Parrocchie di Masullas e Siris

Parrocchie di Masullas e Siris Benvenuti alla nostra pagina. Pubblichiamo alcuni attività delle parrocchie e dei nostri paesi.

16/06/2026

Carissimi, siamo tutti invitati alla Santa Messa di ringraziamento del 25^ Anniversario di sacerdozio di Padre Jerome Erughororere (Ex-parroco di Masullas) a Baressa, il 7 luglio alle ore 18.30.

14/06/2026

Alcuni momenti della Bidda festival a Siris.

Alcuni momenti della Bidda festival a Siris. Un ringramento enorme al nostro Sindaco Emanuele Pilloni e l’Amministrazion...
14/06/2026

Alcuni momenti della Bidda festival a Siris. Un ringramento enorme al nostro Sindaco Emanuele Pilloni e l’Amministrazione Comunale e tutti coloro che lo hanno organizzato con grande amore e entusiasimo. Che serata! Buona festa a tutti! Attrus Annus!!!

14/06/2026

Alcuni momenti della Bidda festival a Siris

14/06/2026

Alcuni momenti della Budda festival a Siris

PAPA LEONE XIVANGELUSPiazza San PietroDomenica, 14 giugno 2026Cari fratelli e sorelle, buona domenica!Il Vangelo di oggi...
14/06/2026

PAPA LEONE XIV

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 14 giugno 2026

Cari fratelli e sorelle, buona domenica!

Il Vangelo di oggi (Mt 9,36 – 10,8) ci porta un grande regalo, perché coinvolge tutti coloro che lo ascoltano nello sguardo di Gesù: è un racconto che testimonia l’attenzione della sua vista, oltre a dirci che cosa il Signore osserva. Leggiamo, infatti, che Cristo «vedendo le f***e, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite» (v. 36). Fattosi nostro fratello, il Figlio di Dio guarda la gente, guarda l’umanità: vede l’oppressione che schiaccia e la violenza che toglie la forza. Vede le ferite delle guerre e il vuoto del consumismo. Vede volti ridotti a maschere, famiglie spezzate dal male e giovani illusi da falsi ideali. Gesù vede e ama. Ama e soffre per noi, con noi: la sua compassione esprime non solo vicinanza fraterna, ma volontà di redenzione.

Egli, infatti, conosce il nostro cuore e se ne prende cura: davanti a tante persone simili a «pecore che non hanno pastore» (v. 36), Cristo si dedica a tutte come buon pastore e, come signore della messe, manda operai nel campo del mondo (cfr v. 38). Qual è il lavoro che devono svolgere? Dare il conforto di Dio a chi soffre: portare ca**tà dove c’è miseria, speranza dove c’è afflizione, fede dove c’è sfiducia.

Il Vangelo riporta i nomi dei primi dodici “operai”: sono discepoli fatti apostoli, cioè missionari e predicatori. Tra loro c’è Simone detto Pietro, il primo, e anche Giuda Iscariota, l’ultimo, per ricordarci che si può seguire Gesù e tradirlo, ma il Vangelo rimane per tutti parola viva e vera. La Buona Notizia che attraversa i secoli è identica, sempre giovane, fresca e liberante: «Il Regno dei cieli è vicino» (Mt 10,7)! Sì, è vicino perché in Gesù Cristo Dio si fa prossimo ad ogni uomo e ogni donna, ad ogni popolo e nazione. Quando questo Vangelo viene annunciato e praticato, il male crolla come una malattia che finisce (cfr v. 😎, come una notte che cede all’aurora, come la morte vinta dal Risorto.

È così che lo sguardo di Gesù trasforma la realtà: piena d’amore, la sua iniziativa dà vita a un popolo nuovo, la Chiesa, chiamato a continuare la missione degli apostoli: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (v. 😎. Sì, il dono di Gesù è del tutto gratis, perché il suo valore eccede ogni misura: è impossibile meritarla o “comprarla”. Questa grazia è il bellissimo nome della misericordia di Dio, che ci raggiunge ovunque, per portarci a sé. «Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe» (Mt 9,38)!

