19/04/2026
La bellezza sale in Cattedra
La Cattedra della diversabilità apre con il concerto dell’associazione In-Armonia
Ippolit, un giovane ateo, durante la festa per il compleanno del principe Myskin, gli domanda: «È vero, principe, che una volta avete detto che il mondo sarà salvato dalla bellezza? … il principe afferma che il mondo sarà salvato dalla bellezza! Ed io, invece, affermo che ha di questi pensieri frivoli perché è innamorato… Non arrossite, principe, altrimenti mi farete pietà. Quale bellezza salverà il mondo?».
Nel celebre romanzo “L’idiota”, Fëdor Dostoevskij lascia che questa domanda resti senza risposta, sospesa proprio come nel dialogo tra Pilato e Gesù: «Che cosa è la verità?» (Gv 18,38). La forza della bellezza, come della verità, non si impone: chiede conto della propria evidenza ma fa spazio al proprio contrario. Quel dolore, che una intera comunità ha vissuto e porta con sé – tanto nel quarto vangelo quanto nell’epilogo de “L’idiota”, ma anche nella nostra comunità ferita dal lutto di Bongiorni – sembra oscurare la bellezza tanto quanto la verità, lasciandoci in balia della rabbia, della tristezza, dell’odio. Sembra davvero impossibile che la bellezza possa salvare questo mondo, che la verità possa trovare ospitalità, espulsa com’è dalla noia e dalla rabbia.
Domenica pomeriggio, presso Palazzo Ducale a Massa, l’associazione “In-Armonia” di Firenze ha eseguito un concerto con musiche tratte da Stravinskij, Šostakovič, Grieg, Mozart, Dvořák e Mancini, riadattate nella loro partitura perché fossero suonate da quattordici ragazzi disabili, affiancati dai loro dieci inseganti, realizzazione di una bellezza incastonata nell’inclusione delle diverse abilità in gioco. L’occasione è stata l’apertura della Cattedra della diversabilità, manifestazione che avrebbe dovuto aprirsi sabato, sospesa quando il Sindaco di Massa, Francesco Persiani, ha disposto il lutto cittadino per i funerali di Bongiorni.
Il dolore di una intera comunità sembra espungere la bellezza dal proprio orizzonte. Invece, come suggerito dalla direttrice dell’orchestra, Rita Urbani, la musica ha il potere di concederci uno spazio entro cui vivere le nostre emozioni, convogliarle, contenendone la forza in una armonia che lascia spazio alla loro sinfonicità. Detto da chi ha partecipato al concerto, è stata una forte emozione quella provata sentendo come la bellezza salvi dalle chiusure, abbatta le barriere che si alzano di fronte alla diversità e valorizzi, invece, le abilità che sorgono stando di fronte all’altro. La “Cattedra della diversabilità” pone le proprie radici stando alla scuola di chi si accoglie e riceve per quello che ha e che può donare, dove offrire e ricevere sono due facce della stessa medaglia: l’umanità. “Io e te” sono le parole chiave di quella salvezza che diventa vita quando la si condivide, quando la si reciproca.