Ufficio Migrantes Messina

Indicazioni

Ufficio Migrantes Messina Pagina ufficiale dell'Ufficio Migrantes dell'Arcidiocesi di Messina Lipari S. Lucia del Mela.

L'Ufficio diocesano Migrantes è l'organismo pastorale costituito dall'Arcidiocesi di Messina Lipari S. Lucia del Mela per accompagnare e sostenere le comunità parrocchiali nella conoscenza, nell'opera di evangelizzazione e nella cura pastorale dei migranti, italiani e stranieri, per promuovere nella comunità diocesana atteggiamenti e opere di fraterna accoglienza nei loro riguardi, per stimolare nella società civile la comprensione e la valorizzazione della loro identità in un clima di pacifica convivenza, con l'attenzione alla tutela dei diritti della persona e della famiglia migrante e alla promozione della cittadinanza responsabile dei migranti.

❤️ NON SOLO OSPITI: PROTAGONISTI DELLA CITTÀC’è un luogo in cui ritrovarsi, pregare, cantare e condividere il pane diven...
22/10/2026

❤️ NON SOLO OSPITI:
PROTAGONISTI DELLA CITTÀ
C’è un luogo in cui ritrovarsi, pregare, cantare e condividere il pane diventa un modo concreto per sentirsi parte di una città. A Messina, anche questo significa costruire accoglienza. ❤️
Oggi, giovedì, i giovani studenti universitari etiopi della Chiesa ortodossa Tewahedo si sono ritrovati presso la chiesa di Sant’Elia per il loro appuntamento settimanale di preghiera. Al centro dell’incontro, la figura di San Michele Arcangelo, ricordata attraverso la preghiera e i canti a lui dedicati, in un clima di raccoglimento e fraternità.
E poi, dopo la preghiera, un altro momento prezioso: stare insieme a tavola, condividendo ciò che due ragazzi avevano preparato con cura. Un gesto semplice, ma ricco di significato, perché la comunità cresce anche così: mettendo in comune il proprio tempo, le proprie capacità e ciò che si ha da offrire agli altri. 🙏
È proprio qui che prende forma il senso del servizio dell’Ufficio diocesano Migrantes: offrire a questi giovani uno spazio in cui incontrarsi, vivere la propria fede, custodire le proprie tradizioni e rafforzare i legami, senza sentirsi lontani da casa.
Ma c’è qualcosa di ancora più importante: non essere soltanto accolti, ma poter essere protagonisti della vita della comunità. Questi giovani non sono semplicemente studenti arrivati da un altro Paese. Sono persone che vivono Messina, ne attraversano le strade, ne condividono le esperienze e contribuiscono, con la loro presenza e la loro ricchezza umana e spirituale, a renderla una città più aperta e viva.
Creare occasioni d’incontro significa dare spazio alle persone, riconoscere il valore di ciascuno e permettere a tutti di sentirsi parte della città che abitano.
Perché l’inclusione non si realizza soltanto aprendo una porta: si compie quando ciascuno trova il proprio posto, può esprimersi, donare qualcosa di sé e sentirsi a casa.

CESi Filipino Catholic Community of Messina - FCCM St.Elia Church Messina Ufficio Migrantes Siracusa Ufficio Migrantes - Arcidiocesi di Agrigento Walking Together Girum Dereje Elena Girasella Elena De Pasquale Lidia Lo Schiavo Tindaro Bellinvia Sergio Todesco Giovanni Cordova PARROCCHIA SANTI PIETRO E PAOLO - MESSINA Hana Fikadu

🌍 MIGRAZIONI: TRA APARTHEID E INTEGRAZIONEL’Ufficio Migrantes di Messina è lieto di invitare tutti a partecipare a un nu...
19/10/2026

