Santa Maria in Arabona

Santa Maria in Arabona SITO UFFICIALE DELLA CURIA

https://it.wikipedia.org/wiki/Abbazia_di_Santa_Maria_Arabona L’abbazia fu abbandonata dai cistercensi nella metà del XV sec.

🇮🇪 - Abbazia di Santa Maria in Arabona di Manoppello in provincia di Pescara. L'abbazia di Santa Maria in ‘Arabona’ venne fondata nel 1197 dai monaci cistercensi. Sul nome del sito (Arabona) sono state fatte varie ipotesi, forse ricorda un antico tempio pagano, o semplicemente “ara Bona” stava ad indicare la presenza dell’acqua o di una fonte. Dopo varie peripezie, ora L’Abbazia è proprietà e part

e della Curia Nell Arcidiocesi di Chieti Vasto. Gli elementi architettonici permettono di suddividere la fabbrica in una fase diretta da maestranze francesi e un'altra da locali. L’interno a tre navate è caratterizzato da pilastri, arcate e volte ogivali. L’abside conserva begli affreschi sulla parete fondale: una Santa, il Crocifisso, la Vergine col Bambino che ha in braccio un cagnolino, opera di Antonio de Adria (di Atri) importante pittore abruzzese della seconda metà del Trecento. La calda luce che penetra grazie alla riapertura del grande rosone e delle monofore del presbiterio, illuminano le due opere scultoree duecentesche: il tabernacolo in pietra e rilievi floreali, sorretto da due colonne, e l'alto cero pasquale (di sei metri) con motivi vegetali e animali, e colonne tortili. Il complesso abbaziale di Santa Maria Arabona, nonostante sia solo parzialmente compiuto e abbia subito diverse trasformazioni, rimane la testimonianza più preziosa di architettura cistercense in Abruzzo e restituisce il suggestivo rigore della spazialità gotica. L’Abbazia si trova a 5 km dalla Basilica Santuario del Volto Santo di Manoppello.

🇬🇧 - The Abbey of Santa Maria in Arabona is located in Manoppello, in the province of Pescara. The abbey was founded in 1197 by Cistercian monks. There are various hypotheses about the meaning of the name "Arabona," which may be a reference to an ancient pagan temple or simply mean "good spring" due to the presence of water. The Cistercians abandoned the abbey in the mid-15th century. After various vicissitudes, the abbey is now owned by the Curia of the Archdiocese of Chieti-Vasto. The building's architectural elements suggest two phases: one directed by French workers and another by locals. The three-aisled interior features pilasters, arches, and ogival vaults. The apse has beautiful frescoes on the back wall, including a saint, the crucifixion, and the Virgin and Child holding a small dog. These frescoes are the work of Antonio de Adria, an important Abruzzi painter from the second half of the 14th century. The warm light that penetrates through the reopened large rose window and single-lancet windows of the presbytery illuminates two thirteenth-century sculptural works: a stone tabernacle with floral reliefs supported by two columns and a six-meter-tall Easter candle with plant and animal motifs and twisted columns. Though the Santa Maria Arabona abbey complex is incomplete and has undergone several transformations, it remains the most valuable example of Cistercian architecture in Abruzzo, restoring the evocative rigor of Gothic spatiality. The abbey is located five kilometers from the Basilica Santuario del Volto Santo in Manoppello.

20/05/2026

20 Maggio 2026

LA PAROLA DEL GIORNO “VEGLIATE SU VOI STESSI E SU TUTTO IL GREGGE”

Ascoltiamo la parola del Signore dagli Atti degli Apostoli: “Io so che dopo la mia partenza verranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno il gregge; perfino in mezzo a voi sorgeranno alcuni a parlare di cose perverse, per attirare i discepoli dietro di sé”. Ecco perché l’apostolo esorta così gli anziani di quella Chiesa: “Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti come custodi per essere pastori della Chiesa di Dio”. Paolo sa che la Chiesa è la presenza del Signore nella storia. Per questo alla Chiesa è stata garantita l’indefettibilità, ovvero la grazia di non ve**re mai meno alla propria fedeltà a Gesù risorto da morte, unico Salvatore. A custodia di questa fedeltà ai pastori è riservato un particolare carisma da esercitare con la Chiesa e nella Chiesa. Ne siamo certi! Nella Chiesa troviamo il Signore, fino alla fine del mondo.

