Chiesa di Sant’Anna
Giacomo Nogane aveva costruito nella via dei Santi una ca****la dedicata a Santa Maria di Curò. La confraternita di Sant’Anna fu eretta da monsignor Marco La Cava, nel 1605, che decise di costruire una chiesa dedicata a Sant’Anna e per non aumentare il numero di chiese che si trovavano in quella strada incorporò la cappelletta con relative rendite nella nuova chiesa e vi trasfe
rì il quadro di Santa Maria Curò. La chiesa presenta una modesta facciata, divisa in due ordini, nel primo si apre una semplice apertura ad arco a tutto sesto, nel secondo ordine si apre una finestra, infine cornice corona la facciata. La chiesa a navata unica è impreziosita da stucchi settecenteschi; ha un coro sopra l’ingresso e copertura a botte lunettata in prossimità delle finestre. La macchina d’altare lignea, del XVII secolo, presenta un frontone spezzato con un’iscrizione riferita a Sant’Anna, l’altare è in vetro dipinto con la statua della Santa di modesta fattura. All’interno della chiesa si può ammirare una tela della Madonna di Trapani del XVII secolo, opera del pittore trapanese La Bruna, una tela della Sacra Famiglia con i Santi Gioacchino e Anna del XVII secolo e un Crocifisso ligneo del settecento. La Chiesa di San Francesco d’Assisi ha origini cinquecentesche, rinnovata nel XVIII secolo dall’architetto trapanese Giovanni Biagio Amico, autore anche del monumentale portale coronato dalla statua del santo di Assisi, custodisce una straordinaria statua della Madonna di Loreto (1491-92), considerata una della migliori opere dello scultore Domenico Gagini, l’ultima di cui si abbia una documentazione certa. L’ampia navata, intensamente candida, accoglie un vistoso apparto in stucco, formato da elementi architettonici, festoni, puttini e figure: vero capolavoro sono le tre figure espressive di Maria, Giovanni e Maria di Magdala, attribuite allo stuccatore Gabriele Messina, poste ai piedi di un Crocefisso ligneo cinquecentesco. Madonna-della-Confusione
Marsala. Quadro della Madonna della Confusione
La devozione alla Madonna sotto il titolo della Confusione è fiorente a Marsala. Anche in questa città, nel convento e nella chiesa dei Cappuccini (dedicata alla Madonna della Pietà, oggi della Confusione), fondati nel 1571 (chiusi nel 1866. Il convento divenne casa di riposo, gestito fino al 1909 dai Cappuccini), vige il culto a Maria. L’icona è di una Madre addolorata con la testa leggermente piegata a destra, le dita incrociate e gli occhi leggermente socchiusi; davanti, su un tavolinetto, adagiati i tre chiodi della crocifissione. Attualmente, tutti i lunedì, una volta i sabati, la gente si reca per venerarla e chi ha bisogno di grazie ed è enormemente addolorato e non sa come superare la difficoltà, si rivolge a Lei la cui icona si trova in questa chiesetta, nella prima cappellina a destra di chi entra. Sotto il titolo della Chiesa della “Madonna della Confusione” si legge: «Come in tutti i conventi consimili, anche in detto tempio si venera la Vergine delle Confusioni, cioè Maria nel Mistero dei suoi dolori, e il popolo devoto accorre da qualsiasi punto della città per genuflettersi e pregare. La chiesa è ornata da pregevoli dipinti a olio e da altri oggetti (Fra’ Giuseppe da Trapani lasciò un crocifisso, un S. Giovanni e un olio del Bambino Gesù). Bello poi nel suo significato è il quadro della Madonna che presenta a Francesco l’ampolla di acqua, Non poteva poi mancare il quadro della Madonna delle Purità. La chiesa attira i devoti di Maria per liberarli dalle confusioni della vita terrena e dalla vita purgante con la preghiera e con la fede nell’al di là guadagnato con i meriti dei dolori sofferti con rassegnazione cristiana». A Partanna nella chiesetta attigua al Convento dei Cappuccini, fondato nel 1598, e dedicata a S. Andrea apostolo, si trovava un’effigie di grande valore della Madonna della Confusione che fu rubata dopo che il sisma del 1968 ha danneggiato la chiesetta contigua al imiterò. La chiesetta ed il convento furono chiusi nel 1866 con l’incameramento dei beni da parte dello Stato, L’immagine non era dissimile da altre icone che si trovano altrove. La Vergine ha il capo chino verso sinistra, le dita incrociate sul petto e un manto le scende dal capo per tutto il corpo.