Carissimi, il compito di evangelizzare nasce dal dono di Dio che in Cristo diventa perdono per il mondo, servizio a chi è più piccolo e povero, impegno per la giustizia. Chiediamo l’aiuto della Vergine Maria, piena di grazia, affinché rispondiamo con gioia e coraggio alla missione cui Gesù ci chiama.

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Dopo l'Angelus

Cari fratelli e sorelle,

esprimo anzitutto la mia gratitudine al Signore per il Viaggio Apostolico che mi ha concesso di compiere in Spagna. Ringrazio il popolo spagnolo che mi ha accolto con grande entusiasmo e devozione. Sono grato in modo speciale a Sua Maestà il Re; ringrazio con affetto i Vescovi, tutte le comunità che ho visitato e l’intera Chiesa che è in Spagna. Que Dios bendiga siempre a España!

Desidero poi ricordare alcuni nuovi Beati: i sacerdoti diocesani Venceslao Drbola e Giovanni Bula, della Moravia; e Giovanni Świerc e otto compagni, sacerdoti salesiani polacchi. Tutti sono stati beatificati come martiri, perché vittime delle persecuzioni di regimi totalitari a motivo della loro fedeltà a Cristo. Ieri, inoltre, nel Mato Grosso, in Brasile, è stato beatificato Nazareno Lanciotti, sacerdote romano missionario, anch’egli martire, perché in nome del Vangelo difendeva i più poveri. L’esempio e l’intercessione di questi coraggiosi testimoni sostengano la missione dei presbiteri e di tutta la Chiesa.

Assicuro la mia vicinanza alle popolazioni delle Filippine colpite alcuni giorni fa da un forte terremoto. Prego per i defunti e i loro familiari, per i feriti e per tutti coloro che soffrono a causa di questa calamità.

Ed ora rivolgo il mio saluto a tutti voi, romani e pellegrini di vari Paesi!

I greet the members of the International Commission for Dialogue between the Disciples of Christ and the Catholic Church. May your reflections help us to grow in communion.

I greet all the pilgrims from the United States of America, especially the faithful from New Jersey and the Carrollton School of the Sacred Heart in Miami, Florida.

Saluto i cresimandi di Bolgare, diocesi di Bergamo, la Comunità “Casa di Maria” – che Papa Francesco chiamava “i ragazzi dell’Immacolata” – e i gruppi parrocchiali di Santa Maria delle Grazie e di Santa Francesca Cabrini in Roma.

Auguro a tutti una buona domenica!

Alcuni momenti della festa di Sant'Antonio di Padova a Masullas. Un ringraziamento sentito alla famiglia che ci ha donat...
14/06/2026

Alcuni momenti della festa di Sant'Antonio di Padova a Masullas. Un ringraziamento sentito alla famiglia che ci ha donato i pani per la festa. Grazie a tutti i gruppi, la Confraternita, le Prioresse, il gruppo di Santa Marta, i lettori, le Suore del Cenacolo e anche a tutti coloro che hanno offerto i fiori a Sant’Antonio. Grazie di cuore ad Arnaldo cacace che ha sistemato il Santo con grande attenzione e amore e anche Angelo Cau che ha servito alla Messa. Tanti auguri a tutti che portano i nomi, Antonio, Antonia, Antonello, Antonella, Tonino, Tonina, Tonio, Tonia, Antonino, Antonina, Antonietta! Buona festa a tutti!! Attrus Annus!!! SANT’ANTONIO; PREGA PER NOI🙏

L’undicesima domenica del Tempo Ordinario, Anno ACarissimi, in questa undicesima domenica del tempo ordinario, la Chiesa...
14/06/2026

L’undicesima domenica del Tempo Ordinario, Anno A

Carissimi, in questa undicesima domenica del tempo ordinario, la Chiesa ci ricorda la nostra chiamata da parte di Dio. Questa chiamata si può comprendere in due modi: in primo luogo, attraverso l'alleanza di Dio con Israele. Dio ci ha scelti e chiamati ad essere il suo popolo. In secondo luogo, attraverso Gesù Cristo, la nuova alleanza, Dio ci ha chiamati ad essere suoi discepoli. Così, Dio ci ha resi il suo popolo e ci ha riconciliati in Cristo Gesù. Dio ci ha chiamati, ciascuno per nome, ad essere un popolo a lui consacrato.

