Ufficio Pastorale della Salute - Diocesi di Mazara del Vallo

Ufficio Pastorale della Salute - Diocesi di Mazara del Vallo Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Ufficio Pastorale della Salute - Diocesi di Mazara del Vallo, Chiesa cristiana, Piazza della Repubblica, 6, Mazara del Vallo.

Questa pagina online, coordinata dall’ufficio diocesano per la Pastorale della Salute, ha lo scopo di mettere in rete coloro che prestano un servizio a beneficio dei fratelli e delle sorelle ammalate e far conoscere le attività formative della Diocesi.

13/06/2026

APERTURA DELLA FASE DIOCESANA DELLA CAUSA DI BEATIFICAZIONE E CANONIZZAZIONE DEL SERVO DI DIO MANUEL FODERÀ E 49° ANNIVERSARIO DI ORDINAZIONE PRESBITERALE DEL NOSTRO VESCOVO - 26 GIUGNO 2026. Carissimi nel Signore,
il prossimo 26 giugno la nostra Chiesa diocesana vivrà un momento particolarmente significativo di fede e di comunione ecclesiale.
Alle ore 18.00, presso la Cattedrale di San Lorenzo, avrà luogo l'apertura della fase diocesana della Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio Manuel Foderà (2001-2010), segno della chiamata universale alla santità che lo Spirito continua a suscitare nella Chiesa. Alle ore 19.00 celebreremo l'Eucaristia in occasione del 49° anniversario di Ordinazione Presbiterale del nostro Vescovo S. E. Mons. Pietro Maria Fragnelli, segno di una fedeltà al ministero che si rinnova nel tempo e nella grazia di Dio. Nel rendimento di grazie per il suo ministero episcopale e presbiterale, desideriamo avviare un particolare anno di riflessione e di preghiera in preparazione al cinquantesimo anniversario della sua Ordinazione Presbiterale.
Invito pertanto le comunità parrocchiali, gli Istituti religiosi, le Associazioni e i Movimenti ecclesiali a partecipare numerosi a questo momento di grazia per la nostra Diocesi. Per favorire la partecipazione dei fedeli alla Celebrazione Eucaristica presieduta dal nostro Vescovo, non saranno celebrate le Messe vespertine nelle parrocchie.
In attesa di incontrarci, affido tutti all'intercessione della Beata Vergine Maria e auguro un sereno e fecondo cammino nel servizio del Vangelo.
Il Vicario Generale
Don Alberto Maria Genovese

Buona domenica a tutti 😊Nella solennità di Pentecoste la Chiesa contempla il compimento della Pasqua: lo Spirito Santo, ...
24/05/2026

Buona domenica a tutti 😊

Nella solennità di Pentecoste la Chiesa contempla il compimento della Pasqua: lo Spirito Santo, promesso da Cristo, scende sugli Apostoli e trasforma un gruppo impaurito in una comunità viva, missionaria, capace di parlare al cuore di ogni uomo.

Gli Atti degli Apostoli raccontano il fragore del vento e le lingue come di fuoco: segni di uno Spirito che non lascia tutto immobile, ma scuote, accende, rinnova. Dove arriva lo Spirito, finiscono le chiusure e nasce il coraggio della testimonianza. Gli Apostoli escono dal cenacolo e annunciano il Vangelo senza paura, perché comprendono che la Chiesa non vive di strategie umane ma del soffio di Dio.

La meravigliosa Sequenza di Pentecoste ci aiuta ad entrare ancora più profondamente nel mistero dello Spirito Santo e descrive con delicatezza e forza la sua azione nel cuore dell’uomo. Lo Spirito è chiamato “padre dei poveri”, perché si china sulle nostre fragilità; “datore dei doni”, perché tutto ciò che di autenticamente buono e santo nasce in noi viene dalla sua grazia; “luce dei cuori”, perché illumina ciò che è confuso e ridona orientamento ai passi smarriti.

Quante volte sperimentiamo ciò che la Sequenza esprime con parole semplici e profonde:
“lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina”.
Lo Spirito Santo non agisce in maniera spettacolare soltanto; opera soprattutto nel silenzio della vita, guarendo lentamente le ferite interiori, sciogliendo le rigidità, restituendo pace ai cuori inquieti.

