Parrocchia Maria SS. Assunta - Magliano

Parrocchia Maria SS. Assunta - Magliano Pagina informativa sulle attività parrocchiali

Abbiamo concluso la Peregrinatio Mariae 💙🙏🏼Grazie a tutte le famiglie che hanno accolto la Madonnina.Grazie alle nostre ...
31/05/2026

Abbiamo concluso la Peregrinatio Mariae 💙🙏🏼

Grazie a tutte le famiglie che hanno accolto la Madonnina.
Grazie alle nostre suore che ci hanno aiutato, giorno dopo giorno, famiglia dopo famiglia, a pregare.
Grazie a tutti gli operatori parrocchiali che si sono adoperati per la buona riuscita della Peregrinatio.
Grazie al Comitato Festa Patronale che ha desiderato fortemente ospitare la Madonnina del mese di maggio presso la Ca****la dell'8 settembre.

Un grazie di ❤ a tutta la comunità maglianese che, come sempre e da sempre, dimostra il suo Amore verso la Vergine Maria.

La Santissima Trinità, che abbiamo oggi festeggiato, ci dia sempre forza nel testimoniare il Vangelo a tutti.

Evviva Maria
Evviva Maria

📍 Alle ore 18:00 ci ritroveremo tutti presso la Ca****la dell'8 settembre.📍 Pocessionalmente ritorneremo in Parrocchia p...
31/05/2026

📍 Alle ore 18:00 ci ritroveremo tutti presso la Ca****la dell'8 settembre.

📍 Pocessionalmente ritorneremo in Parrocchia per partecipare alla Santa Messa.

Maria siamo tutti tuoi e vogliamo amarti 🎶🎵🎶 ❤📍 Non dimentichiamo che domani, dalle ore 8:00, la Madonnina del mese di m...
30/05/2026

Maria siamo tutti tuoi e vogliamo amarti 🎶🎵🎶 ❤

📍 Non dimentichiamo che domani, dalle ore 8:00, la Madonnina del mese di maggio sosterà presso la Ca****la dell'8 settembre 🙏🏼

Il santo del giornoSanta Giovanna d’ArcoSanta Giovanna nacque nell’anno 1412 nel remoto villaggio di Domrémy, dolcemente...
30/05/2026

Il santo del giorno
Santa Giovanna d’Arco

Santa Giovanna nacque nell’anno 1412 nel remoto villaggio di Domrémy, dolcemente adagiato sulle sponde della Mosa. Crebbe pura come un giglio, semplice ed incline alla vita austera e penitente: le sue compagne, che la vedevano condurre il gregge al pascolo, non immaginavano quale avve**re straordinario l’attendesse.

Un giorno, mentre recitava l'Angelus, la fanciulla udì dalla parte della chiesa una voce pronunciare distintamente il suo nome: “Giannetta, Giannetta!”. La voce era così penetrante e soave, che la fanciulla si commosse fino alle lacrime. Volse lo sguardo verso il santuario, e vide una gran luce: un personaggio dalle fattezze nobili e graziose, accompagnato da una legione di esseri angelici, ripetere: “Giannetta, Giannetta, sii buona, pia, ama Dio e frequenta la chiesa”. Le apparizioni si ripeterono e in Giovanna crebbe il desiderio d'essere perfetta e di abbandonarsi all'azione della grazia: Dio le affidava la salvezza della Francia.

Giovanna, conosciuta la sua missione, si raccolse per un istante, levò gli occhi al cielo, poi chinando la fronte soffusa dal rossore e giunte la mani sul seno, esclamò: “Sia fatta la volontà di Dio”. Vinta dopo lungo tempo l'opposizione della famiglia, l'inerme fanciulla si presentò al re Carlo VII, nella città di Chinet.

