Oratorio Parrocchiale Marsico Nuovo

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26/04/2026

26 Aprile
❗️Festa del ritrovamento e traslazione delle reliquie di San Gianuario.

🕰️ Ore17:30 Santa Messa solenne nella Chiesa di San Gianuario, segue processione per le strade della cittá.

📍Secondo la tradizione orale, il ritrovamento avvenne nell’anno 853, quando una donna di nome Susanna ricevette in sogno - da San Gianuario - l’indicazione con il luogo della sepoltura.

🙏🏻Come recita la supplica, sentiamoci onorati di custodire le sue reliquie e preghiamo il nostro Santo Patrono perché continui a vegliare sulla nostra comunità e infonda speciali benedizioni su ciascuno.

Buongiorno ragazzi e Buona domenica di Pasqua, di Resurrezione!Possiamo dire che questa domenica è all'insegna della sor...
05/04/2026

Buongiorno ragazzi e Buona domenica di Pasqua, di Resurrezione!
Possiamo dire che questa domenica è all'insegna della sorpresa, nel vero senso della parola. Tutti noi abbiamo in mente gli eventi accaduti nel triduo pasquale, cioè nei giorni appena trascorsi di Giovedì, Venerdi e il Sabato santo. La vicenda di Gesù di Nazareth, uomo buono che ha camminato per tutta la Palestina facendo del bene e parlandoci del Padre e del suo amore, viene ucciso sul patibolo della croce.
Questa morte così ignominiosa lo rende, agli occhi di tutto il mondo, un perdente. I suoi amici, quando fu catturato, sono scappati per paura, certo, ma questa loro fuga dava ragione a quanti dicevano di loro: Avete visto? È finita come sempre: vince chi è più forte, chi usa la violenza, chi comanda.
A volte succede così anche ai nostri giorni. Ci sono ragazzi che la pensano proprio in questo modo: comanda chi è più forte, chi sa fasi valere, chi si occupa solo dei suoi interessi.
Il vangelo di oggi ci dice invece che l'amore vince sempre, e vediamo insieme come ce lo mostra.
Il racconto si apre con la figura di una donna, Maria di Magdala, discepola e amica di Gesù che, quando ancora è buio, si reca alla tomba dove il Maestro era stato sepolto.
Deve compiere i riti della sepoltura che non si erano potuti fare al momento della reposizione del ca****re perché, in quel giorno, iniziava una festa ebraica solenne e dovevano cessare tutti i lavori manuali.
Maria va alla tomba per onorare il corpo di Gesù e compiere su di lui i riti funebri.
Ha la morte nel cuore per la tristezza e il dolore, lo capiamo tutti molto bene, e il suo cuore è al buio proprio come il mattino ancora senza la luce del sole.
Può capitare anche a voi a volte di avere il buio nel cuore, magari per la paura di una interrogazione, oppure perché avete litigato con un vostro amico, oppure perché la sera prima i genitori vi hanno ripreso per qualche cosa che non è andata bene... insomma succede a tutti, grandi e piccini, di avere il buio nel cuore.
Quando Maria arriva al sepolcro scopre che la pietra che chiudeva la tomba era rotolata, e perciò quella tomba era spalancata.
Allora di corsa torna indietro per raccontare questo fatto ai discepoli.
La tomba aperta è un fatto davvero grave, così la pensano Maria e i Discepoli!
Credono che qualcuno di notte abbia portato via il corpo di Gesù... questo reca loro una tristezza ancora più grande perché non possono andare neppure a pregare sulla tomba del loro Maestro.
I discepoli sono disorientati e due di loro corrono per andare a vedere. Sono il discepolo più giovane di nome Giovanni e quello più anziano di nome Pietro.
Giovanni ha le gambe scattanti e il cuore che batte forte. Corre velocissimo e arriva per primo davanti alla tomba. Pietro è più grande di età, ha il fiato corto e corre più piano.
