30/08/2026
Anche quest'anno il simulacro della Madonna delle Lacrime ha attraversato le vie del nostro rione sulle spalle dei suoi figli. Al grido di: "A chi il cuore? A Maria!", portatori piccoli e grandi, parrocchiani e devoti, abbiamo camminato dietro la croce, insieme con Maria madre nostra.
Riportiamo di seguito uno stralcio del discorso del nostro parroco don Giuseppe Di Stefano.
"Buona festa, Maria! Ma noi non sappiamo più cosa significhi fare festa, rallegrarci e gioire. Siamo gli eterni scontenti. Non siamo più capaci di gioire con chi è nella gioia e piangere con chi è nel pianto.
[...] Abbiamo disimparato cosa sia la gioia, la festa. Cerchiamo la felicità tra gli scaffali di un grande magazzino, preferibilmente tra la merce in saldo o a basso costo. Pensiamo che la felicità sia roba da ricchi, un lusso per chi ha tanti soldi, ma abbiamo dimenticato che basta davvero poco per gioire. [...]
Buona festa, Maria, e mentre il cielo sopra di noi si colora dello scoppiettante spettacolo dei fuochi d'artificio, lo stesso cielo - solo un pò più in là - è illuminato dai missili e rimbomba del fragore delle bombe, sganciate sulla disperazione più nera.
[...] Buona festa, Maria, da questo nostro rione di periferia che quotidianamente sporchiamo e lasciamo che si riduca ad un immondezzaio, anche sotto lo sguardo perbenista e spesso troppo distratto di chi si serve della nostra gente solo per alimentare la macchina elettorale.
[...] Madonna delle Lacrime stendi la tua mano e ferma questa emorragia di umanità su cui non abbiamo il coraggio di aprire gli occhi."