Shiva Yoga Temple

Shiva Yoga Temple Tempio dello Yoga tradizionale. Qui lo Yoga è una disciplina che coinvolge corpo, respiro, mente e attenzione.

La pratica è continua e incarnata nella vita quotidiana. Il Tempio offre una via di consapevolezza e trasmissione.
📍 Lissone (MB) Quando qualcuno ci chiede che tipo di Yoga proponiamo a ShivaTemple? Noi rispondiamo così: Lo Yoga è un dono inestimabile dell’antica tradizione indiana. Esso incarna unità di mente e corpo, pensiero e azione, equilibrio e realizzazione; armonia tra uomo e natura e un

approccio olistico alla salute e al benessere. Lo Yoga non tratta di posizioni ma della scoperta del senso di unità con noi stessi, il mondo e la Natura. Lo Yoga fornisce un approccio olistico alla salute e al benessere e una più ampia divulgazione delle informazioni sui benefici per la salute. Lo Yoga porta anche armonia in tutti i percorsi di vita e perciò è riconosciuto come prevenzione di malattie e promozione della salute.

●Dove stai andando? Verso cosa stai correndo?Fermati un istante. Non rispondere subito. Non prendere la prima idea che t...
13/04/2026

●Dove stai andando? Verso cosa stai correndo?

Fermati un istante. Non rispondere subito. Non prendere la prima idea che ti passa per la mente. Fermati davvero.

Ogni giorno ti alzi, ti muovi, fai, costruisci, insegui qualcosa. Ma se ti chiedo sinceramente: qual è la direzione della tua vita? Sai indicarla con chiarezza? Oppure stai semplicemente continuando a muoverti perché hai sempre fatto così?

Osserva bene. Non le parole, ma il movimento reale della tua esistenza.

Corri. Corri da mattina a sera. Ripeti gesti, pensieri, abitudini. Ti dici che stai andando verso qualcosa: un obiettivo, una realizzazione, una forma di felicità. Ma quando arrivi lì, cosa accade? Quanto dura? E poi? Non ricominci forse a correre di nuovo, verso qualcos’altro?

Allora fermati ancora un momento e guarda con onestà: stai davvero andando da qualche parte, oppure stai solo girando in cerchio?

Non è una domanda comoda. Se la lasci entrare davvero, qualcosa si incrina. Perché ti accorgi che gran parte del tuo movimento non nasce da una direzione chiara, ma da una spinta automatica. Come se qualcosa ti muovesse, e tu lo chiamassi “la mia vita”.

E in quel momento può nascere un vuoto. Una sensazione quasi vertiginosa. Perché se non sai dove stai andando, allora perché ti muovi? Perché tutto questo sforzo? Tutta questa corsa?

Non scappare da questa sensazione. Non riempirla subito con nuove risposte, nuovi obiettivi, nuove distrazioni. Resta lì.

Perché proprio lì inizia qualcosa di vero.

Se vedi chiaramente che ciò che insegui non è stabile, che ogni traguardo si dissolve, che ogni sicurezza è temporanea, allora forse stai iniziando a vedere la realtà per quello che è: un movimento continuo, senza un punto d’arrivo definitivo.

E allora la domanda cambia.

Non più: cosa devo raggiungere?

Ma: chi è che sta correndo?

Chi è che si muove senza sapere?

Chi è che cerca continuamente qualcosa fuori?

Se questa domanda diventa viva dentro di te, non come teoria ma come esperienza, allora la tua corsa può fermarsi, anche solo per un istante. E in quell’istante, per la prima volta, non stai andando da nessuna parte.

E forse, proprio lì, inizi a vedere.

Non c’è una direzione da costruire nel mondo che possa darti stabilità. Non c’è un obiettivo che possa chiudere definitivamente la ricerca. Tutto ciò che raggiungi cambia, si consuma, svanisce.

Ma questo non è un errore. È un invito.

Un invito a smettere di cercare fuori ciò che non può essere trovato fuori.

Un invito a guardare più in profondità.

Quindi te lo chiedo ancora, ma ora in modo diverso:

dove stai andando?

Se non sai rispondere, non è un fallimento. È l’inizio della chiarezza.