🌍 MIGRAZIONI: TRA APARTHEID E INTEGRAZIONE
L’Ufficio Migrantes di Messina è lieto di invitare tutti a partecipare a un nuovo appuntamento del Cortile dei Gentili, uno spazio di incontro e dialogo aperto alla città, alle diverse sensibilità e alle domande del nostro tempo.
Al centro della riflessione, un tema che interpella profondamente le nostre coscienze e il nostro impegno pastorale e sociale: le migrazioni, tra esclusione e accoglienza, discriminazione e integrazione.
La parola "apartheid" richiama una realtà storica precisa: il sistema di segregazione razziale istituzionalizzata che ha segnato il Sudafrica. Non possiamo sovrapporre a quella vicenda, senza distinzioni, le situazioni che oggi vivono le persone migranti nelle nostre città. Possiamo però utilizzare questo termine, con la dovuta cautela, per interrogarci sulle forme di esclusione che possono attraversare le nostre società: barriere nell’accesso ai diritti, separazioni sociali, marginalità abitativa, scarsa possibilità di partecipare alle decisioni che riguardano la vita comune.
Crediamo che confrontarsi, ascoltare e lasciarsi interrogare dalla realtà sia il primo passo per costruire una comunità più giusta, capace di riconoscere in ogni persona una dignità che non ammette confini.
📅 Mercoledì 21 ottobre, ore 17.00
📍 Aula Cannizzaro – Università degli Studi di Messina, Rettorato, piano terra.
Interverranno:
• introduzione: Sergio Todesco
• relazioni: Santino Tornesì ed Elena Girasella
• seguirà dibattito, con Sergio Todesco e Mario Trimarchi.
Vi aspettiamo per condividere un’occasione di riflessione, confronto e dialogo, perché le migrazioni non siano soltanto un tema di cui parlare, ma una realtà umana da incontrare e comprendere.

CESi St.Elia Church Messina Filipino Catholic Community of Messina - FCCM Walking Together Azione Cattolica - Arcidiocesi di Messina Lipari S. Lucia del Mela Sergio Todesco

📘 RAPPORTO IMMIGRAZIONE CARITAS-MIGRANTES 2026: “CONFINI E FRONTIERE”🌍 Domani, 19 ottobre, a Roma, sarà presentata la XX...
18/10/2026

📘 RAPPORTO IMMIGRAZIONE
CARITAS-MIGRANTES 2026:
“CONFINI E FRONTIERE”
🌍 Domani, 19 ottobre, a Roma, sarà presentata la ###V edizione del Rapporto Immigrazione Caritas-Migrantes, un appuntamento importante per approfondire il fenomeno migratorio attraverso dati, analisi e testimonianze.
Il Rapporto di quest’anno, dal titolo “Confini e frontiere”, invita a riflettere sulle sfide delle migrazioni, sul significato dei confini e sul ruolo della Chiesa nell’incontro con le persone migranti e nell’accompagnamento di chi vive situazioni di fragilità.
L’incontro si terrà alle ore 10.00 presso l’Auditorium San Giovanni Paolo II della Pontificia Università Urbaniana. Interverranno rappresentanti della Fondazione Migrantes e di Caritas Italiana, insieme a testimoni di esperienze concrete di accoglienza e prossimità.
Ad arricchire la mattinata sarà anche una mostra con i disegni di Francesco Piobbichi, realizzati per il volume del Rapporto.
🤝 Conoscere per comprendere, comprendere per accogliere. Attraverso dati e storie, il Rapporto ci aiuta a guardare alle migrazioni non soltanto come a un fenomeno da analizzare, ma soprattutto come a una realtà fatta di persone, diritti, speranze e responsabilità condivise.
L’Ufficio Migrantes dell’Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela segue con attenzione questo importante momento di riflessione, nella convinzione che la cultura dell’incontro e dell’accoglienza sia una responsabilità di tutta la comunità.

