21/01/2016
tratto da La Cittadella di questa settimana:
Il “vino buono” del sinodo
“Abbiamo desiderato di Vedere Gesù, abbiamo pensato e lavorato tanto come discepoli attenti; dobbiamo ora comprendere ciò che ci viene chiesto… ma a ben poco varrà questo sforzo se non viene consegnato con la fede di Maria a Colui che può dire: ora attingete e portatene a tutti”. Questi alcuni dei passaggi più forti dell’omelia del Vescovo Roberto nella celebrazione del Vespro a conclusione della terza e ultima sessione sinodale. Il clima che si respirava era quello dei giorni importanti, quelli che hai la percezione che segneranno una tappa miliare nel cammino della Chiesa di Mantova.
La lettura dei risultati dell’ultima votazione, che ha raccolto 197 voti favorevoli su un totale di 204 votanti, è stata seguita da un lungo e intenso applauso, e nei volti di molti presenti era visibile l’emozione. L’assemblea sinodale ha consegnato così al Vescovo 19 proposizioni, frutto di quasi due anni di una consultazione che, ricordiamolo, ha coinvolto circa seimila persone. Il risultato di un tale sforzo è ora nelle mani del Vescovo che, quale pastore della Diocesi, avrà il compito di raccogliere quanto emerso e restituirlo autorevolmente alla Diocesi nella forma del Libro Sinodale.
Ben consapevole della responsabilità di questo passaggio, il Vescovo ha domandato ai fedeli di pregare per lui, perché lasciandosi guidare dallo Spirito del Risorto, possa indicare alle nostre comunità i passi da compiere, le risorse da mettere in campo e le pratiche da abbandonare perché non più sostenibili o non più “utili” all’annuncio del vangelo.
Scorrendo le proposizioni votate, si scorge il volto di una Chiesa viva, una Chiesa che non teme il cambiamento epocale e avverte la necessità di una riforma che non può se non partire da una rinnovata scelta di fede e di discepolato di Gesù. Le 19 proposizioni descrivono un cristianesimoche a Mantova non cerca posizioni di potere o di incidenza sociale, che non è preoccupato anzitutto di una ristrutturazione esteriore, ma di essere un segno credibile di un amore destinato a tutti, il cui volto è quello di Gesù Risorto.“… Che la povertà dell’acqua raccolta nelle giare delle 19 proposizioni, posta tra le mani di Gesù, diventi vino buono e abbondante per tutti”. Con queste parole il Vescovo terminava la sua omelia. Con questo affidamento ora, anche noi, attendiamo di bere questo vino.
Il vino buono del sinodo!
gieffe