Resta in questa domanda. Non avere fretta di uscirne.

Perché solo chi vede di non sapere davvero, può iniziare a conoscere.

Sri Pranidhānanda

Domenica 19 Aprile
https://www.shivayogatemple.it/shiva-yoga-galbiate/costi-orari/

LE NOSTRE LEZIONI - YOGA Lissone
02/04/2026

LE NOSTRE LEZIONI - YOGA Lissone

Yoga Tradizionale Indiano a Lissone. Lezioni per per Principianti, Intermedi, Avanzati. Mindfulness e Yoga Teacher Training.

🏵L’adulto mi ha stancato!Mi riferisco a me stesso, non al mondo. Questo non è un giudizio sugli altri, ma un’osservazion...
02/04/2026

🏵L’adulto mi ha stancato!

Mi riferisco a me stesso, non al mondo. Questo non è un giudizio sugli altri, ma un’osservazione interiore.

L’adulto che è in me, quello fatto di doveri, rigidità, serietà, profondità continua, mi ha stancato.
Non perché sia falso. Non perché sia inutile.
Ma perché, se rimane solo quello, diventa una forma sottile di ignoranza.

Nello yoga si parla di avidyā: scambiare ciò che è transitorio per ciò che è essenziale.
E l’adulto, quando si irrigidisce, cade proprio in questo errore: prende la struttura per la verità, il ruolo per l’essere.

La responsabilità non è il problema.
Il problema è l’identificazione con la responsabilità.

Il dovere non è il problema.
Il problema è quando il dovere spegne la vita.

Nei Yoga Sutra si parla di abhyāsa (disciplina) e vairāgya (distacco).
Molti coltivano il primo e dimenticano il secondo.
Così diventano seri, profondi, impeccabili… ma perdono leggerezza, freschezza, libertà.

Questo non è yoga completo.

La vera maturità non è irrigidirsi.
È sapersi muovere tra struttura e spontaneità.

Per questo dico: l’adulto mi ha stancato.

Mi ha stancato l’adulto che accumula problemi, che si appesantisce, che vive nella tensione del controllo, che ha paura di perdere ciò che ha costruito.
Questo non è saggezza. È solo una forma più raffinata di paura.

La saggezza, nello yoga, ha un’altra qualità: è citta-prasādanam, una mente chiara, luminosa, serena.
E questa qualità assomiglia più alla freschezza di un giovane che alla pesantezza di un vecchio.

Per questo parlo di ritorno.

Non un ritorno all’incoscienza.
Non un ritorno alla fuga dalle responsabilità.
Ma un ritorno alla mente fresca.

Una mente che agisce, ma non si irrigidisce.
Che si assume responsabilità, ma non si identifica.
Che vive il dovere, ma non perde gioia.

Nel Bhagavad Gītā, l’azione giusta è azione senza attaccamento.
Non meno azione.
Ma azione più libera.

Questo è il punto.

Non diventare irresponsabili.
Diventare interiormente leggeri.

Non abbandonare la maturità.
Trasformarla.

La vera saggezza non è diventare sempre più adulti.
È non diventare mai interiormente vecchi.

La mente nuova, la mente fresca, la mente giovane.
Questa è la direzione dello yoga.

E sì, questa è anche una forma più alta di responsabilità.

Sri Pranidhānanda

🏵Namaskar,oggi si tende a pensare di poter fare tutto da soli, e questa idea è, sotto molti aspetti, sensata, corretta e...
27/03/2026

🏵Namaskar,
oggi si tende a pensare di poter fare tutto da soli, e questa idea è, sotto molti aspetti, sensata, corretta e anche giustificata. La approvo. Tuttavia, il fatto stesso di poter realmente procedere in autonomia deriva principalmente da due fattori.

Il primo è una forte capacità imprenditoriale interiore: una spinta autentica, una pienezza tale per cui non si avverte il bisogno di uno stimolo esterno che avvii il processo. In termini spirituali, è una condizione in cui si è già così colmi da non necessitare di un innesco.