Lì tutti erano in preda allo scoraggiamento. Il nemico vinceva; la bandiera inglese sventolava già sulle torri di Parigi: l'ultima speranza era Orléans, ma anch'essa era assediata; espugnata questa, la Francia sarebbe stata inghiottita dall'imperialismo inglese. Giovanna, forte della protezione divina, dopo infinite difficoltà e diffidenze, ebbe il comando di uno scaglione di truppe; ella riordinò quelle poche milizie, fece pregare il Signore, Dio degli eserciti, e mosse contro il nemico che fu sconfitto.

Vinse ripetutamente e liberò Orléans dove entrò entusiasticamente acclamata. La nazione si riscosse, tornò la speranza, ed il nome della giovane guerriera corse su tutte le labbra. A Reims fece incoronare il re, ed ella, chiamata d'ora in poi “Pulzella d’Orléans”, venne nominata Contessa del giglio.

Riprese poi le armi e si volse verso Parigi: vinse ancora e fu di nuovo il terrore degli Inglesi; ma il giorno nero venne. Dopo aspra ed infelice battaglia, a Compiègne, la giovane, tradita dai generali invidiosi, cadde nelle mani dei nemici. Aveva 18 anni. Le vendette e le ingiurie a cui soggiacque sono indicibili. L'infame processo che ne seguì fu tra le più abominevoli ingiustizie che si siano mai commesse contro un innocente e coperse di eterna infamia i giudici iniqui. Fu condannata ad essere arsa viva come “eretica, recidiva, apostata, idolatra”.

Abbandonata da tutti e assistita soltanto da un religioso, la prigioniera salì il patibolo baciando il Crocifisso. Le fiamme che avvolsero ed arsero la verginella posero fine alle sue sofferenze. Era il 30 maggio 1431. Le sue ceneri furono gettate nella Senna dal Pont Mathilde.

L'innocenza di Santa Giovanna d'Arco brillò fulgida al mondo intero, quando San Pio X, il 18 aprile 1919, la proclamò beata e il giorno 16 maggio 1920 Benedetto XV Papa la elevò agli onori degli altari. Nel 1922 fu proclamata patrona della Francia.

PRATICA Quando Gesù parla, rispondiamo con il regale Profeta: “Pronto è il mio cuore, o Dio” (Salmo 56).

PREGHIERA. Dio, che a difendere la Chiesa e la patria suscitasti prodigiosamente la beata Giovanna, deh! fa, per la sua intercessione, che la tua Chiesa, superate le insidie dei nemici, goda perpetua pace.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Rouen santa Giovanna d'Arco Vergine, detta la Pulzella d'Orléans, la quale, avendo combattuto strenuamente per la sua patria, in fine, consegnata nelle mani dei nemici, fu con iniquo giudizio condannata ed arsa sul rogo, e dal Sommo Pontefice Benedetto decimoquinto fu ascritta nel numero dei Santi.

Il Vangelo del giorno (Mc 11,27-33)LA PAURA DELLA VERITÀ Il peggior male dell'Occidente oggi non è l'ateismo. C'è una ma...
30/05/2026

Il Vangelo del giorno (Mc 11,27-33)

LA PAURA DELLA VERITÀ

Il peggior male dell'Occidente oggi non è l'ateismo. C'è una malattia peggiore, responsabile sia dell'ateismo che della corruzione: la mancanza di interesse per la verità. La verità ha cessato di contare. Ciò che conta ora è la narrazione, la storia che si adatta ai nostri interessi e ai nostri capricci, i veri idoli del nostro tempo. In Spagna hanno avuto un Primo Ministro, José Luis Rodríguez Zapatero, che è stato Presidente del Governo spagnolo tra il 2004 e il 2011, che ha capovolto il Vangelo di Giovanni 8,32 “La verità vi renderà liberi” dicendo: “La libertad os hará verdaderos” (La libertà vi renderà veri). Forse era molto compiaciuto di sé.

«Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo» (Mc 11,30-33)

Quegli scribi non si curavano della verità. Cercavano una risposta che facesse loro comodo e, pensando al proprio tornaconto, decisero di non rispondere. Agnostici, ovviamente.

