19/12/2017
Roma, 16 dicembre 2017, ore 11:00 Sala del Concistoro, Città del Vaticano: racconto di un incontro.
“Ragazzi,
provate a fissare l'obiettivo sui compagni e sulle persone che nessuno vede mai e osate fare il primo passo per incontrarle, donare loro un po' del vostro tempo, un sorriso, un gesto di tenerezza.”
Papa Francesco risponde a Desirée e Lorenzo che, a nome dell'ACR, gli chiedono:
“Quali sono le periferie che i ragazzi dovrebbero provare a raggiungere?....”
…
Papa Francesco è una persona veramente capace di accorgersi del fratello, specialmente di coloro dei quali la maggior parte delle persone non si accorge.
Ne abbiamo avuto un esempio concreto sabato 16 dicembre suoi ospiti nella Sala del Concistoro.
Per Livorno partecipava una piccola delegazione dell’Azione Cattolica dei Ragazzi, composta da Ilaria e Fabio insieme con il responsabile diocesano.
Ilaria, sette anni, ha accettato il compito di regalare al Santo Padre la maglietta celebrativa del Campo estivo. Fabio, insieme a lei, attende pazientemente, seduto nella grande sala. Marmi lucidi, grandi arazzi colorati ed un meraviglioso soffitto di legno, luminoso come l'oro. Il ragazzo, però, non sembra scomporsi di fronte a tanta bellezza. Seduto accanto a lui, il suo accompagnatore gli sussurra che a breve avrà la possibilità di incontrare il Papa. Non cambia in lui né il contegno né l'equilibrio. Tratti distintivi di una guardia svizzera indossati per l’occasione da un ragazzo di dieci anni! Egli osserva la sua compagna di avventura. Ilaria, seduta dall'altra parte, sa di dover incontrare una persona importante. In più ha ricevuto l'incarico di consegnargli un dono. Ma per la piccola, forse, risulta più difficile non cedere alla lusinga di abbandonare, anche solo per un po', la sua morbida poltrona. Resiste. Gira e rigira convulsamente il suo presente tra le mani.
Ed ecco che quest’uomo vestito di bianco rivolge anche a lei la sua attenzione…
Ilaria, come d'accordo, porge la maglietta a questo Super Nonno, che risponde con un sorriso, una carezza e stringendo la sua piccola mano con la stessa attenzione offerta ad un Capo di Stato…
La maglietta è piegata. Allora con un lieve movimento ne prendo un lembo e la apro. Francesco la guarda, legge con interesse:
‘CUSTODIRE IL CREATO – CUSTODIRE GLI ALTRI’
…“Vorremmo ringraziarla. – gli spiego - Coi ragazzi abbiamo lavorato sulla 'Laudato sì' e su San Francesco”… Mi guarda col suo sorriso disarmante e mi stringe la mano. In quell'istante aggiungo: “C'è una bambina…si chiama Camilla…
– immediatamente diventa serio, come ad aspettarsi un'amara consegna –
…ha tre anni e mezzo. A Livorno, durante un alluvione, ha perso tutta la sua famiglia!”
In quel momento Francesco sembra farsi carico di quella tragedia. Abbassa lo sguardo, chiude un istante gli occhi e accosta la mano sinistra al cuore, all'altezza della sua croce pettorale:
La vita e la storia di questa bambina sono state accolte tra le mani e il cuore del Santo Padre…
Nel frattempo Fabio osserva. In silenzio. Il papa di scatto si accorge di lui e, improvvisamente, con uno slancio di allegria gli domanda: “Come stai?” “Bene!”, risponde prontamente Fabio, sfoggiando un sorriso smagliante!
E’ sorpreso, questo ragazzo. Direi che è anche felice per questo inatteso interessamento nei suoi confronti. Papa Francesco gli ha dimostrato di sapere leggere, attraverso gli occhi, il proprio interlocutore. Legge il cuore e la vita di ogni uomo: terra sacra da amare e rispettare…
Questo incontro indimenticabile ha avuto il sapore dell’abbraccio sincero di Papa Francesco a tutti i bambini e i ragazzi di Livorno.