Ma nella maggior parte delle persone questo non accade. La maggioranza ha bisogno di qualcosa di più: della voce del maestro, del guru, della verità espressa. Questa è l’upadeśa — lo stare vicino, il sedersi vicino alla verità. È una presenza che inserisce nel praticante una forza ulteriore, una direzione, una spinta a rivolgersi verso ciò che è reale.

È un richiamo, un invito, una conferma. Non crea la verità, ma orienta verso di essa.

Si può dunque fare tutto da soli, sì: è un fatto. Ma è altrettanto vero che, per poterlo fare, la maggior parte delle persone ha bisogno di sentirlo dire. E chi lo dice deve essere pienamente consapevole del processo.

In questo senso, la voce del maestro, l’upadeśa, diventa apparentemente indispensabile. Eppure, sarà proprio il maestro a dichiarare di non esserlo. Questo è il paradosso: è fondamentale, ma non assoluto. È necessario sentirlo direttamente da lui, perché è nella trasmissione viva che accade qualcosa che non può essere replicato.

È un gioco sottile e profondo della coscienza: l’Uno che si esprime nei molti, la dualità, le forme, le relazioni, le richieste.

Per questo, non bisogna avere timore di avvicinarsi a un maestro, di chiedere, di stare vicino, di ascoltare direttamente. Perché anche ascoltare un audiolibro, per quanto ben letto e ben interpretato, non è la stessa cosa che essere presenti davanti a un maestro vivente.

Il maestro sa dove fermarsi. Lascia spazi vuoti. Si sofferma sui punti essenziali e tralascia il resto. Non segue uno schema, ma il momento.

Chi legge un testo, invece, segue un flusso. Può ispirarsi, ma non necessariamente coglie ciò che è cruciale. Può enfatizzare l’irrilevante e sorvolare sull’essenziale.

Allora la domanda diventa: cosa vuoi ascoltare, e quando?

La comodità, la tecnologia, gli audiolibri, i social, le formazioni — tutto questo è utile. Ma è raro trovare chi sappia distinguere la vera voce di un maestro dalla semplice trasmissione di contenuti.

Quasi sempre si sceglie la comodità di un ascolto indiretto.

Eppure, la presenza reale, il momento vivo, rimangono insostituibili.

Sri Pranidhānanda

● Fondamenti della Pratica – Incontro a Libera DonazioneDomenica 29 marzo9:30 – 12:00ShivaYogaTemple – LissoneViale dell...
23/03/2026

● Fondamenti della Pratica – Incontro a Libera Donazione
Domenica 29 marzo
9:30 – 12:00
ShivaYogaTemple – Lissone
Viale della Repubblica 58

•La pratica dello yoga, se affrontata senza una comprensione corretta, rischia di diventare nel tempo un insieme di automatismi: posture ripetute, respiro non regolato, attenzione dispersa.
All’inizio questo non è evidente. Ma con il passare del tempo, piccoli errori si consolidano e diventano veri ostacoli al progresso.
Questo incontro nasce per evitare esattamente questo.

È un momento di chiarificazione, orientamento e riallineamento della pratica.
Per chi è all’inizio, permette di stabilire basi corrette fin da subito, comprendere cosa si sta facendo e perché, ed evitare deviazioni che poi richiedono anni per essere corrette.

Per chi pratica già da tempo, è un’occasione altrettanto necessaria: verificare, correggere e riportare precisione dove nel tempo si sono create abitudini inconsapevoli.
Senza questo tipo di lavoro, la pratica rischia di rimanere superficiale o inefficace.

•Durante l’incontro
Satsang sul significato reale della pratica yoga.
Spiegazione delle tecniche fondamentali di regolazione respiratoria.
Correzione delle posture principali.
Comprensione della progressione nel tempo: cosa viene prima e cosa dopo.
Spazio per domande e orientamento.

L’approccio è diretto e concreto: non teoria astratta, ma indicazioni applicabili immediatamente nella propria pratica.

•Conduzione
L’incontro è guidato da Śrī Pranidhānanda.
L’insegnamento segue un’impostazione tradizionale, basata su metodo, osservazione e correzione reale della pratica.

•Libera donazione
L’incontro è a libera donazione, secondo tradizione.
Non è previsto un contributo fisso.
Ognuno offre in base alle proprie possibilità e alla comprensione del valore ricevuto.

