donne che, pur attraversando il deserto, rimangono verdi nella fede, saldi nella speranza e radicati nella Sua Parola.

Non lasciare che le prove secchino il tuo cuore. Rimani vicino a Cristo, il vero Legno Verde. Da Lui riceverai la forza per resistere, la grazia per perseverare e la vita per continuare a portare frutto anche nel mezzo del deserto.

Risana i cuori affranti e fascia le loro ferite.📖 Salmo 147:3📖 Geremia 17:14 Guariscimi, Signore, e io sarò guarito,salv...
10/06/2026

Risana i cuori affranti e fascia le loro ferite.
📖 Salmo 147:3

📖 Geremia 17:14
Guariscimi, Signore, e io sarò guarito,
salvami e io sarò salvato,
poiché tu sei il mio vanto.

Ma il sentiero dei giusti è come la luce che spunta e va sempre più risplendendo, finché sia giorno perfettoProverbi 4:1...
10/06/2026

Ma il sentiero dei giusti è come la luce che spunta e va sempre più risplendendo, finché sia giorno perfetto

Proverbi 4:18

LUCE CHE RISPLENDE

La vita del credente è paragonata a un sentiero che si illumina sempre di più.

In Proverbi 4:18, la descrizione del cammino dei giusti come una luce che cresce fino a diventare giorno perfetto, ci invita a riflettere sulla progressiva e costante trasformazione che avviene nella nostra vita di fede.

Così come la luce del mattino è fioca all’inizio, per poi intensificarsi fino a raggiungere il suo massimo splendore, anche la nostra fede può nascere debolmente, ma poi deve crescere e rafforzarsi nel tempo.

È Gesù, “la luce del mondo”, che illumina i nostri cuori e trasforma le nostre vite, che ci consente di proseguire lungo il sentiero della santificazione.

Quando accogliamo Cristo, la Sua presenza trasforma la nostra vita: ciò che era oscuro e confuso diventa chiaro e limpido. Man mano che gli diamo spazio nel nostro cuore, la Sua luce aumenta, raggiungendo perfino gli angoli più reconditi, purificando e rinnovando tutto ciò che incontra.

Dove arriva Gesù, le tenebre svaniscono. Lasciamo risplendere la luce di Cristo in noi, affinché il nostro cammino si faccia sempre più luminoso e cerchiamo la guida di Dio a ogni passo che facciamo.

Regole Matrimoniali:Quando uno dei coniugi non è credente.Molti credenti si chiedono cosa fare quando il proprio marito ...
09/06/2026

Regole Matrimoniali:

Quando uno dei coniugi non è credente.

Molti credenti si chiedono cosa fare quando il proprio marito o la propria moglie non condividono la stessa fede. La Bibbia affronta questo argomento con grande equilibrio, mostrando sia il desiderio di Dio per l’unità spirituale della coppia, sia la Sua grazia verso chi si trova in questa situazione.

L’apostolo Paolo scrive:

“Agli altri dico io, non il Signore: se un fratello ha una moglie non credente, e questa acconsente ad abitare con lui, non la mandi via; e la moglie che ha un marito non credente, se egli acconsente ad abitare con lei, non lasci il marito.” (1 Corinzi 7:12-13)

Il principio è chiaro: se il coniuge non credente desidera continuare la vita matrimoniale, il credente non deve cercare la separazione a motivo della differenza di fede.

Paolo continua dicendo:

“Perché il marito non credente è santificato nella moglie, e la moglie non credente è santificata nel marito credente.” (1 Corinzi 7:14)

Questo non significa che il coniuge non credente sia salvato automaticamente, ma che beneficia della presenza, della testimonianza e dell’influenza spirituale del credente all’interno della famiglia.

Infatti, la Scrittura aggiunge:

“Che sai tu, moglie, se salverai tuo marito? Oppure che sai tu, marito, se salverai tua moglie?” (1 Corinzi 7:16)

Dio può usare la testimonianza silenziosa, l’amore, la pazienza e la coerenza del credente per toccare il cuore del coniuge non credente.

Nel corso degli anni, moltissimi credenti hanno visto questa promessa realizzarsi. Ci sono testimonianze di mogli che hanno pregato per anni per mariti increduli, ostili alla fede o addirittura contrari alla frequentazione della chiesa. Alcune hanno sopportato incomprensioni, opposizioni e dure prove, continuando però a confidare nel Signore. Con il tempo, Dio ha operato nei cuori, trasformando uomini ribelli in uomini rinnovati dalla Sua grazia.

Ci sono stati mariti che inizialmente proibivano alle proprie mogli di partecipare ai culti, che si opponevano apertamente al Vangelo o che vivevano comportamenti aggressivi e lontani da Dio. Eppure, attraverso la perseveranza nella preghiera, la pazienza e una testimonianza cristiana autentica, il Signore ha cambiato situazioni che sembravano impossibili, portando quei mariti al ravvedimento e alla conversione.