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RITROVARSI, PREGARE, SENTIRSI A CASA. ❤️Piano piano, i giovani studenti universitari etiopi della Chiesa ortodossa Tewah...
17/10/2026

RITROVARSI, PREGARE, SENTIRSI A CASA. ❤️
Piano piano, i giovani studenti universitari etiopi della Chiesa ortodossa Tewahedo stanno rientrando a Messina dopo la pausa estiva. Per molti, un’estate trascorsa a lavorare nel settore alberghiero e turistico, tra il Taorminese, le Isole Eolie e Malta, per mettere da parte qualcosa e guardare con fiducia al nuovo anno accademico.
Con la ripresa degli esami e delle lezioni, riprendono anche gli incontri settimanali di preghiera presso la chiesa di Sant’Elia.
Per l’Ufficio Migrantes, ritrovarli è stato un momento di autentica emozione: volti che si riconoscono, sorrisi che si ritrovano, storie che si intrecciano in un legame fatto di affetto sincero e rispetto reciproco.
Sono questi i momenti in cui si percepisce la bellezza dell’incontro: quando le distanze si accorciano, le differenze diventano ricchezza e una comunità si costruisce, semplicemente, imparando a camminare insieme.
Bentornati! Che il nuovo anno sia ricco di speranza, serenità e nuove opportunità. 🙏

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📚 IMPARARE L’ITALIANO PER INCONTRARSI, COMUNICARE E INTEGRARSI 🇮🇹L’Ufficio Migrantes Messina condivide con piacere l’ini...
13/10/2026

📚 IMPARARE L’ITALIANO PER INCONTRARSI, COMUNICARE E INTEGRARSI 🇮🇹
L’Ufficio Migrantes Messina condivide con piacere l’iniziativa promossa da Officine REMA ETS, che organizza laboratori di lingua italiana rivolti esclusivamente alle donne.
🌸 Un’opportunità per imparare, crescere e sentirsi parte della comunità!
Conoscere la lingua italiana è un passo fondamentale per favorire l’autonomia personale, creare relazioni, accedere più facilmente ai servizi del territorio, accompagnare i propri figli nel percorso scolastico e partecipare attivamente alla vita sociale e culturale della città.
Imparare una lingua significa anche acquisire maggiore fiducia in sé stesse, superare le barriere linguistiche e sentirsi sempre più protagoniste del proprio percorso di vita.
🗓️ QUANDO SI SVOLGONO I LABORATORI?
Tutti i martedì e giovedì, dalle ore 9:30 alle 12:00.
📝 QUANDO E DOVE ISCRIVERSI?
Le iscrizioni saranno raccolte dal 26 al 31 ottobre, dalle ore 9:00 alle 12:00, presso i locali di via dei Verdi n. 68, Messina.
🤝 Invitiamo tutte le donne interessate a cogliere questa opportunità e a condividere l’iniziativa con amiche, familiari e altre donne che potrebbero beneficiarne.
La lingua è un ponte che avvicina le persone, abbatte le distanze e apre nuove possibilità. Ogni parola imparata è un passo in più verso l’autonomia, l’incontro e una partecipazione piena alla comunità.
📣 Diffondiamo insieme questa opportunità!

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🌊 LAMPEDUSA → MESSINASI TORNA A CASASi torna a casa.Lampedusa rimane alle nostre spalle. Davanti a noi, ancora una volta...
10/10/2026

