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ChiediloalFilosofo Progetto di ricerca e divulgazione filosofica. Incubatore di idee e sviluppo di iniziative culturali

24.01.2021Le menti filosoficamente impegnate prima pensano tantissimo al punto di trovarsi spesso ad abitare luoghi lont...
24/01/2021

24.01.2021
Le menti filosoficamente impegnate prima pensano tantissimo al punto di trovarsi spesso ad abitare luoghi lontanissimi e deserti, sazi e paghi di quei pensieri isolanti. Soli, ma fieri del fatto che in pochissimi si arriva ad abitare certi spazi. E quando lì si trova qualcuno è una festa.
Poi per uno slancio di ironia socratica o un barlume di pragmatismo, per parsimonia di pensieri ed energia, le menti filosoficamente distrutte tentano di fare ancora più semplici quelle astrazioni e ridurle a domande rilevanti. Spesso secche.
A chi pensi quando guardi fuori dal finestrino?
Di finestrini ce ne sono tanti, ma i finestrini del treno, soprattutto dei regionali lentissimi e a singhiozzi, che raramente prendono consistente velocità,ci tengono particolarmente a questa domanda.
E restano sporchi per lo scopo, per la causa.
La persona in cima alla classifica dei pensieri la riconosci subito: è quella che dopo un tunnel o una galleria è ancora lì, fuori dal finestrino.
È quella che quando la voce metallica del treno dice che il treno è fermo nel nulla in attesa dell'autorizzazione a procedere, si ferma nitida lì fuori dal finestrino e aspetta con te che il treno riparta.
Chissà che mondo sarebbe se i finestrini si mettessero a parlare.
O se ci si incontrasse un giorno tutti fuori dal finestrino.
" Ascolta, io è da 3 anni che ti penso fuori dal finestrino, te?"
E magari si decidesse, in onore dei reciproci pensieri scambiati di viaggiare uno davanti all'altro e guardarsi negli occhi, il finestrino di tanto in tanto.

Il mio articolo per la conferenza di oggi per Istituto Madre Mazzarello Firenze, per chi fosse impossibilitato a seguirl...
24/10/2020

Il mio articolo per la conferenza di oggi per Istituto Madre Mazzarello Firenze, per chi fosse impossibilitato a seguirla. Sono molto graditi commenti di genitori dei bambini della scuola primaria.

Il presente articolo correda l’evento pubblico, destinato ai genitori dei bambini della scuola di infanzia e primaria dell’Istituto Madre Mazzarello a Firenze, all’interno del progetto R.EC.AP ( ripasso, educazione continua e apprendimento permanente), finanziato da Fondazione Cassa di Risparm...

La mia talk per Le narrazioni della malattia, prevedono un paziente parlante e un ricevente. Il tempo di relazione è tem...
26/09/2020

La mia talk per

Le narrazioni della malattia, prevedono un paziente parlante e un ricevente. Il tempo di relazione è tempo di cura, ma non lo consentono le prassi pubbliche mediche inadeguate all'ermeneutica e per sovraccarico di pazienti a dedicare sufficiente tempo all'ascolto. Viene così ridotto tutto a mero disease (sintomo clinico e datita' biologica) senza prendere in considerazione la illness (esperienza e narrazione del malato della propria malattia).
Nell'attuale stato pandemico l'etica pubblica si occupa esclusivo disease ( misurazione di febbre, igienizzazione, tosse) e la nostra esperienza e narrazione di questo periodo storico?
Eppure l'Oms ha un paradigma di salute bio-psico- sociale!
Quindi tamponi negativi o meno, statistiche e bollettini siamo tutti assolutamente malati.
Di questo qualcuno dovrà prenderne atto.

Proposte di letture filosofiche in tempo di pioggia, del particolare momento storico che stiamo vivendo. All'interno anc...
19/05/2020

Proposte di letture filosofiche in tempo di pioggia, del particolare momento storico che stiamo vivendo. All'interno anche il mio contributo a pag. 60

In questo numero, Lodovico Berra, Alberto Peretti, Chiara Sivieri, Massimiliano Salce, Marcella Bricchi, Silvia Lo Canto, Martina Locca, Patrizia Cortassa, Katia Trinca Colonel, Giovanna Lo Giacco, Marco Calvelli, Stefania Marengo, Argia Mazzonetto, Beatrice Anderlini, Veronica Andorno, Alberto Dona...

All'interno del mio articolo, parole in grassetto da mescolare a piacimento con predicati. La vita va giocata.Non sappia...
30/04/2020

All'interno del mio articolo, parole in grassetto da mescolare a piacimento con predicati. La vita va giocata.

Non sappiamo dove andremo, la bussola è impazzita. In questo momento siamo naufraghi e se qualcuno non ha il coraggio di dirlo il filosofo deve. Tuttavia come Ulisse siamo in una peregrinazione di scoperta. Non navighiamo nella certezza, ma per scandagliare il possibile. Abbiamo lasciato Itaca alle spalle e non sapremo nemmeno se vi faremo ritorno. Sicuramente saremo diversi, ciascuno avrà la sua Itaca dentro. Quel che è certo è che abbiamo un’opportunità e il filosofo deve avere il coraggio di dire che va vissuta e va giocata. Sarà di riscoprire lo sguardo e gli occhi con il viso coperto da una mascherina? Sarà di aver letto quel libro durante la quarantena? Riscoperto gli affetti che sono essenziali e di cui non possiamo fare a meno? Avere letto una poesia? Ritrovato in un armadio un ricordo? Giocato con un figlio a nascondino? Aver capito cosa ci rende felici? Che vogliamo gettare tutto all’aria? Che ci siamo innamorati di un altro? Avere voglia di gonfiare le ruote della bicicletta?