Nella prima lettura di oggi, vediamo la prima parte della nostra chiamata. Questa lettura ci parla di una delle alleanze più famose di Dio con il suo popolo nell'Antico Testamento, l'Alleanza del Sinai. Attraverso di essa, Dio fece di Israele il suo popolo e si offrì di guidarlo verso un grande destino, e il suo popolo gli offrì obbedienza.

Se il popolo rimarrà fedele alla sua promessa, sarà per sempre il popolo sacro, proprietà di Dio. Se invece fallirà a causa del suo destino umano, Dio non lo abbandonerà, ma continuerà a cercarlo. Questo è il modo di agire di Dio. Anche se noi falliamo, Dio non ci abbandona mai. Perciò, è saggio il detto: "Errare è umano, perdonare è divino".
Come esseri umani, veniamo sempre meno alla nostra parte dell'alleanza con Dio. Come gli Israeliti nell'Antico Testamento, siamo pronti a dire: "Tutto ciò che il Signore ha detto, noi lo faremo!" (Esodo 19:8). Siamo pronti a dire di sì, che crediamo e che saremo fedeli alla nostra alleanza. Tuttavia, il più delle volte, falliamo. Nonostante ciò, Dio non ci abbandona mai. Egli continua a essere fedele alla sua alleanza.

Nella seconda lettura di oggi, san Paolo ci ricorda come Dio continui ad esserci fedele attraverso il suo unico Figlio, Gesù Cristo, per la nostra salvezza: «Dio ci ama: Cristo è morto per noi quando eravamo ancora peccatori». Attraverso il sacrificio di Cristo, siamo costantemente riconciliati con Dio. Perciò, Dio non ci abbandona mai perché ci ha scelti e chiamati ad essere il suo popolo.

Il secondo aspetto della nostra vocazione è quello di essere discepoli di Cristo in un mondo che sta rapidamente perdendo il senso della vita, in un mondo in cui molti si sentono abbandonati, impotenti e senza speranza. Questa chiamata e missione sono nate dalla misericordia e dalla compassione per un mondo abbattuto e abbandonato. Perciò, il Vangelo di oggi ci dice: "Vedendo le f***e, Gesù ne ebbe compassione, perché erano stanche e abbandonate, come pecore senza pastore". Pertanto, come cristiani, ognuno di noi ha una chiamata unica. In virtù del nostro battesimo, Dio ha scelto e chiamato ciascuno di noi con il nostro nuovo nome, come ha chiamato oggi i suoi dodici apostoli, per aiutare il nostro mondo abbandonato. Questa è una chiamata e un invito speciale a risollevare e salvare il nostro mondo abbattuto dalla rovina. È una chiamata ad essere pastori fedeli gli uni degli altri. Mentre Dio e suo Figlio Gesù Cristo continuano a mostrarci misericordia e compassione, anche noi dobbiamo mostrare misericordia gli uni agli altri, specialmente a coloro che hanno fallito o sbagliato in un modo o nell'altro.

Infine, la nostra chiamata aveva uno scopo e un messaggio unici. Oggi Cristo ha inviato i suoi discepoli con istruzioni precise: «Non andate in territorio pagano né entrate in città samaritane; andate piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele e, andando, predicate: "Il regno dei cieli è vicino". Guarite i malati, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demoni».

Cristo è discriminatorio? No! Anzi, Cristo è venuto a salvare il mondo. Tuttavia, la nostra chiamata e la nostra missione devono pur iniziare da qualche parte. Dobbiamo iniziare questa missione da noi stessi. Deve cominciare nelle nostre case, nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità (missione ad intra). In seguito, la missione potrà essere estesa (ad extra) agli altri. Attraverso questo, Cristo ci ricorda che la ca**tà inizia in casa, da noi stessi. Questo è importante perché dobbiamo prima diventare il popolo di Dio, prima di diventare i suoi discepoli.

Carissimi, preghiamo dunque Dio affinché ci mantenga fedeli alla sua chiamata ad essere suo popolo e suoi discepoli.

Sia lodato Gesù Cristo.

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Via Garibaldi, 1
Masullas
09090

Telefono

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