Parrocchie di Masullas e Siris

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Parrocchie di Masullas e Siris Benvenuti alla nostra pagina. Pubblichiamo alcuni attività delle parrocchie e dei nostri paesi.

24/10/2026
Colori che tornano alla luce, dettagli ritrovati, elementi della storia che diventano nuovamente leggibili. A Masullas è...
23/10/2026

Colori che tornano alla luce, dettagli ritrovati, elementi della storia che diventano nuovamente leggibili.
A Masullas è terminato il restauro della chiesa di San Francesco e delle sculture lignee.

Sabato 24 ottobre, dalle ore 10.00, la chiesa di San Francesco di Masullas sarà protagonista di un’importante giornata dedicata a illustrare gli esiti del restauro della chiesa e del patrimonio artistico in essa custodito.

L’intervento ha visto il coinvolgimento dei funzionari tecnici della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna, promotrice dell’iniziativa in collaborazione con il Comune di Masullas e la Parte Montis.

Si ringraziala Direzione Centrale degli Affari dei Culti e per l’Amministrazione del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, proprietaria della Chiesa di San Francesco di Masullas.

Leggi la notizia: https://sabapca.cultura.gov.it/notizie-ed-eventi/news/san-francesco-di-masullas-rivelata-il-restauro-della-chiesa-e-delle-sue-sculture/

Ministero della Cultura

Sabato 24 ottobre, dalle ore 10.00, la chiesa di San Francesco di Masullas sarà protagonista di un’importante giornata dedicata a illustrare gli esiti del restauro della chiesa e dei simulacri lignei in essa custoditi. Annessa all’antico […]

LEONE XIVUDIENZA GENERALEPiazza San PietroMercoledì, 21 ottobre 2026I Documenti del Concilio Vaticano II. IV. Costituzio...
21/10/2026

LEONE XIV

UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro
Mercoledì, 21 ottobre 2026

I Documenti del Concilio Vaticano II. IV. Costituzione Gaudium et spes. 6. L’impegno per la famiglia nella società di oggi (GS, 47-52)

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

La prima cosa che vorrei dirvi è grazie! Grazie per il sostegno delle vostre preghiere. Grazie a Dio per la sua generosità. Rinnoviamo tutti la nostra fiducia nella bontà, nella misericordia di Dio.

La Costituzione pastorale Gaudium et spes (GS) del Concilio Vaticano II, dopo aver illustrato, nella prima parte, la dignità della persona e la sua vocazione nel mondo, nella seconda parte, «alla luce del Vangelo e dell’esperienza umana», considera alcuni problemi contemporanei più urgenti (cfr GS, 46). L’attenzione si concentra in primo luogo sul matrimonio e sulla famiglia, nella convinzione che «il bene della persona e della società umana e cristiana è strettamente connesso con una felice situazione della comunità coniugale e familiare» (GS, 47).

A tale scopo, non ne vengono semplicemente ribaditi i valori e i fini, ma si prospetta una rinnovata concezione del matrimonio quale «intima comunità di vita e d’amore coniugale» (GS, 48). Integrando la dimensione giuridica del matrimonio come contratto, il fondamento di tale unione viene riconosciuto nel «patto coniugale», inteso come «l’atto umano col quale i coniugi mutuamente si danno e si ricevono» (ibid.). La reciproca donazione dell’uomo e della donna, tale per cui «non sono più due, ma una sola carne» (Mt 19,6), motiva l’esigenza della «piena fedeltà» e della «indissolubile unità» dei coniugi, trovando viva espressione nella procreazione e nell’educazione dei figli (cfr GS, 48). Riflesso della Trinità divina, l’amore coniugale e genitoriale, attraverso il Sacramento del matrimonio, viene «sostenuto e arricchito dalla forza redentiva del Cristo», affinché i coniugi possano amarsi l’un l’altra così «come egli stesso ha amato la Chiesa e si è dato per essa» (ibid.).

Dopo aver illuminato la realtà del matrimonio alla luce dell’amore di Cristo, che è verità dell’amore umano e divino, Gaudium et spes rivolge l’attenzione all’amore coniugale e alla fecondità matrimoniale. Non limitandosi all’attrattiva erotica, che pure integra in sé, l’amore coniugale coinvolge tutta la volontà degli sposi, ravvivandone gli affetti dell’animo ed esprimendosi mediante sentimenti e gesti di tenerezza (cfr GS, 49). Abbracciando il bene di tutta la persona dell’uomo e della donna, uguali nella dignità, quest’amore pervade tutta quanta la vita dei coniugi, trovando espressione negli atti esclusivamente propri del matrimonio (cfr ibid.). Mentre significa l’amore integrale da persona a persona, la singolare intimità degli sposi ne favorisce la mutua donazione e arricchisce la loro vicendevole gioia (cfr ibid.).