Al Tempio è presente una cassetta dedicata.

•Partecipazione
È richiesta conferma della presenza:
WhatsApp: 331 9087173
Email: [email protected]

● Namaskar, ciò che sta accadendo sotto i nostri occhi non è più rimandabile, non è più relativizzabile, non è più soppo...
26/02/2026

● Namaskar,

ciò che sta accadendo sotto i nostri occhi non è più rimandabile, non è più relativizzabile, non è più sopportabile. I fatti di questi giorni – che sono solo la punta visibile di un processo lungo e doloroso – hanno superato una soglia. Una soglia morale. Una soglia umana.

La domanda non è più cosa sta succedendo.
La domanda è: quanto ancora l’essere umano può sopportare?
Quanto può ignorare? Quanto può fingere di non vedere? Quanto può anestetizzarsi davanti alla sofferenza, agli scandali, alle manipolazioni, alle guerre, alle ingiustizie sistemiche, al dolore inflitto deliberatamente da esseri umani che hanno smarrito ogni contatto con la luce interiore?

E per “essere umano” intendo tutti: uomini e donne, giovani e anziani, credenti e non credenti, di ogni nazione, cultura e tradizione.

Mi rivolgo in modo particolare al mondo spirituale.
A chi pratica yoga.
A chi parla di consapevolezza, di risveglio, di energia, di compassione.

Shiva Yoga Temple si rivolge a persone sensibili, interiormente attente, capaci di percepire le vibrazioni sottili. E proprio per questo oggi non possiamo limitarci a coltivare un benessere individuale mentre il mondo attraversa un tempo di fuoco.

Non si tratta soltanto di conflitti armati.
Non si tratta soltanto di geopolitica.
Si tratta di un’esposizione sempre più evidente dell’ombra: corruzione, abuso di potere, sfruttamento, violenza psicologica e fisica, manipolazione culturale, disumanizzazione. È come se ciò che per anni è rimasto nascosto stesse emergendo in superficie.

E quando l’ombra emerge, la coscienza non può restare neutrale.

Nella Bhagavad Gita viene narrato un momento cruciale: due eserciti, quello che rappresenta il bene e quello che rappresenta il male, si trovano uno di fronte all’altro sul campo di battaglia di Kurukshetra. Kurukshetra non è solo un luogo geografico dell’antica India: è il simbolo del campo di battaglia dell’anima umana. È il momento in cui non si può più rimandare la scelta. È il momento in cui occorre decidere da che parte stare.

Da una parte il Dharma, l’ordine giusto, la rettitudine, la verità.
Dall’altra l’Adharma, la corruzione, l’ingiustizia, l’oscuramento della coscienza.

Oggi, anche noi siamo su un nostro Kurukshetra. Non un campo armato di spade, ma un campo morale, culturale, spirituale. E siamo chiamati a comprendere dove vogliamo stare: dalla parte della luce o dalla parte dell’ombra. Dalla parte della verità o della convenienza. Dalla parte della dignità umana o del silenzio che protegge l’ingiustizia.

Non scegliere è già una scelta.

Come maestro spirituale sento il dovere di parlare. Perché la spiritualità non è evasione dalla realtà. Non è rifugio. Non è anestesia emotiva. Se la pratica non ci rende più lucidi, più coraggiosi, più responsabili, allora non è trasformazione: è intrattenimento spirituale.

Ho detto più volte che non si sente abbastanza la voce dei leader spirituali su ciò che attraversa concretamente la società. Si parla di armonia, di energia, di vibrazioni elevate — ma raramente si affronta la sofferenza concreta del nostro tempo. Eppure, proprio ora che il male si manifesta in modo così evidente, il bene ha l’obbligo di non restare silente.

Quando insorgeremo interiormente?
Quando smetteremo di essere spettatori?
Quando trasformeremo la preghiera in responsabilità?
Quando la meditazione diventerà anche azione consapevole?

Non si tratta di odio.
Non si tratta di violenza.
Si tratta di chiarezza. Di posizione. Di integrità.

