Madonna dell'arco - Fede & Devozione

Madonna dell'arco - Fede & Devozione Pagina basata sulla devozione della Madonna dell'arco dove saranno pubblicate immagini e frasi di poesie, canti in onore della Madonna

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Buona festa della Mamma ❣️🌹
10/05/2026

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06/05/2026

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01/05/2026

Ogni mattina in Santuario dal lunedì al sabato alle 6:45 - per tutto il mese di MAGGIO - affideremo la nostra giornata alla Madonna perché ci custodisca e ci faccia crescere nell’amore verso Dio e verso i fratelli e le sorelle!

Lunedì in Albis (21–22 aprile 1590) I Piedi Caduti ad Aurelia Del PreteNel 1589, a poche centinaia di metri dalla ca****...
22/04/2026

Lunedì in Albis (21–22 aprile 1590) I Piedi Caduti ad Aurelia Del Prete

Nel 1589, a poche centinaia di metri dalla ca****la dove si custodiva l’immagine, abitava Aurelia del Prete figlia di Giacomo, che aveva sposato l’8 novembre del 1573 Marco De Cennamo. Di lei si racconta: “Donna diabolica et bestemmiatrice, crudele, di bruttissimi costumi et inimicissima d’ogni bene et consolatione christiana et humana. A questa deformità grande d’anima della meschina correspondeva una horribile bruttezza di corpo”.

Agli inizi del 1589, mentre era intenta a spaccare la legna, Aurelia si ferì ad un piede e si temeva che la ferita potesse degenerare lasciandola storpia. Essa allora fece voto alla Madonna dell’Arco che, se fosse stata sanata, le avrebbe offerto una coppia di piedi in cera. Guarita completamente, si recò a Napoli per acquistare l’ex voto, ma sulla via del ritorno uno dei due piedi le cadde e si ruppe, e irata scagliò anche l’altro per terra “horrendamente bestemmiando”, così come era suo costume.

Il Lunedì di Pasqua dello stesso anno, il 3 aprile, cedendo alle insistenze del marito, si recò con lui pellegrina alla ca****la (il marito infatti voleva donare un cero alla Madonna per essere stato guarito da una malattia agli occhi). Aurelia decise di recarsi con lui presso la ca****la portando con sé un piccolo maialino legato ad una cordicella per poterlo vendere alla fiera che si teneva in occasione del grande pellegrinaggio del Lunedì in Albis. Nella ressa del mercato il maialino, forse impaurito, scappò dalla corda a cui era legato e Aurelia, imprecando, cercava di riacciuffarlo. Giunse così correndo davanti all’immagine della Madonna dove il marito stava offrendo il suo cero. Presa dall’ira tolse di mano il cero al marito, lo buttò per terra e calpestandolo “ripiena di sdegno e di furore infernale” bestemmiò la Madonna, chi l’aveva dipinta e tutti coloro che erano lì per venerarla. A nulla valsero i tentativi del marito di calmarla, arrivando perfino a minacciarla di aver timore della punizione divina. Nella notte tra la Pasqua e il Lunedì in Albis (21–22 aprile 1590), mentre Aurelia dormiva, senza sentire dolore e senza avvertire nulla, i piedi le si staccarono dalle gambe, uno completamente e l’altro rimanendo attaccato per un piccolo nervo. Era trascorso un anno da quando Aurelia aveva bestemmiato contro la Madonna. Aurelia, il marito e i parenti volevano tenere nascosto l’accaduto e seppellirono immediatamente i piedi in una gabbietta nella campagna. La notizia però trapelò e tutti attribuirono l’accaduto alla volontà della Madonna. Aurelia era stata guarita dalla Madonna che l’aveva salvata dal rimanere storpia ma lei non si era lasciata trasformare dalla grazia ricevuta ed era rimasta una donna cattiva e priva di bontà. Quel miracolo non apprezzato e il successivo cadere dei piedi sarebbe stato per lei il segno per convertirsi ad una vita più giusta e sana. Toccata dalla grazia di Dio, si fece portare su una lettiga davanti all’immagine della Madonna per chiederle scusa delle sue numerose bestemmie e del suo comportamento cattivo e, riconciliata con Dio, morì il 28 luglio del 1590.

Per volere di Giovanni Tommaso di Capecelatro, Cavaliere del Seggio Capuano di Napoli, e del suo amico, Cavaliere Sebastiano Guindazzi, che convinsero l’Arciprete di Sant’Anastasia e rettore del Santuario, don Cesare di Sarno, i piedi di Aurelia furono esposti in una gabbietta sull’altare della Madonna, affinché tutti i fedeli che accorrevano richiamati dal gran prodigio potessero vedere il segno che Maria aveva manifestato. Ancora oggi a testimonianza di questo fatto prodigioso i fedeli possono ammirare i piedi di Aurelia Del Prete conservati intatti in una sala del Santuario.

Il vescovo Fabrizio Gallo, temendo che l’accaduto potesse tramutare la fede e la speranza in superstizione, e che l’accaduto passasse come una vendetta da parte della Madonna, per prudenza chiuse al culto la ca****la. Ma, dietro l’insistenza dei fedeli, l’11 maggio 1590 si recò alla ca****la e istituì regolare processo per appurare l’accaduto. Furono sentiti come testimoni Marco De Cennamo, marito di Aurelia, il medico curante Francesco D’Alfano, lo speziale Alfonso De Moda, il Cavaliere Capacelatro e altri parenti e vicini di casa. Tutti riportarono al Vescovo quanto Aurelia aveva raccontato ed egli, convintosi del fatto prodigioso, chiuse il processo canonico e riaprì la ca****la al culto dei fedeli.

