09/07/2024
UNA SPINA NELLA CARNE (Cfr. 2 Cor 12,7)
Nella sua esistenza Paolo stava sperimentando il 'messaggero di satana', da cui riceveva continui oltraggi, lo schiaffeggiamento, e questo era la serie di persecuzioni e di ostacoli che gli frapponevano proprio i falsi fratelli. Questi, dove l'Apostolo era passato annunciando il Vangelo e fondando comunità, intervenivano sistematicamente per denigrarne la persona e l'attendibilità, facendolo passare per meschino e superbo, rovinandone i frutti nelle anime. Di fronte a queste difficoltà, Paolo pregò il Signore di rimuovere tale flagello. Tuttavia, il Signore respinse la sua richiesta con la stupenda motivazione: "Ti basta la mia grazia", la quale lavora anche, e forse meglio, in condizioni umane del tutto sfavorevoli e anzi avverse. L'Apostolo, quindi, chiarisce ai suoi Corinzi che la sua gloria e il suo vanto non sono i doni che ha ricevuto, bensì la stessa condizione in cui è posto, di debolezza, di irrisioni e oltraggi, delle persecuzioni di cui è fatto oggetto, e della coltre di angoscia in cui è avvolto: tutto a causa di Cristo e in suo esclusivo favore. Questa condizione avrebbe demolito ogni altra coscienza di apostolo. Paolo, invece, l'accetta, addirittura ne vive. Ha compreso di essere potente, e quindi efficace nella sua azione di predicazione e di santificazione solo quando è debole, perchè per amore si è lasciato fare debole da Colui che tutto conosce e tutto può e opera.