Vivere il vangelo senza respiro""

Vivere il vangelo senza respiro"" fede, preghiere, madonna, gesu', santi,viaggi religiosi, chiese, statue, devozioni, grazie,amore, sol

25/08/2019

Lc. 4,18-21 " Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l' unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista ; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l'anno di grazia del Signore.... nella sinangoga gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro:" Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltatot".

25/08/2019

Dal documento Evangelii Gaudium il Papa scrive al n° 44. "D’altra parte, tanto i Pastori come tutti i fedeli che accompagnano i loro fratelli nella fede o in un cammino di apertura a Dio, non possono dimenticare ciò che con tanta chiarezza insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica: «L’imputabilità e la responsabilità di un’azione possono essere sminuite o annullate dall’ignoranza, dall’inavvertenza, dalla violenza, dal timore, dalle abitudini, dagli affetti smodati e da altri fattori psichici oppure sociali».[49] Questo indica la grande difficoltà di trasmettere correttamente il VANGELO.

21/05/2019

Vangelo Lc.,6,21-

[21] Beati voi che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi che ora piangete,
perché riderete.
[22] Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo.
[23] Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti.
[24] Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione.
[25] Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame.
Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete.
[26] Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi.
Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti.
[27] Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, [28] benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano.

[29] A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. [30] Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo.

[31] Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.
[32] Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. [33] E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso.
[34] E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto.
[35] Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché egli è benevolo verso gl'ingrati e i malvagi.

[36] Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro.
[37] Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato;
[38] date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio". [39] Disse loro anche una parabola: "Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt'e due in una buca?
[40] Il discepolo non è da più del maestro; ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro.
[41] Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo? [42] Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.
[43] Non c'è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni. [44] Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo.
[45] L'uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla dalla pienezza del cuore.

21/07/2018

Migranti, “in Libia barconi affondati con le persone a bordo”
Fonti militari: “I guardacoste così li costringono a salire sulle motovedette”
Migranti, “in Libia barconi affondati con le persone a bordo”
di Fabrizio D’Esposito e Antonio Massari | 21 luglio 2018
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Barconi affondati mentre i migranti sono ancora a bordo. È questo che accade nelle acque del Mediterraneo quando la Guardia costiera libica interviene per i soccorsi. Il motivo: quando le motovedette libiche si avvicinano ai barconi, i migranti, che non vogliono essere riportati in Libia, rifiutano di essere trasportati sulle imbarcazioni della Guardia costiera. E a quel punto, per convincerli ad accettare il soccorso, è ormai prassi che i militari libici inizino le operazioni per affondare la barca. Una prassi disumana, che s’è ripetuta in parecchi salvataggi, rivelata al Fatto, con la promessa dell’anonimato, da più fonti militari. Che i barconi vadano affondati è un dato acquisito. La Procura di Trapani, per esempio, contesta alla Ong tedesca Iugend Rettet di non aver distrutto le barche per impedirne il riutilizzo da parte di trafficanti, durante un salvataggio del 18 giugno 2017. Qui siamo paradossalmente alla dinamica opposta: il barcone viene affondato, ma con i migranti a bordo, per costringerli a salire sulle motovedette libiche.

Il governo ha invece smentito la ricostruzione della Ong Proactiva sul salvataggio, avvenuto il 17 luglio, di Josefa, la camerunense di 40 anni soccorsa dalla Open Arms a circa 80 miglia dalla costa libica. Accanto a lei, aggrappati al relitto di un gommone, i cadaveri di una donna e di un bambino di circa 5 anni. Il Viminale ha bollato come una fake news la dichiarazione dei volontari spagnoli: “I libici hanno lasciato morire quella donna e quel bambino. Sono assassini arruolati dall’Italia”. La prova evocata dal Viminale consisteva nel video-reportage di una giornalista tedesca che aveva filmato i soccorsi. La cronista ha escluso che, durante i soccorsi ai quali aveva assistito, in mare fossero rimasti dei migranti. Ma poi ha aggiunto che, nelle stesse ore e nella stessa area, le motovedette libiche avevano effettuato un altro soccorso. La prova quindi non provava nulla se non che, nel soccorso registrato dalla cronista, non risultavano cadaveri o superstiti rimasti in acqua. Nulla poteva escludere, invece, che il relitto con le due vittime e la superstite fosse collegato invece al secondo soccorso di quella notte.

