Le prime notizie storiche relative all'esistenza di una chiesa dedicata a san Nicola, ci provengono soltanto da un documento del 1343. Si tratta di una visita pastorale inclusa nel Catasto giurisdizionale della Diocesi di Sabina (Registrum Iurisdictionis Episcopatus Sabinensis), in cui sono elencate le parrocchie del territorio nomentano con le loro cappelle dipendenti, il reddito e i diversi diri
tti del vescovo diocesano. In questo periodo l'assetto ecclesiastico del territorio di Mentana risulta essere suddiviso nelle pievi dei SS. Primo e Feliciano, d'incerta definizione, ma che molto probabilmente doveva far parte del castrum di Greppe, quella di S. Maria dell'Arco, nel territorio di Monte Gentile ed infine, la pieve Sant'Antonio abate nel castello di Mentana. Le pievi erano, poi, articolate in parrocchie con diverse cappelle dipendenti. Inizialmente, all'epoca del sorgere del vescovado di Nomentum, era l'unico luogo di culto cristiano e svolgeva tutte le funzioni che saranno poi di pertinenza delle pievi: quindi l'amministrazione del battesimo e l'accoglienza sul sagrato dei defunti. Il costante aumento del numero dei cristiani nelle campagne impose la creazione di strutture adatte per la loro vita liturgica e comunitaria, dove nei primi tempi tutto convergeva verso la cattedrale del Vescovo Nomentano. Le origini del sistema parrocchiale risiedono dunque nella graduale suddivisione del territorio, in epoca feudale, in concomitanza con l'estinzione della sede episcopale di Nomentum e il conseguente incastellamento del territorio, concentrantesi intorno alle chiese fondate dai diversi signori feudali. Sorsero così a partire, quelle che nell'Italia centrosettentrionale, furono chiamate "pievi" (dal latino plebs), comprendenti villaggi di un determinato territorio che solitamente gravitava intorno ad un centro già di una certa importanza civile o militare, scelto appunto come sede della pieve. Ogni pieve aveva quindi un suo territorio e i suoi fedeli, che avevano l'obbligo di rivolgersi ad essa per ogni avvenimento della propria esistenza cristiana e di partecipare alle principali solennità. La comunità del territorio che la pieve serviva, doveva essere in grado di sopportare i costi della costruzione e della gestione degli edifici. La ca****la di San Nicola, dipendeva in origine dalla pieve dei Santi Primo e Feliciano è quindi probabile, che nel tempo, in concomitanza con l'abbandono del territorio di Greppe, fosse poi aggregata a quella confinante e più "popolosa" di Sant'Antonio abate che insisteva sul territorio del castello di Mentana. Questa chiesa di Sant'Antonio abate si trovava fino alla fine del 1800 sul punto di congiunzione dell'omonima via con via con l'attuale via A. Moscatelli ed era d'epoca alta medioevale, se non addirittura, come pure sostengono alcuni studiosi, di origine paleocristiana. La sede parrocchiale era dunque la chiesa di Sant'Antonio abate, sulla vecchia Via Nomentana, ma nelle all'interno del castrum esisteva una chiesa dedicata a San Nicola. Col passare degli anni gli abitanti del Castello Nomentano cominciarono a frequentare maggiormente la chiesa di San Nicola a discapito della chiesa - sede arcipresbiteriale, - di Sant'Antonio Abate, evidentemente in posizione più disagevole. Nella visita pastorale del 22 luglio 1594 del card. Gabriele Paleotti, infatti, annotava che in origine la chiesa parrocchiale era intitolata Sant'Antonio abate e che solo da alcuni anni la parrocchia era stata trasferita nell'attuale chiesa di San Nicola per una maggiore possibilità della cura d'anime. In quel tempo era signore di Mentana Virginio Orsini e la parrocchia contava 100 anime. Un decreto del 1642 fissa i confini territoriali della Parrocchia con diritto di vigesima. Fino agli anni Sessanta la Parrocchia di Mentana, copriva l'intero territorio comunale (eccetto Castel Chiodato), ma in seguito con l'aumento della popolazione nelle frazioni vennero a costituirsi le nuove parrocchie di Santa Maria degli Angeli a Casali nel 1964, e quelle di Gesù Maestro nel 1967 a Tor Lupara e di San Giuseppe nella frazione di Santa Lucia, oggi nel territorio comunale di Fonte Nuova.