Ascoltiamo la parola del Signore dal Vangelo di san Giovanni: “Consacrali nella verità. La tua parola è verità”. Siamo ancora nella preghiera sacerdotale. Gesù si rivolge al Padre e chiede per noi il dono di una consacrazione, la consacrazione nella verità. Ma la verità è la Parola di Dio. Pertanto il dono chiesto per noi è quello della consacrazione nella parola di Dio. Che cosa significa questo? Significa una vita tutta abitata dalla parola del Signore; tutta ispirata da quella Parola in ogni decisione e scelta; segnata da quella Parola in ogni sua manifestazione, sia nel pensiero che negli affetti e nel cuore. In altri termini, la consacrazione nella verità che è la Parola di Dio, ci conduce a essere sempre più una cosa sola con Gesù, Parola eterna del Padre. Possa, nella nostra vita, realizzarsi come una nuova incarnazione: la parola del Signore si renda presente in noi.

30/04/2026

30 Aprile 2026

LA PAROLA DEL GIORNO “CANTERÒ IN ETERNO L’AMORE DEL SIGNORE”

Ripetiamo, oggi, con il ritornello del Salmo responsoriale: “Canterò in eterno l’amore del Signore”. In questo modo siamo aiutati a fare sintesi, nella preghiera, di quanto ascoltato negli Atti degli Apostoli. Li l’apostolo Paolo si rivolge ai giudei ripercorrendo le tappe salienti della storia della salvezza, il cui approdo è il Signore Gesù, il Salvatore atteso. È importante coltivare la memoria delle opere compiute da Dio nella storia. Come anche è importante coltivare la memoria di quanto il Signore ha operato nella nostra piccola storia. Questa, infatti, guardata nella fede, è costellata di grazie che la rendono una vera opera di amore e di Provvidenza. Torniamo, dunque, indietro con il ricordo, ripercorriamo il cammino della vita e ripetiamo spesso, in questa giornata: “Canterò in eterno l’amore del Signore”. La memoria dell’amore di Dio genera amore, gratitudine, speranza e gioia.

Ascoltiamo la parola del Signore dal Vangelo di san Giovanni: “[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro: In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica”. Gesù compie il gesto della lavanda dei piedi, gesto con il quale Egli svela il mistero della Sua vita: un dono d’amore senza riserve. Compiuto il gesto, il Signore invita all’imitazione: la vita del discepolo dovrà essere tutta dono, tutta consegna d’amore. Il servo, dunque noi, vivendo la grazia della comunione di vita con il padrone, Gesù, avremo la capacità di fare della nostra esistenza un’offerta incondizionata. E in questo, così prosegue Gesù, consiste la vera gioia. Questa, infatti, non si trova nella ricerca egoistica di sé, come vorrebbe fare intendere il tentatore, ma esattamente nel dimenticarsi, a favore di Dio e del prossimo.

28/04/2026

28 Aprile 2026

LA PAROLA DEL GIORNO “I DISCEPOLI FURONO CHIAMATI CRISTIANI”

Ascoltiamo la parola del Signore dagli Atti degli Apostoli: “Ad Antiochia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani”. Ci domandiamo: perché? La risposta può forse essere ritrovata ricordando il fervore grande di quella comunità cristiana, nella quale vivevano e operavano Barnaba e Paolo. La loro vita era tale da farsi evidente la loro appartenenza a Cristo. Una domanda per noi: la nostra parola e la nostra vita sono tali da rendere evidente la nostra appartenenza al Signore? Chiediamo la grazia di essere un riflesso fedele di Gesù con la parola e con tutta la nostra vita: che tutto in noi dica “Gesù”!

26/04/2026

26 Aprile 2026

PAROLA DELLA DOMENICA: “MI AFFIDO A TE”

Nella Domenica del Buon Pastore, ascoltiamo e, nello stesso tempo, facciamo nostra la splendida preghiera del santo John Henry Newman. “Mio Signore e mio salvatore, mi sento sicuro fra le tue braccia. Se tu mi custodisci, non ho nulla da temere; ma se mi abbandoni, non ho più nulla da sperare. Non so che cosa mi capiterà, fino a quando morirò. Non so nulla del futuro, ma mi affido a te. Ti prego di darmi ciò che è bene per me; ti prego di togliermi quanto può porre in pericolo la mia salvezza. Non ti prego di farmi ricco, non ti prego di farmi molto povero, ma mi rimetto a te, interamente, perché tu sai ciò di cui ho bisogno e che io stesso ignoro. Se tu mi imponi dispiaceri o sofferenze, concedimi la grazia di sopportarli, preservami dall’egoismo e dall’impazienza. Se tu mi doni salute, forza e successo in questo mondo, fa’ che sia sempre vigilante affinché questi doni insidiosi non mi trascinino lontano da te. Tu che sei morto per me sulla croce, anche per me colpevole come sono, concedimi di conoscerti, di credere in te, di amarti, di servirti, di lavorare sempre perché aumenti la tua gloria, di vivere per te e con te, di dare il buon esempio a tutti coloro che mi stanno intorno; concedimi di morire nel momento e nel modo che saranno maggiormente a tua gloria e più propizi per la mia salvezza”.