San Paolo, nella seconda lettura, ricorda che “nessuno può dire: Gesù è Signore, se non sotto l’azione dello Spirito Santo”. È lo Spirito che ci fa riconoscere Cristo presente nella nostra vita; è Lui che costruisce l’unità nella diversità dei doni, dei ministeri e delle vocazioni. Non uniforma, ma armonizza. Non cancella le differenze, ma le trasfigura in comunione. La Pentecoste è il contrario della divisione di Babele: là gli uomini non riuscivano più a comprendersi; qui, nello Spirito, ciascuno ascolta l’unico Vangelo nella propria lingua. È il miracolo della comunione che supera barriere, culture e distanze.

Nel Vangelo, Gesù risorto entra nel cenacolo e dona anzitutto la pace: “Pace a voi”. Subito dopo alita sui discepoli e dice: “Ricevete lo Spirito Santo”. È bellissima questa immagine del respiro: lo Spirito è il soffio vitale di Dio che ricrea l’uomo, come all’inizio della creazione. Dove lo Spirito entra, l’anima riprende a respirare; ciò che è stanco si rialza, ciò che è ferito può guarire, ciò che è spento può tornare a vivere.

Anche il prefazio di questa solennità ci aiuta a comprendere l’opera dello Spirito nella Chiesa pellegrina verso il cielo. Lo Spirito Santo santifica continuamente il popolo di Dio, raduna i figli dispersi, conduce la Chiesa alla pienezza della verità e la sostiene nel cammino della storia. Non siamo un popolo abbandonato a sé stesso: siamo guidati interiormente da Dio.

Lo Spirito Santo è:

* luce che illumina le scelte;
* fuoco che purifica il cuore;
* forza nella prova;
* consolazione nel dolore;
* sorgente di unità;
* memoria viva del Vangelo;
* impulso missionario;
* anticipo del cielo.

E ancora, come prega la Sequenza, è “riposo nella fatica, riparo nella calura, conforto nel pianto”. Quanto bisogno abbiamo oggi di uomini e donne abitati dallo Spirito: persone capaci di seminare pace invece di alimentare tensioni, di custodire la speranza invece di diffondere scoraggiamento, di costruire comunione invece di esasperare divisioni.

Pentecoste ci ricorda allora che la vita cristiana non è soltanto osservare delle regole, ma lasciarsi abitare da una Presenza. Il cristiano vive bene non quando conta solo sulle proprie forze, ma quando si lascia guidare dallo Spirito.

E mentre camminiamo nella storia, tra fatiche, paure e speranze, lo Spirito ci orienta continuamente verso il Padre, verso la patria eterna. È Lui che tiene acceso in noi il desiderio del cielo, che ci ricorda che siamo pellegrini e che la nostra meta ultima non è la terra, ma la comunione piena con Dio.

Chiediamo oggi il dono di un cuore docile allo Spirito Santo: perché renda anche noi uomini e donne capaci di portare pace, unità, speranza e Vangelo nel mondo.

Don Antonino Favata

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23/05/2026

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✳️ L’ossessione delle multe, la percezione di una città poco sicura e controllata e l’incubo delle cartelle esattoriali.

Ci sono scelte amministrative che dovrebbero aiutare a costruire il senso civico, educare al rispetto delle regole e favorire una convivenza più ordinata e serena. Quando però molti cittadini percepiscono che il linguaggio prevalente sia quello della sanzione, nasce inevitabilmente un senso di amarezza, di distanza e, talvolta, di esasperazione.

Negli ultimi tempi, tante persone manifestano disagio davanti a modalità di controllo che sembrano privilegiare soprattutto l’aspetto repressivo: auto civili che percorrono le strade fotografando mezzi in sosta irregolare, verbali elevati senza alcun richiamo preventivo, nessuna possibilità di correggere immediatamente un errore o una distrazione. Tutto questo alimenta la sensazione che non ci sia più spazio per quella dimensione educativa che dovrebbe accompagnare il rispetto delle regole.

Naturalmente nessuno mette in discussione la necessità dei controlli e del rispetto del codice della strada. Le regole sono indispensabili per garantire ordine, sicurezza e tutela di tutti. Ma proprio perché le regole sono importanti, dovrebbero essere percepite come strumenti al servizio della comunità e non come elementi vissuti soltanto in chiave punitiva.