Se scegliamo la luce, dobbiamo incarnarla.
Se scegliamo la verità, dobbiamo sostenerla anche quando è scomoda.
Se scegliamo l’umanità, dobbiamo difenderla nei fatti.

Ogni epoca ha il suo campo di prova.
Ogni generazione ha il suo momento di verità.

Questo è il nostro.

Il bene non è passività.
La spiritualità non è neutralità.
La coscienza non è complicità silenziosa.

È tempo di alzare lo sguardo.
È tempo di assumersi la propria parte.
È tempo di stare, insieme, dalla parte della luce.

Sri Pranidhānanda

🏵IGNORANZA E BUONA FEDEPochi leader spirituali si occupano di manifestare e condividere quanto segue.Noi, cambiamo decis...
21/02/2026

🏵IGNORANZA E BUONA FEDE
Pochi leader spirituali si occupano di manifestare e condividere quanto segue.
Noi, cambiamo decisamente questa opinione diffusa, in quanto lo yoga e la spiritualità in generale non possono occuparsi soltanto del mondo dei cieli e dello spirito. L'essere umano dev'essere aiutato a sviluppare le sue massime risorse interiori, promuovendo pensiero critico anche su fatti quotidiani, ovvero il mondo.
Quindi oggi, ci concediamo uno sguardo sul periodo:

Il problema centrale non è l’esistenza di interessi.
Il problema è la combinazione tra:
fiducia automatica nelle dichiarazioni ufficiali,
mancanza di verifica, polarizzazione emotiva.

•La buona fede porta ad accettare narrazioni rassicuranti.
•L’ignoranza metodologica impedisce di analizzare strutturalmente.

Sia chiaro da subito, la buone fede rimane una virtù, ma se accompagnata all'ignoranza, diventa nociva.
Negli Yoga Sutra di Patanjali, questo stato è descritto con il termine Avidyā (II.3): l’errore fondamentale nel percepire la realtà.
Avidyā non è mancanza di informazioni.

È confusione tra:
ciò che appare e ciò che è,
ciò che è temporaneo e ciò che è stabile,
ciò che è interpretazione e ciò che è fatto.

Nel Sutra I.7 viene indicato che la conoscenza valida (pramāṇa) nasce da:
percezione diretta,
inferenza corretta,
testimonianza affidabile.
Quando questi tre vengono confusi, nasce la distorsione.

Il potere moderno non funziona necessariamente come:
“Comando segreto unico”. Funziona più spesso come: convergenza di interessi, incentivi, economici, alleanze strategiche, pressione industriale, allineamento mediatico-culturale.
Questo modello è più complesso ma anche più realistico.
Non serve un “centro occulto” per produrre uniformità narrativa.
Basta che interessi economici, sicurezza percepita e linee editoriali si allineino.

Nel linguaggio yogico, questo è il gioco delle vṛtti (I.5): le modificazioni della mente che costruiscono la realtà percepita.

Esempi di dissenso pubblico (USA ed Europa)
Il dissenso esiste. È verificabile.
Proteste universitarie contro la gestione della guerra in Medio Oriente.
Manifestazioni di piazza in numerose città,
prese di posizione pubbliche di attori e personalità culturali, critiche verso l’amministrazione.
Esempi noti includono critiche pubbliche da parte di figure dell’industria cinematografica e manifestazioni studentesche in campus prestigiosi.
Il dissenso non è assente.
La questione è quanto spazio riceve, con quale linguaggio, con quale continuità. Zero!

In Europa: manifestazioni contro il riarmo, proteste pro-Palestina in capitali europee, movimenti civili contro escalation militari.
Anche qui il dissenso è reale.
La sua visibilità varia per paese, linea editoriale e clima politico.
Questo dimostra un punto cruciale:
l’alternativa esiste. Non è soppressa in modo assoluto, ma è necessaria la sete di verità per scoprirla.

Le dichiarazioni ufficiali non sono prova sufficiente.
Gli interessi economici sono reali e misurabili.
I media non sono neutrali.
La propaganda esiste in ogni conflitto.

Il vero antidoto non è credere alla versione alternativa per reazione.
È sviluppare disciplina nel distinguere:
fatto, interesse, interpretazione, inferenza. Ma tutto ciò ha un costo. Sai qual'e? Viveka dev'essere attivo, non spento.