Questo non significa che ogni situazione si risolverà nello stesso modo o negli stessi tempi, ma dimostra che nessun cuore è troppo duro per l’opera dello Spirito Santo. Dio è ancora oggi capace di salvare, trasformare e restaurare famiglie intere.

Tuttavia, la Bibbia affronta anche il caso in cui il non credente scelga di abbandonare il matrimonio:

“Ma se il non credente si separa, si separi pure; in tali casi il fratello o la sorella non sono soggetti a servitù; Dio ci ha chiamati a vivere in pace.” (1 Corinzi 7:15)

Quando l’abbandono viene imposto dal coniuge non credente, il credente non è chiamato a vivere schiavo di una situazione che non dipende dalla sua volontà. Dio desidera che i Suoi figli vivano nella pace e non in una continua condizione di conflitto e costrizione.

Da questo insegnamento emergono alcuni principi fondamentali:

• Non cercare la separazione solo perché il coniuge non è credente.
• Essere una testimonianza vivente dell’amore di Cristo.
• Pregare costantemente per la salvezza del proprio coniuge.
• Vivere la fede con coerenza e rispetto.
• Non smettere di sperare nell’opera di Dio.
• Se il non credente decide di abbandonare il matrimonio, il credente non è tenuto a vivere in servitù.

La volontà di Dio rimane quella di vedere famiglie unite e trasformate dalla Sua grazia. Per questo il credente è chiamato a perseverare nell’amore, nella preghiera e nella speranza, sapendo che il Signore è capace di operare anche nei cuori più lontani.

“Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la casa tua.” Atti 16:31

Non resistere al cambiamento, allineati col nuovo che Dio sta aprendo, la porta è aperta. Dio ti sta dicendo di tenere g...
09/06/2026

Non resistere al cambiamento, allineati col nuovo che Dio sta aprendo, la porta è aperta.
Dio ti sta dicendo di tenere gli occhi su quello che ti ha detto perché sta lavorando sotto la superficie.
Dio ti mostrerà quali brecce chiudere, quali strade lasciare e come rafforzare le fondamenta affinché i venti contrari, ti rafforzino e ti radichino nel territorio (luogo, chiamata, ministero, area di azione e sfera di influenza) che Dio ha stabilito per te per questa stagione.
Non resistere al cambiamento, le cose vecchie sono morte ed inefficaci , ricevi il nuovo che Dio ha preparato, nuove rivelazioni, nuova unzione , nuove forze, nuovi desideri e nuovi pensieri.
Non distrarti da ciò che Dio sta rivelando, molti attacchi e radici da estirpare, saranno mostrate, cose nascoste saranno rivelate e ciò provocherà sofferenza e dolore ma ti porterà al parto del nuovo che Dio ha preparato. Durante il travaglio una donna prova dolore ma, quando la nuova vita viene alla luce, la gioia spiazza e sostituisce la sofferenza.
Ogni travaglio genera un parto, una nuova vita viene alla luce, il nuovo prende sostanza nel visibile e diviene concreto. Dio ti sta posizionando e ti chiama per nome.
È in corso una battaglia e c'è un cambiamento nel mondo spirituale, allineati con quello che Dio sta facendo, non resistere, non togliere e non aggiungere.
Sorgi al di sopra delle tempeste perché nella tempesta sarai fortificato e mutato nell'otre nuovo per ricevere il vino nuovo che sta venendo riversato, il migliore.
Non temere l'opposizione, perché è nell'opposizione che Dio manifesta il Suo carattere, la Sua scelta e chi realmente lo serve, la tempesta espone la solidità delle fondamenta, se la casa è stata edificata sulla roccia (rivelazione), non crollera'.
Le vie di Dio sono sempre più alte.

09/06/2026
Un lebbroso venne a lui e, buttandosi in ginocchio, lo pregò, dicendo: Se vuoi, tu puoi purificarmi! Gesù, mosso a compa...
09/06/2026

Un lebbroso venne a lui e, buttandosi in ginocchio, lo pregò, dicendo: Se vuoi, tu puoi purificarmi! Gesù, mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: Lo voglio; sii purificato!

Marco 1:40, 41

LA GUARIGIONE DELL’ANIMA

La lebbra era una malattia terribile che distruggeva il corpo e isolava completamente chi ne era affetto. La legge mosaica imponeva che i lebbrosi vivessero in luoghi separati, perché erano considerati impuri e contagiosi. Nessuno osava avvicinarsi a loro, figuriamoci toccarli.
Ma Gesù, nella Sua compassione, non soltanto accoglie il lebbroso, ma lo tocca, un gesto che all’epoca scandalizzava i religiosi. Eppure, in quel gesto avviene qualcosa di straordinario: Gesù non è contaminato e guarisce una persona emarginata e rovinata dalla malattia.