Accanto a questo emerge anche un’altra sensazione diffusa, forse ancora più delicata: quella di vivere in una città nella quale molti cittadini faticano a sentirsi pienamente sereni e sicuri nella quotidianità. E qui nasce spontanea una domanda che tante persone si pongono: possibile che il controllo appaia così presente e rigoroso su alcuni aspetti, mentre su altri si avverte invece un senso di fragilità, di disordine o di insufficiente vigilanza?

Quando accadono episodi che colpiscono profondamente l’opinione pubblica — come le recenti rapine avvenute in pieno centro storico ai danni di alcune ragazze in orario serale — è naturale che si aprano discussioni, prese di posizione e confronti politici. Ma proprio questi fatti fanno emergere, in tanti cittadini, la percezione di una sproporzione tra l’attenzione quotidiana rivolta alle infrazioni stradali e quella che invece dovrebbe essere garantita, soprattutto nelle ore serali, alla sicurezza urbana e alla serenità delle persone.

Se, come è stato riferito pubblicamente, nelle ore notturne il servizio sul territorio può contare su risorse molto limitate, allora diventa comprensibile il disagio di chi si domanda se non sia opportuno trovare un equilibrio diverso tra attività sanzionatoria, prevenzione e presenza concreta nei luoghi della vita quotidiana.

A tutto questo si aggiunge il forte malessere causato, nell’ultimo anno, dall’invio di numerose cartelle esattoriali e richieste di pagamento che, secondo quanto lamentano molti cittadini, avrebbero raggiunto indistintamente anche persone convinte di essere in regola con i versamenti effettuati. Al di là degli aspetti tecnici e amministrativi, ciò che colpisce è il senso di stress e smarrimento che si genera quando il cittadino, pur avendo conservato ricevute e cedolini, si trova costretto ad affrontare verifiche, uffici, attese e procedure spesso vissute come un tunnel burocratico logorante.

È evidente che ogni amministrazione abbia il dovere di recuperare quanto dovuto e di garantire correttezza nella gestione delle risorse pubbliche. Ma è altrettanto importante che tutto ciò avvenga con modalità capaci di trasmettere fiducia, chiarezza e serenità, evitando che le persone si sentano travolte da meccanismi percepiti come impersonali.

In fondo, anche nella vita sociale e amministrativa dovrebbe valere quel principio evangelico tanto semplice quanto profondo pronunciato da Gesù: “Il sabato è fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato”. Le norme, le strutture e gli strumenti dell’organizzazione civile devono avere sempre al centro la persona, la sua dignità, il suo bene concreto, la qualità della sua vita.

Il desiderio della gente non è vivere in una città “militarizzata” dalle multe, ma in una comunità nella quale ci si senta custoditi, ascoltati e accompagnati. Una città davvero vivibile non è soltanto quella dove si sanziona chi sbaglia, ma quella dove le famiglie camminano tranquille, gli anziani si sentono protetti, i giovani trovano spazi sani di aggregazione e il cittadino percepisce un clima generale di equilibrio e serenità sociale.

Un’amministrazione vicina alla gente non rinuncia ai controlli, ma cerca anche modalità capaci di prevenire, richiamare, spiegare. In tante situazioni basterebbe un segnale, un avviso, persino un semplice richiamo sonoro per permettere a chi ha commesso una leggerezza di rimediare immediatamente. Il cittadino non deve sentirsi “braccato”, ma accompagnato verso comportamenti più responsabili.

Educare è sempre più difficile che punire. Punire è immediato; educare richiede presenza, pazienza, dialogo e senso umano delle situazioni. Ma è proprio questa la sfida più alta di chi amministra una comunità.

Questa riflessione non vuole essere un attacco a nessuno, né una polemica politica. Vuole semplicemente dare voce a un disagio diffuso che tanti cittadini confidano quotidianamente anche a noi sacerdoti, chiamati ad ascoltare le fatiche, le paure e le preoccupazioni della gente.

Forse la vera sfida, oggi, è ritrovare insieme un clima di fiducia reciproca, nel quale il rispetto delle regole si accompagni alla costruzione di una città più umana, più serena e più attenta ai bisogni reali delle persone.