Vi trascrivo la frase che San Josemaría Escrivá de Balaguer sacerdote spagnolo scrisse al punto 34 del “Cammino”: “Non abbiate paura della verità, anche se la verità vi conduce alla morte”.

Don Rodny

Maria, ti affidiamo i giovani 🙏🏼
29/05/2026

Maria, ti affidiamo i giovani 🙏🏼

Il santo del giornoSan Paolo VI, PapaGiovanni Battista Montini nacque a Concesio, presso Brescia, il 26 settembre 1897, ...
29/05/2026

Il santo del giorno
San Paolo VI, Papa

Giovanni Battista Montini nacque a Concesio, presso Brescia, il 26 settembre 1897, da famiglia agiata. Suo padre era avvocato, redattore politico e deputato parlamentare; la madre, verso la quale il figlio nutriva molto affetto, aveva un profondo senso religioso. Timido e di salute delicata, ma amante dei libri, seguì gli studi presso il seminario diocesano; fu ordinato sacerdote il 29 maggio 1920 e proseguì gli studi universitari a Roma.

Dal 1922 ebbe incarichi nella segreteria di stato del Vaticano e per un breve periodo (maggio-novembre 1923) nella nunziatura di Varsavia, che fu poi costretto a lasciare per motivi di salute. Svolse un servizio intenso e costante presso la segreteria di stato dedicando le ore di libertà, dal 1924 al 1933, al movimento cattolico studentesco; dal 1931 insegnò storia diplomatica nell'accademia pontificia per coloro che erano avviati a tale carriera. L'8 luglio 1931 fu nominato prelato domestico di sua santità e il 13 dicembre 1937 sostituto alla segreteria di stato allora sotto la direzione del cardinale Eugenio Pacelli (futuro Pio XII).

Quando questi salì al trono pontificio nel 1939, Giovanni Battista Montini continuò a lavorare in stretto contatto con lui e nel 1944 ricevette la direzione degli affari interni della chiesa. Divenuto prosegretario di stato nel novembre del 1952, il 1 novembre 1954 fu nominato arcivescovo di Milano, una diocesi molto vasta dove si agitavano innumerevoli problemi sociali. Questa nomina è interpretata come segno di non apprezzamento da parte del papa nei suoi confronti.

Considerandosi l’“arcivescovo dei lavoratori”, sempre però accompagnato dalle sue ormai leggendarie novanta casse di libri, egli si gettò con instancabile energia nel nuovo campo di lavoro: desiderava far rifiorire la diocesi devastata dalla guerra e riconquistare le masse operaie che si erano allontanate dalla chiesa. Nel novembre del 1957 svolse per tre settimane un'intensa opera missionaria che mirava a raggiungere ciascuna parrocchia della città, ma il suo zelo nel settore missionario e in quello diocesano non ebbe il successo desiderato. Trovò anche il tempo di tentare nuove vie nel campo dell'unità cristiana, aprendo, per citare un esempio, un dialogo con un gruppo di anglicani nel 1956.

Il 5 dicembre 1958 Giovanni XXIII, nel suo primo concistoro, lo nominò cardinale: una nomina ovvia, e tuttavia sempre evitata da Pio XII nonostante ripetuti appelli da parte dei milanesi. Come confidente del papa ebbe una parte notevole nei preparativi per il Concilio Vaticano II (19621965); il suo atteggiamento verso la prima sessione (11 ottobre - 8 dicembre 1962), nella quale parlò solo due volte, fu riservato, quasi critico.

IL PONTIFICATO
Durante quegli anni viaggiò molto, visitando l'Ungheria (1938), gli Stati Uniti d'America (1951 e 1960), Dublino (1961) e l'Africa (1962). Nel conclave del giugno 1963, al quale parteciparono ottanta cardinali fino a quel momento il più grande conclave della storia, nel quinto scrutinio venne eletto successore di Giovanni XXIII. Scelse un nome che suggeriva una grande apertura apostolica.

