04/04/2026
Il silenzio del sabato.
Una croce che campeggia nella penombra della chiesa...
Quel sepolcro. Abbiamo lasciato Gesù da solo. Non possiamo onorare il suo corpo perché oggi è sabato e la legge antica ci impedisce di fare ciò che il cuore vorrebbe. Lavoro e lunghi spostamenti sono vietati. Ma il cuore può correre. Ed è lì, davanti a quella tomba. È pieno di un amore ferito. Gesù, il messia, è morto.
Qual è il senso di tutto ciò?
Domani porteremo gli aromi per onorare il corpo senza vita di colui che è stato tanto amato e tanto maltrattato. E proveremo a dare senso a questo silenzio, a quella assurda crocifissione...
E noi, oggi, nel 2026, assuefatti a mille modi di crocifiggere l'umanità, rischiamo di lasciare Gesù solo un'altra volta. Qual è il senso di tutto ciò? Quale il senso del dolore, del dubbio, del lutto?
Domani, il grido degli angeli, le lacrime di Maria di Magdala, il tam tam della notizia tra i discepoli ci dirà che nel Signore c'è sempre speranza.
Se oggi sappiamo custodire il silenzio, impareremo ad ascoltare il primo fruscio di quegli abiti sfolgoranti che ci diranno che la vita ha vinto la morte, che l'amore ha vinto l'odio, che la luce ha vinto le tenebre.