Anche se tutti i festeggiamenti si sono conclusi, io ti resto devoto tutti i giorni 💙❤️
21/04/2026

Anche se tutti i festeggiamenti si sono conclusi, io ti resto devoto tutti i giorni 💙❤️

18 aprile: festa liturgica della Madonna dell'Arco Auguri a chi porta questo bellissimo nome ❤️💙 (Mariarca, Archetta, Ar...
18/04/2026

18 aprile: festa liturgica della Madonna dell'Arco
Auguri a chi porta questo bellissimo nome ❤️💙 (Mariarca, Archetta, Arca, Arco ecc)

Nel dicembre del 1903 papa Pio X, tramite la Sacra Congregazione dei Riti, su richiesta del Vescovo di Nola, monsignor Angelo Renzullo, e del Priore provinciale dei domenicani, padre Vincenzo Magri, concesse che si celebrasse in tutta la Diocesi di Nola e in tutta la Provincia domenicana la memoria liturgica della Madonna, venerata con il titolo dell’Arco, la Seconda Domenica di Pasqua.
Il 20 febbraio 1904, la stessa Sacra Congregazione dei Riti concesse al Santuario la possibilità di celebrare una S. Messa solenne della Madonna dell’Arco durante tutta l’ottava della sua festa.
Nel 1942 con decreto della stessa Congregazione la festa fu spostata al sabato precedente la Seconda Domenica di Pasqua.
Dal 1986, sempre per espresso decreto della Congregazione, la Festa Liturgica della Madonna dell’Arco si celebra il 18 aprile, in Santuario, in tutta la Diocesi di Nola e in tutte quelle chiese che hanno Lei come protettrice.
Dal 2007, durante la solenne celebrazione eucaristica, viene offerto l’olio per la lampada che arde in perpetuo davanti l’immagine della Madonna.
Al termine della celebrazione viene offerto l’olio da versare nella lampada. Una volta benedetto e aver pregato in modo solenne, viene riaccesa la lampada. Ogni anno la comunità dei padri domenicani dà un impegno di preghiera per tutto l’anno alla comunità dei fedeli e che fa anche da tema alle meditazioni del Buongiorno a Maria nei mesi di maggio e ottobre.

La Lampada Votiva
Fin da subito, dopo il sanguinamento della guancia colpita dalla palla di legno nel 1450, innanzi alla venerata immagine della Madonna i fedeli lasciavano ardere ceri e lampade ad olio. Questo segno di devozione e di speranza continuò nel tempo, sia quando venne costruita la primitiva ca****la posta a riparo dell’immagine che nel nuovo Santuario: sempre furono poste delle lampade votive per illuminare notte e giorno la venerata immagine della Madonna. Lampade che venivano alimentate dall’olio donato dai fedeli.
Nel 1656, a Milano, scoppiò la rivolta contro gli occupanti spagnoli insieme all’epidemia della peste che ben presto si diffuse in tutta l’Italia, arrivando anche nelle provincie meridionali del Regno. Nel 1656 la peste raggiunse la città e la provincia di Napoli, facendovi oltre centomila vittime su una popolazione di trecentocinquantamila abitanti. Anche in questa occasione molti fedeli cercarono salvezza presso il Santuario rivolgendosi alla Vergine dell’Arco. I fedeli che avevano contratto il male cercavano sollievo e guarigione ungendosi le ferite con l’olio delle lampade che ardevano davanti all’immagine della Madonna.
Tra i tanti salvati ricordiamo Onofrio Santolino di Barra il quale, vistosi assalito dal male, si recò presso il Santuario e prostratosi davanti all’immagine della Madonna, con grande fede e devozione, unse con l’olio i bubboni provocati dalla peste, e guarì del tutto.
Anche il Conte di Massarenco, figlio del Residente di Parma, che si era rifugiato a Somma per evitare il contagio, fu colpito dal male e con fede si unse con l’olio delle lampade. Guarito, si recò a piedi scalzi al Santuario per ringraziare la Vergine santa dell’Arco e manifestare la sua gratitudine.
Ancora oggi davanti alla venerata immagine della Madonna, arde notte e giorno una lampada databile intorno ai primi anni del 1700, di fattura siciliana, mirabilmente cesellata, in cui viene versato periodicamente l’olio che ancora oggi i fedeli continuano ad offrire alla Madonna.
Essa viene spenta solo alcuni giorni prima del 18 aprile, giorno in cui, essendo memoria liturgica della Beata Vergine Maria venerata con il titolo dell’Arco, il Rettore del Santuario la riaccende in modo solenne. È tradizione ormai che in questa occasione ad offrire l’olio sia una rappresentanza di persone per la quale il Santuario si impegna a pregare durante tutto l’anno a ve**re, particolarmente nei mesi di maggio e ottobre, mesi dedicati alla devozione della santa Vergine.
Quest'anno la nostra preghiera sarà per l'umanità intera afflitta dal Corona Virus: per le tante vittime e i loro familiari, per gli ammalati, per tutti i medici, il personale sanitario e parasanitario e per tutti i volontari impegnati in questa difficile situazione.

Indirizzo

Via Madonna Dell'Arco, 178
Madonna Dell'arco
80048

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