05/06/2026
Abbiamo a cuore, più di ogni altra cosa, il futuro dei nostri piccoli. Ci impegniamo tutti i giorni per dotarli degli strumenti di conoscenza emotiva, personale e scolastica, necessari a costruire un percorso di vita sano e soddisfacente, per loro stessi e per la comunità. Perciò, questa settimana, nel nostro Centro di aggregazione, abbiamo aperto un piccolo spazio silenzioso e pieno di cura per alcuni bambini che stavano affrontando una fatica precisa, quella di imparare a scrivere. Una sfida per chi è all’inizio dell’apprendimento di questa abilità tutta umana, deve cimentarsi con La direzionalità e il riconoscimento delle lettere, con particolare attenzione alle cosiddette lettere speculari, quelle coppie — b/d, p/q — che si somigliano troppo per chi non ha ancora stabilizzato l'orientamento spaziale.
Siamo partiti da un pensiero che ci guida sempre: scrivere non è solo un gesto sulla carta. È il corpo intero che si mette in moto, è sguardo, è mano, è ritmo, è respiro. Per questo abbiamo cercato, scelto e costruito risorse che parlassero davvero ai nostri bambini: materiali che si possono toccare, lettere in rilievo da sfiorare, tracciati da percorrere con il dito prima che con la matita. Strumenti che dialogano con il canale cinestesico cioè con il modo di imparare usando il corpo e il movimento, e aprono strade diverse rispetto alla didattica più tradizionale, perché l’apprendimento possa arrivare dove le parole, da sole, non bastano.
È stato un lavoro paziente, intimo, fatto di piccoli passi e grandi sorrisi. Un percorso individuale che ha rafforzato la scrittura, la coordinazione oculo-manuale, l’orientamento nello spazio e l’integrazione sensoriale. E il bello è che per i bambini tutto questo è diventato un gioco: tra dita che esplorano, occhi che scoprono e matite che finalmente trovano la direzione, abbiamo visto nascere fiducia. Lettera dopo lettera, traccia dopo traccia, la fatica si è trasformata in conquista.
Ovviamente senza Lucia, la nostra pedagogista preferita, e senza le mitiche Rosanna e Maria Rosaria, non sarebbe stato possibile realizzare un laboratorio così impegnativo. Siamo colmi di gratitudine nei loro confronti.
Grazie alla rete del progetto CAOS di cui siamo sempre più orgogliosi di essere partner!