13/05/2026
🌸 I fiori di carta del Santuario — un'antica tradizione ligure
Petali ritagliati uno per uno, dipinti a pennello, innestati su fili di ferro: i fiori che vedete nel video sono frutto delle mani di Alessandra e Antonella, realizzati per la festa patronale del Santuario 2026 con pigmenti naturali ottenuti da bucce di cipolla, semi di avocado, iris, noci e caffè.
Sullo sfondo, Alessandra recita l'Ave Maria in _zeneize_, il dialetto genovese, per esprimere il senso di ogni fiore.
👇 La storia di quest'antica tradizione.
🌿 Da un paio d'anni, nel nostro Santuario, Alessandra.e Antonella hanno ridato vita a quest'antica tradizione della Liguria: chi è passato di recente avrà sicuramente visto i frutti delle loro mani. Per loro ogni petalo è un'Ave Maria a Nostra Signora della Vittoria.
⛪ Tra Settecento e Ottocento, in Liguria, quando i fiori freschi non erano disponibili — soprattutto nei mesi invernali, o nelle zone dell'entroterra — si ricorreva ai fiori di carta preparati dai fedeli stessi. Un'arte tramandata, che richiedeva pazienza, mano esperta e cura del dettaglio. La realizzazione avveniva in ambito domestico ed era affidata principalmente alle donne, che li offrivano poi ai santuari mariani come dono devozionale e ornamento d'altare.
✂️ _"Per i pistilli, ad esempio quelli dei gigli, diamo prima la forma con le pinzette, poi applichiamo piccole gocce di colla e li immergiamo nella curcuma in polvere, in un pigmento o, in certi casi, nel caffè"_, racconta Alessandra. La preparazione richiede molte ore distribuite su più giorni: si parte dalla tintura della carta con i pigmenti naturali — anche con effetti sfumati — prima di stenderla ad asciugare, e si prosegue con il modellaggio e l'assemblaggio dei petali attorno allo stelo, _"e infine dipinti, uno a uno"_.
🎨 La lavorazione è interamente manuale, come un tempo, e ogni fiore risulta diverso dagli altri — lievi variazioni che ne attestano l'autenticità artigianale. _"I pigmenti che abbiamo usato l'ultima volta sono ricavati dalle bucce di cipolla e dai semi di avocado, che vanno dal rosa antico al rosso, fino al bordeaux. Il caffè ci permette di antichizzare la carta. Il verde smeraldo viene dagli iris blu, mentre il nero ferrogallico si ricava dalle noci — entrambi inchiostri storici, usati nelle miniature medievali. Per il giallo usiamo la reseda, una pianta rustica che cresce sui bordi dei sentieri sassosi."_
🕯️ Questi fiori dovevano resistere nel tempo, anche in ambienti freddi o umidi come molti santuari di montagna. A differenza dei fiori freschi, che si deterioravano in pochi giorni, le creazioni di carta potevano restare a lungo davanti all'altare o alle immagini mariane, contribuendo all'allestimento del Santuario soprattutto durante feste e ricorrenze.
🌹 Se ti piacerebbe partecipare a un laboratorio per imparare dal vivo i segreti di questa arte, segnalacelo reagendo a questo post con un fiore!