Don Antonino Favata
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- Direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale della Salute di Mazara del Vallo
- Ca****lano del Presidio Ospedaliero “Abele Ajello” di Mazara del Vallo
- Parroco di San Giuseppe, Borgata Costiera di Mazara del Vallo

Buona domenica a tutti 😊Nella solennità dell’Ascensione del Signore contempliamo Gesù che sale al cielo, ma non per allo...
17/05/2026

Buona domenica a tutti 😊

Nella solennità dell’Ascensione del Signore contempliamo Gesù che sale al cielo, ma non per allontanarsi dall’umanità. L’Ascensione non è un addio: è il compimento della Pasqua e l’inizio di una presenza nuova. Cristo entra nella gloria del Padre portando con sé la nostra umanità e, nello stesso tempo, affida ai discepoli la missione di continuare nel mondo l’annuncio del Vangelo.

Nel brano degli Atti degli Apostoli, gli angeli invitano i discepoli a non restare con lo sguardo fisso verso il cielo. La fede cristiana non è evasione dalla storia, ma responsabilità dentro la storia. Chi incontra davvero il Signore risorto non rimane fermo, ma diventa testimone.

San Paolo, nella seconda lettura, ci ricorda che Cristo glorificato è il capo della Chiesa e continua a guidarla con la forza del suo Spirito. Anche quando il mondo appare confuso, la Chiesa vive della certezza che il Signore è vivo, presente e operante.

Nel Vangelo, Gesù affida ai suoi il mandato missionario: “Andate e fate discepoli tutti i popoli”. È una consegna che riguarda ogni battezzato. Non siamo chiamati a custodire la fede soltanto per noi stessi, ma a comunicarla con la vita, con la speranza, con la ca**tà quotidiana.

L’Ascensione allora ci invita ad alzare lo sguardo senza staccare i piedi dalla terra: il cielo è la nostra meta, ma la missione è il nostro cammino. E mentre Cristo sale al Padre, ci assicura una promessa che sostiene ogni nostra fatica: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

Don Antonino Favata

Questo pomeriggio alle 18,00 su Tv 2000 (canale 28) insieme ad altri 4 sacerdoti reciterò il Santo Rosario in diretta da...
03/05/2026

Questo pomeriggio alle 18,00 su Tv 2000 (canale 28) insieme ad altri 4 sacerdoti reciterò il Santo Rosario in diretta dalla grotta di Lourdes: tutte le vostre intenzioni saranno offerte alla Madonna, salute dei malati e regina della pace.

Don Antonino Favata

01/05/2026

Nel mese di maggio, tradizionalmente dedicato a Maria, la pastorale della salute pone al centro il significativo titolo di Maria Salute degli infermi, richiamando l’attenzione sull’impegno della comunità cristiana verso quanti vivono l’esperienza della malattia e della fragilità.

Questo tempo diventa occasione per rinnovare una visione della cura che riconosca la persona nella sua totalità, promuovendo un approccio integrale che tenga insieme dimensione clinica, relazionale e spirituale. La sofferenza interpella non solo i sistemi sanitari, ma anche le comunità, chiamate a farsi prossime con responsabilità e sensibilità.

In tale prospettiva, la pastorale della salute sostiene e valorizza il ruolo dei malati, dei familiari e dei caregiver, così come quello degli operatori sanitari, che quotidianamente operano con professionalità e dedizione nei diversi contesti di cura. A tutti è richiesto un impegno condiviso per garantire dignità, accompagnamento e qualità della vita, specialmente nelle situazioni più complesse.

I luoghi della cura – ospedali, strutture assistenziali e case – sono chiamati a essere spazi in cui, accanto alla risposta terapeutica, si sviluppino relazioni umane significative, capaci di contrastare isolamento e solitudine. In questo contesto, il riferimento a Maria Salute degli infermi richiama un modello di attenzione, vicinanza e custodia della vita, che ispira l’azione pastorale e sociale.

La pastorale della salute rinnova così il proprio impegno a promuovere una cultura della cura fondata sul rispetto della dignità umana, sulla solidarietà e sulla responsabilità condivisa, affinché ogni persona, soprattutto nella prova della malattia, possa sentirsi accolta, accompagnata e sostenuta.

❇️ Il ricordo grato al Signore unito alla preghiera di suffragio 🙏
20/04/2026

❇️ Il ricordo grato al Signore unito alla preghiera di suffragio 🙏

11/04/2026

Indirizzo

Piazza Della Repubblica, 6
Mazara Del Vallo
91026

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