La chiesa è stata edificata nel ‘800, la facciata in stile neoclassico, con decorazioni scolpite a mano è affiancata da due campanili. Davanti l’ingresso principale appare una scritta in latino, Infantique Iesus, l’interno in stile neoclassico è a una sola navata con quattro cappelle laterali. La chiesa ha la forma di culla rovesciata (particolare quasi commovente) e vicino l’altare sulla sinist
ra si trova la “famosa” statuetta di Gesù Bambino conservata in una teca d’argento, su di essa è posta una corona d’oro donata, nel 1950, dal cardinale Benedetto Aloisi Masella. Dietro l’altare sono conservate le spoglie di donna Isabella Gil e del suo amministratore, Notaio Ignazio Scarcia. Inoltre all’interno del Santuario sono esposte numerose tele risalenti ai secoli XVI – XIX, provenienti dal soppresso convento dei cappuccini. Tra i Santuari Mariani, Massafra annovera anche quello di MARIA SS di tutte le Grazie, che rimane fuori le mura cittadine, a mezza costa dal cosidetto CAPO DI GRAVINA, corrispondente alla punta terminale della Gravina Madonna della Scala, un tempo denominata di CALITRO o della MADDALENA.Le origini di questo Santuario legate alla leggenda della Madonna comparsa ad una pastorella nel settembre1649, all’indomani dei gravi disordini popolari del 1647/48.Fra le pie credenze diffuse a Massafra ce n’e una che ha qualche fondamento storico: una ragazza guardiana di Mucche vide un giorno che una si era allontanata dalla mandria. Si mise a cercarla e la trovò inginocchiata davanti ai ruderi della chiesa rupestre di Sant’Eustachio. Incuriosita, penetrò fra le rovine e scoprì l’affresco della Vergine.Altra versione vuole che la vergine sia apparsa in sogno ad una pastorella 1649. Entrambe le versioni sono riportate in un manoscritto del 1792 del canonico Ignazio Maria De Sanguine, in archivio Espedito Jacovelli.Fu comunque realizzato per iniziativa del Vescovo Tommaso d’Aquino, morto a Massafra il 21 agosto1651 e sepolto, per sua volontà, nell’ erigendo Santuario.Il nuovo Santuario sorse proprio di fronte al monte su cui venivano impiccati i condannati a morte, detto ancora oggi “Le Forche”, ubicato sulla sponda opposta della gravina.Fu benedetto nel 1665, come da lapide scolpita sulla facciata del tempio, che vedremo arricchito di oblazioni e di rendite per il crescente afflusso di devoti e pellegrini che ogni anno giungevano dai più lontani paesi della Calabria e del Salento.Il Santuario a navata unica di m 24×7, ha quattro altari laterali in pietra con tele secentesche del Battesimo di Gesù, San Luigi Gonzaga e San Gaetano da Thiene.Interessante l’ancona dell’altare maggiore scolpita in pietra in cui è custodito l’antico dipinto della Vergine col Bambino, a mezza figura,fiancheggiato da due statue di San Giuseppe e di S. Giovanni Nepomuceno.Accanto all’altare maggiore, in comu epistolae, vi era fino a qualche anno fa la tomba del Vescovo d’Aquino.