La fecondità dell’amore coniugale, inoltre, si esprime nella procreazione dei figli, «il dono più eccellente del matrimonio» (GS, 50). Trasmettendo ed educando la vita umana, che mai va scartata, gli sposi diventano «cooperatori dell’amore di Dio Creatore e quasi suoi interpreti» (ibid.). Chiamati a tale responsabilità umana e cristiana, essi sono tenuti a lasciarsi guidare da un retto giudizio circa il bene loro e dei loro figli, già nati o venturi. Un tale giudizio, che, in ultima analisi, gli sposi stessi devono formulare davanti a Dio, esige che la loro coscienza si conformi alla legge divina, interpretata dal Magistero ecclesiale alla luce del Vangelo (cfr ibid.).

La valorizzazione della comunione amorosa e della fecondità procreativa nel matrimonio porta il Concilio a escludere che possa esserci «vera contraddizione tra le leggi divine, che reggono la trasmissione della vita, e quelle che favoriscono l’autentico amore coniugale» (GS, 51) e ad affermare, invece, che «quando si tratta di mettere d’accordo l’amore coniugale con la trasmissione […] della vita» si deve «mantenere «in un contesto di vero amore, il significato totale della mutua donazione e della procreazione umana» (ibid.). Da ciò consegue sia che «la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura», scongiurando «l’aborto e l’infanticidio»; sia che «gli atti specifici della vita coniugale, ordinati secondo la vera dignità umana, devono essere rispettati con grande stima» (ibid.).

L’insegnamento di Gaudium et spes sulla comunità coniugale e familiare giunge quindi a evidenziare la funzione sociale della famiglia, definita «una scuola di umanità più ricca» e «il fondamento della società» (GS, 52), richiamando tutti coloro che hanno responsabilità sociali, specialmente in ambito politico e culturale, al dovere di «collaborare efficacemente alla promozione del matrimonio e della famiglia» (ibid.).

Carissimi, quest’impegno è più che mai urgente. La Chiesa lo sa bene, come dimostra la sollecitudine pastorale dei Papi che si sono succeduti dopo l’ultimo Concilio, fino alla duplice Assemblea sinodale voluta da Papa Francesco, sulla quale sono ritornati, nei giorni scorsi, i Capi delle Chiese Orientali Cattoliche e i Presidenti delle Conferenze Episcopali. La Santa Famiglia di Nazaret ci illumini nel cammino e protegga le famiglie del mondo intero.

* * *

Sabato scorso, a Ibiza, Spagna, sono stati beatificati don Juan Torres Torres e 19 compagni, sacerdoti delle isole di Ibiza e Formentera, uccisi in odio alla fede nella persecuzione religiosa del secolo scorso. La loro testimonianza ci incoraggia a fare della vita un'offerta d'amore a Dio e ai fratelli.

Rivolgo il mio cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, come pure ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Esorto ciascuno a vivere con coerenza la fede per irradiare nel vostro ambiente il messaggio liberante del Vangelo.

A tutti la mia Benedizione.

Carissimi, vi ricordo che domani, giovedì 22 ottobre, a Masullas, il Triduo in preparazione della festa di San Francesco...
21/10/2026

Carissimi, vi ricordo che domani, giovedì 22 ottobre, a Masullas, il Triduo in preparazione della festa di San Francesco inizierà col Santo Rosario alle ore 17.30 in Convento e a seguire la Santa Messa. Domenica 25 ottobre, la festa e l’inaugurazione dell’Anno Catechistico inizieranno con la processione solenne alle ore 10.30 a partire dalla Chiesa di San Francesco e a seguire la Santa Messa in Convento. Siamo tutti invitati a partecipare. Grazie per la vostra collaborazione.

PAPA LEONE XIVANGELUSPiazza San PietroDomenica, 18 ottobre 2026Cari fratelli e sorelle, buona domenica!Il Vangelo procla...
18/10/2026

PAPA LEONE XIV

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 18 ottobre 2026

Cari fratelli e sorelle, buona domenica!

Il Vangelo proclamato nella liturgia odierna (Mt 22,15-21) ci pone a confronto con uno dei detti più celebri di Gesù: “Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio” (cfr v. 21). Per questo è importante collocarlo nel contesto in cui fu originariamente pronunciato.

L’evangelista Matteo descrive una situazione ostile verso Gesù: i farisei si radunano per vedere come coglierlo in fallo nei suoi discorsi (cfr v. 15). Decidono di mandare alcune persone a interrogarlo su una questione controversa: «È lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?» (v. 17). La risposta del Maestro è astuta, perché lo tiene fuori dalla trappola e smaschera l’ipocrisia di chi vuol farlo cadere. Chiede loro la moneta del tributo, cioè un denaro. Quelli gliela danno, e Gesù dice: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli rispondono: «Di Cesare». Allora afferma: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» (vv. 17-21).

In Gesù contempliamo un Dio che non teme la storia e viene invece ad abitarla. Il suo Regno non toglie le cariche e le responsabilità umane. Chiede però di vivere senza compromessi, liberi da cattive ambizioni e ingiusti interessi, anteponendo a tutto il Regno di Dio e la sua giustizia (cfr Mt 6,33). Colpisce, in questo senso, l’elogio che quelle stesse persone rivolgono a Gesù, seppure mosse da intenzioni non buone: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno» (v. 16).