Paolo, che aveva vissuto in profonda intimità di intenti con il suo predecessore, assicurò immediatamente (22 giugno) che continuava il Concilio Vaticano II, interrotto dalla morte di Giovanni XXIII; intendeva anche rivedere il diritto canonico, promuovere la giustizia nella vita civile, sociale e internazionale e lavorare inoltre per la pace e per l'unità dei cristiani tema che gli sarebbe divenuto sempre più caro.

Aprì la seconda sessione del Concilio il 29 settembre 1963 introducendo importanti riforme procedurali tra l'altro l'ammissione di laici come uditori, la nomina di quattro moderatori e una più discreta formulazione delle norme di segretezza e la chiuse il 4 dicembre 1963 promulgando la Costituzione sulla Sacra liturgia e il Decreto sui mezzi di Comunicazione Sociale.

Fra il 4 e il 6 gennaio 1964 fece un pellegrinaggio aereo senza precedenti in Terra Santa, incontrando a Gerusalemme il patriarca ecumenico Atenagora I. Dopo aver annunciato (6 settembre) che le donne, religiose o laiche potessero partecipare al concilio come uditrici, aprì la terza sessione il 14 settembre 1964; la chiuse il 21 novembre promulgando la Costituzione sulla Chiesa (con l'aggiunta di una nota che spiegava la collegialità dei vescovi, cioè la dottrina secondo cui i vescovi formano un collegio che, agendo di comune accordo e non indipendentemente dal suo capo, il Papa, ha la suprema autorità nella chiesa); promulgò pure il Decreto sull'Ecumenismo (di cui modificò di propria autorità alcuni passi) e il Decreto sulle chiese orientali cattoliche; inoltre proclamò la Beata Vergine Maria “Madre della chiesa”, nonostante i padri non fossero tutti d'accordo. Durante l'intervallo tra le sessioni conciliari si recò in volo (25 dicembre 1964) a Bombay per il Congresso Eucaristico Internazionale.

Nella quarta e ultima sessione del Concilio (14 settembre - 8 dicembre 1965), durante la quale si recò in volo a New York (4 ottobre) a perorare per la pace davanti alle Nazioni Unite, Paolo si impegnò a costituire un sinodo permanente di vescovi con poteri tanto deliberativi quanto consultivi.

Prima della messa del 7 dicembre fu letta pubblicamente una dichiarazione comune del Papa e del patriarca Atenagora I, che deplorava i reciproci anatemi pronunciati dai rappresentanti delle chiese d'Occidente e d'Oriente a Costantinopoli nel 1054 e lo scisma che ne era derivato; il giorno dopo, Paolo confermò solennemente tutti i decreti del Concilio e proclamò un Giubileo straordinario (1 gennaio 29 maggio 1966) da dedicare alla riflessione e al rinnovamento nella luce delle dottrine conciliari.

Subito dopo, cominciò a mettere in opera le deliberazioni del Concilio con grande coraggio e anche con un'acuta consapevolezza degli ostacoli che potevano frapporsi alla loro attuazione; torna a suo favore il fatto che riuscì a guidare la chiesa attraverso un periodo di cambiamenti rivoluzionari evitando uno scisma.

Istituì diverse commissioni post-conciliari (per esempio commissioni per la revisione del breviario, del lezionario, dell'ordo missae, della musica sacra e del diritto canonico) e approvò la sostituzione del latino con la lingua volgare con intrepida determinazione. Riorganizzò la curia e le finanze del Vaticano sia nell'amministrazione che negli investimenti e confermò i segretariati permanenti per la promozione dell'unità dei cristiani, per le religioni non-cristiane e per i non-credenti.

Mirando all'ecumenismo ebbe incontri con l'arcivescovo di Canterbury (Michael Ramsey) a Roma (24 marzo 1966) e con il patriarca ecumenico Atenagora I a Istanbul (25 luglio 1967) e a Roma (26 ottobre 1967). Nel maggio del 1974 raggiunse in aereo Fàtima in Portogallo per visitare il santuario della Beata Vergine Maria su invito personale Suo, come affermò e pregare per la pace.