25 Aprile 2026LA PAROLA DEL GIORNO “EGLI HA CURA DI VOI…”Ascoltiamo la parola di Dio dalla prima lettera di san Pietro: ...
25/04/2026

25 Aprile 2026

LA PAROLA DEL GIORNO “EGLI HA CURA DI VOI…”

Ascoltiamo la parola di Dio dalla prima lettera di san Pietro: “Gettando in lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi”. In questa parola consolatrice ci è dato di contemplare il volto di Dio, a noi rivelato in Gesù crocifisso e risorto. Nel crocifisso risorto, infatti, si rende presente tutta l’infinita e sorprendente amorevolezza del Signore per noi. Per questo possiamo e dobbiamo gettare in Lui ogni nostra preoccupazione. Anche quella dell’annunzio del Vangelo, secondo la parola di Gesù: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura”. Nell’amore premuroso di Dio, che accompagna la nostra vita, troviamo il coraggio, la forza e la gioia per essere, nel mondo, testimoni del Risorto, araldi della salvezza.

24 Aprile 2026LA PAROLA DEL GIORNO “…LO CONDUSSERO A DAMÀSCO”Ascoltiamo la parola del Signore dagli Atti degli Apostoli:...
24/04/2026

24 Aprile 2026

LA PAROLA DEL GIORNO “…LO CONDUSSERO A DAMÀSCO”

Ascoltiamo la parola del Signore dagli Atti degli Apostoli: “Sàulo allora si alzò da terra, ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damàsco. Per tre giorni rimase cieco e non prese né cibo né bevanda”. La descrizione di ciò che vive Saulo fotografa il momento appena successivo al Suo incontro con il Signore Risorto sulla via di Damasco, dove egli stava andando per perseguitare i cristiani che lì abitavano. Saulo non vede più e rimane nella condizione di cecità per tre giorni. Deve chiudere definitivamente gli occhi al mondo per poterli riaprire, del tutto rinnovati, sul mondo di Dio. Cade da cavallo col nome di Saulo, si rialza da terra con il nome nuovo di Paolo e con il dono di una vita rinnovata nella fede. Anche il nostro incontro quotidiano con Gesù risorto ci doni la grazia di un continuo rinnovamento e passaggio: dal mondo a Dio.

Ascoltiamo la parola del Signore dal Vangelo di san Giovanni: “In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: Come può costui darci la sua carne da mangiare? Gesù disse loro: In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita”. Il testo evangelico è davvero molto significativo. Gesù sta parlando di un dono inestimabile che intende fare agli uomini: il Suo corpo e il Suo sangue dato in nutrimento quale vero cibo e vera bevanda per la vita e pegno di eternità. Eppure, a fronte di questo, i Giudei discutono aspramente tra di loro. I loro occhi sono annebbiati e il loro cuore è incapace di entrare in sintonia con il Cuore del Signore. Egli parla di amore e loro non lo capiscono, e neppure lo accolgono. Anche noi, a volte, siamo come loro. Signore, aiutaci a riconoscere e ad accogliere i doni mirabili del tuo infinito amore.

23/04/2026

23 Aprile 2026

LA PAROLA DEL GIORNO “…ANNUNCIÒ A LUI GESÙ”

Ascoltiamo la parola del Signore dagli Atti degli Apostoli: “Rivolgendosi a Filippo, l’eunùco disse: «Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di sé stesso o di qualcun altro?». Filippo, prendendo la parola e partendo da quel passo della Scrittura, annunciò a lui Gesù”. San Luca racconta quanto avvenuto durante l’incontro tra il diacono Filippo e un etiope pagano. Il dialogo appena riportato costituisce il momento appena precedente il battesimo di quell’uomo da parte di Filippo. Di che cosa gli parla? Che cosa gli annuncia? Il contenuto della Sua parola è uno solo: Gesù. Filippo annuncia all’etiope Gesù, il Risorto e Salvatore. La vicenda narrata dagli Atti è per tutti noi molto istruttiva: in che cosa consisteva l’evangelizzazione? Nell’annunciare Gesù! Tutto il resto è una conseguenza. Che sulle nostre labbra e nella nostra vita risuoni sempre questo nome che è Salvezza: Gesù!