Come la lebbra allontanava gli uomini, così il peccato ci separa da Dio, ci isola e distrugge la nostra relazione con Lui.
Ma Gesù è venuto per recuperare questo distacco.
Non esita a entrare in contatto con noi, nonostante la nostra condizione peccaminosa.
Anzi, è venuto per sanarci, per purificarci dal male che ci separa da Lui.

Proprio come il lebbroso che si getta ai piedi di Gesù con fede, anche noi siamo chiamati a presentarci a Lui, riconoscendo il nostro bisogno di salvezza.
Se ci affidiamo a Lui con la stessa fiducia, Gesù risponderà anche a noi con amore: “Lo voglio; sii purificato!”.
Il Suo tocco guarisce l’anima, restituendoci una relazione intima e benedetta con Dio, rendendoci capaci di vivere pienamente nella Sua presenza.

Regole Matrimoniali:Cosa dice la Bibbia riguardo al divorzioIl matrimonio è uno dei doni più preziosi che Dio abbia affi...
08/06/2026

Regole Matrimoniali:

Cosa dice la Bibbia riguardo al divorzio

Il matrimonio è uno dei doni più preziosi che Dio abbia affidato all’uomo e alla donna. Fin dall’inizio, il progetto divino è stato quello di unire due persone in un legame di amore, fedeltà e sostegno reciproco.

Gesù dichiarò:

«Così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito, l’uomo non lo separi» Matteo 19:6.

La volontà di Dio è sempre stata la stabilità della famiglia e la riconciliazione quando sorgono difficoltà. Per questo motivo la Bibbia non incoraggia il divorzio come soluzione facile ai problemi matrimoniali.

Tuttavia, la Scrittura riconosce che esistono situazioni nelle quali il patto matrimoniale viene infranto. Gesù stesso menzionò l’infedeltà coniugale come causa che rompe il vincolo della fedeltà matrimoniale:

«Chiunque manda via sua moglie, salvo che per motivo di fornicazione, e ne sposa un’altra, commette adulterio» Matteo 19:9.

Quando uno dei coniugi tradisce il patto matrimoniale attraverso l’adulterio, è il traditore ad aver violato l’alleanza. In questo caso molti riconoscono, sulla base delle parole di Gesù, che il coniuge innocente è libero dalla responsabilità di mantenere un’unione già spezzata dall’infedeltà.

Ma c’è un altro aspetto che spesso viene trascurato.
Il matrimonio non è soltanto un impegno alla fedeltà sessuale; è anche un impegno all’amore, al rispetto, alla protezione e alla cura reciproca.

Quando un marito o una moglie diventano violenti, abusivi, manipolatori o mettono in pericolo fisico, emotivo o spirituale il proprio coniuge, stanno tradendo i doveri fondamentali del patto matrimoniale. Nessuno dovrebbe essere costretto a rimanere in una relazione tossica che distrugge la propria dignità o mette a rischio la propria sicurezza.

Perdonare non significa permettere che il male continui.
Il perdono è un comandamento cristiano, ma il perdono non elimina automaticamente le conseguenze delle azioni né obbliga una persona a rimanere in una situazione di abuso.

La Bibbia insegna ad amare, ma insegna anche a proteggere la vita, la giustizia e la pace. Ci sono casi in cui la separazione diventa necessaria per fermare la violenza e preservare ciò che Dio considera prezioso.

Per questo motivo è importante evitare sia il lassismo sia il moralismo. Non tutto può essere liquidato con un semplice: “Devi perdonare e restare”. Certamente bisogna perdonare gli errori, cercare il dialogo, la guarigione e la riconciliazione quando possibile. Ma quando il peccato persiste, quando c’è tradimento o abuso continuo, a volte la scelta più saggia e responsabile è quella di allontanarsi.

Su questi temi è necessario avere equilibrio, umiltà e soprattutto una conoscenza sincera della Parola di Dio. Bisogna stare attenti a coloro che trasformano ogni situazione in una regola rigida e assoluta, affermando che qualsiasi secondo matrimonio sia sempre e comunque adulterio.
La Bibbia parla certamente di adulterio, ma presenta anche contesti specifici, eccezioni e situazioni che richiedono discernimento spirituale e una corretta interpretazione delle Scritture.

Non tutte le storie sono uguali, non tutte le separazioni hanno le stesse cause e non tutte le persone portano le stesse responsabilità davanti a Dio.
Per questo motivo è pericoloso formulare sentenze generiche senza conoscere l’intero insegnamento biblico.

