26/07/2026
Anna nacque a Betlemme, chiamata comunemente nella Sacra Scrittura la città di Davide, poiché lì nacque il grande re e profeta. Suo padre si chiamava Matan, sacerdote della tribù di Levi e della famiglia di Aronne; sua madre era Maria della tribù di Giuda. Entrambi erano noti non solo per la loro nobile origine, ma ancor più per la loro probità e la vita esemplare. Ebbero tre figlie.
La prima, chiamata Maria come la madre, sposò Cleofa e fu madre di San Giacomo il Minore, San Giuda, San Simone e San Giuseppe detto Barnaba, cioè il Giusto. Questi furono i santi discepoli che il Vangelo chiama fratelli del Salvatore, secondo l’uso ebraico di definire così i cugini di primo grado.
La seconda figlia, Sobe, fu probabilmente madre di Santa Elisabetta, cugina della Vergine Maria.
La terza figlia fu proprio Santa Anna, che, come scrive San Giovanni Damasceno, fu scelta da Dio per dare al mondo Colei che avrebbe partorito il Salvatore.
Dai primi anni, Anna fu la gioia dei genitori per la sua modestia, obbedienza e dolcezza. Assidua nella preghiera, desiderava compiacere Dio. Ricercata in matrimonio dai più ragguardevoli della Nazione, fu infine data in sposa a Gioachino, abitante di Nazareth e discendente della casa regale di Davide. Così la stirpe sacerdotale si unì al sangue reale, cosa necessaria affinché il frutto di quel matrimonio potesse essere la madre del Salvatore.
I due santi sposi vissero per anni in perfetta pace e armonia, servendo Dio con zelo. Ma il cielo non aveva benedetto la loro unione con una discendenza. Senza più speranze, decisero di distribuire le loro ricchezze ai poveri, trattenendo per sé solo lo stretto necessario. Secondo la tradizione, fu proprio dopo questo atto di spogliazione che Dio esaudì le loro preghiere, donando loro Maria, bene supremo e dono celeste.
Maria fu dunque il frutto della povertà volontaria, della ca**tà illuminata, del dolore rassegnato e della candida offerta del cuore. Anna fu la nutrice e l’educatrice di Maria: sulle sue ginocchia crebbe colei che fu il capolavoro della creazione, la futura Regina del Cielo.
Anna fu anche la maestra dei primi rudimenti del sapere a Colei che sarebbe diventata la sede della Sapienza. Ma presto si accorse che la piccola Maria era ammaestrata interiormente da un altro Maestro, e forse intuì che la sua bambina cresceva non solo nella purezza comune, ma in uno splendore unico, dono esclusivo concesso da Dio. Perciò, anche se Anna e Gioachino ebbero qualche intuizione delle meraviglie divine in Maria, tennero tutto nel cuore e si limitarono a custodirla come un tesoro.
La loro gloria più grande fu però quella di aver offerto anche Maria a Dio, consacrandola al tempio, secondo l’ispirazione divina, affinché si preparasse a diventare tempio dello Spirito Santo.
San Gioachino morì poco dopo, tra le braccia della sua sposa. Anna visse ancora undici anni, godendo della crescita della figlia in saggezza, virtù e perfezione. Morì all’età di 69 anni e fu sepolta accanto a Gioachino.
Ora Santa Anna contempla in cielo la sua figlia, che fu luce e sorriso nella casa di Nazareth e che ora è sorriso e splendore del Paradiso. Così la vide il divino poeta al sommo della rosa eterna: «Tanto contenta di mirar sua figlia — Che non muove occhi per cantar osanna».
Ora S. Anna in ciclo non si sazia di contemplare Colei, la quale dopo essere stata la luce e il sorriso della piccola casa di Nazareth, è ora il sorriso e lo splendore del Paradiso. Così la vide il divino poeta al sommo della rosa sempiterna ...Tanto contenta di mirar sua figlia — Che non muove occhi per cantar osanna.
PREGHIERA. O Signore, che hai concesso alla Beata Anna la grazia di divenire madre della Genitrice del tuo Unigenito Figlio: fa si che, celebrandone noi oggi la festa, ci assista ella dal cielo col suo patrocinio