Di solito, chi arriva primo grida: Ho Vinto! Sono il Primo! e si gode il premio. Ma Giovanni fa una cosa incredibile: si ferma sulla porta. Non entra. Resta lì, col fiato grosso, a guardare il buio del sepolcro.
Perché non entra?
Perché sa che Pietro è il loro capo, il loro punto di riferimento, e vuole che sia lui il primo a vedere.
Giovanni ci insegna che la gioia più bella non è quella che ti prendi da solo, ma quella che aspetti di condividere con un amico. È come quando hai una notizia bellissima, ma aspetti che torni a casa il tuo fratellino o la tua mamma per raccontarla insieme, perché da solo non è la stessa cosa.
Quindi Pietro entra per primo nel sepolcro. Guarda con attenzione, vede i teli per terra. Vede il sudario (il fazzoletto che copriva il viso del defunto) piegato in un angolo.
Pietro vede le cose, ma il suo cuore è ancora pieno di tristezza e confusione: vede, ma non riesce a guardare in profondità. È come quando noi guardiamo un puzzle sparso sul tavolo: vediamo i pezzi, ma non capiamo ancora che disegno uscirà fuori.
Poi entra l'altro discepolo. Lui è più giovane, ed è come se avesse un paio di occhiali speciali. Infatti non guarda solo i teli vuoti. Lui vede e crede. Quei teli, messi in quel modo, raccontano l'assenza di Gesù come una presenza. Giovanni non ha bisogno di vedere Gesù in carne ed ossa per capire che è vivo. Gli basta vedere per credere, cioè per andare oltre le cose che guarda.
Che cosa significa questo andare oltre per un bambino?
È come quando la mamma ti fa una carezza: lo sguardo come quello di Pietro vede una mano che si muove sulla tua guancia. Lo sguardo come quello di Giovanni sente che quella mano che ti accarezza il volto, ti dice ti voglio bene, senza parole.
Giovanni vede il segno (i teli) e capisce il messaggio: GESÙ NON È QUI PERCHÉ È RISORTO!
Pietro si ferma all'indizio, Giovanni arriva alla soluzione del mistero perché va oltre, usa gli occhi dell'amicizia e della fiducia.
Questo vangelo ci dice che siamo chiamati, nella vita, ad avere occhi come quelli di Giovanni che guarda oltre!
Come possiamo imparare a farlo?
Bisogna imparare a non fermarsi solo a ciò che vediamo con gli occhi, ma guardare anche con gli occhi del cuore, dell'amore, della fiducia, della fede.
La Pasqua di Gesù ci insegna ad avere il coraggio di credere che, anche quando fuori sembra tutto buio o finito, il Signore è all'opera per preparare una sorpresa meravigliosa.
Il mio augurio per voi in questa Pasqua è questo: che possiate avere sempre "lo sguardo di Giovanni. Lo sguardo di chi si fida di Dio, del suo amore.
Perché la fede non è vedere e toccare, ma andare con lo sguardo oltre, fidandosi della Parola del Maestro. Questa fiducia ci offre lo sguardo giusto per camminare nella fede del Signore.
Gesù, del Padre, si è sempre fidato anche nel dolore, anche nella paura. E ha insegnato ai discepoli a fare questo. Qualcuno ha imparato prima degli altri, come Giovanni, qualche altro imparerà più lentamente, ma la cosa importante è IMPARARE AD AVERE QUESTO SGUARDO.
Che i vostri occhi sappiano sempre andare "oltre" ciò che appare, ciò che viene mostrato, andare oltre i capricci, le tristezze, le solitudini, le rabbie, "oltre" per scorgere la luce della Risurrezione che brilla in ognuno di voi e in tutte le persone.
Siate portatori di questa gioia invisibile ma potentissima: Gesù è risorto e, come la sua tomba è vuota, così anche le nostre tombe lo saranno perché la resurrezione di Gesù ci insegna che chi crede in lui, anche se muore, vivrà come lui.
Buona Pasqua a tutti voi, piccoli grandi discepoli!
Commento a cura di Piera Cori

05/04/2026

📌5 Aprile Pasqua di Resurrezione
📍Chiesa San Gianuario
🕰️Ore 11:30 Santa Messa solenne

Regina coeli, laetare, alleluia.
Quia quem meruisti portare, alleluia.
Resurrexit, sicut dixit, alleluia.
Ora pro nobis Deum, alleluia.

