15/04/2026
𝗦𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗻𝗲𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟲: 𝗹𝗲 𝗻𝗼𝘃𝗶𝘁𝗮̀
🌍 Il 2026 segna uno spartiacque per la rendicontazione di sostenibilità in Europa, caratterizzato da un apparente paradosso. Da un lato, l’entrata in vigore del pacchetto Omnibus I riduce il numero di imprese soggette all’obbligo di reporting. Dall’altro, le nuove linee guida dell’EBA (European Banking Authority) impongono agli istituti di credito di integrare i rischi ESG nel cuore dei modelli di rating e del merito creditizio.
📊 I nuovi parametri definiti dall'Omnibus I per la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) limitano l'obbligo di rendicontazione ESG alle sole imprese con oltre 1.000 dipendenti e fatturato superiore a 450 milioni di euro. L'impatto statistico è enorme: si stima una riduzione fino all'80% della platea delle imprese direttamente coinvolte.
💰 Se la pressione normativa diretta si allenta per molti, quella finanziaria diventa prioritaria. Dall’11 gennaio 2026, le linee guida dell’EBA impongono alle banche di incorporare i rischi ESG nei propri modelli di misurazione del rischio. Senza informazioni affidabili, dunque, le imprese rischiano di trovare una barriera all'accesso al credito.
💚 La sostenibilità non scompare per chi è fuori dalle soglie della CSRD, ma cambia forma. Nasce un modello di integrazione che coinvolge le PMI secondo queste modalità:
• Le grandi imprese obbligate al reporting trasmettono i requisiti lungo la catena del valore, richiedendo i dati di sostenibilità ai propri fornitori per mappare i rischi lungo la filiera.
• Le nuove Linee Guida EBA si applicano ad ogni tipo di impresa, indipendentemente dalla dimensione.
Al fine di fornire alle PMI uno strumento per rispondere alle richieste di banche e grandi partner commerciali, l’EFRAG ha elaborato i VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard for Non-listed SMEs).