06/09/2026
Che cosa cambia quando il suicidio medicalmente assistito entra nelle procedure del Servizio sanitario?
E quali conseguenze può avere sul modo di guardare alla fragilità, alla malattia e al ruolo stesso del medico?
A partire dal primo iter attuativo seguito in Lombardia e dalla legge approvata in Veneto, don Alberto Frigerio, studioso di bioetica, riflette sulle questioni aperte e sui rischi di una progressiva normalizzazione del suicidio assistito.
«La vita umana affetta da patimenti non è indegna di essere vissuta», sottolinea. Per questo, di fronte alla sofferenza, la risposta non è introdurre un diritto alla morte, ma rafforzare il diritto alla cura, a partire dalle cure palliative.
Per la prima volta il Servizio sanitario di Regione Lombardia ha seguito tutto l’iter attuativo di un suicidio medicalmente assistito su un proprio cittadino. Questo può essere un ulteriore motivo di apprensione? Don Alberto Frigerio – professore di Etica della Vita presso l’Istituto Superior...