🌊 LAMPEDUSA → MESSINA
SI TORNA A CASA
Si torna a casa.
Lampedusa rimane alle nostre spalle. Davanti a noi, ancora una volta, c'è il mare.
Nelle macchine fotografiche custodiamo centinaia di immagini. Nei taccuini, parole e appunti. Nei telefoni, voci da riascoltare. Ma, soprattutto, portiamo con noi gli incontri, i volti e le storie di questi giorni.
Siamo partiti da Messina come redazione Agorà. Siamo arrivati a Lampedusa per raccontare la Giornata della memoria e dell'accoglienza del 3 ottobre, ascoltare le voci del Mediterraneo e incontrare le persone che abitano quest'isola, sospesa tra il mare e le tante storie che lo attraversano.
Abbiamo ascoltato le storie che arrivano dal passato e incontrato giovani che guardano al futuro. Abbiamo dato voce agli abitanti di Lampedusa, condiviso momenti di vita della comunità e respirato la forza di chi continua a scegliere la memoria e l'accoglienza, trasformandole in gesti concreti e quotidiani.
In questi giorni abbiamo incontrato anche una comunità parrocchiale che si prepara a un nuovo cammino, accompagnando l'immissione canonica di don Aldo Sciabbarrasi, nuovo parroco di Lampedusa, insieme al suo vice, don Giuseppe Savarino. Un passaggio che si inserisce nella vita dell'isola e ne accompagna il percorso umano e spirituale. 🙏
Abbiamo cercato di raccontare tutto questo anche attraverso l'obiettivo di Girum Dereje, che ha seguito il nostro viaggio con la sua macchina fotografica, raccogliendo volti, gesti, luoghi e istanti capaci di restituire ciò che, a volte, le parole da sole non riescono a esprimere.
Ripartiamo con qualcosa in più rispetto a quando siamo arrivati.
Non soltanto fotografie. Non soltanto interviste.
Portiamo con noi le voci delle persone incontrate, le domande che ci hanno affidato e le storie che ora sentiamo la responsabilità di condividere.
Perché raccontare significa anche questo: ascoltare una storia, custodirla e consegnarla a qualcun altro. Significa dare spazio a chi rischia di non essere ascoltato e costruire, attraverso le parole, un ponte tra luoghi, esperienze e comunità.
Da Lampedusa a Messina. Dal Mediterraneo alla nostra comunità. 🫶
Torniamo a casa, ma non torniamo esattamente come siamo partiti. Qualcosa di quest'isola viaggia con noi: nei nostri sguardi, nelle nostre parole e nel desiderio di continuare a raccontare.
Il viaggio finisce.
Il racconto continua.
Agorà continua. ❤️
AGORÀ | Redazione multimediale e multietnica Migrantes Messina
Diario da Lampedusa – Voci del Mediterraneo 2026
📷 Foto: Girum Dereje / Agorà

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🎉 UN GIORNO DI FESTA⛪ PER LA COMUNITÀ DI LAMPEDUSAUn giorno di festa 🎉 per la comunità di Lampedusa, che accoglie il nuo...
09/10/2026

🎉 UN GIORNO DI FESTA
⛪ PER LA COMUNITÀ DI LAMPEDUSA
Un giorno di festa 🎉 per la comunità di Lampedusa, che accoglie il nuovo parroco e il nuovo viceparroco. Don Aldo Sciabbarrasi e don Giuseppe Savarino iniziano il loro ministero pastorale nell’isola 🌊, raccogliendo il testimone da don Carmelo Rizzo, che negli ultimi due anni ha guidato la comunità coadiuvato dal confratello indiano don Anudeep.