Buona Pasqua di Resurrezione!!!

04/04/2026

📍Sabato 4 Aprile

❗️SABATO SANTO - VEGLIA PASQUALE DELLA NOTTE SANTA

📌Ore 22:00 - Chiesa San Gianuario
Inizio solenne veglia Pasquale celebrata dal nostro Arcivescovo S.E.Rev.ma Mons Davide Carbonaro O.M.D

“Di questa notte è stato scritto:
la notte splenderà come il giorno,
e sarà fonte di luce per la mia delizia.“

03/04/2026

Venerdì 3 Aprile
📌VENERDÌ SANTO - In Passione Domini

⌛️Ore 18:00 - Chiesa San Gianuario
Celebrazione della Passione di N.S Gesù Cristo e a seguire processione con le statue del Cristo morto e dell’Addolorata.

❗️La Chiesa di San Michele resterà aperta tutta la giornata per la preghiera personale davanti a Gesù Eucarestia.

“Stabat Mater dolorósa
iuxta crucem lacrimósa,
dum pendébat Fílius.

Cuius ánimam geméntem,
contristátam et doléntem
pertransívit gládius.

O quam tristis et afflícta
fuit illa benedícta
Mater Unigéniti!”

02/04/2026

📌2 Aprile 2026 Giovedì Santo

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me».”

📌⌛️Ore 18:00 Chiesa San Gianuario
Santo Rosario Meditato

📌⌛️Ore 18:30
Santa Messa in Coena Domini e rito della lavanda dei piedi,seguirà una breve processione con il S.S Sacramento verso la Chiesa di San Michele dove sarà allestito l’Altare della Reposizione (Sepolcro).

📌Ore 22:00 Chiesa San Michele
Preghiera Comunitaria davanti a Gesù Eucarestia

❗️Sono sospese le visite guidate nella Chiesa di San Michele fino a Domenica 5 Aprile!

01/04/2026

❗️Da domani mattina, a partire dalle ore 10:00, la chiesa di San Michele sarà aperta per accogliere tutti coloro che hanno preparato il grano per l’Altare della Reposizione.

📌Si ricorda inoltre che da domani a lunedì 6 Aprile le visite guidate nella Chiesa di San Michele sono Sospese!

Se dovesse arrivare oggi una persona famosissima, ad esempio un calciatore, un cantante, il presidente della repubblica,...
29/03/2026

