Parrocchia San Teodoro in Forme

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Parrocchia San Teodoro in Forme La chiesa, risalente al 1929, è costituita da struttura portante in c.a..

L'interno è formato da tre navate, delimitate da possenti pilastri con base a croce , con retrostante abside a pianta semicircolare. La prima citazione storica del centro di Forme risale al 1768, in un manoscritto redatto da Giustino De Andreis, parroco del paese, su commissione del vescovo dei Marsi, il quale chiedeva notizie riguardo ad Albe, alle sue ville e alle sue chiese. A quell'epoca Forme era, infatti, una villa dipendente da Albe, insieme ai centri limitrofi di Massa (detta "Massa Sottana"), Massa Corona (detta "Massa Soprana"), San Pelino, Antrosano e Castelnuovo. I primi due centri furono di fatto riuniti con la ricostruzione del post terremoto del 1915 assumendo la denominazione di Massa d'Albe, mentre gli altri paesi sono passati tra il 1939 e il 1960 sotto l'amministrazione comunale di Avezzano. Il documento ecclesiastico contiene notizie anche più datate, relative alla chiesa e al paese di Forme e del suo territorio. A cominciare dal primo scavo operato presso la collina di Albe, nelle adiacenze della chiesa di Santa Maria, con il quale si tentava di far luce sugli albori della cristianità nei territori contesi in epoca italica da Equi e Marsi. Secondo De Andreis fu San Marco Galileo, ordinato vescovo da San Pietro, ad essere stato incaricato di evangelizzare gli equicoli presso il territorio di Alba Fucens a partire dal 46 d.C., lo stesso periodo in cui avvenne la predicazione nella Marsica dei santi Rufino e Cesidio. Altre notizie riportate in un documento ecclesiastico riguardano la collegiata di Albe, intesa come raggruppamento di chiese. Nel 1700 Forme era uno dei centri della zona più importanti come si poteva constatare dalla grandezza della sua chiesa, più piccola solamente di quella della collegiata albense, ovvero la chiesa di Santa Maria in Albe, situata in località Santa Maria degli Albenzi e andata distrutta a seguito del terremoto del 1915. Nel territorio di Forme erano presenti altre due chiese ora scomparse, una intitolata a San Clemente era situata in località San Chiumento, l'altra invece era situata lungo la strada per Castelnuovo. L'antica chiesa di Santa Maria in Albe risultò essere già attiva negli anni 975-984, periodo in cui si contarono dieci canonici che già nel 1575 scesero a sei. Questi furono obbligati a servire messa nei centri limitrofi almeno fino al 1602, anno in cui Albe p***e il controllo sui paesi limitrofi e cadde in decadenza, tanto che si dovette provvedere alla ricerca di un prete per officiare le messe. In particolare Castelnuovo e San Pelino continuarono a dipendere dalla collegiata di Albe per almeno cent'anni ma con il passare del tempo formarono un proprio catasto, traendo così il nome di "università", servendosi di uno stemma ed una propria autonomia. Alla separazione dei centri da Albe ed alla inevitabile decadenza cercò di opporsi Marcantonio Colonna che la riteneva una cittadina strategica su un piano militare perché fornita di mura e di una fortezza. Tuttavia le ville che intendevano separarsi acquisirono dal camerario di Napoli l'autorizzazione a separarsi da Albe mediante il pagamento di una tassa detta "colletta", simile al focatico, in quanto regolata dal numero di fuochi censiti. Forme contò 79 fuochi che, secondo alcuni calcoli, corrispondevano a circa 1.500 abitanti. Nelle Cronache Cassinesi di Leone Marsicano[5] non vengono descritti i luoghi di Forme, mentre stando allo storico Pietro Antonio Corsignani, vengono nominate le chiese di Sant'Antimo, San Benedetto, San Donato e di San Pietro di Forme. Corsignani, vescovo di Venosa e insigne storico marsicano, vissuto tra il Seicento e il Settecento, riporta in uno dei suoi libri che il luogo risultò noto per il martirio di tre cristiani di nome Vittore, Giovanni e Stefano avvenuto intorno all'anno 164 per ordine di Lucio Vero. Secondo altri studiosi, però, il luogo del martirio è da ricercarsi tra Luco dei Marsi e l'Incile del Fucino, a sud di Avezzano. Muzio Febonio, altro insigne religioso e storico abruzzese, nella sua opera Historiae Marsorum[6], segnala Forme narrando della improduttività della campagna dei dintorni di Albe. Tuttavia raccontò come il colle di Albe fosse ricco di alberi da frutto, tra cui meli, peri e noci e come il clima, temperato dalla presenza del lago Fucino, fosse piuttosto mite. Del 1881 è, invece, la relazione in cui viene descritto lo stemma di Forme che consta di cinque monti con al centro una croce e ai lati due stelle. Fino agli inizi del Novecento risultarono possessori di alcuni terreni nei dintorni di Forme e di alcuni pascoli nei pressi del monte Magnola, i Colonna, ex signori di Avezzano e di gran parte della Marsica fino al 1806, anno dell'eversione feudale. A Forme tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del XX secolo visse in gioventù Domenico Pacini, fisico e meteorologo italiano, pioniere dello studio dei raggi cosmici che condusse i suoi primi esperimenti sul monte Velino.