Carissimi, è proprio questo il profilo di chi “rende a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”: essere veritieri, senza soggezione e ipocrisia, liberi per il bene. Preghiamo il Signore che ci aiuti ad essere così. E affidiamoci all’intercessione della Vergine Maria.

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Dopo l'Angelus

Cari fratelli e sorelle,

oggi si celebra la centesima Giornata Missionaria Mondiale. Pensiamo a quanta storia missionaria in questi cento anni! Preghiamo perché la Chiesa sia sempre fedele al mandato del Signore risorto: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura» (Mc 16,15).

Desidero ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno pregato per me. Ho sentito davvero il vostro sostegno, grazie!

Particolare riconoscenza esprimo ai medici, agli infermieri e a tutto il personale del Policlinico “Gemelli”.

Questa esperienza mi ha fatto provare in modo particolare la vicinanza a quanti attraversano la malattia e una condizione di infermità.

Superata questa fase delicata, come sapete adesso riprenderò gradualmente le mie attività, sempre con l’aiuto di Dio e delle vostre preghiere.

Grazie ancora, grazie a tutti e buona domenica!

La ventinovesima domenica del Tempo Ordinario, Anno ACarissimi, oggi, ventinovesima domenica del Tempo Ordinario, celebr...
18/10/2026

La ventinovesima domenica del Tempo Ordinario, Anno A

Carissimi, oggi, ventinovesima domenica del Tempo Ordinario, celebriamo la 100ª Giornata Missionaria Mondiale. Per questo motivo, la missione “ad gentes” continua ad essere la più urgente. Tutti i membri della Chiesa sono chiamati a partecipare a questa missione. La giornata di oggi rappresenta un momento privilegiato per dedicarsi alla preghiera e a gesti concreti di solidarietà, a sostegno della missione di Dio.

È una celebrazione della grazia, perché lo Spirito Santo, inviato dal Padre, offre sapienza e forza a coloro che sono docili alla sua azione. È una celebrazione della gioia, perché Gesù Cristo, Figlio del Padre, inviato per evangelizzare il mondo, sostiene e accompagna il nostro impegno missionario.

Nella seconda lettura di oggi, san Paolo e i suoi compagni hanno pregato per la Chiesa di Tessalonica. Lì hanno annunciato la buona notizia, pur sapendo che solo Dio poteva sostenere la loro opera. Erano dunque consapevoli dell'importanza della preghiera nella missione. Per questo motivo, dobbiamo continuare a pregare per i missionari, come ci ricorda oggi il Santo Padre.

Siamo chiamati a svolgere lo stesso ruolo significativo che ebbe santa Teresa di Gesù Bambino. Ella non partì mai per una missione in terra straniera; ciononostante, fu fervente nelle sue preghiere per il successo dei missionari. Oggi, è la santa patrona dei missionari. San Paolo comprese l’importanza della preghiera per la riuscita della sua missione, tanto da esortare: «Pregate anche per me, affinché, quando apro la bocca, mi sia data la parola, per far conoscere con franchezza il mistero del Vangelo» (Ef 6, 19-20).

Nel Vangelo di oggi, i farisei cercano un modo per screditare il messaggio di Gesù. Questo brano ci ricorda una realtà fondamentale che ogni missionario deve affrontare: per quanto ci si impegni a predicare la buona notizia, non mancano mai detrattori e difficoltà. In questo senso, i farisei del Vangelo odierno rappresentano i vari ostacoli che un missionario incontra nel proprio operato.
Tali ostacoli si presentano sotto le forme più diverse: prove, tentazioni, dubbi, persecuzioni, minacce alla vita, calunnie, fino all'emarginazione o alla solitudine, anche in mezzo alla gente. Per superare tutto ciò e riuscire nella propria missione nel mondo di oggi, il missionario deve essere «prudente come i serpenti e semplice come le colombe» (Mt 10,16); deve essere una persona di preghiera e di fede salda. Ogni attacco rivolto ai missionari è, in realtà, un attacco alla buona notizia, al Vangelo stesso. Quando i missionari soffrono, anche la buona notizia ne risente. Tuttavia, Dio – che è il vero artefice della missione – mantiene sempre il controllo, e la buona notizia esce sempre vittoriosa. Oggi, dunque, la Chiesa ci offre l’opportunità di prendere parte a questa battaglia; una battaglia che vinceremo grazie alla fede, alla preghiera e alla solidarietà reciproca.

La gioia di essere missionario non deriva da ciò che si riceve. Nasce, invece, da quante vite si riescono a toccare e da quanta gioia si riesce a portare agli altri. Deriva anche da quanto amore si è in grado di trasmettere e donare al prossimo attraverso il Vangelo.

Infine, nel suo messaggio per questa centesima Giornata Missionaria, dal titolo “Uno in Cristo, uniti nella missione”, Papa Leone XVI esorta tutti noi e ci rivolge un invito speciale in questo momento particolare della storia della missione di Cristo: “Impegniamoci tutti a contribuire alla grande missione di evangelizzazione, che è sempre un’opera d’amore”. Si tratta di un appello che tutti coloro che amano la missione di Cristo devono accogliere.

Sia lodato Gesù Cristo.

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Masullas
09090

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