Negli Yoga Sutra (II.26) si afferma che la liberazione nasce - infatti - da viveka-khyāti, la discriminazione continua.
Non un’illuminazione improvvisa.
Ma pratica costante di discernimento.

L’alternativa non è:
credere ciecamente alle istituzioni
né credere automaticamente alla contro-narrazione.
L’alternativa è metodo. È imparare a:
confrontare fonti divergenti, distinguere emozione da evidenza, riconoscere interessi senza costruire totalità onnipotenti.

Chi dorme — nel senso yogico — non è chi ignora un evento.
Dormiente è chi: non verifica, non distingue
reagisce senza analisi.
E qui la frase può essere espressa con rigore:
Chi rimane in Avidyā viene inevitabilmente dominato dalle conseguenze delle proprie distorsioni percettive.
La distorsione produce da sé errore decisionale.
Non viviamo in un mondo neutrale.
Non viviamo nemmeno in un teatro perfettamente orchestrato e onnipotente.
Viviamo in un sistema complesso dove:
interessi economici influenzano politica,
narrativa influenza percezione,
percezione influenza consenso,
consenso legittima decisioni.

•Ignoranza più buona fede impediscono di vedere la struttura.
Ma anche la sfiducia totale produce distorsione.
Il lavoro dello yogin quindi, non è scegliere una narrativa o l'altra.
È sviluppare discernimento stabile sotto pressione informativa.

Questo è Yoga applicato alla contemporaneità.
Questo è il senso di tutto il post, racchiuso nelle ultime due righe.

🏵Namaskar, si può parlare di yoga, di meditazione, di spiritualità, di biologico, di salute, di natura, di cucina e di q...
19/02/2026

🏵Namaskar,
si può parlare di yoga, di meditazione, di spiritualità, di biologico, di salute, di natura, di cucina e di qualsiasi altro argomento.
Ma si può parlare anche di questo, nonostante susciti sempre una certa allergia. In ogni caso è fondamentale che il fenomeno sia sempre più riconoscibile.

Lo scopo del post?
Nessuno in particolare!
Ma come luogo di risveglio, qual'e lo ShivaYogaTemple, non possiamo ignorare il fatto e dirigere l'attenzione sempre altrove.
Il divino richiede verità nelle azioni.

●Hai notato che ultimamente non ci sono stati molti cieli davvero blu?
Tra tutte le cose che accadono nel nostro tempo, questa è forse quella che scuote di più, perché riguarda qualcosa che nessuno può evitare: ciò che respiriamo, ciò che ci avvolge ogni giorno.
Perché è visibile, eppure spesso viene ignorato o deriso.

Possiamo ancora scegliere molte cose: vivere in modo sano, cercare la natura, muovere il corpo, bere acqua sicura, nutrirci con semplicità.

Ma la domanda resta: quanto possiamo dirci davvero “al sicuro” se l’ambiente stesso è compromesso?

Alcuni metalli come alluminio, bario e stronzio sono spesso citati in numerosi dibattiti, per intenderci, non da social e si sa con estrema precisione che certe esposizioni a metalli pesanti possono essere dannose per la salute in vari modi.

Anche se qualcuno afferma che tutto questo serva a “combattere il cambiamento climatico”, dobbiamo chiederci ancora una volta:
È davvero questa la strada?
È davvero amore per la vita?
È davvero coscienza?
La spiritualità non è fuga.
È presenza.
È discernimento.
È custodire la vita con verità.

Lo abbiamo già ribadito prima. Cosa può fare il singolo? Tu? Apparentemente nulla.
Eppure Ghandi era un singolo, ma ha liberato un intera nazione.

