22/10/2025
🟢 𝐏𝐀𝐑𝐎𝐋𝐀 𝐃𝐈 𝐃𝐈𝐎
📖 𝐕𝐀𝐍𝐆𝐄𝐋𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐎 - Lc 12,39-48
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo». Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire” e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli. Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».
👁🗨 𝐌𝐄𝐃𝐈𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄
Il Vangelo di oggi unisce due immagini: quella del ladro che arriva all’improvviso e quella del servo fedele che attende il padrone. In entrambe c’è una stessa urgenza: vivere con il cuore desto, non addormentarsi nella mediocrità. «Nell’ora che non immaginate viene il Figlio dell’uomo»: non è una minaccia, ma un invito alla consapevolezza.
La vita non ci appartiene, ci è affidata, e ogni giorno è un dono da amministrare con cura. Gesù loda il servo che resta vigilante e fedele anche nell’assenza del padrone: è l’immagine del discepolo che serve senza cercare ricompense. Ma ammonisce anche chi approfitta del tempo per vivere solo per sé: «Il mio padrone tarda», dice, e intanto dimentica la giustizia e la ca**tà.
La frase conclusiva è tra le più esigenti del Vangelo: «A chi fu dato molto, molto sarà chiesto». È la misura della responsabilità di chi conosce il Vangelo, di chi ha ricevuto doni, talenti, fiducia. Dio non chiede perfezione, ma coerenza, non risultati, ma amore fedele nel quotidiano.
Oggi, nella memoria di San Giovanni Paolo II, testimone di speranza e forza nella fede, risuona chiaro l’appello di Cristo: vegliare non è temere, ma custodire con amore ciò che ci è stato affidato.