Parrocchia di Marsiliana

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07/09/2026

Il miracolo del cristianesimo: rendere visibili gli invisibili - 7 settembre

06/09/2026
05/09/2026

📅 𝗧𝗼𝗿𝗻𝗮 𝗹𝗮 𝗧𝗿𝗲 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶𝗼𝗰𝗲𝘀𝗮𝗻𝗮

𝐃𝐚 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐨𝐥𝐞𝐝𝐢̀ 𝟏𝟔 𝐚 𝐯𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝟏𝟖 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞, la apre il primo anno di un cammino triennale con la Tre giorni di formazione dal titolo "𝙇𝙖 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙖 𝙧𝙚𝙡𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙘𝙤𝙣 𝘾𝙧𝙞𝙨𝙩𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙚𝙨𝙨𝙚𝙧𝙚 𝙘𝙤𝙢𝙪𝙣𝙞𝙩𝙖̀".

Al centro, la sfida indicata dal vescovo Bernardino: ripartire dalla relazione personale con Cristo come cuore da cui tutto prende senso, per essere comunità capaci di accogliere tutti, senza escludere nessuno.

🗓️ 𝙄𝙡 𝙥𝙧𝙤𝙜𝙧𝙖𝙢𝙢𝙖
🔹 Mercoledì 16 settembre — 𝒅𝙤𝒏 𝑳𝙪𝒊𝙜𝒊 𝑴𝙖𝒓𝙞𝒂 𝑬𝙥𝒊𝙘𝒐𝙘𝒐, teologo, filosofo e scrittore
🔹 Giovedì 17 settembre — 𝙎.𝙀. 𝑴𝙤𝒏𝙨. 𝑭𝙧𝒂𝙣𝒄𝙤 𝙂𝒊𝙪𝒍𝙞𝒐 𝑩𝙧𝒂𝙢𝒃𝙞𝒍𝙡𝒂, vescovo di Novara
🔹 Venerdì 18 settembre — 𝗶𝗹 𝘃𝗲𝘀𝗰𝗼𝘃𝗼 𝗕𝗲𝗿𝗻𝗮𝗿𝗱𝗶𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗶𝗹 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗼 𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗽𝗮𝘀𝘁𝗼𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗽𝗮𝘀𝘁𝗼𝗿𝗮𝗹𝗶

📍 Tutti gli incontri alle 𝐨𝐫𝐞 𝟐𝟏.𝟎𝟎, 𝐬𝐚𝐥𝐚 𝐕𝐚𝐧𝐧𝐮𝐜𝐜𝐢𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐫𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐅𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 (ingresso da via Portogallo), Grosseto.

PER APPROFONDIRE: https://www.diocesidigrosseto.it/blog/la-nostra-relazione-con-cristo-la-tre-giorni-diocesana-per-lavvio-dellanno-pastorale/

05/09/2026

Non chiamare Mia Volontà la tua paura e non dire: «Se Dio vorrà, a Dio piacendo…», quando in realtà vuoi dire: «Non ho il coraggio e la buona volontà di operare».

Non chiamare abbandono ciò che è soltanto rinuncia, né umiltà ciò che nasce dalla pusillanimità, perché Io ti ho insegnato a chiedere, a cercare, a bussare; ti ho parlato di talenti da trafficare, non da sotterrare, e ho chiesto a Pietro di gettare ancora una volta le reti, dopo una notte intera trascorsa senza prendere nulla.

La Mia Volontà non è fatalismo e abbandonarsi a Me non significa sedersi sul ciglio della strada aspettando che Io faccia al posto tuo ciò che ho affidato alle tue mani. Certe Mie ispirazioni si realizzano dopo aver lungamente pregato e alacremente operato, con santo distacco ma cordiale dedizione. Ti ho dato un’intelligenza perché tu la usassi, una volontà perché tu la esercitassi, dei talenti perché tu li facessi fruttificare, delle occasioni perché tu sapessi riconoscerle; ti ho dato mani per lavorare, piedi per camminare, occhi per vedere, prudenza per discernere, coraggio per avanzare e, insieme a tutto questo, anche i mezzi.

Ricordi ciò che dissi di colui che vuole costruire una torre? Prima si siede e calcola la spesa, per vedere se possiede quanto occorre per portarla a compimento. E ricordi il re che deve andare in guerra? Prima considera se con diecimila uomini può affrontarne ventimila. Non ti ho insegnato l’improvvisazione irresponsabile, né a buttarti nel vuoto chiamandolo Fede, perché la Fede che ti chiedo non è cieca, ma fiduciosa; non è fideismo, non è rinuncia alla ragione e non è un salto nell’assurdo.

L’abbandono cristiano comincia proprio laddove, dopo aver pregato, riflettuto, cercato consiglio e adoperato rettamente i mezzi che possiedi, riconosci che non tutto è nelle tue mani e allora ti affidi a Me: non perché hai smesso di ragionare, ma perché hai compreso fin dove può arrivare la tua ragione; non perché non vedi nulla, ma perché, oltre ciò che riesci a vedere, sai Chi ti conduce.

Questa è Fede: non chiudere gli occhi davanti alla realtà, ma aprirli alla Mia presenza dentro la realtà. La Fede non disprezza i mezzi: li ordina; illumina la prudenza e, senza chiederti di cessare di vedere, ti insegna dove guardare.