La comunità si è ritrovata in festa 🎊 nella piazza antistante la chiesa di San Gerlando ⛪, in attesa dell’arrivo dei due sacerdoti. Don Aldo e don Giuseppe hanno percorso un tratto di via Roma accompagnati dai confratelli presbiteri e dal diacono, fino a raggiungere la piazza, dove ad accoglierli hanno trovato la banda musicale 🎶 e il caloroso applauso 👏 della comunità.
A rappresentare l’arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano, è stato il vicario generale dell’Arcidiocesi, don Giuseppe Cumbo, che ha presieduto la celebrazione eucaristica ✝️ con il rito dell’immissione canonica dei nuovi pastori.
Riprendendo i testi della liturgia della Parola 📖, il vicario generale ha rivolto ai due sacerdoti l’invito a essere servitori fedeli nella vigna del Signore 🍇, perché, attraverso il loro ministero e il loro esempio, la comunità possa riconoscere e sperimentare l’amore ❤️, la vicinanza e la presenza del Signore.
Nel corso dell’omelia, don Cumbo ha ricordato il cammino compiuto finora dai due presbiteri e il modo in cui, nei servizi pastorali loro affidati, si sono spesi con zelo, generosità e amore per il ministero. Un’esperienza che ora continua a Lampedusa 🌊, con la certezza che anche qui sapranno stare accanto alle persone, ascoltandole e accompagnandole 🤝, e in modo particolare sapranno dedicare attenzione ai giovani 🧑‍🤝‍🧑, secondo quanto raccomandato dall’arcivescovo nel mandato loro affidato.
Lampedusa è un luogo di frontiera 🌍, un lembo di terra che, per la sua posizione geografica e per la sua storia recente, porta dentro di sé le domande, le ferite e le speranze di un’umanità in cammino. È proprio in questo luogo che la Chiesa è chiamata a essere presenza, prossimità e accoglienza 🤲; una Chiesa capace di abitare la frontiera non come semplice confine, ma come luogo privilegiato di incontro 🤝, di dialogo 💬 e di testimonianza del Vangelo ✝️.
Sono stati numerosi i segni che hanno accompagnato il rito dell’immissione canonica ⛪, segni che non rappresentano soltanto l’inizio ufficiale di un nuovo mandato pastorale, ma richiamano anche la responsabilità e l’impegno dei sacerdoti a mettersi al servizio della comunità 🤲, nell’obbedienza al Vescovo e nella fedeltà generosa al Vangelo 📖.
Le Scritture ci ricordano che la vigna 🍇 non è nostra, ma appartiene al Signore. È il luogo della sua presenza, affidato alle nostre cure. A chi è chiamato a servirla spetta il compito di custodirla, amarla ❤️ e farla crescere 🌱, perché possa essere davvero la “casa” di tutti 🏠, una casa accogliente e aperta, una “casa comune” da custodire con responsabilità e gratitudine 🙏, secondo il disegno con cui il Signore l’ha consegnata alla sua Chiesa.
È dentro questa prospettiva ✨ che don Aldo e don Giuseppe iniziano il loro cammino a Lampedusa 🌊: non semplicemente per svolgere un incarico, ma per condividere la vita di una comunità, camminare accanto alle persone 🤝 e testimoniare, nel quotidiano, la presenza di una Chiesa che sa farsi prossima ❤️, soprattutto là dove le frontiere del mondo diventano frontiere dell’umanità. 🌍