Impariamo a leggere di più la Bibbia e a leggerla tutta, senza fermarci a un singolo versetto isolato dal suo contesto.
La maturità spirituale non consiste nel ripetere sempre le stesse formule religiose, ma nel cercare la verità con cuore sincero e guidati dallo Spirito Santo.

Non siamo chiamati a ragionare come muli legati a un palo, incapaci di vedere oltre il proprio punto di vista. Siamo chiamati invece a esaminare le Scritture, a comprendere il carattere di Dio e ad applicare la Sua Parola con giustizia, misericordia e sapienza. La verità biblica non teme l’approfondimento; al contrario, più si studia la Parola di Dio, più si scopre quanto siano profonde la Sua grazia e la Sua giustizia.

Dio ama il matrimonio, ma ama anche le persone che ne fanno parte. E nessuno dovrebbe usare la Bibbia per costringere qualcuno a vivere sotto oppressione, paura o violenza.

La grazia di Dio non giustifica il peccato, ma sostiene chi cerca la verità, la giustizia e la pace.

La verità non si difende con i pregiudizi, ma con la Parola di Dio correttamente interpretata.

REGOLE MATRIMONIALIDifferenze tra Adulterio e FornicazioneQuando si affronta il tema del matrimonio secondo la Bibbia, è...
08/06/2026

REGOLE MATRIMONIALI

Differenze tra Adulterio e Fornicazione

Quando si affronta il tema del matrimonio secondo la Bibbia, è importante comprendere la differenza tra adulterio e fornicazione, due peccati che la Scrittura condanna, ma che non hanno lo stesso significato.

Cos’è la fornicazione?

La fornicazione è ogni rapporto sessuale al di fuori del matrimonio. È l’unione intima vissuta senza il patto matrimoniale stabilito da Dio. Per questo motivo la Bibbia esorta i credenti a fuggire da essa:

«Fuggite la fornicazione. Qualsiasi altro peccato che l’uomo commetta è fuori del corpo; ma il fornicatore pecca contro il proprio corpo» (1 Corinzi 6:18).

La fornicazione comprende non soltanto l’atto sessuale, ma anche uno stile di vita caratterizzato dall’immoralità e dall’impurità sessuale. Dio ha creato la sessualità come dono da vivere all’interno del matrimonio e non al di fuori di esso.

Cos’è l’adulterio?

L’adulterio è il tradimento del patto matrimoniale. Avviene quando una persona sposata intrattiene una relazione sessuale con qualcuno che non è il proprio coniuge.

Il settimo comandamento afferma:

«Non commettere adulterio» (Esodo 20:14).

Gesù mostrò quanto sia serio questo peccato, insegnando che l’adulterio nasce prima nel cuore che nel comportamento:

«Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore» (Matteo 5:28).

L’adulterio non è semplicemente una violazione di una regola morale; è la rottura della fiducia, della fedeltà e dell’impegno assunto davanti a Dio e davanti al proprio coniuge.

Oltre il tradimento sessuale

Sebbene biblicamente l’adulterio sia principalmente legato all’infedeltà sessuale, il principio della fedeltà matrimoniale coinvolge ogni aspetto della vita coniugale.

Quando un marito o una moglie scelgono la menzogna, l’abbandono, la manipolazione, la violenza fisica o psicologica, il disprezzo continuo o l’umiliazione del proprio coniuge, stanno tradendo lo spirito stesso del matrimonio. Non si tratta necessariamente di adulterio nel senso tecnico del termine biblico, ma certamente di comportamenti che distruggono il patto matrimoniale e si oppongono al modello di amore stabilito da Dio.

La Scrittura insegna infatti:

«Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato sé stesso per lei» (Efesini 5:25).

E ancora:

«Così i mariti devono amare le loro mogli come i loro propri corpi» (Efesini 5:28).

Dove manca l’amore, il rispetto e la cura reciproca, il matrimonio viene profondamente ferito.

La volontà di Dio per il matrimonio

Il progetto di Dio non si limita a evitare l’adulterio e la fornicazione. Egli desidera che il matrimonio sia fondato sulla fedeltà, sul rispetto, sul sacrificio e sull’amore reciproco.

Per questo la Parola dichiara:

«Il matrimonio sia tenuto in onore da tutti e il letto coniugale sia incontaminato; poiché Dio giudicherà i fornicatori e gli adulteri» (Ebrei 13:4).

Ogni credente è chiamato a custodire il proprio cuore, la propria mente e il proprio comportamento, ricordando che il matrimonio non è soltanto un accordo umano, ma un patto sacro davanti a Dio.

Proteggere quel patto significa scegliere ogni giorno la fedeltà, la purezza, il rispetto e l’amore, affinché ciò che Dio ha unito continui a riflettere la Sua volontà e la Sua gloria.

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