Anche confidare in Me senza voler usare ciò che Io stesso ti ho messo a disposizione può diventare una forma di presunzione. Nel deserto il tentatore Mi disse di gettarmi dal pinnacolo del tempio, perché gli angeli Mi avrebbero sorretto, e Io gli risposi: «Non tenterai il Signore Dio tuo». Comprendi, dunque, che non è Fede esporsi inutilmente al pericolo e poi pretendere il miracolo; non è Fede rifiutare ogni mezzo umano e chiedere a Me di supplire alla tua negligenza; non è Fede seminare nulla e pretendere il raccolto; non è Fede non prepararsi e poi invocare la Provvidenza perché ripari ciò che la tua pigrizia ha trascurato.

Io benedico il seme che affidi alla terra, ma il seme devi seminarlo; benedico il tuo lavoro, ma devi lavorare; benedico il tuo studio, ma devi aprire il libro; benedico il progetto che può fare del bene, ma devi pensarlo, prepararlo, correggerlo, cercare gli uomini giusti, trovare umilmente gli aiuti necessari e avere il coraggio di cominciare. Poi, quando avrai fatto quanto dipende da te, lascia a Me ciò che non dipende da te, perché quello è il vero abbandono.

L’abbandono cristiano non viene prima del tuo dovere per dispensartene, ma lo accompagna mentre lo compi e lo corona quando hai fatto ciò che ti era possibile fare. Pietro dovette pescare il pesce che aveva la moneta d’argento in bocca, i servi di Cana dovettero riempire d’acqua le giare, gli uomini dovettero togliere la pietra dal sepolcro di Lazzaro, il cieco dovette andare a lavarsi, gli Apostoli dovettero lasciare le loro case, percorrere strade, attraversare mari, affrontare persecuzioni e portare il Vangelo fino agli estremi confini della terra.

Io potevo fare tutto senza di loro, ma ho voluto farlo con loro, e voglio operare anche con te. Per questo non attribuire alla Mia Volontà ogni porta alla quale non hai avuto il coraggio di bussare, ogni strada che non hai percorso, ogni opera che hai abbandonato prima ancora di averla veramente incominciata.

Talvolta una porta chiusa è davvero una Mia misericordia, talvolta un fallimento ti preserva da un male e talvolta ti domando di lasciare ciò che ami perché conosco ciò che tu non puoi vedere; ma non decidere troppo in fretta che una difficoltà sia un Mio «no». Una difficoltà può essere semplicemente una difficoltà, una salita non è necessariamente un divieto e una croce non è sempre il segnale che hai sbagliato strada. Se così fosse, nessuno dei Miei santi avrebbe perseverato.

Quante cattedrali non sarebbero state innalzate se il primo ostacolo fosse stato interpretato come segno della Mia contrarietà; quante opere di bellezza non sarebbero mai nate, quante missioni sarebbero rimaste sogni e quante anime non sarebbero state raggiunte. Io non ti ho creato per l’inerzia, ma perché tu cresca nel bene, edifichi te stesso ed edifichi gli altri, rendendo fecondo ciò che hai ricevuto.

Non tutti avranno una grande missione agli occhi del mondo, ma questo non importa. Puoi edificare educando un figlio, facendo bene il tuo lavoro, componendo una musica, scrivendo una pagina, curando un malato, costruendo una casa, studiando una scienza, assistendo un povero, difendendo una verità, consolando chi soffre; puoi edificare anche facendo bene una cosa piccolissima che nessuno vedrà mai, perché Io non misuro la grandezza delle opere come la misura il mondo, ma guardo l’amore con cui le compi e la fedeltà con cui sviluppi ciò che ti ho affidato.

Perciò non avere paura di desiderare il bene, di migliorarti e di tentare una strada buona soltanto perché potrebbe essere difficile. Esamina, discerni, prega, consigliati, calcola ciò che occorre, cerca i mezzi, preparati e poi cammina, perché se dovrò fermarti saprò farlo, se dovrò correggere la tua strada saprò mostrartelo e, se una porta dovrà chiudersi, non avrai bisogno di chiuderla tu per paura prima ancora di averla raggiunta.

Tu rimani nella Mia grazia, fuggi il peccato, cerca ciò che è buono e fa’ con rettitudine ciò che puoi. Non pretendere da Me miracoli per giustificare ciò che hai omesso, ma non credere neppure che tutto dipenda soltanto dalle tue forze. Usa ogni mezzo lecito come se il suo buon uso fosse affidato interamente alla tua responsabilità e poi consegnami il risultato come se tutto dipendesse da Me, perché è proprio in questo incontro tra la tua libertà e la Mia Provvidenza che l’opera umana diventa veramente feconda.

Tu operi e Io ti accompagno; tu semini e Io mando la pioggia; tu costruisci e Io benedico la casa; tu combatti la buona battaglia e Io non ti lascio solo sul campo. Quando avrai fatto tutto ciò che potevi fare, persino ciò che sembrava superiore alle tue forze, allora potrai riposare veramente nella Mia Volontà, non nella rassegnazione di chi non ha tentato, ma nella pace di chi ha amato, pregato, pensato, lavorato, combattuto e infine può dire: «Signore, io ho fatto quanto potevo. Il resto appartiene a Te».

Roberto Bonaventura

Meditazione verosimile in forma di prosopopea.

26/08/2026

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Piazza Della Chiesa
Marsiliana
58014

Telefono

+393391538641

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