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🌊 LAMPEDUSA, DOVE IL MARE CUSTODISCE IL DOLORE E LA SPERANZA Lampedusa è un'isola dai due volti, profondamente contraddi...
08/10/2026

🌊 LAMPEDUSA, DOVE IL MARE
CUSTODISCE IL DOLORE E LA SPERANZA
Lampedusa è un'isola dai due volti, profondamente contraddittori. Per il viaggiatore occasionale è un paradiso di spiagge baciate dal sole, acque cristalline e spensierate vacanze estive. Ma sotto questa bellezza mozzafiato si cela una realtà più cupa e dolorosa: un luogo segnato da un profondo cordoglio, da sogni infranti e da inimmaginabili perdite umane. È qui che migliaia di persone arrivano inseguendo la fragile promessa di un domani migliore, per poi vedere il mare inghiottire ogni loro speranza. È una terra dove madri perdono i figli, mogli perdono i mariti e fratelli vengono separati per sempre.
Mi sono recato a Lampedusa come operatore della redazione Agorà dell'Ufficio Migrantes di Messina, per documentare la Giornata della Memoria e dell'Accoglienza, che commemora il tragico naufragio del 3 ottobre 2013. Presso la Porta d'Europa — un monumento affacciato sul mare aperto — l'aria sembrava carica di un dolore collettivo e opprimente. Quella ricorrenza non rappresentava soltanto una data storica, ma una ferita ancora aperta. Familiari, sopravvissuti e visitatori si sono riuniti mentre emozioni intense pervadevano l'atmosfera, riportando a galla il dolore straziante di quel giorno devastante. Eppure, tra il silenzio e le lacrime, la vita trova comunque la forza di andare avanti, sostenuta dalle voci di chi è riuscito a sopravvivere.
Durante la visita ho ascoltato direttamente i racconti agghiaccianti dei sopravvissuti. Sono uno studente etiope dell'Università di Messina e questo mi ha consentito di avvicinarmi a loro, di ascoltare la voce dei sopravvissuti e dei familiari delle vittime di quel tragico evento e di raccogliere testimonianze che, forse, altrimenti non avrei potuto conoscere.
Hanno descritto i dettagli del loro viaggio a bordo di un'imbarcazione sovraffollata, strutturata su tre livelli e carica di molte più persone di quante ne potesse contenere. I passeggeri erano stipati su tre piani: quello superiore, quello intermedio e la stiva più profonda. Il motore principale ronzava dal ponte centrale. Mentre si avvicinavano all'isola, la cinghia di gomma del motore iniziò a sfilacciarsi, filo dopo filo, finché ne rimase soltanto uno.
Sebbene inizialmente il motore principale riuscisse a espellere l'acqua, la tragedia si consumò quando vennero avvistate in lontananza due imbarcazioni della Guardia Costiera. Credendo che i soccorsi fossero imminenti, il capitano tunisino della barca spense bruscamente il motore principale e gettò la chiave di accensione in mare. Tuttavia, le motovedette non si resero conto dell'accaduto e svanirono nella notte.
Senza il motore principale, l'acqua di mare invase lo scafo. In preda al panico più totale, intorno alle due del mattino, il capitano tentò di utilizzare una piccola p***a di emergenza, ma questa non riuscì a reggere il ritmo dell'afflusso d'acqua.
Nel disperato tentativo di attirare l'attenzione delle imbarcazioni di passaggio, prese una sciarpa a una ragazza, la imbevve di carburante e le diede fuoco per segnalare la propria presenza. Alla vista delle fiamme e del fumo che si levavano nell'oscurità più totale, il terrore dilagò sottocoperta. I passeggeri, gridando «Al fuoco! Al fuoco!», si precipitarono in massa verso il ponte superiore per mettersi in salvo. L'improvviso e caotico spostamento di peso fece immediatamente capovolgere l'imbarcazione, già sovraccarica, scaraventando centinaia di persone nelle gelide acque del mare antistante l'Isola dei Conigli, nel buio più assoluto.
Il mare divenne teatro di un'agonia straziante. Persino i nuotatori più esperti venivano trascinati a fondo, mentre sette o otto persone, in preda a un terrore primordiale, si aggrappavano a chiunque fosse loro vicino, in una lotta disperata per restare a galla. In questo incubo, un pescatore locale di Lampedusa, Vito, guidò la sua barca nell'oscurità, recuperando instancabilmente dall'acqua quarantasette sopravvissuti, assiderati ed esausti, salvandoli da morte certa.
Tra le storie raccontate, una testimonianza straordinaria ha reso evidente il confine, miracolosamente sottile, tra la vita e la morte. Una giovane donna era stata estratta dall'acqua, immobile e gelida. Creduta morta, era stata deposta in un sacco per cadaveri, sigillata e allineata accanto alle altre vittime, in attesa della firma definitiva del medico per confermare il decesso.
Quando il medico aprì il sacco per il controllo di routine, rilevò un battito debole, quasi miracoloso. Sebbene priva di sensi, la donna fu trasportata d'urgenza in elicottero in un ospedale di Palermo. Si risvegliò solo tre settimane più tardi, ignara di essere stata a un passo dalla sepoltura.
Ascoltare questi sopravvissuti ti lascia sospeso in una profonda dicotomia emotiva. Quando senti una ragazza, che si è letteralmente risvegliata dentro un sacco per cadaveri, raccontare il proprio salvataggio, ti ritrovi a credere nell'intervento divino e nell'esistenza di un potere superiore. Eppure, quando siedi accanto a qualcuno che ha perso cinque o sei familiari stretti — fratelli, sorelle, cugini — tutti in una sola notte, comprendi la sua dolorosa lotta per conciliare quella stessa fede con una devastazione così assoluta.
Il tempo trascorso a Lampedusa è stata un'esperienza che mi ha cambiato la vita. Mi ha rivelato il costo reale e straziante della migrazione irregolare: una realtà spesso ridotta a statistiche nei notiziari, ma che su questa piccola isola si paga con sangue umano e famiglie distrutte.
Lampedusa rimane un luogo dove la luce più intensa proietta le ombre più profonde, ricordando a chiunque la visiti che la speranza umana è, al contempo, dolorosamente fragile e inspiegabilmente resiliente. 🕊️
Diario da Lampedusa – Voci del Mediterraneo 2026
📷 Foto: Girum Dereje / Agorà