Pranzo gentilmente offerto dal Gruppo Alpini di Forme 👍
25/10/2026

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28/09/2026

Visita del Vescovo Massaro al Cardinale Paul Poupard ospite ( ma ormai di casa ) della comunità di Forme all’insegna della cordialità nel giorno delle Cresime .

06/09/2026

E anche questo video parla da sé … A volte il lavoro migliore è quello che non si nota… finché manca.
E allora ci si accorge di chi davvero teneva in piedi tutto.

Auguri per i vostri primi 50 anni di matrimonio !
05/09/2026

Auguri per i vostri primi 50 anni di matrimonio !

02/09/2026

C’è chi lavora… e poi c’è chi parla del lavoro degli altri come se avesse una laurea in “osservazione avanzata”.
I primi muovono il mondo, i secondi muovono solo l’aria.
Ma va riconosciuto un merito ai chiacchieroni: senza di loro, il silenzio sarebbe molto più produttivo.

17/08/2026

SAGRA DELLA CROCCANTE 2026

Non dite poi che ho pregato male …. SAGRA DELLA CROCCANTE 2026
17/08/2026

Non dite poi che ho pregato male ….
SAGRA DELLA CROCCANTE 2026

ANCHE IL PARROCO HA BISOGNO DI QUALCUNO CHE LO SOSTENGARIFLESSIONE Spesso vediamo il parroco celebrare la Messa, predica...
17/08/2026

ANCHE IL PARROCO HA BISOGNO DI QUALCUNO CHE LO SOSTENGA

RIFLESSIONE

Spesso vediamo il parroco celebrare la Messa, predicare, confessare, benedire le case, assistere i malati e incoraggiare la comunità. Tuttavia, raramente percepiamo il peso di ciò che porta sulle spalle una volta terminata la celebrazione e chiuse le porte della chiesa.
L'immagine lo rappresenta con ironia, ma anche con profonda verità: sulle sue spalle gravano progetti edilizi, riunioni, gestione dei social media, conferenze, iniziative, preoccupazioni per la salute, problemi, chiacchiere, benedizioni e le necessità individuali di ogni persona. Tutti cercano il sacerdote perché si fidano di lui, ma a volte dimentichiamo che anche lui è umano: si stanca, si preoccupa e ha bisogno di riposo.
Il parroco non è stato chiamato a fare tutto, bensì a guidare la comunità verso Cristo. Anche Mosè cercò di farsi carico da solo di tutti i problemi del popolo, finché non ricevette questo consiglio:
> «Non va bene quello che fai. Finirai per sfinirti, tu e questo popolo che è con te, perché il compito è troppo pesante per te».
Esodo 18,17-18
Una parrocchia matura non è quella in cui il sacerdote fa tutto, ma quella in cui ogni battezzato scopre la propria missione. La Chiesa non può poggiare esclusivamente sulle spalle del parroco; ha bisogno delle mani, dei cuori, delle preghiere e dell'impegno di tutti.
Qualcuno/a si è mai chiesta :
“Quale peso posso aiutarlo a portare ?
Posso servire con un maggiore senso di responsabilità?
Posso evitare critiche e chiacchiere?
Posso rispettare il suo tempo e la sua necessità di riposo?
Posso pregare per lui invece di pretendere una soluzione immediata per tutto “ ?

A volte ci aspettiamo che il sacerdote sia amministratore, psicologo, costruttore, comunicatore, mediatore, consigliere e persino esperto di social media: tutto questo prima di colazione. Eppure, la sua missione principale è quella di essere un pastore: annunciare il Vangelo, celebrare i sacramenti e guidarci all'incontro con Gesù.
Voler bene al parroco significa anche comprendere che egli non ha bisogno di ammiratori, bensì di una comunità che condivida la responsabilità. Non ha bisogno di persone che aggravino il suo peso, ma di discepoli che lo aiutino a sostenere la missione.

Ringraziate Dio per i vostri parroci: per le volte in cui hanno celebrato la Messa anche quando erano esausti, per le parole che hanno ridato speranza, per le confessioni ascoltate, per le lacrime condivise e per le preghiere offerte per noi all'insaputa di tutti.
Dietro il sacerdote che sostiene una comunità c'è un uomo che ha bisogno, a sua volta, di essere sostenuto.
Una parrocchia davvero viva, infatti, non si limita a dire: "Padre, faccia qualcosa", ma dice anche: "Padre, conti su di me".

Indirizzo

SP 24 Per Alba Fucens, 14, Forme AQ
Massa D'Albe
67050

Orario di apertura

Mercoledì 16:00 - 18:00
Venerdì 16:00 - 18:00
Sabato 16:00 - 18:00
Domenica 10:00 - 12:00

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