La verità a volte è un’epifania. Qui sta la meraviglia.

Può fermarci la paura della morte? Andrebbe affrontata come suggeriva Montaigne “Voglio che la morte mi colga mentre pianto i miei cavoli, per niente preoccupato per lei e meno ancora del mio orto imperfetto”

La pandemia mondiale ci ha colto, mentre stavamo facendo tutt’altro e lasciandoci in un territorio non conosciuto. Ci ha rallentato. Lo hanno chiamato lockdown.

Alcune malattie sono inguaribili, ma non esistono persone incurabili. Nessuna.Per una filosofia della cura, sempre. Sopr...
21/04/2020

Alcune malattie sono inguaribili, ma non esistono persone incurabili.
Nessuna.
Per una filosofia della cura, sempre. Soprattutto in questo momento dove abbiamo bisogno di sviluppare nuove planimetrie interiori.
Come ho letto in un bellissimo articolo:
"Non siamo in guerra, ma in cura!"

P.s.Il fiore mi dicono sia una gelosia argentea. Mi fido anche se è rosso,non me ne intendo.

Laboratori filosofici per bambini in incubazione!! Copertina esageratamente suggestiva..possono rispondere anche gli adu...
21/04/2020

Laboratori filosofici per bambini in incubazione!! Copertina esageratamente suggestiva..possono rispondere anche gli adulti..che ci vedete?

E coltivare la gentilezza che siamo tutti figli e parte della fragilità.Voltaire morì mentre la folla parigina lo acclam...
19/04/2020

E coltivare la gentilezza che siamo tutti figli e parte della fragilità.

Voltaire morì mentre la folla parigina lo acclamava sotto il suo balcone.
La morte fu tenuta segreta per due giorni; il corpo, vestito come fosse vivo e sommariamente imbalsamato, fu portato fuori da Parigi in carrozza, come da accordi presi da madame Denis con un suo amante, un prelato che aveva acconsentito al "trucco". I medici che eseguirono l' autopsia ne asportarono il cervello e il cuore (riunito anni dopo ai resti per volontà di Napoleone III, che lo trasferì al Pantheon vicino a Rousseau) .
Voltaire e' morto senza perdono religioso, e la chiesa parigina gli negò ogni onore, tutti i membri della curia dove venne sepolto, vollero invece celebrare una messa cantata in sua memoria, e numerose cerimonie.
Fu seppellito nelle terre dello Champagne.

Rubrica filosofica anti- coronavirus e la foto di .Rizomi e 40ena con  Abbiamo bisogno di trovare nuovi concetti. Ieri s...
10/04/2020

Rubrica filosofica anti- coronavirus e la foto di .

Rizomi e 40ena con

Abbiamo bisogno di trovare nuovi concetti.
Ieri si è capovolto, è in quel vasetto pieno di foglie.
Si delinea un sentiero, la cui fine scompare. È da costruire, così come da costruire sono nuovi concetti che ancora non ci sono.
Non possiamo interpretare il nuovo con il vecchio, né rivestirlo di parole usate e incancrenite. Faremo un torto alle cose. Alla potenzialità. All'essere.
In e sostituiscono alla linearità del pensiero arboreo, una visione rizomatica. Siamo nel caos e al caos non si risponde con le linee rette, ma col confronto orizzontale di compresenze e partecipazioni. Il pensiero rizomatico procede per multipli, senza punti di entrata o uscita ben definiti e senza gerarchie interne.
Il post - coronavirus non sarà quindi la negazione monolitica del tempo precedente. Non può essere così. Sarà un insieme potenziale e orizzontale di qualcosa da inventare insieme.

Rubrica filosofica anti- coronavirusGiorno n di quarantena La cartolina postale di  A chi vorreste scrivere e spedire le...
08/04/2020

Rubrica filosofica anti- coronavirus
Giorno n di quarantena


La cartolina postale di

A chi vorreste scrivere e spedire le vostre parole, su una missiva che non arriverà mai?
Le vostre parole vaganti?

La cartolina postale è una metafora. Una volta che giunge a destinazione ha esaurito la propria funzione, si è spenta. Ma il suo luogo di meraviglia per eccellenza non è la partenza né l'arrivo, bensì il tragitto. Nelle mani del destinatario muore.La maggior parte delle volte è ancora in viaggio, quando noi siamo già di ritorno. Si instaura così tra noi e le parole scritte una distanza incolmabile. Chi legge, legge un'ora che non è più. Era.
Il perfetto luogo Il suo luogo di eccezione è il viaggio. Vagare vagare senza mai raggiungere il portone di casa, né la cassetta delle lettere. Immaginarsi la cartolina postale nel suo tragitto di libertà.
Le cartoline postali dovrebbero poter non arrivare mai!

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Livorno

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