Se dovesse arrivare oggi una persona famosissima, ad esempio un calciatore, un cantante, il presidente della repubblica, il re d'Inghilterra, secondo voi come arriverebbe? Sicuramente arriverebbe o con un elicottero, o con un jet privato, o con un'auto di lusso.
Quanto contrasta il confronto con il Figlio di Dio, di cui oggi festeggiamo l'entrata in Gerusalemme! Gesù entra seduto su un asino!
È un'immagine proprio strana... "Almeno fosse entrato in città su un cavallo che è un animale più di lusso!" potremmo pensare. Ma invece usa proprio un asino che è l'animale dei poveri e di chi lavora.
Forse voi non sapete a che cosa servivano, nei tempi passati, gli asini.
Erano animali apprezzati per la loro resistenza, forza e capacità di adattamento in ambienti difficili. Il loro compito principale è sempre stato quello di "bestie da soma", cioè animali utilizzati per il trasporto di carichi pesanti come legna, pietre, carbone, specialmente su sentieri stretti, scoscesi o in zone montuose dove i carri non potevano passare. Venivano usati anche per il lavoro agricolo per arare e per far girare le macine del grano. Erano utilizzati anche nelle miniere perché erano ideali per muoversi in spazi piccoli, come lo erano le gallerie minerarie.
Nel corso della storia, e anche durante la Prima e Seconda Guerra Mondiale, gli asini sono stati usati anche per trasportare munizioni, provviste e materiali vari in terreni difficili, inadatti ai mezzi motorizzati.
Poi, grazie alla meccanizzazione dell'agricoltura e all'arrivo dei mezzi di trasporto a motore, l'uso degli asini è diminuito.
Tutto questo che vi ho detto è per farvi capire il significato di questa entrata a Gerusalemme di Gesù su un asino: non è un re che vuole farsi vedere, che vuole comandare o mostrare il suo potere... è invece un re umile e mite. Gesù ci insegna che la vera grandezza non sta in chi comanda, ma in chi si mette a servizio degli altri.
Egli ci ha mostrato che essere un "capo" nel Suo Regno non significa stare seduti su un trono, ma essere quello che tiene la "porta aperta" per tutti gli altri, cioè che è sempre accogliente nei confronti di tutti.
L'esempio più importante che Gesù ci ha lasciato è la lavanda dei piedi che ha fatto ai suoi apostoli durante l'ultima cena. Ai suoi tempi, le strade erano polverose e si portavano i sandali. Lavare i piedi era il lavoro più umile di tutti.
Immaginate Gesù, che è il Re dell'Universo, che si mette in ginocchio per lavare i piedi sporchi dei suoi amici. Non l'ha fatto perché doveva, ma per dire: "Ti voglio bene e mi prendo cura di te", perché la grandezza non è farsi servire ma servire, accorgersi di chi ha bisogno e mettersi a disposizione.
Per fare un esempio, prendiamo in considerazione una squadra di calcio. Chi è il vero capitano? Quello che segna tutti i gol e si vanta, o quello che passa la palla al compagno che non ha mai segnato per farlo felice?
Il vero "grande" è quello che aiuta tutta la squadra a giocare meglio, non quello che vuole brillare da solo!
Chi serve è come un "ponte" che permette agli altri di passare, cioè di essere felici.
Vediamo alcune situazioni in cui potreste essere un "ponte" e non un "burrone". Pensate a una giornata a scuola: se vedete un compagno che ha dimenticato la merenda o che è triste perché non sa fare un compito e voi lo aiutate, in quel momento siete più grandi di qualsiasi re perché avete usato la vostra disponibilità per fare felice qualcun altro. Un altro esempio potrebbe essere questo: invece che decidere sempre voi il gioco, chiedere ai vostri amici: "A che cosa vi piacerebbe giocare?". Oppure, a tavola, invece che prendere il pezzo più grande della torta, aspettare che si servano gli altri. Oppure, invece che prendere in giro chi sbaglia per sentirsi più bravo, sedersi vicino al compagno che ha più difficoltà nell'apprendimento ed aiutarlo.
Potete pensare a tante altre situazioni considerando le vostre giornate... lascio a voi fare l'esame di coscienza per capire dove e quando non avete agito bene oppure dove e quando vi siete comportati come vorrebbe Gesù.
Oggi siete venuti in chiesa sventolando un rametto di ulivo. Perché?
Perché, come la folla un tempo, volete far festa anche voi a Gesù, il re dei re!
E perché i rami di ulivo? Il motivo più importante viene dalla Bibbia, dalla storia di Noè e del diluvio universale. Dopo tanta pioggia, Noè fece volare una colomba per vedere se c'era terra ferma. La colomba tornò con un rametto di ulivo nel becco. Quel rametto era il segnale che la terra era di nuovo un posto sicuro e che Dio si era riconciliato con l'umanità. Da allora, l'ulivo dice a tutti: "La tempesta è finita, ora torna il sereno". L'ulivo è il simbolo della pace.
Vorrei proporvi questo piccolo gesto: prendete il rametto di ulivo. Se oggi avete discusso con un amico o un fratellino, scambiatevi il rametto. Sarà il vostro modo per dire, come la colomba di Noè: "Il brutto tempo è passato, torniamo a sorridere!".
Accogliere Gesù con l'ulivo, allora, significa dirgli: "Vogliamo che nel nostro cuore e nel mondo ci sia la tua pace".
Nel Vangelo ci viene detto anche che la folla gridava: «Osanna al figlio di Davide!». "Osanna" è un grido di gioia, un grido di festa grandissima, più grande della gioia che si prova allo stadio dopo un goal!
"Osanna" significa "Salvaci! Aiutaci! Evviva!". È come dire a Gesù: "Sei tu il nostro supereroe, sei l'unico che può portarci la vera felicità! Sei il nostro Re speciale, siamo felici che tu sia qui, aiutaci ad essere buoni come Te!".
Perché "Figlio di Davide"? Sapete anche voi quanto importante sia sapere di chi siamo figli! A me, ad esempio, è capitato qualche volta di spiegare chi ero a qualcuno che me lo chiedeva ma non mi riconosceva... e quando dicevo che ero figlia di Luigi Visonà e di Luigia Altissimo, e che il mio nonno si chiamava Eliseo e che era il sarto da uomo di Valdagno, allora subito capivano chi ero io.
Gesù, Figlio di Davide: Davide era il re più grande e amato della storia d'Israele. Dicendo "Figlio di Davide", la gente voleva dire: "Gesù, noi lo sappiamo che sei Tu il Re che aspettavamo da tanto tempo! Il tuo antenato è stato il re più famoso e amato da Dio. Sei Tu il Messia promesso che porterà l'amore nel mondo".
La Domenica delle Palme è dunque una domenica di festa e Gesù ci fa capire che il Suo è un regno di pace e di amicizia, non di forza: è la festa di chi sceglie la gentilezza. La folla agitava i rami che è come fare un grande applauso o sventolare una sciarpa allo stadio. Inoltre la gente era così felice che si toglieva i mantelli e li stendeva per terra creando un tappeto per far passare Gesù: quando qualcuno stende un tappeto per te significa che sei un ospite d'onore!
La Domenica delle Palme dà inizio alla Settimana Santa.
È una settimana speciale, la più importante dell'anno perché è il momento in cui Gesù ci fa il regalo più grande che si possa fare, è quella settimana in cui Gesù ci mostra, con la sua vita, quanto ci vuole bene perché ci dona tutto se stesso.
Quel rametto di ulivo che porterete a casa non è un portafortuna, ma è un promemoria. Ogni volta che lo guardate ricordatevi di fare un gesto di pace: chiedere "scusa", non litigare, dire "grazie", domandare "permesso", perdonare...
È il modo più bello per fare festa a Gesù.

