Già verso la fine del 1600 esisteva a Melito di Porto Salvo, secondo alcuni documenti storici, una Chiesa dedicata a "San Costantino Magno". Il 5 febbraio 1783 durante una forte scossa di terremoto, la popolazione lascia la collina di Pentedattilo per recarsi verso Melito. Il Vescovo Alessandro Tommasini il 22 aprile 1820 cambia il nome della Chiesa in quello di "Maria SS Immacolata". Per causa di
un forte aumento demografico del paese urge di fatto lo spostamento dell'Arcipretale da Pentedattilo a Melito, e nonostante una forte opposizione del popolo di Pentedattilo tanto che furono costretti ad appellarsi al Papa, con un decreto del Vescovo di Bova Raffaele Ferrigno diviene esecutivo il 14 marzo 1852 e viene nominato il primo Arciprete nella persona di Antonio Evoli. Più volte negli anni, per la cattiva mano d'opera per il quale fu costruita la Chiesa venne resa inagibile. Per decenni tra il Comune e la Curia ci furono discussioni per la proprietà della Chiesa che ciascuno rivendicava che si trascinarono per decenni. Il famoso terremoto del 28 dicembre 1908 distrugge la Chiesa e le funzioni liturgiche si spostano provvisoriamente in una baracca costruita all'inizio del Corso Garibaldi (successivamente venne dedicata a San Giuseppe), in attesa della ricostruzione della Chiesa che avvenne grazie alla popolazione e con grande impegno da parte dell'Arciprete Francesco Malavenda nel 1918. La Chiesa viene Consacrata l'1 dicembre 2002 dal Vescovo Vittorio Mondello per iniziativa dell'Arciprete Benvenuto Malara.