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🌊 LE VOCI CHE IL MEDITERRANEO CONSEGNA A LAMPEDUSAA Lampedusa le commemorazioni hanno molti volti. Ci sono quelli di chi...
07/10/2026

🌊 LE VOCI CHE IL MEDITERRANEO
CONSEGNA A LAMPEDUSA
A Lampedusa le commemorazioni hanno molti volti. Ci sono quelli di chi è arrivato da lontano per ricordare un familiare, quelli dei sopravvissuti che portano ancora negli occhi il mare di quella notte, quelli di chi ha perso un figlio, un fratello, una sorella. E ci sono le voci di chi, tredici anni dopo, continua a cercare un nome, una tomba, una risposta.
A Lampedusa abbiamo ascoltato molte voci.
Voci diverse, arrivate da storie e luoghi lontani. Voci che attraversano il tempo e che, ancora oggi, si incontrano su questa piccola isola del Mediterraneo.
Alcune appartengono al passato e custodiscono il ricordo di chi non c'è più. Altre raccontano il presente, quello di uomini e donne che hanno ricostruito la propria vita in Germania, in Norvegia, in Svezia, in Svizzera, in Francia, in Inghilterra. Altre ancora guardano al futuro, soprattutto attraverso i figli, nati dopo quelle tragedie e cresciuti con un'assenza difficile da spiegare.
È questo il senso più profondo che abbiamo trovato nelle “Voci del Mediterraneo”, il tema scelto per la XIII Giornata della Memoria e dell'Accoglienza.
Perché a Lampedusa la memoria non è soltanto una cerimonia. È una storia che continua.

🕊️ Afrah e un figlio che non ha mai conosciuto suo padre
Tra le persone tornate sull'isola c'è Afrah, oggi residente in Francia.
Tredici anni fa, il 3 ottobre 2013, il mare le portò via una parte della sua famiglia: il figlio maggiore, Majed, il figlio minore, Muntasir, e il cognato, Abdourahim. Una tragedia privata dentro una tragedia collettiva.
Oggi Afrah è tornata a Lampedusa per dare un volto e una degna sepoltura a chi ancora manca alla sua famiglia.
Insieme ai suoi cari ha fornito campioni di DNA, nella speranza di poter finalmente individuare il luogo dell'ultima dimora del marito, padre e fratello perduto.
Ma questa volta sull'isola c'è anche un'altra ricorrenza.
Il figlio più giovane, nato in Sudan, compie quattordici anni.
È cresciuto senza conoscere suo padre, morto quando lui era ancora troppo piccolo per conservarne un ricordo.
Il compleanno di un ragazzo e l'anniversario di una tragedia si incontrano così nello stesso luogo.
È forse questa una delle immagini più potenti della memoria: la vita che continua accanto a un'assenza che non smette di farsi sentire.

Chi torna per un fratello
Filimon Alem oggi vive in Norvegia.
Nel 2007 aveva attraversato la Libia. Quando arrivò a Lampedusa, erano in 53. Tra loro c'erano anche tre bambini.
Tredici anni dopo è tornato sull'isola non per celebrare una vittoria, ma per ricordare una perdita: il fratello della moglie, morto nel naufragio del 3 ottobre 2013.
Come Filimon, molti sono tornati da Paesi diversi. Hanno costruito una nuova vita lontano da quel mare, ma quel mare continua a far parte della loro storia.

❤️ “Vito è come un padre per me”
Mule è uno dei sopravvissuti del 3 ottobre.
Quando racconta quello che accadde, gli occhi si riempiono di lacrime.
In quel naufragio ha perso il suo migliore amico.
Oggi vive in Germania, ma il tempo non ha cancellato quella notte. Ha soltanto portato la sua memoria altrove.
Anche Amanuel è un sopravvissuto. Oggi vive in Svezia.
Nel suo racconto c'è la paura, c'è la morte, ma c'è anche una storia di salvezza. Una storia che porta il nome di Vito, un abitante di Lampedusa che durante quel naufragio contribuì a salvare 47 persone.
Amanuel lo ricorda con parole semplici e potentissime:
“Vito è come un padre per me. Mi ha dato una seconda nascita.”
In quella frase c'è forse tutta Lampedusa: il luogo della tragedia e, nello stesso tempo, il luogo in cui per qualcuno la vita è ricominciata.