29/03/2026

🌿 Domenica delle Palme – 29 Marzo 🌿

La nostra comunità si prepara ad accogliere con gioia l’inizio della Settimana Santa, commemorando l’ingresso di Gesù a Gerusalemme.

📍 Programma delle celebrazioni:
🕙 Ore 10:00 – Galaino
Benedizione delle palme e Santa Messa

🕦 Ore 11:15 – Sagrato Chiesa San Gianuario
Benedizione delle Palme, segue Santa Messa solenne

🕓 Ore 16:00 – Pergola
Benedizione delle Palme e Santa Messa

✨ Insieme iniziamo questo cammino verso la Pasqua con fede e raccoglimento.

26/12/2025

📌26 Dicembre
FESTA DI SANTO STEFANO, PROTOMARTIRE

«In tanti Paesi i cristiani non hanno diritti. Se porti una croce, vai in galera e c’è gente in galera; c’è gente condannata a morire per essere cristiana o uccisa e il numero è più alto dei martiri dei primi tempi». (Papa Francesco)

Nella festa di santo Stefano volgiamo una preghiera e un ricordo per tutti i cristiani che sono perseguitati per la loro fede, perché il Signore possa concedere loro
lo spirito di pazienza e di amore.

Ore 17:30 Chiesa di San Marco
Santa Messa

(In foto: MARTIRIO DI SANTO STEFANO, chiesa San Michele, MARSICO NUOVO)

Indirizzo

Via S. Francesco
Marsico Nuovo
85052

Sito Web

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