Ascoltiamo la parola del Signore dal Vangelo di san Giovanni: “Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. Le parole di Gesù sono splendide; fanno parte del grande discorso sul pane di vita. Nel brano ascoltato vi troviamo indicata una relazione straordinaria: “Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. Il Signore si fa tutto dono di amore per noi, offrendo la Sua vita, la Sua carne. E noi abbiamo la grazia di incontrarlo pane di vita fatto carne per la vita di noi tutti nell’Eucaristia. Ecco perché san Tommaso definisce l’Eucaristia “sacramento dell’amore”. Ed ecco perché l’Eucaristia è il tesoro più prezioso della Chiesa.

21/04/2026

21 Aprile 2026

LA PAROLA DEL GIORNO “SIGNORE, DACCI SEMPRE QUESTO PANE…”

Ascoltiamo la parola del Signore dal Vangelo di san Giovanni: “Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!»”. È molto interessante la supplica che la folla rivolge a Gesù: “Dacci sempre questo pane”. In essa si esprime il desiderio, presente nel cuore di ogni uomo, per un pane che possa definitivamente saziare e donare la Vita vera. Splendida la risposta di Gesù, che identifica questo pane di Vita con la Sua persona. Gesù, infatti, è il pane vero disceso dal cielo e donato dal Padre per dare la vita al mondo, per placare fame e sete, per dare risposta alla supplica accorata di ogni tempo: “Dacci sempre questo pane”. Non dimentichiamo: se noi siamo una domanda vivente di vita, il Signore è risposta piena e definitiva a tale domanda! Egli, infatti, è la Vita!

Ascoltiamo la parola del Signore dagli Atti degli Apostoli: “E lapidavano Stefano, che pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi piegò le ginocchia e gridò a gran voce: «Signore, non imputare loro questo peccato». Detto questo, morì. Saulo approvava la sua uccisione”. Fa sempre una certa impressione la menzione di Saulo all’uccisione di Stefano. Anche perché, di lì a poco, Saulo si convertirà sulla via di Damasco, divenendo il grande San Paolo, evangelizzatore appassionato del mondo pagano. Forse, proprio la vita donata da Stefano è stata alla radice della nuova vita in Cristo ricevuta da Paolo. Come diceva Tertulliano: “Il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani”. Anche oggi! E, comunque, ogni nostra piccola e grande offerta d’amore è misteriosamente ma realmente sorgente di grazia per il mondo.

20 Aprile 2026LA PAROLA DEL GIORNO “VIDERO IL SUO VOLTO COME QUELLO DI UN ANGELO”Ascoltiamo la parola del Signore dagli ...
20/04/2026

20 Aprile 2026

LA PAROLA DEL GIORNO “VIDERO IL SUO VOLTO COME QUELLO DI UN ANGELO”

Ascoltiamo la parola del Signore dagli Atti degli Apostoli: “E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo volto come quello di un angelo”. Questo si dice di Stefano, il diacono santo e martire che testimonia con coraggio ed entusiasmo la risurrezione di Gesù davanti ai Giudei. Quale è una delle prove della verità della risurrezione da offrire al mondo? Certamente la luminosità della nostra vita che, come quella di Stefano, ci è donata dall’incontro quotidiano e fedele con il Signore Risorto. È Lui, infatti, che trasforma il nostro cuore con la Sua presenza e la Sua grazia, rendendoci nuove creature, tutte abitate dallo splendore della grazia. Il segreto del fascino che la nostra vita esercita sui fratelli è la comunione di amore con Gesù, che riempie di bellezza ogni nostra giornata. Stiamo a lungo davanti a Lui!

Ascoltiamo la parola del Signore dal Vangelo di san Giovanni: “Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo»”. La folla segue Gesù e va alla Sua ricerca perché ha sperimentato la gioia e la bellezza del dono: con i pani che Egli ha elargito essi si sono sfamati. Ma Gesù indirizza il cammino interiore di quella folla in un’altra direzione. È venuto, infatti, il momento di non fermarsi al dono ma di andare a Colui che è il datore di ogni dono: Lui, il Signore. Quante volte anche noi ci fermiamo ai doni di Dio e dimentichiamo che siamo chiamati ad aderire, con il cuore e con la vita, al Signore dei doni! Solo così l’amore cresce, si purifica e diventa vera adesione all’Amato.

Indirizzo

Via Santa Maria 1
Manoppello
65024

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 18:00
Martedì 08:30 - 18:00
Mercoledì 08:30 - 18:00
Giovedì 08:30 - 18:00
Venerdì 08:30 - 18:00
Sabato 08:30 - 18:00
Domenica 11:00 - 18:00

Telefono

+39087135911

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