Fra le sue encicliche sono da ricordare la Mysterium fidei (3 settembre 1965), che preparava il terreno alla riforma liturgica e riconfermava la tradizionale dottrina eucaristica; la Populorum progressio (26 marzo 1967), chiara difesa della giustizia sociale; la Sacerdotalis eoelibatus (24 giugno 1967), che insisteva sulla necessità del celibato ecclesiastico; l' Humanae vitae (25 luglio 1968), che condannava i metodi artificiali di controllo delle nascite, e la Matrimonia mixta (31 marzo 1970). Mentre quest'ultima permetteva modeste deroghe alle regole per i matrimoni misti, che però non soddisfecero molto i cristiani non romani, 1' Humanae vitae non trovò l'accoglienza sperata; vi contribuì anche il fatto che la maggioranza della commissione pontificia, nominata nel 1963 per esaminare la questione, si era pronunciata in favore della contraccezione, in determinate circostanze.

Il 6 agosto 1968 la conferenza di Lambeth dei vescovi anglicani respinse l'enciclica; Paolo VI rimase decisamente convinto della giustezza della propria decisione, ma la critica reazione internazionale lo scosse profondamente. Dopo il 1968 alcuni avvertirono un'ombra sempre più cupa sul suo pontificato. Paolo VI parve ritirarsi in se stesso, preoccupato da fenomeni come il terrorismo internazionale e da tensioni all'interno della chiesa per esempio la crescente richiesta del matrimonio per i chierici, la provocante resistenza del vescovo Marcel Lefebvre e di altri alle riforme liturgiche, le lotte fra tradizionalisti e progressisti e anche i segni della comparsa di un nuovo tipo di modernismo.

Nel 1974 si parlò di una sua possibile rinuncia al papato; ma, pur essendo reale, il suo malessere interiore può essere stato sopravvalutato. In questi stessi anni si assistette ad alcuni dei più sensazionali viaggi internazionali del “papa pellegrino”.

Nel giugno del 1969 Paolo andò a Ginevra per pronunziare un discorso all'Organizzazione internazionale del lavoro e al Consiglio mondiale delle chiese; in luglio visitò l'Uganda per onorare i martiri di quel paese; nell'aprile del 1970 si recò in Sardegna per onorare Nostra Signora di Bonaria, e fra il novembre e il dicembre del 1970 fu nell'estremo Oriente, dove, a Manila, sfuggì a un attentato.

Il 25 ottobre 1970 canonizzò, nonostante che all'inizio gli anglicani mossero proteste, quaranta martiri cattolici inglesi e gallesi del XVI e XVII secolo; inoltre proclamò dottori della chiesa Santa Teresa d'Avila e Santa Caterina da Siena, le prime donne che ricevettero questo titolo.

Nel medesimo anno fissò l'età per le dimissioni dei preti e dei vescovi (settantacinque anni) e dichiarò che i cardinali ultraottantenni non potessero essere più ammessi al governo della curia.

Nel 1971 quando Papa Paolo VI diede vita alla Caritas Italiana mise in luce come la ca**tà, senza mai sostituirsi alla giustizia, sarà sempre necessaria come stimolo e completamento. Da qui l'intuizione del valore di una “ca**tà politica” e della dimensione comunitaria della ca**tà che non può permettere deleghe. Una crescita del popolo di Dio nello spirito del Concilio Vaticano II non è concepibile senza una maggiore presa di coscienza da parte di tutta la comunità cristiana delle proprie responsabilità nei confronti dei bisogni dei suoi membri.

Per promuovere la collegialità da lui sostenuta purché non violasse il primato del Papa convocò sinodi episcopali internazionali nel 1971 (sul sacerdozio), nel 1974 (sull'evangelizzazione) e nel 1977 (sulla catechesi). Nell'aprile del 1972 Paolo VI e l'arcivescovo di Canterbury (Donald Coggan) emisero una dichiarazione comune che prometteva un lavoro concorde per la riunione delle chiese, ma non faceva menzione dell'intercomunione richiesta dall'arcivescovo.