Dina aveva ventidue anni e una vita davanti a sé
Rahel è arrivata dall'Inghilterra per la commemorazione.
È tornata a Lampedusa per sua sorella Dina.
Dina era nata il 12 ottobre 1991.
È morta nove giorni prima del suo ventiduesimo compleanno.
Un compleanno che non è mai arrivato.
Dietro ogni numero della tragedia ci sono storie come questa. Età, compleanni, famiglie, progetti. Persone che avevano ancora una vita davanti e che oggi vengono ricordate attraverso chi continua a pronunciare il loro nome.

Solomon aveva diciassette anni
Selam arriva dalla Svizzera.
Anche lei ha perso un fratello nel naufragio del 3 ottobre 2013.
Si chiamava Solomon e aveva soltanto diciassette anni.
Due anni dopo, nel 2015, Selam è arrivata a Lampedusa con i suoi due figli, attraversando la Libia.
Questa volta il viaggio si è concluso senza una tragedia.
I suoi figli sono arrivati vivi sull'isola.
Forse è anche per loro che oggi Selam torna qui: per ricordare chi non ce l'ha fatta e, nello stesso tempo, per testimoniare che la storia può continuare.

🕯️ Le voci che restano
A Lampedusa sono arrivati giornalisti dall'America. È arrivata dall'Australia un'anziana madre che ha perso suo figlio. Sono tornati uomini e donne che oggi vivono in Paesi diversi, ma che hanno in comune un pezzo della propria storia legato a questo lembo di terra.
Sono arrivati per ricordare.
Ma soprattutto sono arrivati per parlare.
Perché dopo tredici anni il naufragio del 3 ottobre 2013 non è soltanto una data del calendario.
È Majed, è Muntasir, è Abdourahim, è Dina, è Solomon, è l’amico che Mule ha perso, è il fratello che Filimon è venuto a ricordare, è il padre che il figlio di Afrah non ha mai potuto conoscere. Ed è anche la voce di chi è sopravvissuto.
Sono loro a consegnare a Lampedusa la memoria di quella notte. E sono loro a ricordarci che dietro ogni tragedia ci sono persone, famiglie e vite che continuano a cercare un senso.
Tredici anni dopo, il Mediterraneo continua dunque a parlare.
Lo fa attraverso chi ritorna; attraverso chi ricorda; attraverso chi piange, attraverso chi racconta.
E soprattutto attraverso chi, nonostante tutto, continua a vivere.
Sono le voci del Mediterraneo.
Voci che Lampedusa ascolta.
Voci che Lampedusa custodisce.
Voci che Lampedusa, ancora una volta, consegna alla memoria di tutti. 🕊️
Diario da Lampedusa – Voci del Mediterraneo 2026
📷 Foto: Girum Dereje / Agorà

CEI - Conferenza Episcopale Italiana CESi Filipino Catholic Community of Messina - FCCM St.Elia Church Messina Walking Together Azione Cattolica - Arcidiocesi di Messina Lipari S. Lucia del Mela Parrocchia San Gerlando - Lampedusa Parrocchia San Gerlando-Lampedusa Ufficio Migrantes - Arcidiocesi di Agrigento Migrantes Genova Migrantes Cassano allo Ionio Migrantes Forlì. I colori dell'incontro Ufficio Migrantes Siracusa Comissão Episcopal da Pastoral para os Migrantes e Itinerantes -Cepami Angela Maria Rita Sorrentino Antonino Giovanni Maggiore Giuseppe Fragapane Anna Sferlazzo Giacomo Matina Scalabriniane Europa Scalabrinian Foundation Scalabrini Por Amor A Los Migrantes Lidia Lo Schiavo Elena Girasella Tindaro Bellinvia Anna Pagliaro

Indirizzo

Via Garibaldi, 67
Messina
98122

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