28/05/2025
V’è un luogo, non lungi dal frastuono della città, ove l’anima stanca dell’uomo moderno può ritrovare un’ombra di quel conforto che la natura talora concede agli spiriti contemplativi. Questo luogo ha nome Masullas, e giace tra le colline antiche della Marmilla, terra che non grida, ma sussurra. Là, il tempo non fugge come altrove: esso si posa, come fa la polvere sulle pietre vecchie, e in quell’attimo di sospensione pare offrirci la memoria di ciò che fummo e che potremmo ancora essere.
Le case, fatte di pietra e silenzio, raccontano una storia che non è scritta nei libri, ma che si legge nei muri screpolati e nelle piazze senza fretta. Camminando per quei vicoli, l’uomo riscopre la propria piccolezza dinanzi al perpetuo disegno della natura e della cultura, che in Masullas si tengono per mano.
Nel Museo che accoglie i fossili antichi e i cristalli della Terra, pare che il mondo stesso voglia rammentarci la sua lunga età e la nostra brevità. E pure in questa brevità, Masullas custodisce qualcosa di eterno: una cultura costituita, non per decreto, ma per secolare consuetudine d’animo, per fede silenziosa nel valore del passato.
Oh viandante, che cerchi quiete e verità, non passare oltre: vieni a Masullas. Qui, dove l’uomo non pretende di dominare la natura ma di ascoltarla, il cuore può ancora trovare una patria.
Murranca Giuseppe