🏵 Mercoledì delle Ceneri: un inizio di cammino interiore (per studenti di yoga)Oggi, nella tradizione cristiana, è il Me...
18/02/2026

🏵 Mercoledì delle Ceneri: un inizio di cammino interiore (per studenti di yoga)
Oggi, nella tradizione cristiana, è il Mercoledì delle Ceneri, il giorno che apre la Quaresima: quaranta giorni di preparazione alla Pasqua.
È un momento molto essenziale, sobrio, quasi silenzioso.
Nel rito cristiano, si riceve un segno semplice: un po’ di cenere sul capo, accompagnata da parole forti:

“Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”

Questo gesto non è un simbolo di tristezza, ma di verità.
Le ceneri ricordano che la vita è fragile, che il tempo è prezioso, e che l’essere umano non è chiamato a vivere in superficie, ma in profondità.
Un tempo di purificazione e ritorno all’essenziale. Quaresima è soprattutto questo. Un cammino di purificazione:
lasciare ciò che appesantisce il cuore
ritrovare ciò che conta davvero
tornare a Dio con sincerità.
Non è un esercizio morale esterno, ma un movimento interiore:
spogliarsi dell’ego, delle illusioni, delle distrazioni.

●Vogliamo fare un parallelismo con la via dello yoga (senza confusione).
Per chi pratica yoga, questo tempo può essere compreso anche come un periodo simile a ciò che chiamiamo:
tapas (disciplina trasformativa),
svādhyāya (auto-osservazione),
vairāgya (distacco),
ritorno al centro.

Nello yoga, come nella tradizione cristiana, esiste un invito a non vivere in modo automatico, ma a risvegliarsi.
La Quaresima può essere vista come un tempo in cui si pratica un “ritiro nella vita quotidiana”:
meno rumore, più presenza, più silenzio, più verità.

La cenere è ciò che resta dopo il fuoco.
Nel cristianesimo indica:
la nostra mortalità, l’umiltà, la conversione del cuore.
Nello yoga, possiamo riconoscere un’eco universale:
quando ciò che è falso brucia, resta l’essenziale.
Non si tratta di annullarsi, ma di tornare alla radice.

Nella Bibbia, quaranta giorni sono sempre un tempo di trasformazione:
40 giorni nel deserto, 40 giorni di prova e preparazione, 40 giorni di ritorno a Dio.
Anche nel cammino yogico, sappiamo che la trasformazione richiede:
costanza, disciplina, sincerità, pratica quotidiana.

Per chi vive lo yoga come cammino spirituale, (non solo posture ), questo tempo può diventare una domanda semplice:
Cosa devo lasciare andare?
Dove sto vivendo in superficie?
Qual è il mio vero centro?
Come posso avvicinarmi di più al Divino?

Nel cristianesimo, questo “Divino” è Dio personale, incontrato nella preghiera e nella conversione.
Nello yoga, il linguaggio cambia, ma la direzione può essere simile:
tornare all’Essere, alla Presenza, alla Verità.

Questo Mercoledi delle Ceneri ci ricorda che ogni autentico cammino spirituale inizia così:
con umiltà, semplicità e verità.
Che questi quaranta giorni possano essere un tempo di pratica più consapevole:
più silenzio, più compassione, più disciplina
più apertura al Sacro.
Non per diventare “perfetti”, ma per diventare più reali.

Sri Pranidhānanda

🏵MAHĀŚIVARĀTRI 2026
16/02/2026

🏵MAHĀŚIVARĀTRI 2026

🏵Mahāśivarātri — 15 febbraio 2026Oggi è Mahāśivarātri.Il tempo in cui la coscienza umana si raccoglie, si fa silenziosa,...
15/02/2026

🏵Mahāśivarātri — 15 febbraio 2026
Oggi è Mahāśivarātri.
Il tempo in cui la coscienza umana si raccoglie, si fa silenziosa, si fa vera.
Questo tempo porta una qualità particolare:
profondità, presenza, essenzialità.

Śiva rappresenta ciò che resta quando tutto si quieta.
Śiva è lo spazio infinito della coscienza.
Śiva è il cuore immobile dentro il movimento della vita.
Śiva è il principio eterno che sostiene ogni cambiamento.
Mahāśivarātri ricorda questo:
Dentro l’essere umano esiste l’infinito.

Yoga come vita vissuta
Yoga significa unione.
Unione tra respiro e mente.
Unione tra corpo e consapevolezza.
Unione tra l’azione quotidiana e la presenza interiore.
Yoga vive nella vita reale:
nel lavoro svolto con attenzione
nelle relazioni vissute con verità
nel dolore attraversato con maturità
nella gioia custodita con gratitudine
Yoga trasforma la vita in pratica.

