04/07/2018
A Marsala esiste una forma di “accoglienza” innovativa e responsabile, grazie alla quale si aiutano gli italiani meno fortunati attraverso i richiedenti asilo. Perchè non considerare la possibilità di adottare il sistema di accoglienza "responsabile" sperimentato dalla Fondazione Francesco D’Assisi? La Fondazione impiega per intero gli avanzi di gestione del centro di accoglienza per dare un tetto, sfamare e provvedere alle altre necessità primarie e secondarie di famiglie, uomini, donne e bambini italiani in grave difficoltà economica e/o sociale. In questa maniera, il dovere morale dell’accoglienza dell’immigrato diviene uno strumento, una risorsa, un’opportunità per gli italiani meno fortunati. Al Presidio di Pace, senza alcuna convenzione, aiutiamo italiani e stranieri più meritevoli ad integrarsi nella nostra società....
Il “Presidio di Pace” a porte aperte.
L’ accoglienza responsabile di italiani e stranieri della Fondazione Francesco d’Assisi
Invitiamo istituzioni e cittadini a venirci a trovare per toccare con mano la nostra realtà che permette di non ve**re meno al dovere dell’accoglienza senza però rinunciare alla sicurezza, alla trasparenza e mantenendo al centro gli interessi degli italiani.
La Fondazione Francesco D’Assisi, pur gestendo uno tra i più piccoli centri d’accoglienza della provincia di Trapani, ritiene di poter dire, per esperienza diretta, che quanti lamentano l’insostenibilità dell’attuale sistema di accoglienza hanno ragione.
I punti critici, a nostro modo di vedere, sono:
- l’esistenza, in molti casi, di un vero e proprio business dell’accoglienza, grazie al quale in pochi si arricchiscono in maniera spesso spropositata sulle spalle dello Stato e della solidarietà;
- la necessità impellente di regolamentare con buon senso i flussi migratori e porre fine a forme indiscriminate di accoglienza
- la necessità di adottare politiche tali che i giovani italiani disoccupati non si sentano oggetto di minori attenzioni, da parte dello Stato, rispetto ai richiedenti asilo;
- la necessità che, seppur con metodi responsabili e umani, il nostro Paese torni a farsi sentire e valere in Europa, affinché il dovere dell’accoglienza sia equamente ripartito tra tutti i membri dell’Unione.
D’altra parte, però, è altrettanto vero che non sono accettabili reazioni al problema prive di umanità e toni carichi di odio, violenza verbale e forme di razzismo. Comprendiamo chi fa politica che, a prescindere dagli schieramenti, mira a raccogliere il consenso di quanti sono più sensibili al così detto “populismo”o “buonismo”, parole queste che riportiamo per chiarezza nei confronti di chi legge ma che altrimenti non useremmo poiché, a nostro modo di vedere, non catturano a dovere la complessità della situazione e, anzi, contribuiscono ad alzare barricate ancora più alte tra fazioni ormai apertamente in guerra.
A nostro avviso, al di là dell’importanza per la politica della ricerca del consenso, è necessario tenere a mente che siamo dinanzi ad un’umanità che soffre e di una cittadinanza che chiede, giustamente, a gran voce trasparenza e responsabilità nell’attuazione dell’accoglienza. Servono, pertanto, buonsenso, dialogo e buona volontà per la ricerca e l’adozione di soluzioni concrete in grado di contemperare gli interessi di ampie fette della popolazione e della politica.
A nostro modo di vedere, nel medio/lungo periodo, la via maestra rimane quella del perseguimento della stabilità politica e della crescita economica nelle regioni di provenienza dei flussi migratori, da ottenersi combinando una lungimirante politica estera, possibilmente unitaria, dei paesi dell’UE con efficienti azioni di cooperazione allo sviluppo.
Nella nostra piccola esperienza riteniamo sarebbe opportuno considerare la possibilità di adottare il sistema di accoglienza sperimentato dalla Fondazione Francesco D’Assisi, che amiamo definire “responsabile”. Sulla base di tale sistema, la fondazione impiega per intero gli avanzi di gestione del centro di accoglienza per dare un tetto, sfamare e provvedere alle altre necessità primarie e secondarie di famiglie, uomini, donne e bambini italiani in grave difficoltà economica e/o sociale. In questa maniera, il dovere morale dell’accoglienza dell’immigrato diviene uno strumento, una risorsa, un’opportunità per gli italiani meno fortunati. Al Presidio di Pace, senza alcuna convenzione, aiutiamo italiani e stranieri più meritevoli ad integrarsi nella nostra società.
Qualora voleste ve**re a vedere con i Vostri occhi quanto facciamo, saremmo lieti di accoglierVi. Oltre al sistema di accoglienza “responsabile” adottato dalla Fondazione, siamo certi rimarrete colpiti dai rapporti umani e dal senso comunitario si sono venuti a creare tra immigrati e italiani. Al Presidio di Pace italiani e stranieri insieme abbiamo vinto paura, indigenza, pregiudizi ed il problema dell’immigrazione è divenuto una risorsa.