A cinque giorni dall’episodio – nonostante il Fatto abbia chiesto per ben due volte al Viminale se continui ad accusare la Proactiva di aver mentito, se sia in possesso di ulteriori prove che possano dimostrarlo, o se invece abbia preso atto di aver sbagliato nel definire una bufala la versione della Ong – il ministero dell’Interno continua a tacere sull’episodio. Eppure, persino la Guardia costiera libica, su La Stampa, fornisce conferme che il relitto con i due cadaveri è legato a un loro salvataggio e che non si tratta di quello filmato dalla cronista tedesca: “Lunedì 16 luglio – dice il colonnello Tofag Scare alla giornalista Francesca Paci – abbiamo ricevuto una chiamata dal mercantile spagnolo Triades che ci segnalava un’imbarcazione di migranti in difficoltà tra Tripoli e Khoms, ci siamo mossi per intervenire, ne abbiamo tirati a bordo 165, maschi e femmine, tutti. Abbiamo lasciato in mare solo i due corpi senza vita di una donna e di un bambino dopo aver provato a rianimarli. Ma oltre a loro non c’era nessuno in acqua. Secondo la legge libica vanno identificati prima di essere sepolti o rimandati a casa e dunque in questi casi vengono lasciati in mare. Non avremmo avuto alcuna ragione di lasciare in mare delle persone vive: anche se si fossero rifiutati di salire a bordo le avremmo tirate su a forza. Quello di cui ci accusano è una bugia, è propaganda”. Il premier libico Fayez al-Sarraj ha parlato di accuse “oltraggiose”. Ma un fatto è certo: la Guardia costiera libica nega di aver lasciato persone vive in mare ma conferma che il relitto al quale era aggrappata Josefa con i due cadaveri è quello del loro soccorso. Non vogliamo credere che i militari libici abbiano volontariamente lasciato superstiti in mare. Ma è chiaro che almeno Josefa è sfuggita al loro intervento.

Di fronte a tutto questo, sarebbe il caso che Salvini ammettesse pubblicamente di aver sbagliato, accusando la Ong di aver mentito, assumendo la responsabilità delle sue pesantissime e immotivate affermazioni. Un altro militare confida a La Stampa: “L’Italia ci fa fare il lavoro sporco perché non vuole gli africani”. Se il lavoro sporco prevede l’affondamento dei barconi con i migranti a bordo, i cittadini italiani dovrebbero saperlo e Salvini dovrebbe smentire o confermare anche questo.

11/07/2018

Stiamo vivendo un periodo oscuro della nostra storia!! Quando l' accoglienza non si realizza significa che noi non siamo cristiani ,e quando non si soccorre in mare andiamo addirittura contro il diritto internazionale che presenta il salvataggio di una persona in mare come un assoluto obbligo morale. Prima si deve salvare e poi si potrà discutere. Il vangelo di Cristo è meravigliosi. Dice Gesù : Avevo fame, avevo sete, ero ignudo, senza casa, ero straniero, ammaleto o in carcere e voi mi avete aiutato! Qualsiasi cosa avrete fatto a uno di questi piccoli, l'avrete fatto a me! (Mt. 25,16 e sq.)

25/12/2017

GESU' E' NATO ! ALLELUYA!

07/10/2017

Martedì 5 settembre
Santa Teresa di Calcutta!
“Io sento che il più grande distruttore della pace oggi è l’aborto, perché è una guerra diretta, un’uccisione diretta, un omicidio commesso dalla madre stessa – disse la suora -. Oggi il più grande distruttore della pace è l’aborto. Tante persone sono molto preoccupate per i bambini in India, per i bambini in Africa, dove tanti ne muoiono di malnutrizione, di fame e così via, ma milioni muoiono deliberatamente per volere della madre.
E questo… è il grande distruttore della pace oggi.
Perché se una madre può uccidere il proprio bambino, cosa mi impedisce di uccidere te e a te di uccidere me? Nulla”.
Quanta verità in queste parole ! P. Claudio 7/10/17

27/07/2017

Secondo alcune ricerche i soggetti in posizione di potere agiscono come se avessero subìto un trauma cerebrale: impulsivi e, soprattutto, meno empatici. Leggi

23/05/2017

Le procedure per chiedere di essere sposati dal Papa Francesco: come fare per fare celebrare il matrimonio dal Papa Francesco.

23/05/2017

Solo lo Spirito Santo ci può far capire che "Gesù è il Signore". Ma per riceverlo in dono bisogna tenere il cuore aperto.

27/04/2017

«“La follia del denaro e la ricerca intemperante del piacere in tutte le dimensioni, il superbo rifiuto della coesistenza collaborante anche nell’ambito delle c.d. «razze», delle religioni, delle ideologie, specie ai vertici, la corruzione a tutti i livelli della scala sociale, così investente oggi anche settori altre volte immuni e… al di sopra di ogni sospetto! Un’attenzione speciale merita la considerazione della forma della pietà, nel sostanziale rinnegamento della sua potenza. Ciò accade da parte di quei governanti che, pur predicando la pace sociale, l’amore per il popolo, l’unità dei popoli, operano poi contro la pace sociale, contro il pacifico avvenire del popolo, contro l’unità dei popoli. Mentre, se le loro parole fossero intrise di sincerità e non inquinate dal sotterraneo economismo della volontà di potenza (individuale o partitistica o nazionalistica), dovrebbero condurre all’abbraccio universale di una civiltà morale e quindi a una Federazione suprarazziale e supranazionale in cui la giustizia e, più, la fraternità sociale, col conseguente annullamento della fame nel mondo e la conseguente solidarietà in tutte le vicende dell’avventura cosmica dell’uomo (malattie, inquinamenti ambientali, disoccupazione, esigenze residenziali etc.), siano una realtà vivente e non solo postulati di pochi uomini di buona volontà”. ».(DOMENICO ANTONIO CARDONE,Filosofo della pace - da Due parole nel deserto).
Occorre fermare la guerra e la produzione di armamenti.

11/03/2017

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Loreglia
28893

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