La forza del silenzio
Questo tempo appartiene al silenzio.
Il silenzio contiene la risposta più profonda.
Nel silenzio l’essere umano si ricorda:
“Io sono coscienza.”
“Io sono presenza.”
“Io sono oltre il rumore dei pensieri.”
Śiva dimora nel silenzio.

Il Guru come luce
Il Guru rappresenta la luce della conoscenza.
Il Guru risveglia.
Il Guru guida verso ciò che è essenziale.
Il Guru porta chiarezza.
Il Guru insegna libertà interiore.
Ogni vero cammino spirituale fiorisce attraverso questa luce.

L’essere umano come luogo sacro
L’essere umano porta fragilità e grandezza insieme.
Porta desiderio di infinito.
Porta sete di amore.
Porta bisogno di senso.
Questa condizione umana diventa sacra quando viene vissuta con consapevolezza.
Śiva abita nell’umano.

Mahāśivarātri come risveglio
Mahāśivarātri invita a vivere con pienezza.
Invita a lasciare emergere ciò che è reale.
Invita a dimorare nella presenza.
Invita a riconoscere l’eterno nel quotidiano.
Questa tempo diventa una meditazione vivente.

O Śiva,
coscienza infinita,
danza eterna dell’universo,
luce immobile nel cuore del tempo,
risplendi in noi.
Rendi chiara la mente.
Rendi stabile il cuore.
Rendi sacra la vita.
Che questo tempo porti risveglio.
Om Namaḥ Śivāya.

🏵Mahāśivarātri 2026🏵 orientamenti non canoniciSiva–Śakti – il magnetismo del realeMolti parlano di Siva e Śakti come di ...
12/02/2026

🏵Mahāśivarātri 2026🏵 orientamenti non canonici
Siva–Śakti – il magnetismo del reale

Molti parlano di Siva e Śakti come di due “principi”:
maschile e femminile,
cielo e terra,
coscienza ed energia.
Ma nella tradizione questo non è simbolismo psicologico.

Siva non è “l’uomo” e Śakti non è “la donna”.
Questa è una riduzione moderna.
Siva è ciò che non si muove:
la coscienza, l’asse, la presenza immobile.
Śakti è ciò che appare:
il potere del manifestarsi, la vibrazione del reale, la vita stessa.
Non sono due cose.
Sono due aspetti inseparabili di un’unica realtà.
Per questo, nello śivaismo, non esiste Siva senza Śakti e non esiste Śakti senza Siva.
Senza Śakti, Siva sarebbe puro silenzio senza mondo.
Senza Siva, Śakti sarebbe movimento senza centro.
Il loro rapporto non è “unione romantica”.
È magnetismo.
Siva attrae perché è ciò che resta quando tutto si arresta.
Śakti risponde perché è ciò che non può che manifestarsi.

Il devoto spesso cerca Siva come trascendenza,
e dimentica che Śakti è la sua prossimità:
il corpo, il respiro, l’esperienza, il mondo.
Mahāśivarātri non celebra solo l’immobilità.
Celebra anche il fatto che l’immobilità genera presenza e la presenza genera vita.
Quando si comprende Siva–Śakti, si smette di cercare il divino altrove.
Perché il divino non è fuori dal mondo.
È il mondo visto senza separazione.
Siva è l’asse.
Śakti è il suo abbraccio.
E l’unione non è qualcosa da raggiungere.
È ciò che è sempre già vero, quando la mente smette di dividere.

●Celebra con noi Mahāśivarātri
Shiva Yoga Temple – Lissone
Domenica 15 febbraio · ore 16:30
📩 [email protected]

Indirizzo

Viale Della Repubblica, 58
Lissone
20185

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 21:30
Mercoledì 08:00 - 21:30
Giovedì 08:00 - 21:30
Venerdì 08:00 - 21:30
Sabato 08:30 - 18:30
Domenica 08:30 - 18:30

Telefono

+393319087173

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Shiva Yoga Temple pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Il Luogo Di Culto

Invia un messaggio a Shiva Yoga Temple:

Condividi