Forse l'eredità più importante che Paolo VI lasciò alla chiesa, e che portò a compimento in questa fase conclusiva del suo pontificato, fu il costante ampliamento e l'internazionalizzazione del sacro collegio. Questo, al momento della sua elezione, contava circa ottanta membri, ma nel 1976 il numero era salito a centotrentotto; inoltre i membri italiani erano divenuti una piccola minoranza e vi erano molti rappresentanti del terzo mondo. Pur non riuscendo gradito a tutti, Paolo aveva un carisma per i gesti significativi; tuttavia non si può determinare con sicurezza l'orientamento complessivo dei suoi interventi: Giovanni XXIII lo aveva definito “un po' come Amleto”. Infatti vi fu in lui contrasto fra la visione progressista e la diffidenza verso ogni innovazione che potesse minare l'integrità e l'autorità della dottrina della chiesa.

Esaltò costantemente il mistero della fede e il distacco dal mondo terreno che essa implicava; ebbe anche timore di tutto ciò che potesse orientare il pensiero umano verso il naturalismo scientifico.

Una sua notevole iniziativa fu la riduzione della p***a e delle cerimonie papali; per soccorrere i poveri vendette anche la tiara che gli era stata donata al momento dell'elezione.

Nel suo ultimo anno di vita fu profondamente turbato dal rapimento e dall'assassinio (9 maggio 1978) dello statista democristiano Aldo Moro, suo grande e fedele amico; l'ultima volta che comparve in pubblico fu per presiedere al suo funerale in San Giovanni in Laterano. Ammalatosi poi di artrite e colpito da un attacco cardiaco mentre si celebrava la messa presso il suo capezzale, morì a Castel Gandolfo il 6 agosto, festa della Trasfigurazione.

Venerabile dal 20 dicembre 2012, dopo che Papa Benedetto XVI ne aveva riconosciuto le virtù eroiche, è stato beatificato il 19 ottobre 2014 e proclamato santo il 14 ottobre 2018 da papa Francesco.

PREGHIERA. Padre del cielo, fonte di ogni grazia, ci hai donato l'esempio di San Paolo VI uomo mite ed umile, uomo dell'ascolto e del dialogo, uomo della provvidenza e della perseveranza. Le sue parole hanno penetrato il cuore dell'umanità inquieta donando sentieri di speranza e orizzonti di pace, poiché la tua Parola in lui si faceva accoglienza, abbraccio e comprensione. Ancora oggi ti imploriamo, o Signore, per intercessione di S. Paolo VI affinché ascolti e scruti il nostro cuore che ti chiede una Benedizione. Si compia o Padre sempre nella nostra vita la tua volontà, ora e nei secoli eterni. Amen.

MARTIROLOGIO ROMANO. Giovanni Battista Montini, nato a Concesio (Brescia) il 26 settembre 1897 in una famiglia ricca di fede, fu ordinato sacerdote il 29 maggio 1920. Prestò servizio alla Sede Apostolica, finché nel 1954 venne nominato Arcivescovo di Milano. Eletto Sommo Pontefice il 21 giugno 1963, condusse felicemente a termine il Concilio Ecumenico Vaticano II, impegnandosi in ogni modo nel dialogo con il mondo contemporaneo e promuovendo un’immagine di Chiesa “esperta in umanità”, chiamata a diffondere la “civiltà dell’amore” portata da Cristo. Morì il 6 agosto 1978 (dal Messale)

Memoria liturgica SAN PAOLO VI, PAPAIl Vangelo del giorno (Mc 11,11-25)UN GIORNO PERSO; UN GIORNO GUADAGNATO Tutto accad...
29/05/2026

Memoria liturgica SAN PAOLO VI, PAPA

Il Vangelo del giorno (Mc 11,11-25)

UN GIORNO PERSO; UN GIORNO GUADAGNATO

Tutto accade in un solo giorno, perché la vita è breve come un giorno. Nasci all'alba e muori al tramonto. Poi cala la notte e nessuno lo sa.

“Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi” (Mc 11,13). Al mattino, appena ti sei svegliato, il Figlio dell'uomo si avvicina a te e ti chiede frutti di santità, di anime, di vita spirituale… Tutto ciò che ti chiede è al di là della tua povera natura peccaminosa. Come posso essere santo se continuo a ricadere negli stessi peccati? Come posso condurre le anime a Cristo se non so cosa dire loro? Come posso avere una vita spirituale se sono così carnale?

“Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!” (Mc 11,14). Se negherai al Signore ciò che ti chiede, quando verrà la sera sarai arido.

Ma se invece ti inginocchi e gli chiedi di mettere sui tuoi rami quei frutti che ti chiede, al calar della notte quel fico diventerà l'albero della croce e riempirà la terra di frutti.

Don Rodny

Maria stiamo percorrendo diverse strade della nostra Magliano, Tu rimani la strada principale che ci porta al tuo Figlio...
28/05/2026

Maria stiamo percorrendo diverse strade della nostra Magliano, Tu rimani la strada principale che ci porta al tuo Figlio Gesù. Aiutaci a non smarrire mai quella strada 🙏🏼

Il santo del giorno San Germano di Parigi, VescovoVisse al tempo dei Merovingi. Ebbe come amico e biografo l'ultimo gran...
28/05/2026

Il santo del giorno
San Germano di Parigi, Vescovo

Visse al tempo dei Merovingi. Ebbe come amico e biografo l'ultimo grande poeta di lingua latina, Venanzio Fortunato. Svolse un ruolo decisivo nel consolidamento della Chiesa e della monarchia in Francia.

Germano nacque ad Autun, in Borgogna, verso la fine del V secolo da famiglia agiata che gli garantì una buona formazione culturale e religiosa.

Ordinato diacono e sacerdote, nel 540 venne scelto dal vescovo Nettarlo come abate del monastero di San Sinforiano. Due i tratti caratteristici del suo governo monastico: una forte pratica ascetica nella vita quotidiana e l'attenzione per i poveri, cui destinava parte dei beni del monastero, suscitando la protesta di alcuni monaci per l'eccessivo rigore.

Nel 555 venne nominato vescovo di Parigi dal re Chilperico. Tre anni dopo consacra la Chiesa costruita dal sovrano alle porte della città dedicandola al martire spagnolo san Vincenzo di Saragozza morto nel 304. Accanto alla Chiesa fonda un grande monastero facendo ve**re dei monaci da San Sinforiano. Il sostegno del re gli consente di dare impulso alle opere di ca**tà e di promuovere nuove fondazioni di chiese e monasteri. Venanzio parla di una nobile gara di generosità tra il re e il vescovo.

Nulla può, invece, nella sanguinosa faida che oppone i figli dopo la morte del re. Il suo appello alla pace resta inascoltato. Muore in tarda età nel 576 ed è subito venerato come santo. Due secoli dopo, nel 756, Pipino il Breve fa solennemente traslare il suo corpo sotto l'altare maggiore della chiesa di San Vincenzo che da quel momento diventa Saint-Germain des-Prés, appena al di fuori della cinta muraria parigina. Sempre alle prese con i re, san Germano è ricordato soprattutto per il suo amore per i poveri.

PRATICA. Rispettiamo e veneriamo le immagini sacre.

PREGHIERA. Fa', te ne preghiamo, Dio onnipotente, che la veneranda solennità del tuo confessore e Pontefice Germano ci accresca la devozione e ci assicuri la salvezza.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Parigi in Francia, san Germano, vescovo, che fu dapprima abate di San Sinforiano di Autun e, eletto poi alla sede di Parigi, mantenne uno stile di vita monastico, dedicandosi a una fruttuosa opera di cura delle anime.

Indirizzo

Magliano
73041

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